Protocollo d'intesa tra il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e la Fondazione Vexillum per borse di studio per i minori e i giovani adulti del circuito penale e aggiornamento sulle tematiche socio-giuridiche per il personale dipendente - 17 gennaio 2024

January 17, 2024

PROTOCOLLO D’INTESA

TRA

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ, con sede in Via Damiano Chiesa n. 24, 00136 Roma, C.F. 97113870584, in persona del Capo Dipartimento, dott. Antonio Sangermano, munito dei necessari poteri e abilitato alla firma del presente Protocollo (di seguito per brevità “DGMC”);

E

FONDAZIONE “VEXILLUM” (già Fondazione “Giuseppe Sciacca”) con sede Legale in Via Venezuela, n°2 – 67100 L’Aquila, C.F. 93077250665, in persona del Presidente, Don Bruno Rocco Lima, munito dei necessari poteri e abilitato alla firma del presente Protocollo (di seguito per brevità “FONDAZIONE”);

PREMESSO CHE

  1. Il DGMC nell’ambito delle competenze del Ministero della Giustizia in materia di esecuzione penale:
    • - esercita le funzioni e i compiti inerenti all’esecuzione dei provvedimenti penali del giudice minorile in materia penale e quelli inerenti all'esecuzione penale esterna e alla messa alla prova degli adulti;
    • - è deputato alla tutela, di minori e giovani adulti che hanno fatto ingresso nel circuito penale, favorendo percorsi di presa in carico finalizzati al reinserimento sociale;
    • - attiva programmi educativi, di studio e di formazione-lavoro e di tempo libero, al fine di assicurare l’inclusione sociale dei minori e giovani adulti nella comunità esterna;
    • - assicura e verifica l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria minorile attraverso i Centri per la Giustizia Minorile (CGM) - quali organi decentrati che hanno competenza sul territorio di una o più regioni – e i servizi minorili dipendenti;
    • - promuove la realizzazione e la sperimentazione di azioni rispondenti alle esigenze dei soggetti dell’area penale, anche con il coinvolgimento di istituzioni, attori del privato sociale e della comunità locale istituendo reti finalizzate all’inclusione sociale;
  2. Il DGMC in qualità di Autorità Centrale cura i rapporti tra Stati in materia di sottrazione internazionale dei minori, della prevenzione e del contrasto alla devianza minorile, della prevenzione e del contrasto ai reati, con particolare riferimento alla criminalità organizzata, al terrorismo, all’immigrazione clandestina, alla tratta di esseri umani, alla pedofilia e alla pedopornografia;
  3. Il DCMC attiva programmi educativi, di studio e di formazione-lavoro e di tempo libero, anche con soggetti terzi e operatori del terzo settore, al fine di assicurare l’inclusione sociale dei minori e dei giovani adulti;
  4. Il DGMC, tramite la Direzione Generale del personale delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
    • provvede ad assicurare l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria Minorile, garantendo la certezza della pena, la tutela dei diritti soggettivi e la promozione dei processi evolutivi adolescenziali in atto;
    • persegue la qualità delle azioni trattamentali rivolte ai minorenni e giovani adulti in carico ai Servizi Minorili, con particolare riferimento alle azioni dirette a promuovere la cultura della legalità;
    • si prefigge la finalità di diffondere, migliorare e promuovere una cultura di sensibilizzazione in favore degli adolescenti, interessando la comunità locale sulle problematiche del disagio e della devianza minorile e sul reperimento di opportunità concrete per la prevenzione e il reinserimento nel contesto sociale dei minorenni e dei giovani dell'area penale;
  5. la FONDAZIONE:
    • è un Ente senza scopo di lucro che persegue finalità di solidarietà sociale e di promozione culturale, includenti altresì l’aiuto all’infanzia, all’adolescenza e alle persone in condizioni di disagio, è impegnato a contrastare anche la povertà educativa e a garantire il sostegno a minori e giovani soggetti a esclusione sociale o entrati nel circuito penale e l'empowerment a favore di ragazze, partendo dall’assunto che la povertà educativa è un fenomeno multidimensionale, frutto del contesto economico, sociale e familiare che investe anche la dimensione emotiva e quella della socialità;
    • organizza annualmente il Premio Internazionale “Vexillum - Giuseppe Sciacca” (di seguito per brevità “Premio”), allo scopo di contribuire alla tutela della persona umana e all’incremento della cultura in ambito italiano e internazionale; nonché di cooperare allo sviluppo socioeconomico delle tante aree geografiche del pianeta.

