Protocollo d'intesa Liberi di Scegliere per assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa e ai familiari che rifiutano le logiche criminali - 7 maggio 2024

May 7, 2024

RINNOVO PROTOCOLLO INTESA “LIBERI DI SCEGLIERE”

TRA

Ministero della Giustizia

Ministero dell’Interno

Ministero dell’Istruzione e del Merito

Ministero dell’Università e della Ricerca

Presidenza del Consiglio dei Ministri
(Ministero Famiglia, Natalità e Pari Opportunità)

Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo

Conferenza Episcopale Italiana (di seguito CEI)

Corte d’Appello di Catania

Procura Generale presso la Corte di Appello di Catania

Tribunale per i minorenni di Catania

Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania

Corte Appello di Napoli

Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli

Tribunale per i Minorenni di Napoli

Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli

Corte d’Appello di Palermo

Procura Generale presso la Corte di Appello di Palermo

Tribunale per i Minorenni di Palermo

Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo

Corte d’Appello di Reggio Calabria

Procura Generale presso la Corte di Appello di Reggio Calabria

Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria

Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria

Libera, Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie (di seguito Libera)

Salesiani per il sociale APS

Associazione Fonte d’Ismaele ODV

Associazione centro ELIS

Associazione Cometa ODV

Fondazione di Comunità di San Gennaro E.F.

Per la realizzazione del progetto 
LlBERI DI SCEGLIERE

1.1 “Assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa e ai familiari che rifiutano le logiche criminali”

VISTI

  • gli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana, che garantiscono il rispetto della dignità umana, richiedono l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale da parte dei cittadini e proclamano il compito della Repubblica di favorire il pieno sviluppo della persona umana;
  • l’articolo 9 della Costituzione italiana che garantisce lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica;
  • la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'educazione e la formazione ai diritti umani adottata il 23 marzo 2011;
  • la Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non-discriminazione attraverso l'educazione, adottata dai Ministri dell'Istruzione dell'Unione Europea (Parigi, 17 marzo 2015);
  • i documenti internazionali, le Raccomandazioni dell'UNESCO, i regolamenti e le direttive dell'Unione Europea che costituiscono un quadro di riferimento entro cui collocare l'educazione alla cittadinanza, alla legalità, ai valori sedimentati nella Storia dell'Umanità come elementi essenziali del contesto pedagogico e culturale degli Stati;
  • la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge 27 maggio 1991, 176;
  • la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori, adottata a Strasburgo il 25 gennaio 1996, entrata in vigore l’1 luglio 2000 ratificata con Legge del 20 marzo 2003 77 (in specie artt. 3,9, 29);
  • il D.L. n. 1404 del 20 luglio 1934 "Istituzione e funzionamento dei Tribunali peri minorenni" (e succ.mod.);
  • il Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988 n. 448 (e succ. mod.) Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni”;
  • il Decreto Legislativo 28 luglio 1989 n. 272 “Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, 448, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni”;
  • il Protocollo d’intesa siglato tra il Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità e la rete di associazioni “Libera”;
  • l’Accordo Quadro finalizzato alla realizzazione del progetto “Liberi di Scegliere”, siglato a Reggio Calabria in data 1 luglio 2017 tra il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno, la Regione Calabria, la Corte di Appello di Catanzaro, la Corte di Appello di Reggio Calabria, il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria;
  • la risoluzione del Consiglio Superiore della Magistratura del 10.2017 (La tutela dei minori nell’ambito del contrasto alla criminalità organizzata);
  • il Protocollo di Intesa, finalizzato alla realizzazione del progetto Liberi di Scegliere, siglato in data 7.2020 tra il Ministero della Giustizia, il Ministero dell'Interno, il Ministero dell’ Istruzione, il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Dipartimento per le pari opportunità - Ministero della famiglia, la Conferenza Episcopale Italiana, l’Associazione Libera, il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria;
  • il D.L. 15 settembre 2023, n.123, convertito con modifiche nella legge 159/2023, recante "Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale";

CONSIDERATO CHE

  • nei contesti delinquenziali di tipo mafioso, la “famiglia” criminale coincide spesso con quella biologica e, comunque, l’indottrinamento malavitoso dei minorenni è radicata consuetudine delle organizzazioni criminali strutturate su base familiare o locale, necessaria per garantire continuità generazionale e il mantenimento del potere sul territorio;
  • nei contesti indicati la “famiglia” assume un ruolo “condizionante” la struttura psichica dei suoi componenti, specie se minori, determinando quei meccanismi di svincolo morale che sostanziano la dimensione criminologica delle organizzazioni di stampo mafioso;
  • occorre, pertanto, assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni di tali “famiglie” e ai loro congiunti che dimostrino di rifiutare le logiche criminali, aspirando ad una nuova vita conforme ai principi costituzionali e della civile convivenza, anche senza assumere lo status di collaboratori o testimoni di giustizia;
  • occorre assicurare una concreta alternativa di vita anche ai minorenni e ai relativi nuclei familiari che siano vittime della violenza mafiosa, quando non sussistono i presupposti normativi per l’ammissione alle speciali misure di protezione;
  • in ossequio ai principi di cui agli artt. 2, 3 e 31 Cost., è preciso compito della Stato - e delle proprie diramazioni istituzionali – proteggere l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo, e intervenire a tutela dell’integrità fisica e sociale dei minori mediante interventi volti alla salvaguardia di reali opportunità esistenziali che consentano una effettiva integrazione (o reintegrazione) nel tessuto sociale, mediante il ripristino di valori collettivi condivisi;
  • la necessità di un temporaneo allontanamento e/o di percorsi rieducativi mirati, disposti attraverso le misure previste dagli artt. 330 e ss. del Codice civile e dall’art. 25 del R.D.L. 1934 n. l404 o quelle penali (messa alla prova ex art. 28 D.P.R. 22.9.1988 n.448 e misure penali di comunità ex Dlg n.12l/20l8) diventa l’unica via possibile per offrire - nelle situazioni di grave e concreto pregiudizio - delle reali opportunità di crescita e di realizzazione personale ai minorenni e ai giovani adulti delle famiglie mafiose;
  • l’efficacia di tali delicati provvedimenti non può che passare per un adeguato accompagnamento dei minorenni e dei familiari coinvolti che, allontanati o meno dal territorio di provenienza, necessitano di uno specifico supporto psicologico e di adeguati sostegni educativi sociali ed economici;
  • ogni intervento di supporto e sostegno al percorso educativo-assistenziale deve irrimediabilmente delinearsi in base alle caratteristiche psicologiche e alle necessità esistenziali del singolo minore, onde adeguare la rete operativa alle specificità di inserimento e adattamento dello stesso;
  • la sola rete pubblica (socio-sanitaria ed educativo-assistenziale) può, in alcuni casi specifici, non essere efficace nella realizzazione degli interventi programmati dagli Uffici Giudiziari Minorili che, per la peculiarità e complessità del fenomeno, necessitano di un diverso e più intenso approccio, da realizzarsi secondo una strategia mirata che preveda l’integrazione delle risorse pubbliche con quelle del privato sociale, su base nazionale.

