Protocollo d'intesa tra il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e la Rete delle Università italiane per acquisizione, scambio e analisi di dati ed informazioni di ricerca sull’applicazione del codice del processo penale minorile - 19 maggio 2025
May 19, 2025
Protocollo d’intesa
tra
Dipartimento per la giustizia Minorile e di Comunità
e
Rete delle università italiane
Visto l’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, il quale prevede che le Amministrazioni pubbliche possano concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività d’interesse comune
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 recante il Codice in materia di protezione dei dati personali
Considerata l’importanza della costituzione di una Rete Nazionale di diverse Università italiane interessate a svolgere un’approfondita analisi sulle trasformazioni delle forme della devianza e le applicazioni del D.P.R. 448/1988 nel nostro Paese
Considerato che dalla collaborazione fra il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e la Rete delle Università Italiane possono derivare importanti lavori di ricerca utili anche per indicazioni di policy nel settore della prevenzione della devianza minorile
Tutto quanto sopra visto e considerato,
Il Dipartimento della Giustizia Minorile, nella persona del Capo Dipartimento Dr. Antonio Sangermano, e la Rete delle Università italiane costituita da:
- Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento Jonico “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture”, referente Prof. Pierluca Massaro;
- Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Giuridiche, referente Prof.ssa Rossella Selmini;
- Università di Bologna, Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia, referente Prof.ssa Raffaella Sette;
- Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, referente Prof. Nicola De Luigi;
- Università della Calabria, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, referente Prof.ssa Franca Garreffa;
- Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Dipartimento di Scienze Politiche, referente Prof.ssa Giovanna Palermo;
- Università di Catania, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, referente Prof.ssa Deborah De Felice;
- Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali, referente Prof. Gianmarco Cifaldi;
- Università di Firenze, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, referente Prof. Vincenzo Scalia;
- Università di Genova, Dipartimento di Giurisprudenza, referente Prof.ssa Isabel Fanlo Cortes;
- Università di Genova, Dipartimento di Scienze della Formazione, referente Prof.ssa Gabriella Petti;
- Università Marconi Telematica, Dipartimento Scienze giuridiche e politiche, referente Prof. Pasquale Peluso;
- Università Mediterranea di Reggio Calabria, Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane, referente Prof.ssa Rossella Marzullo;
- Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Giuridiche “Cesare Beccaria”, referente Prof. Roberto Cornelli;
- Università del Molise, Dipartimento Giuridico, referente Prof. Alfonso Villani;
- Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Dipartimento di Scienze Politiche, referente Prof. Giacomo Di Gennaro;
- Università di Palermo, Dipartimento di Culture e Società, referente Prof. Giovanni Frazzica;
- Università di Parma, Dipartimento di Giurisprudenza, Studi Politici e Internazionali, referente Prof.ssa Chiara Scivoletto;
- Università Parthenope, Dipartimento delle Scienze Mediche, Motorie e del Benessere, referente Prof.ssa Maria Luisa Iavarone;
- Università di Salerno, Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione (DISPC), referente Prof.ssa Giovanna Truda;
- Università degli Studi di Sassari, Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali, referente Prof.ssa Patrizia Patrizi;
- Università di Torino, Dipartimento di Giurisprudenza, referente Prof.ssa Daniela Ronco;
- Università di Torino, Dipartimento di Culture, Politica e Società, referente Prof.ssa Roberta Bosisio;
- Università di Verona, Dipartimento di Scienze Giuridiche, referente Prof. Ivan Salvadori;
PREMESSO
Che il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (d’ora in poi Dipartimento), anche nell'ambito del mandato istituzionale affidatole dall'art. 27 della Costituzione, ha, tra i suoi compiti istituzionali la prevenzione della devianza minorile, l’analisi delle devianze, l’elaborazione dei modelli di intervento e la promozione di attività di studio e ricerca su tali temi;
Che la Rete delle Università italiane (di seguito Rete) è composta da Università che hanno tra i propri compiti istituzionali lo svolgimento di attività di ricerca da condurre secondo i principi di libertà e di autonomia scientifica;
Che le Università che compongono la Rete hanno come mandato specifico della propria attività istituzionale la valorizzazione sociale dei risultati della ricerca, nell’ambito della Terza Missione, definita come propensione delle strutture all’apertura verso il contesto socioeconomico, esercitato mediante la valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze.
Che la Rete e il Dipartimento convengono sulla opportunità di collaborare per la realizzazione di una ricerca nazionale finalizzata ad acquisire conoscenza ed elaborare valutazioni sugli esiti applicativi e sull’efficacia delle differenti misure previste nell’ambito del codice del processo penale minorile (D.P.R. 448/1988) e in particolar modo della misura di probation della sospensione del processo con Messa alla Prova (MAP)
sottoscrivono il presente
Protocollo D’Intesa
Articolo 1
Oggetto del protocollo e finalità
Il Protocollo ha come obiettivo la definizione delle modalità di collaborazione fra le Parti al fine di favorire, nel rispetto delle rispettive e specifiche competenze, l’acquisizione, lo scambio e l’analisi di dati ed informazioni afferenti alle tematiche oggetto di ricerca inerenti all’applicazione del D.P.R. 448/1988 nel nostro Paese. A tal fine, saranno coinvolti docenti con specifiche competenze in diversi settori disciplinari afferenti alla Rete firmataria del presente atto.
Nell’ambito della collaborazione sarà favorita la partecipazione reciproca ad incontri di approfondimento tematici come convegni, seminari ec.; nonché la promozione di attività culturali, formative ed iniziative editoriali inerenti ai temi della giustizia minorile.