CONSIDERATO CHE

  • gli Enti del Terzo Settore che operano, a livello territoriale, in campo sociale, educativo, formativo e lavorativo rappresentano partner di rilievo per la realizzazione di interventi educativi e formativi volti all’inclusione sociale dei giovani autori di reato;
  • il progetto d’intervento educativo, di cui al D.Lgs. n. 121 del 2018, deve prevedere attività formative, culturali e sportive per il recupero sociale e la prevenzione della recidiva;
  • il DGMC e la FONDAZIONE convengono sull'opportunità di potenziare i rapporti di collaborazione già in essere, finalizzati alla realizzazione di attività educative, culturali, etc.
  • la FONDAZIONE intende tra l’altro favorire – attraverso la Carità e la Cultura – l’affermazione dei principi della Giustizia e della Pace tra i Popoli, realizzando attività dirette alla tutela e salvaguardia di soggetti svantaggiati;
  • la FONDAZIONE intende contribuire – sia finanziariamente sia con ogni altro mezzo utile e opportuno – alla realizzazione del Premio, quale mezzo privilegiato per l’affermazione e la divulgazione delle finalità statutarie;
  • la FONDAZIONE indice annualmente il predetto evento/premio e che all’interno di tale manifestazione la Giuria conferisce particolari riconoscimenti a persone che si sono segnalate nei vari campi del sapere e dell’arte;
  • il Premio suddetto, inoltre, prevede una speciale sezione denominata “Tutela dei Minori Santi Francesco e Giacinta di Marto” per dare un giusto riconoscimento a quei ragazzi che con i loro manufatti e/o elaborati scritti hanno dato un contributo per la valorizzazione del tema dei diritti;
  • sia il DGMC, sia la FONDAZIONE, sia il Premio si prefiggono l’importante finalità di diffondere e promuovere una cultura di attenzione in favore di minori e giovani adulti, volta a migliorarne le tutele e i diritti, congiuntamente ad altri attori, istituzionali e non;