PREMESSO CHE

Il Ministero della Giustizia:

  • è preposto all’organizzazione dell’amministrazione giudiziaria ed è responsabile dell’organizzazione dei servizi della giustizia e dell’allocazione delle risorse;
  • provvede, attraverso il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità ad assicurare l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Minorile, garantendo la tutela dei diritti soggettivi, la promozione dei processi evolutivi adolescenziali e il reinserimento sociale e lavorativo dei minori e dei giovani adulti entrati net circuito penale;
  • provvede, attraverso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, al trattamento dei detenuti, compresi quelli ristretti nei circuiti di alta sicurezza e quelli sottoposti al regime speciale di cui all' 41 bis dell'Ordinamento Penitenziario, nei limiti consentiti dalle restrizioni di legge;

Il Ministero dell'Interno:

  • è titolare della funzione dell'ordine e della sicurezza pubblica che esercita tramite il coordinamento delle forze di Polizia nonché del coordinamento delle attività delle Prefetture - Uffici territoriali del governo, che svolgono sul territorio un’azione di impulso, indirizzo, mediazione sociale e collaborazione tra gli attori istituzionali in tutte le attività amministrative;
  • tramite il Servizio Centrale di Protezione, ha il compito di tutelare e proteggere i testimoni e collaboratori di giustizia e di dare attuazione ai programmi di protezione e di assistenza legale e sanitaria a tutti gli aventi diritto (familiari e congiunti delle persone protette, anche minori di età) e di assicurare la promozione delle misure di reinserimento nel contesto sociale e lavorativo e di protezione delle persone ammesse al programma di protezione, compresa l’emissione di documenti personali e di quanto relativo all’assistenza finanziaria, sanitaria e legale;
  • tramite le Questure (Uffici Minori della Divisione Anticrimine), assolve a funzioni di tutela dei minori in situazioni di disagio socio-familiare, cooperando con gli altri organismi istituzionali e con l’Autorità Giudiziaria;

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito:

  • garantisce a tutti, minori di età e adulti, il diritto all'istruzione con l’obiettivo di favorire e sostenere il successo formativo di ciascuno e di contrastare ogni forma di disagio e di discriminazione, in continuità con gli interventi pregressi in materia;
  • favorisce le autonomie scolastiche e la loro interazione con le Istituzioni pubbliche, gli altri Ministeri, le autonomie locali, i settori economici e produttivi, gli enti pubblici e le associazioni per la definizione e la realizzazione dei piani formativi integrati specifici che possano rispondere alla complessità e alle urgenze individuali e collettive dei soggetti interessati e coinvolti;
  • promuove nelle istituzioni scolastiche, anche all'interno delle strutture detentive minorili, interventi di supporto alla convivenza civile e all'impegno giovanile al fine di favorire la costruzione dell'identità personale e la consapevolezza di essere titolari di diritti e di doveri in una comunità sociale e civile in cui il valore della solidarietà trova espressione anche nelle forme di contribuzione partecipata e volontaria;

Il Ministero dell’Università e della Ricerca:

  • coordina, vigila e indirizza le Università nel loro compito di Istituzioni di formazione di secondo livello, stimolando e supportando la partecipazione delle stesse a progetti di recupero sociale e di reinserimento nel mondo del lavoro;
  • favorisce le autonomie universitarie nelle attività di orientamento, tutorato e didattica, anche nei confronti dei destinatari di cui all'articolo 3 del presente protocollo;
  • supporta le Università nella gestione degli aspetti amministrativo-burocratici anche attraverso appositi interventi economici ed organizzativi per i giovani meritevoli (sussidi alle iscrizioni, tutor didattici dedicati, reperimento di materiale didattico anche in formato digitale ecc. )";
  • elabora studi e ricerche specifiche in modo da favorire l’estendersi dell’impegno universitario nell’area della marginalità sociale in termini di ricerca, didattica e sperimentazione;
  • favorisce l’integrazione tra le competenze presenti nel mondo accademico e quelle che operano in strutture esterne, non solo in vista di appositi tirocini curriculari ed extracurriculari, ma anche di possibili corsi singoli di insegnamento per i quali coinvolgere esperti che operano nel settore.

Presidenza del Consiglio dei ministri - Ministro per La Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità:

  • con il supporto del Dipartimento per le pari opportunità coordina e finanzia la programmazione e la progettazione delle iniziative per la promozione delle politiche di parità e pari opportunità.