Articolo 2
Modalità operative
Per il raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 1, il Dipartimento e la Rete si impegnano nella costituzione di un Gruppo di Coordinamento che sarà composto da n. 4 componenti indicati dal Dipartimento e n. 4 componenti indicati dalla Rete.
- Il Gruppo di Coordinamento ha l’obiettivo di facilitare lo svolgimento operativo della ricerca e potrà stabilire programmi operativi (oggetto di allegati separati) e ogni altra attività necessaria per lo svolgimento delle diverse fasi che compongono i filoni di ricerca individuati, ferma restando l’autonomia scientifica della Rete.
- La Rete si impegna a organizzare, anche con il supporto operativo del Gruppo di Coordinamento, incontri ad hoc (focus group) volti a presentare periodicamente i risultati delle attività di ricerca al Dipartimento e a discuterli con il Dipartimento stesso (oltre che con Operatori e Operatrici USSM ed eventualmente con i Tribunali per i Minorenni e altri attori/attrici della giustizia minorile) al fine di condividere in itinere dati e valutazioni sugli esiti delle attività di ricerca e di proporre raccomandazioni operative da elaborare nel dialogo con il Dipartimento.
- Il Dipartimento, fermo restando l’autonomia decisionale delle singole Presidenze dei Tribunali per i Minori, si impegna a sensibilizzare le Presidenze e gli Uffici del Servizio sociale minorile rispetto alle finalità e all’importanza della ricerca nazionale, invitando le strutture giurisdizionali alla collaborazione e a porre a disposizione quanto possibile per il raggiungimento degli obiettivi della ricerca.
- Ai fini, dell’attività di fundraising diretta a sostenere l’attività di ricerca nazionale, il Dipartimento e la Rete proporranno congiuntamente missive indirizzate a soggetti pubblici e privati per sensibilizzarli al sostegno dell’attività di ricerca e alle ragioni della necessità della stessa.
- I risultati delle attività di ricerca potranno essere oggetto di attività seminariali e di convegni, nonché di eventuali pubblicazioni.
Articolo 3
Dati ed informazioni oggetto di condivisione
- I soggetti di una Parte che si recheranno eventualmente presso le strutture dell’altra Parte per la conduzione e lo sviluppo delle attività da realizzare in esecuzione del presente Protocollo, dovranno attenersi alle procedure autorizzative in essere, che verranno preventivamente rese note.
- Ciascuno dei soggetti avrà cura di applicare le opportune misure per mantenere circoscritte le informazioni e le documentazioni riservate ottenute che non potranno essere utilizzate per scopi diversi da quelli previsti dal presente protocollo.
- Lo scambio delle informazioni utilizzate per le finalità di cui all’art. 1 riguarderà i dati strettamente necessari allo sviluppo delle analisi concordate e avverrà nei limiti di segretezza e riservatezza imposti dalla legge. In particolare, seguendo le indicazioni fornite dall’Autorità Garante della privacy (n. 411 del 4 luglio 2024) tutti i provvedimenti giudiziari saranno trattati mediante anonimizzazione dei soggetti interessati.
- Le procedure seguite per il trattamento dei dati saranno oggetto di accordo e condivisione. Tali procedure si svolgeranno secondo le vigenti norme in materia di protezione dei dati personali (D.lgs. 196/2003) e del Regolamento europeo del trattamento dati personali del 2016 che sono vincolanti per tutti i partecipanti alle attività di trattamento dei dati di cui al presente Protocollo.
Articolo 4
Impegni assunti dai soggetti sottoscrittori
- Le Parti si impegnano a favorire la partecipazione ad incontri di studio o di ricerca, seminari, convegni, corsi di aggiornamento professionale, altre iniziative culturali, formative ed editoriali, organizzate dal Dipartimento, dalla Rete delle Università o congiunte, nel reciproco interesse, nell’ambito delle finalità dell’art 1del presente protocollo;
- Le Parti si impegnano a utilizzare i dati per le specifiche finalità di cui all’art. 1 e a non divulgare, comunicare, cedere a terzi, né in alcun modo riprodurre i dati medesimi.
- Entrambe le parti si impegnano nella ricerca di fondi necessari per la realizzazione della ricerca, attraverso il contributo di istituzioni private e la partecipazione a bandi pubblici nazionali ed europei.
Articolo 5
Risultati del progetto
- I risultati delle ricerche effettuate in conformità con il presente Protocollo sono di proprietà delle Parti sottoscriventi.
- Tutti i risultati delle ricerche, nonché degli studi prodotti, dovranno esplicitare che gli stessi sono stati realizzati nell’ambito del presente Protocollo e riportare la fonte dei dati.
- La diffusione dei risultati sarà comunque effettuata nel rispetto delle norme poste a tutela del segreto statistico e della riservatezza dei dati personali.
Articolo 6
Modifiche della convenzione
Le Parti potranno definire con successivi accordi eventuali variazioni o correttivi alle modalità di cooperazione oggetto del Protocollo che si renderanno opportune o necessarie per attuare quanto previsto all’art. 1.
Articolo 7
Durata della convenzione
Il presente Protocollo ha durata biennale a decorrere dalla data della sua sottoscrizione e potrà essere rinnovato alla scadenza su espressa iniziativa delle Parti per ulteriori attività ritenute importanti.
Articolo 8
Sicurezza delle informazioni e privacy
Le modalità e le finalità dei trattamenti dei dati gestiti nell’ambito delle attività svolte nel presente saranno improntate ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e al rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e successive modifiche e integrazioni e del Regolamento europeo del trattamento dati personali del 2016, così confermando quanto già riportato all’art. 3 supra.
Roma, 19 maggio 2025
Per il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Antonio Sangermano
Per la Rete delle Università italiane
Prof. Giacomo Di Gennaro
Prof.ssa Chiara Scivoletto