VISTO

  1. l’art. 27 della Costituzione “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”;
  2. il D.P.R. 448/88 "Disposizioni sul processo penale minorile a carico di imputati minorenni" e il D.Lgs. 272/89, norme di attuazione, coordinamento e transitorie del DPR 448/88, che riconoscono entrambi quale fondamento del trattamento l'offerta di interventi e attività volte a sostenere gli interessi umani, culturali e professionali dei soggetti del circuito penale;
  3. il D.P.R. 230/2000 recante “Regolamento recante norme sull'Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà”;
  4. la Legge 354/75 recante "Norme sull'Ordinamento Penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà" e successive modifiche;
  1. la Legge n. 159 del 13 novembre 2023 recante: “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché' per la sicurezza dei minori in ambito digitale”;
  2. il D.M. del 27 luglio 2023 “Modalità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’art. 71, comma 1, lett. d), del Decreto Legislativo 10 ottobre 2022, n. 150”;
  1. la Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge quadro sul volontariato” e il D.Lgs. 3 luglio 2017, n.117 che riconoscono il valore sociale e la funzione degli enti del Terzo Settore, dell’associazionismo, dell'attività di volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo;
  2. la Legge 285/1997 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza”;
  3. la Legge 8 novembre 2000, n. 328, art. 1, co. 4, (Legge-quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) che riconosce e agevola il ruolo degli organismi non lucrativi d'utilità sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato delle organizzazioni di volontariato, il valore sociale e la funzione del Terzo Settore nelle sue varie forme come espressione di partecipazione, solidarietà, pluralismo della comunità;
  4. il D.Lgs. 2 ottobre 2018, n. 121che disciplina l’esecuzione della pena detentiva e delle misure penali di comunità nei confronti dei condannati minorenni, favorendo percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato, nonché la responsabilizzazione, l'educazione e il pieno sviluppo psico-fisico del minorenne, la preparazione alla vita libera, l'inclusione sociale e la prevenzione di ulteriori reati, anche mediante il ricorso ai percorsi di istruzione, di formazione professionale, di istruzione e formazione professionale, di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, e ad attività di utilità sociale, culturali, sportive e di tempo libero;
  5. la Direttiva (UE) 2016/800 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'11 maggio 2016 sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali;
  6. le “Regole minime per l’amministrazione della giustizia minorile” ONU, New York 29 novembre 1985 – Regole di Pechino;
  7. la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge 27 maggio 1991, n.176;
  8. la Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non-discriminazione attraverso l'educazione, adottata dai Ministri dell'istruzione dell'Unione Europea (Parigi, 17 marzo 2015).
  9. il documento “Linee di indirizzo in materia di volontariato, partecipazione sociale ed esecuzione penale” approvate il 10 marzo 1994 della Commissione Nazionale Consultiva e di Coordinamento del Ministero della Giustizia per i rapporti con le Regioni, gli Enti Locali e il volontariato, che evidenzia l'importanza del ruolo del volontariato nelle attività di prevenzione generale e nell'ambito degli interventi finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti entrati nel circuito penale;
  10. lo Statuto della FONDAZIONE, approvato il 10 maggio 2023;
  11. la positiva collaborazione realizzata nelle precedenti edizioni del Premio, a partire dall’anno 2006, con l’attribuzione di borse di studio a favore di minori e giovani adulti in carico ai Servizi Minorili della Giustizia;

STIPULANO E CONVENGONO QUANTO SEGUE

Art. 1
(Premesse)

Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo di intesa.

Art. 2
(Oggetto)

  1. La FONDAZIONE attraverso il Premio, indetto annualmente, nella speciale sezione denominata Tutela dei Minori - Santi Francesco e Giacinta Marto, prevede per ogni annualità, con modalità disciplinate da specifico regolamento, una o più borse di studio per il valore totale di almeno euro 500,00, per i minori e i giovani adulti del circuito penale che con i loro elaborati hanno dato un contributo per la valorizzazione del tema dei diritti.
  2. La FONDAZIONE fornisce la propria disponibilità a svolgere a titolo gratuito attività di aggiornamento e di informazione concernenti le tematiche socio-giuridiche rivolte al personale dipendente del DGMC.

Art. 3
(Impegno delle Parti)

Con il presente Protocollo d’Intesa, verranno disciplinati i rapporti tra il DGMC e la FONDAZIONE in relazione ai progetti, alle attività e alle iniziative poste in essere dalla FONDAZIONE a sostegno dei ragazzi in carico ai Servizi Minorili sul territorio nazionale con cui la FONDAZIONE è chiamata a collaborare, fatto salvo l'opportuno raccordo con i progetti e le iniziative già in corso presso gli stessi Servizi e con altri partner, e promuovendo la sinergia con altri operatori e la diffusione delle migliori esperienze.

Il DGMC attraverso la Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’Attuazione dei Provvedimenti del Giudice Minorile – Ufficio I, si impegna a:

  1. diffondere alle Direzioni dei Centri per la Giustizia Minorile e ai Servizi Minorili copia del presente Protocollo d’Intesa;
  2. rilevare i bisogni dell’utenza penale minorile in ordine all’attuazione di programmi di sensibilizzazione e di educazione in relazione agli obiettivi specifici del presente Protocollo;
  3. supportare i Servizi Minorili per la definizione di progettualità integrate e per l’organizzazione di interventi per i minori e giovani adulti, anche attraverso il supporto educativo degli operatori ministeriali, nonché mettere a disposizione spazi strutturali, ove questi fossero necessari, in base alle finalità dei percorsi individuati;
  4. definire opportune iniziative e attività, nell’ottica del coinvolgimento, quanto più ampio possibile a livello nazionale, dei Servizi Minorili interessati, allo scopo di realizzare gli obiettivi di cui al succitato articolo.