In particolare, il Dipartimento:

  • promuove e coordina le azioni di Governo volte ad assicurare l'attuazione delle pelitiche concernenti la materia dei diritti e delle pari opportunità di genere con riferimento, in particolare alle aree critiche e agli obiettivi individuati dalla Piattaforma di Pechino, e dalla correlata dichiarazione, particolarmente rispetto ai temi della scuola e della formazione;
  • promuove la cultura dei diritti e delle pari opportunità nel settore dell'informazione e della comunicazione;
  • promuove e coordina le azioni di Governo volte ad assicurare la piena attuazione delle pelitiche in materia di pari opportunità tra uomo e donna con particolare riferimento alle materie della conciliazione dei tempi di vitae di lavoro;
  • promuove e coordina le azioni di Governo volte a prevenire e rimuovere tutte le forme di discriminazione per cause direttamente o indirettamente fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, l'età, l'orientamento sessuale e l'identità di genere, anche promuovendo rilevazioni statistiche in materia di discriminazioni;
  • promuove e coordina le azioni del Governo in materia di prevenzione e contrasto alla violenza sessuale e di genere e agli atti persecutori alle mutilazioni genitali femminili e alla violazione dei diritti fondamentali all'integrità della personae alla salute delle donne e delle bambine;
  • assegna priorità ai bisogni, agli interessi, alle aspirazioni dei cittadini nell’ottica di una formazione di alto e qualificato livello, funzionale allo sviluppo di una piena cittadinanza consapevole; ritiene di significativa importanza la collaborazione con tutti i soggetti sociali e istituzionali per diffondere la cultura della tolleranza e del rispetto delle diversità etniche e religiose;
  • promuove tale cultura anche tramite percorsi di formazione volti a diffondere la conoscenza dei principi della Costituzione tra le giovani generazioni;
  • è impegnato a realizzare percorsi di educazione al rispetto e alla deterrenza, al controllo e al contrasto dei fenomeni discriminatori;
  • si impegna a promuovere l'educazione al rispetto delle diversità, attraverso percorsi formativi offerti alle scuole di ogni ordine e grado del territorio nazionale;
  • con il supporto del Dipartimento per le politiche della famiglia guida, coordina e finanzia le pelitiche volte alla tutela dei diritti e alla promozione del benessere della famiglia, nelle sue componenti e problematiche generazionali e relazionali.

In particolare, il Dipartimento:

  • promuove un Piano nazionale per la famiglia che costituisce lo scenario conoscitivo, promozionale e d'indirizzo degli interventi relativi;
  • promuove interventi per il sostegno della maternità e della paternità, di conciliazione dei tempi di lavoro e di cura della famiglia, oltre alle misure generali di supporto alla famiglia e alla genitorialità;
  • promuove azioni a tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, con particolare riferimento alle situazioni di fragilità sociale ed economica e al disagio dei minori, interventi anche diretti al contrasto del bullismo e del cyberbullismo;
  • promuove interventi volti a sostenere i nuclei familiari a rischio, al fine di consentire al minore di crescere e di essere educato nell'ambito della propria famiglia, prevenendo l’abbandono e l’allontanamento dalla famiglia d'origine;
  • promuove azioni volte alla protezione e alla presa in carico dei minori vittime di violenza assistita, oltre ad interventi in favore delle famiglie in cui tali minori sono presenti;

La Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo:

  • esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell' art. 51 comma 3 bis e comma 3 quater c.p.p. e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia e antiterrorismo, svolgendo un ruolo di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagini e di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni; provvede, tra l'altro, ai fini del coordinamento investigativo e alla repressione dei reati, all'acquisizione e all'elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata, anche in funzione di stimolo di prassi giudiziarie e circuiti comunicativi finalizzati alla prevenzione del disagio minorile legato ai contesti delinquenziali sopra indicati.

Conferenza Episcopale Italiana:

  • è l'assemblea permanente dei vescovi italiani. È un organismo che assume rilievo particolare nei rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica. La Cei opera come una persona giuridica (pubblica) avente sede in Roma, i cui membri di diritto sono gli arcivescovi e i vescovi, di qualsiasi rito, delle diocesi e delle altre chiese cattoliche particolari italiane, i vescovi coadiutori ed ausiliari nonché i vescovi titolari che dal Vaticano e dalla stessa Cei hanno ricevuto uno speciale ufficio stabile a livello nazionale;
  • ha tra i suoi compiti specifici: studiare i problemi che interessano. la vita della Chiesa Cattolica in Italia, dare orientamento nel campo dottrinale e pastorale, mantenere i rapporti con le pubbliche autorità dello Stato italiano.

Libera:

  • è l’Associazione di promozione sociale che - nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia - raccoglie oggi oltre 1.600 realtà nazionali e locali, gruppi, scuole, movimenti di base, presidi e coordinamenti, impegnati territorialmente per costruire percorsi di educazione alla legalità democratica e di formazione del cittadino;
  • ha tra i suoi impegni concreti: l’educazione alla cittadinanza nelle scuole, la costruzione di percorsi di didattica e ricerca nelle università, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura e antiracket, i progetti per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, la memoria delle vittime delle mafie, il coordinamento dei familiari delle vittime;
  • è impegnata (sul territorio e a livello nazionale) in azioni volte alla promozione della cultura della legalità e di prevenzione dei fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa, in azioni di sostegno alle istituzioni democratiche e in iniziative che favoriscano la partecipazione alla vita democratica;
  • persegue gli obiettivi istituzionali attraverso l’organizzazione di attività permanenti che coinvolgono insegnanti e studenti in tutta Italia, attraverso corsi di aggiornamento per i docenti, interventi con gli studenti, promozione di convegni, elaborazione, produzione e diffusione di materiale didattico, gemellaggi, attivazione di progetti dell’Unione Europea attinenti alle tematiche della cittadinanza e della democrazia, creazione di reti di scuole;
  • ritiene che un obiettivo primario di sostegno all’autonomia della scuola debba essere quello di favorire l'integrazione nel territorio tra scuola ed enti pubblici e del privato sociale, nel quadro di un sistema formativo integrato Stato-Regione per una diffusione capillare dell’educazione alla cittadinanza;
  • intende attivare iniziative mirata a promuovere la creatività e lo spirito critico degli studenti, valorizzando l’apprendimento non formale e informale con l’obiettivo prioritario di favorire la costruzione di spazi sociali di crescita umana, civile e professionale.
  • Libera, ai fini di cui sopra ed in considerazione delle preminenti esigenze di riservatezza, coordinerà i rapporti con le altre associazioni firmatarie, valutandone, caso per caso il raccordo operativo.