La FONDAZIONE si impegna a:

  1. realizzare, previo accordo con il DGMC, con le Direzioni dei Servizi Minorili in cui è chiamata a collaborare e con le Direzioni dei CGM competenti, ogni iniziativa utile a contrastare la povertà educativa ed esclusione sociale, promuovere la salute e il benessere per garantire le condizioni per lo sviluppo del capitale umano, promuovere una società non violenta e inclusiva, senza forme di discriminazione, contrastare l’illegalità e l’intervento nelle varie aree in maniera integrata;
  2. realizzare un ponte tra i Servizi Minorili in cui è chiamata a collaborare e gli attori presenti sul territorio, per la creazione di una comunità responsabile che sia pronta a sostenere i ragazzi nel disagio e a prevenire le loro cadute, anche attraverso il coinvolgimento di volontari della FONDAZIONE e volontari che aderiscono ai programmi di volontariato aziendale della stessa, per una contaminazione positiva con l’esterno e la definizione di percorsi di inclusione sociale per i minori e giovani adulti sottoposti a procedimenti penali;
  3. promuovere, nelle città in cui sono presenti i Servizi Minorili, in cui è chiamata a collaborare, attività di sensibilizzazione sui temi dei diritti, del disagio minorile al fine di creare consapevolezza sul crescente disagio giovanile, sulla necessità di contrastare ogni forma di discriminazione e stigmatizzazione dei giovani autori di reato e sull’importanza di promuovere progettualità rivolte a ragazzi sottoposti a procedimenti penali, grazie alla creazione di alleanze con istituzioni, aziende, università e attori, tenendo conto delle esigenze e delle peculiarità di ciascun territorio di appartenenza e delle diverse realtà presenti;
  4. realizzare, nelle città in cui sono presenti i Servizi Minorili, in cui è chiamata a collaborare, attività di diffusione e sensibilizzazione sulle tematiche relative ai minori e giovani adulti autori di reato, attraverso l’organizzazione di eventi e iniziative, anche di carattere nazionale, e collaborare alla redazione di studi e/o pubblicazioni su aree tematiche specifiche del presente Protocollo, attraverso la raccolta di dati e il monitoraggio delle esperienze;
  5. rendersi parte attiva nell’organizzazione di eventi e iniziative per la comunicazione delle tematiche volte a sensibilizzare la comunità sul tema del disagio giovanile. Ogni comunicazione verso l’esterno della partnership e delle iniziative viene concordata preventivamente tra le parti.

Art. 4
(Comitato Paritetico)

Al fine di promuovere l’attuazione delle iniziative previste dal presente Protocollo d’Intesa, monitorare la realizzazione degli interventi e proporre gli opportuni adeguamenti per il miglioramento dei risultati, è istituito un Comitato Paritetico coordinato da un rappresentante della DGPRAM – Ufficio I.

Il Comitato si riunisce almeno una volta all'anno con lo scopo di:

  1. approvare, in relazione a specifiche tematiche, il piano annuale delle attività;
  2. invitare alle riunioni, sulla base degli argomenti all'ordine del giorno, esperti e interlocutori anche esterni alle Parti;
  3. costituire collaborazioni ad hoc con soggetti, Istituzioni ed esperti attivi nelle specifiche aree di interesse, da sottoporre alla valutazione del Comitato;
  4. verificare il grado di attuazione del presente Protocollo d'Intesa, coordinare le iniziative previste, monitorare le attività svolte e promuovere eventuali migliorie per le attività in corso.

Per la partecipazione ai lavori del Comitato, non sono previsti compensi, emolumenti, indennità, gettoni di presenza, rimborsi, spese o altre utilità, comunque, denominate.

Art. 5
(Durata e rinnovo)

Il presente Protocollo d’intesa ha validità quinquennale dalla data di sottoscrizione e potrà essere prorogato o rinnovato in forma scritta a scadenza, previa valutazione positiva congiunta dei risultati delle iniziative poste in essere, essendo esclusa ogni forma di rinnovo tacito.

Art. 6
(Recesso)

Le parti potranno recedere dal presente Protocollo con preavviso di 3 mesi da comunicarsi a mezzo raccomandata a./r., ovvero posta elettronica certificata. Il termine di preavviso decorre dalla data di ricezione della comunicazione di cui sopra. In tal caso sono fatte salve le spese già sostenute e gli impegni assunti alla data di comunicazione del recesso.

Art. 7
(Oneri economici)

Il presente Protocollo non comporta alcun onere economico a carico dell’Amministrazione. Gli eventuali oneri saranno determinati in eventuali e successivi accordi attuativi che individueranno la/le struttura/e organizzativa/e di ciascuna parte alle quali detti oneri saranno imputati, previa verifica della sussistenza e della disponibilità dei corrispondenti fondi e assenso degli organi preposti all’adozione delle decisioni in merito, conformemente ai rispettivi ambiti di competenza, nel rispetto delle disposizioni normative, statutarie e regolamenti vigenti.

Art. 8
(Foro competente)

Ogni controversia relativa all'interpretazione, all'esecuzione e alla risoluzione del presente Protocollo - qualora non risolta dalle parti in via amichevole - sarà riservata alla competenza esclusiva del Foro di Roma.

Art. 9
(Trattamento dei dati personali)

Le parti si impegnano reciprocamente a osservare la normativa a tutela dei dati personali impiegati ai fini dell’esecuzione del presente rapporto contrattuale, ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e s.m.i.

Art. 10
(Riservatezza)

Le parti si obbligano, anche per i propri dipendenti, collaboratori e/o per i terzi eventualmente utilizzati per l'esecuzione del presente contratto, a non divulgare senza autorizzazione scritta della controparte, se non in forza di obblighi di legge, ogni e qualsiasi informazione ricevuta per iscritto, oralmente, attraverso mezzi o supporti informatici inerente alle proprie attività, incluso il presente protocollo di intesa.

Art. 11
(Promozione dell’immagine)

Al fine di tutelare e promuovere l’immagine di ciascuna delle Parti, i rispettivi loghi potranno essere utilizzati nell’ambito delle iniziative di cui all’art. 2 del Protocollo stesso, previa autorizzazione scritta delle Parti.

Art. 12
(Comunicazioni)

Ogni attività mediatica, di comunicazione, diffusione o promozione di notizie aventi ad oggetto il presente Protocollo ovvero connesse e/o conseguenti all’esecuzione dello stesso, prima di essere effettuata, dovrà essere concordata tra le Parti e formalmente autorizzata dagli Uffici competenti. 

Tali attività saranno svolte, in particolare, a favorire reciprocamente la promozione delle immagini e dell’impegno profuso dalle Parti, in aderenza ai rispettivi programmi di comunicazione. 

L’ideazione di attività di divulgazione e comunicazione da parte della FONDAZIONE dovrà attenersi a quanto prescritto dall’art. 13 del D.P.R. 448/88 “Sono vietate la pubblicazione e la divulgazione, con qualsiasi mezzo, di notizie o immagini idonee a consentire l’identificazione del minorenne comunque coinvolto nel procedimento”.

Art. 13
(Modifiche)

Ogni modifica del presente Protocollo dovrà rivestire, a pena di nullità, la forma scritta ed essere sottoscritta da entrambe le parti.

Art. 14
(Sottoscrizione, registrazione e imposta di bollo)

Il presente documento è sottoscritto in via telematica con firma digitale, ai sensi dell'articolo 15, comma 2 bis, della legge 241/1990. Le spese per l’eventuale registrazione sono a carico della parte richiedente.

Roma, 17/01/2024

Per il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Il Capo Dipartimento
Dott. Antonio Sangermano

Per la FONDAZIONE “Vexillum”
Il Presidente
Don Bruno Rocco Lima