Associazione Salesiani per il sociale APS:

  • è l’associazione, promossa dal Centro Nazionale Opere Salesiane – CNOS, che persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale a favore di bambini, ragazzi e giovani quali soggetti da garantire nei diritti e nelle pari opportunità attraverso l’accesso all’educazione, alla formazione e alla crescita positiva in contesti accoglienti;
  • promuove la prevenzione e il contrasto a tutte le forme di disagio, emarginazione ed esclusione;si adopera per la diffusione della cittadinanza attiva e della cultura della solidarietà;
  • sostiene le famiglie in condizioni di vulnerabilità, fragilità, esclusione ed emarginazione;
  • promuove l’elaborazione e la diffusione di una cultura aperta alla partecipazione responsabile nella vita sociale, alla non violenza, alla solidarietà e fraternità per rispondere ai bisogni sociali emergenti, specie quelli dei giovani più esposti al disagio e all’emarginazione.

Associazione Fonte di Ismaele OdV:

  • è l’associazione senza scopo di lucro, costituita in Roma il 29 Luglio del 2021 quale organizzazione di volontariato, che persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale;
  • opera nei settori degli interventi e dei servizi sociali;
  • è impegnata nell’accoglienza umanitaria e nell’integrazione dei migranti;
  • promuove la tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, le pari opportunità e iniziative di aiuto reciproco;
  • si occupa, in particolare, della tutela del preminente interesse del minore quale soggetto attivo dei diritti, nell’ascolto diretto dei relativi bisogni concreti e contrastando ogni forma di discriminazione derivante dalla minore età.

Associazione Centro ELIS:

  • l’Associazione Centro ELIS (Educazione, Lavoro, Istruzione, Sport), riconosciuta con D.P.R. n.738/1965 e iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale;
  • è impegnata nell’educazione, istruzione e formazione professionale, universitaria e post-universitaria;
  • organizza e gestisce attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività editoriali;
  • è attiva nella formazione extra-scolastica al fine di prevenire la dispersione scolastica e agire sulla prevenzione del bullismo e sul contrasto alla povertà educativa;
  • promuove attività per i genitori finalizzate alla promozione di consapevolezza e responsabilità educativa;
  • istituisce strutture ricettive per l’ospitalità dei giovani, italiani e stranieri;
  • conferisce premi, borse di studio e sovvenzioni a giovani meritevoli;
  • organizza attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa.

Associazione Cometa OdV:

  • è un’associazione, senza scopo di lucro, che persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di attività nei settori dell’assistenza sociale e delle prestazioni socio-sanitarie;
  • organizza e gestisce attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale;
  • promuove e sostiene iniziative e realtà destinate a rispondere ai bisogni derivanti da situazioni di fragilità familiare, con particolare riferimento alla salvaguardia dei minori;

in particolare, in quest’ambito:

  • organizza spazi di ascolto per i genitori;
  • crea reti e associazioni o gruppi di famiglie con fini solidaristici;
  • sostiene la dimensione familiare attraverso percorsi di accompagnamento alla genitorialità e alla cura dei legami familiari;
  • offre aiuti concreti alle famiglie in condizioni di disagio e/o esclusione consentendo ai minori contesti educativi di crescita;
  • diffonde la cultura dell’accoglienza attraverso incontri di sensibilizzazione e promozione dell’affido familiare;
  • organizza incontri di formazione e informazione giuridica, sociale ed esperienziale in materia di affido familiare;
  • accompagna le famiglie affidatarie e, laddove possibile, sostiene le famiglie di origine anche in vista del rientro del minore.

Fondazione di Comunità San Gennaro E.F.:

  • la Fondazione, costituita in Napoli il 16 Dicembre 2014, nel 2022 ha assunto la denominazione di Fondazione di Comunità San Gennaro - Ente Filantropico. È iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale nell’ambito territoriale della Regione Campania ed in particolare del Comune di Napoli promuovendo il miglioramento della qualità della vita e lo sviluppo culturale, sociale, economico e ambientale nel territorio in cui opera;
  • svolge principalmente attività di beneficenza, e - per il perseguimento delle proprie finalità - eroga denaro, beni o servizi, anche di investimento con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale e da donazioni appositamente raccolte, a favore di enti senza scopo di lucro, che operano nei settori dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, dell’assistenza sanitaria, della promozione della cultura e dell’arte, dell’istruzione e formazione, dello sport dilettantistico, dell’imprenditoria sociale, della tutela e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico, della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente e della ricerca scientifica di particolare interesse sociale, per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale.

SI CONVIENE QUANTO SEGUE

Art. 1 (Premesse)

Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d'intesa.

Art. 2 (Obiettivi generali)

Fornire una rete di supporto (educativa, psicologica, logistica, scolastica, economica e lavorativa), nei contesti di criminalità organizzata, ai minori, ai giovani adulti e ai nuclei familiari destinatari di provvedimenti giudiziari (penali o civili ai sensi degli artt. 330 e ss.cc. e 25 del RDL 1934 n. 1404, misure penali di. comunità) dei Tribunali per i Minorenni, con l’obiettivo di garantire concrete alternative di vita e adeguate tutele per una regolare crescita psico-fisica.

Fornire una rete adeguata di supporto ai minori e agli adulti di riferimento che - autori o vittime di reati - desiderino affrancarsi dalle logiche criminali mafiose, quando non ricorrono i presupposti per assumere lo status di testimone o collaboratore di giustizia.

Garantire, compatibilmente con le esigenze di sicurezza, una rete di supporto sociale ai minorenni e ai loro familiari inclusi nelle speciali misure di protezione.

Sperimentare, anche con il coinvolgimento degli Istituti Penitenziari, degli U.S.S.M. (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni) e degli Uffici di esecuzione penale esterna, azioni rivolte al reinserimento dei minori beneficiari del progetto attraverso l'offerta di attività e programmi destinati anche al contesto familiare di appartenenza.

Sperimentare interventi di giustizia riparativa e di mediazione penale che coinvolgano, ove possibile, anche il nucleo familiare di appartenenza dei minorenni o giovani adulti destinatari dei provvedimenti giudiziari minorili.

Garantire in favore dei minorenni e dei familiari destinatari dei provvedimenti indicati all’art. 3 i presidi di sicurezza individuale nelle situazioni di rischio ricollegabili al contesto mafioso di provenienza.

Sperimentare - presso le scuole e le università di tutto il territorio nazionale - progetti e programmi di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva, volti a favorire una conoscenza approfondita del fenomeno mafioso e dei deleteri effetti economici, ambientali, sociali, culturali e psicologici che lo stesso provoca, oltre che delle azioni di prevenzione e contrasto previste dal presente protocollo.

Art.3 (Destinatari)

Sono destinatari delle attività previste dall'art. 2:

  • i minorenni ed i familiari di riferimento (anche detenuti presso strutture penitenziarie) interessati da procedure ex 330 e 333 del Codice civile e/o da misure amministrative ai sensi degli artt. 25 e ss. del RDL 1934 n. 1404, allorquando si ravvisano situazioni pregiudizievoli e condizionanti ricollegabili al degradato contesto familiare (intraneo o contiguo alla criminalità organizzata del territorio);
  • i minorenni e i giovani adulti inseriti nel circuito penale minorile (ammessi alla prova, collocati presso i servizi minorili residenziali, condannati, sottoposti alle misure penali di comunità), che siano provenienti da nuclei familiari intranei o contigui alla criminalità organizzata del territorio;
  • i minorenni e i familiari di riferimento sottoposti a protezione e quelli compresi nelle speciali misure di protezione secondo le previsioni di cui al M. 13 maggio 2005 n.138;
  • i minorenni e agli adulti di riferimento, destinatari di provvedimenti penali e/o civili dell'autorità giudiziaria minorile, che desiderino affrancarsi dalle logiche criminali mafiose, quando non ricorrono i presupposti per assumere lo status di testimone o collaboratore di giustizia.

Art. 4 (Impegni generali delle Parti)

Le parti firmatarie del presente Protocollo d'intesa, nel rispetto delle proprie competenze istituzionali, si impegnano a definire un programma atto a:

  • garantire la presa in carico di tutti i minorenni di cui all' 2 da parte dei Servizi minorili dell'Amministrazione della Giustizia, che si avvarranno della collaborazione dei Servizi Sociali degli enti locali e delle aziende sanitarie locali, oltre che dei volontari dell'associazione Libera e dei supporti anche logistici forniti dalla Caritas diocesana;
  • garantire pari opportunità ai minori sopra indicati, aiutandoli a riconoscere i bisogni compressi dall'educazione malavitosa e a operare una rivisitazione critica delle esperienze di vita, al di fuori dei condizionamenti della “famiglia” e del gruppo;
  • promuovere valide alternative esistenziali attraverso la proposizione dei valori costituzionali e delle regole della civile convivenza, quali la libertà e l’autonomia della propria vita, elementi totalmente in contrasto con la rigidità del sistema mafioso;
  • valorizzare le potenzialità e risorse di cui il minore e portatore e l’offerta di esperienze e opportunità formative/lavorative che rendano concreti i nuovi valori proposti;
  • creare una rete operativa in grado di accompagnare i minori e i familiari che decidono di seguirli, in attuazione dei provvedimenti dei Tribunali per i Minorenni, sino alla completa integrazione nella nuova realtà sociale, con il pieno raggiungimento di un’autonomia esistenziale e lavorativa; individuare e formare una rete di famiglie, case famiglia, strutture comunitarie e operatori che siano in grado di operare in ambito nazionale e garantire competenza e riservatezza, in collegamento con i Servizi Minorili dell’Amministrazione della Giustizia;
  • creare una rete operativa in grado di fornire un supporto economico, logistico, lavorativo e psicologico alle donne e agli interi nuclei familiari che decidano di dissociarsi - al seguito dei loro figli - dal contesto mafioso, quando non ricorrono i presupposti per l'inserimento nelle speciali misure di protezione e, comunque, con l'obiettivo di garantire anche condizioni ideali per favorire successive aperture;
  • creare circuiti comunicativi tra uffici giudiziari e di polizia giudiziaria - anche su base nazionale - con l'obiettivo di fornire adeguate tutele ai minori e ai nuclei familiari destinatari dei provvedimenti di cui all'art. 3;
  • assicurare, sulla base di interventi coordinati dalle Prefetture dei territori di origine e di destinazione, idonee misure di tutela in favore dei minorenni e dei loro familiari (non inseriti nelle speciali misure di protezione), in tutti i casi in cui vi sia il concreto rischio che le scelte esistenziali di rottura dagli originari nuclei familiari possano essere oggetto di vendette/ritorsioni;
  • assicurare ai minorenni e ai loro familiari, ai fini dell’inserimento scolastico e lavorativo, idonee misure di salvaguardia, anche in relazione all’esigenza di impedire il disvelamento delle reali generalità, attraverso l’opera di raccordo delle Prefetture con i soggetti pubblici e privati interessati;
  • sperimentare - presso le scuole di tutto il territorio nazionale - progetti e programmi di educazione alia legalità e alla cittadinanza attiva, volti a favorire una conoscenza approfondita del fenomeno mafioso e dei deleteri effetti economici, ambientali, sociali, culturali e psicologici che lo stesso provoca, oltre che delle azioni di prevenzione e contrasto previste dal presente protocollo;
  • verificare la possibilità di ulteriori fonti di finanziamento volte a rafforzare le azioni previste dal presente protocollo, attingendo a quelle di cui alla legge 28 agosto 1997, n.85, dai programmi operativi nazionali di competenza delle Amministrazioni statali ovvero dalle dirette disponibilità di queste ultime;
  • verificare la possibilità di siglare accordi di collaborazione con altri Enti/Istituzioni finanziatori.

Art.5 (Impegni specifici delle parti)

Il Ministro della Giustizia provvede, attraverso il Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, ad assicurare 1’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria minorile, garantendo - con collaborazione degli altri Ministeri e enti del presente protocollo - la tutela dei diritti soggettivi, la promozione dei processi evolutivi adolescenziali e il reinserimento sociale e lavorativo dei minori e dei giovani adulti entrati nel circuito penale e destinatari dei provvedimenti di cui agli artt. 2 e 3 del presente protocollo.

II Ministero dell’Interno, si impegna a impartire alle proprie articolazioni centrali e territoriali indicazioni utili ai fini dell'attuazione delle disposizioni del presente protocollo. In particolare:

le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo saranno interessate affinché nel quadro delle proprie competenze istituzionali e delle consuete attività di coordinamento:

  • promuovano iniziative di educazione alla legalità e formazione, e anche avvalendosi delle associazioni qualificate del terzo settore;
  • valutino l'adozione di iniziative volte a favorire l'inserimento lavorativo, scolastico e universitario dei minorenni e dei loro familiari, ammessi al progetto, "Liberi di Scegliere" dall'Autorità giudiziaria competente, comprese eventuali misure che, nel rispetto delle normative vigenti, siano volte a impedire il disvelamento delle identità dei minorenni e dei familiari coinvolti nel progetto, anche attraverso accordi con le realtà imprenditoriali e produttive del territorio, le locali sedi delle Direzioni Scolastiche, delle Università e dell'INPS;
  • valutino l'adozione di misure atte a garantire ai minorenni e ai loro familiari (non inseriti nelle speciali misure di protezione) la tutela dei presidi territoriali di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, in tutti i casi in cui vi sia il concreto rischio che le scelte esistenziali di rottura dagli originari nuclei familiari possano essere oggetto di vendette/ritorsioni;

le Direzione Centrale Anticrimine si impegna a impartire indicazioni ai Questori affinché:

  • siano organizzati momenti di formazione sulle procedure di esecuzione dei provvedimenti de potestate delegati dall’Autorità giudiziaria, anche con riferimento all’utilizzo di canali di comunicazione sicuri in tutti i casi in cui vengano eseguiti allontanamenti di minorenni ammessi al Progetto “Liberi di Scegliere”, che vedano coinvolti gli Uffici Minori della Divisione Anticrimine in ausilio agli USSM e ai Servizi Sociali;
  • in attuazione della Circolare diramata in data 8.2023 siano sensibilizzate tutte le Questure in ordine alla segnalazione anticipata all’Autorità giudiziaria minorile di comportamenti - anche se - non di rilevanza penale - che possano legittimare l’adozione delle misure civili o amministrative previste dal presente protocollo;
  • nel quadro delle consuete campagne preventive e di prossimità nelle scuole, vengano dedicati momenti di educazione alta legalità contro la cultura mafiosa, in modo da favorire il diretto contatto tra i giovani, le Autorità scolastiche e l’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine.

Il Ministro dell’Istruzione, nel quadro delle proprie competenze istituzionali, si impegna a promuovere presso le articolazioni centrali e territoriali il progetto “Liberi di scegliere”, diramando apposite circolari divulgative e a adottare in favore dei minori di età e dei giovani adulti destinatari dei provvedimenti giudiziari di cui all'art. 2, misure idonee a garantire:

  • il diritto all'istruzione, con l'obiettivo di favorire e sostenere il successo formativo di ciascuno e di contrastare ogni forma di disagio e di discriminazione, in continuità con gli interventi pregressi in materia;
  • le interazioni con le Istituzioni pubbliche, gli altri Ministeri, le autonomie locali, i settori economici e produttivi, gli enti pubblici e le associazioni, utili per la definizione e la realizzazione di piani formativi integrati specifici che possano rispondere alla complessità e alle urgenze individuali dei soggetti interessati, compresa quella di superare i vincoli connessi all’uso delle reali generalità mediante opportune modalità di mascheramento e copertura delle stesse;
  • a promuovere nelle istituzioni scolastiche, anche all’Interno delle strutture detentive minorili, interventi di supporto alla convivenza civile e all'impegno giovanile al fine di favorire la costruzione dell’identità personate e la consapevolezza di essere titolari di diritti e di doveri in una comunità sociale e civile in cui il valore della solidarietà trova espressione anche nelle forme di contribuzione partecipata e volontaria.
  • Il Ministero dell' istruzione si impegna a sperimentare - presso le scuole di tutto il territorio nazionale, anche con il coinvolgimento di docenti universitari e dei volontari dell’associazione Libera - progetti e programmi di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva, volti a favorire una conoscenza approfondita del fenomeno mafioso e dei deleteri effetti economici, ambientali, sociali, culturali e psicologici che lo stesso provoca, oltre che delle azioni di prevenzione e contrasto previste dal presente protocollo. Inoltre, si impegna a includere nell'offerta formativa curriculare scolastica approfondimenti tematici sulle mafie, dando spazio e voce ai testimoni o alle vittime.

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, nel quadro delle proprie competenze istituzionali, si impegna a adottare misure atte a:

  • coordinare, vigilare e indirizzare le Università nel loro compito di Istituzioni di formazione di secondo livello, stimolando e supportando la partecipazione delle stesse a progetti di recupero sociale e di reinserimento nel modo del lavoro;
  • favorire le autonomie universitarie nelle attività di orientamento, tutorato e didattica, anche nei ocnfronti dei destinatari di cui all'art. 3 del presente protocollo;
  • supportare le Università nella gestione degli aspetti amministrativo-burocratici anche attraverso appositi interventi economici ed organizzativi per i giovani meritevoli (sussidi alle iscrizioni, tutor didattici dedicati, reperimento di materiale didattico anche in formato digitale ecc. )";
  • elabora studi e ricerche specifiche in modo da favorire l’estendersi dell’impegno universitario nell’area della marginalità sociale in termini di ricerca, didattica e sperimentazione;
  • favorisce l’integrazione tra le competenze presenti nel mondo accademico e quelle che operano in strutture esterne, non solo in vista di appositi tirocini curriculari ed extracurriculari, ma anche di possibili corsi singoli di insegnamento per i quali coinvolgere esperti che operano nel settore.

La Presidenza del Consiglio dei ministri - Ministro per le la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità:

con il supporto del Dipartimento per le pari opportunità provvede a coordinare e finanziare la programmazione e la progettazione delle iniziative per la promozione delle pelitiche di parità e pari opportunità. In particolare, il Dipartimento adotta misure idonee a:

  • promuovere e coordinare le azioni di Governo volte ad assicurare l’attuazione delle politiche concernenti la materia dei diritti e delle pari opportunità di genere con riferimento, in particolare, alle aree critiche e agli obiettivi individuati dalla Piattaforma di Pechino, e dalla correlata dichiarazione, particolarmente rispetto ai terni della scuola e della formazione;
  • promuovere e coordinare le azioni del Governo in materia di prevenzione e contrasto alla violenza sessuale e di genere e agli atti persecutori nonché alla violazione dei diritti fondamentali all’integrità della persona e alla salute delle donne e dei bambini, spesso violati dalle organizzazioni criminali mafiose;
  • assegnare priorità ai bisogni, agli interessi, alle aspirazioni dei cittadini e dei destinatari della presente legge, nell' ottica di una formazione di alto e qualificato livello, funzionale allo sviluppo di una piena cittadinanza consapevole;
  • promuovere la cultura della tolleranza e del rispetto in collaborazione con tutti i soggetti sociali e istituzionali della presente legge anche tramite percorsi di formazione volti a diffondere la conoscenza dei principi della Costituzione tra le giovani generazioni.

con il supporto del Dipartimento per le politiche della famiglia, adotta misure idonee a guidare, coordinare e finanziare le politiche volte alla tutela dei diritti e alla promozione del benessere della famiglia, nelle sue componenti e problematiche generazionali e relazionali. In particolare, il Dipartimento promuove:

  • azioni a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare riferimento alle situazioni di fragilità sociale ed economica e al disagio dei minori destinatari di cui all’art. 2 della presente legge;
  • interventi volti a sostenere i nuclei familiari a rischio, al fine di consentire al minore di crescere e di essere educato nell’ambito della propria famiglia, prevenendo l’abbandono e l’allontanamento dalla famiglia d’origine;
  • azioni volte alla protezione e alla presa in carico delle minori vittime di violenza mafiosa, oltre ad interventi in favore delle famiglie in cui tali minori sono presenti.

La Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo nel quadro delle proprie competenze istituzionali:

  • svolgerà un ruolo di impulso nei confronti dei Procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagini con gli uffici inquirenti minorili;
  • provvederà, tra l’altro, ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati all’acquisizione e all’elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata, anche in funzione di stimolo di prassi giudiziarie e circuiti comunicativi finalizzati alla prevenzione del disagio minorile legato ai contesti delinquenziali sopra indicati;
  • elaborerà delle linee guida in attuazione dell’art. 7 del D.L. 15 settembre 2023, n.123(c.d. Decreto Caivano), convertito con modifiche nella legge 159/2023, destinate a tutte le Procure distrettuali, con l'obiettivo di favorire i circuiti comunicativi con le Procure della Repubblica per i minorenni e contemperare le esigenze di segretezza delle indagini con quelle non sub­valenti di tutela dei minorenni coinvolti nei contesti di criminalità organizzata.

La C.E.I., in sintonia con la Dichiarazione Gravissimum Educationis del Concilio Vaticano II e secondo gli Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020 Educare alla vita buona del Vangelo, esprime la propria adesione alle finalità dell’Accordo, articolando il suo impegno nel modo seguente:

  • si premurerà di fornire ulteriore e specifica formazione agli operatori delle parrocchie del territorio e del personale di ispirazione cristiana impegnato nei servizi sociali, con riferimento alla metodologia di prevenzione pastorale verso il fenomeno mafioso e la devianza minorile;
  • attiverà momenti di formazione comune con le Amministrazioni dello Stato parti del presente Accordo;
  • favorirà la disponibilità, previ accordi specifici con gli Enti interessati e il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, di determinati locali parrocchiali, utili nei quartieri a rischio, per realizzare centri polifunzionali o di aggregazione culturale in collaborazione con le Caritas diocesane e con l’associazione Libera; nei centri polifunzionali cosi realizzati saranno istituiti dei punti di ascolto con 1'obiettivo di intercettare le povertà educative e i disagi personali e familiari correlati;
  • contribuirà - attraverso la Caritas diocesana - alla realizzazione delle finalità del presente protocollo mettendo a disposizione dei minorenni e dei nuclei familiari interessati dai provvedimenti giudiziari i locali (strutture comunitarie, centri di accoglienza, strutture abitative) nella propria disponibilità;
  • proseguirà - senza soluzione di continuità con le azioni previste dal Protocollo d’intesa “Liberi di scegliere” siglato in data 31.7.2020 - a contribuire finanziariamente, nei limiti delle possibilità di bilancio, al sostegno dei nuclei familiari destinatari dei provvedimenti giudiziari sopra indicati.

Libera, in stretto raccordo con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, con i servizi sociali degli enti locali e con le altre parti del presente protocollo, si impegna a collaborare:

  • nella ricerca di soluzioni logistiche per i minorenni e i nuclei familiari che rifiutano le logiche mafiose allontanandosi dal territorio di origine;
  • nel favorire una rete di inclusione sociale e relazionale per i minorenni e i familiari di riferimento, destinatari delle azioni previste dal presente Protocollo;
  • nel garantire il supporto necessario per l’inserimento lavorativo dei giovani adulti e dei familiari di riferimento;
  • nell’organizzazione di attività permanenti che coinvolgano insegnanti e studenti in tutta Italia, attraverso carsi di aggiornamento per i docenti, interventi con gli studenti, promozione di convegni, elaborazione, produzione e diffusione di materiale didattico, gemellaggi, attivazione di progetti dell'Unione Europea attinenti alle tematiche della cittadinanza e della democrazia, nonché nella diffusione delle azioni previste dal presente Protocollo;

Libera, ai fini di cui sopra ed in considerazione delle preminenti esigenze di riservatezza, coordinerà i rapporti con le altre associazioni firmatarie, valutandone caso per caso il raccordo operativo.

Art. 6 (Comitato Tecnico-Scientifico e coordinamento della fase esecutiva dei provvedimenti giudiziari)

Per la realizzazione degli obiettivi indicati nel presente protocollo d’intesa e per consentire la pianificazione strategica degli interventi programmati, è costituito con apposito decreto del Ministro della Giustizia, sentiti i ministeri interessati, un Comitato Tecnico-Scientifico presso il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, composto da un rappresentante per ciascuna delle Parti. È prevista la costituzione di una Segreteria tecnica del Comitato Tecnico-Scientifico. Il Comitato, nello specifico, svolgerà le seguenti funzioni:

  • approvazione del piano annuale delle attività;
  • predisposizione degli aspetti gestionali e organizzativi, con monitoraggio, valutazione e controllo delle iniziative previste dal presente Protocollo;
  • valutazione dell’opportunità di stipulare accordi e di individuare forme di collaborazione con altri soggetti istituzionali anche al fine di reperire ulteriori fonti di finanziamento;
  • adempimento di ogni altra attività utile per il conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo.

Con il medesimo decreto è costituito, nell’ambito del Comitato Tecnico-Scientifico, un gruppo di lavoro, composto da un numero più ristretto di soggetti, incaricato di curare le attività afferenti al coordinamento della fase esecutiva dei provvedimenti giudiziari.

Alle riunioni del Comitato possono essere invitati a partecipare, in qualità di esperti, anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche, in ragione degli argomenti all’ordine del giorno. La partecipazione al Comitato è a titolo gratuito. Per gli eventuali oneri da sostenere ai fini dell’attuazione degli impegni assunti con il presente Protocollo si farà riferimento agli ordinari e rispettivi stanziamenti di bilancio annuali, senza ulteriore aggravio.

Art. 7 (Modalità di diffusione)

Le Parti si impegnano a dare la massima diffusione, presso le rispettive strutture centrali e periferiche, dei contenuti del presente Protocollo d’intesa, con le modalità che saranno ritenute di maggiore efficacia comunicativa, purché condivise e concordate.

Art. 8 (Attivazione delle misure di assistenza e protezione sociale)

Il presente protocollo è stato calibrato, in via sperimentale, con specifico riferimento alle aree geografiche del tenitorio nazionale caratterizzate da maggiore densità mafiosa con coinvolgimento di soggetti minorenni.

Gli Uffici Giudiziari delle Corti di Appello sottoscrittrici che, ricorrendo le condizioni di cui agli artt. 2 e 3, intendano attivare le misure di assistenza e protezione del presente Protocollo lo dovranno indicare nel provvedimento giudiziario che dovrà essere comunicato all'apposito indirizzo PEC che sarà istituito dal Comitato Tecnico-Scientifico di cui all’art. 6.

Alla rete di protezione sociale prevista dal presente Protocollo potranno tuttavia aderire ricorrendone le condizioni di cui agli artt. 2 e 3 e con richiesta formale da indirizzare al Comitato Tecnico-Scientifico di cui all’art. 6, gli altri Uffici giudiziari minorili e le Procure della Repubblica - Direzioni distrettuali antimafia del territorio italiano.

Art. 9 (Durata)

La presente intesa ha la validità di tre anni a decorrere dalla data di sottoscrizione, senza possibilità di rinnovo automatico. Le Parti si riservano la facoltà, durante il periodo di validità, di modificarlo od integrarlo con le modalità seguite per la stipula.

Roma, 7 maggio 2024

Ministero della Giustizia
Carlo Nordio

Ministero dell’Interno
Matteo Piantedosi

Ministero dell’Istruzione e del Merito
Giuseppe Valditara
 

Ministero della Università e della Ricerca
Annamaria Bernini

Ministero Famiglia, natalità e pari opportunità
Eugenia Maria Roccella

Direzionale Nazionale Antimafia e Antiterrorismo
Giovanni Melillo

Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

Corte di Appello di Catania
Filippo Pennisi

Procura Generale presso la Corte di Appello di Catania
Carmelo Zuccaro

Tribunale per i Minorenni di Catania
Robero Di Bella 

Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania
Carla Maria Stella Santocono

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania
Agata Santonocito

Corte di Appello di Napoli
Eugenio Forgillo

Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli
Antonio Gialanella

Tribunale per i Minorenni di Napoli
Paola Brunese

Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli
Maria Milnernsheim Luzenberger

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli
Nicola Gratteri

Corte di Appello di Palermo
Matteo Frasca

Procura Generale presso la Corte di Appello di Palermo
Lia Sava

Tribunale per i Minorenni di Palermo
Flora Randazzo

Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo
Claudia Caramanna

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo
Maurizio de Lucia

Corte di Appello di Reggio Calabria
Olga Tarzia

Procura Generale presso la Corte di Appello di Reggio Calabria
Gerardo Dominijanni

Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria
D'Amico Marcello

Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria
Roberto Placido Di Palma

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria
Giovanni Bombardieri

 

Salesiano per il sociale APS
Francesco Preite

Libera, Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie
Pio Luigi Ciotti 

Associazione Fonte d’Ismaele ODV
Lucia Ercoli

Associazione centro ELIS
Paolo Prospero Emilio Palazzo

Associazione Cometa ODV
Innocente Figini

Fondazione di Comunità di San Gennaro E.F.
Pasquale Calemme


Allegati