Protocollo d'intesa tra il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e la Fondazione Francesca Rava - NPH Italia Ets al fine di estendere l’attuazione del progetto Palla al Centro a sostegno dei minori e giovani adulti ristretti negli Istituti penali minorili, comprendenti attività educative, formative e sportive - 17 gennaio 2024
January 17, 2024
PROTOCOLLO D'INTESA
TRA
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ
E
FONDAZIONE FRANCESCA RAVA – NPH ITALIA ETS
Il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, con sede in Via Damiano Chiesa n. 24, 00136 Roma, C.F. 97113870584, in persona del Capo Dipartimento, dott. Antonio Sangermano, munito dei necessari poteri e abilitato alla firma del presente accordo (di seguito per brevità “DGMC”);
E
la Fondazione Francesca Rava - NPH Italia ETS, con sede legale in Viale Premuda n. 38/A, 20129 Milano (MI), C. F. 97264070158, in persona del Legale Rappresentante Mariavittoria Rava, nata a Milano il 30/05/1970 e domiciliata per la carica in Milano, Viale Premuda n. 38/A, collettivamente indicate nel proseguo di tale documento anche come "parti" (di seguito per brevità denominata "FONDAZIONE")
PREMESSO CHE
- Il DGMC nell’ambito delle competenze del Ministero della Giustizia in materia di esecuzione penale:
- esercita le funzioni e i compiti inerenti all’esecuzione dei provvedimenti penali del giudice minorile in materia penale e quelli inerenti all'esecuzione penale esterna ed alla messa alla prova degli adulti;
- è deputato alla tutela, di minori e giovani adulti che hanno fatto ingresso nel circuito penale, favorendo percorsi di presa in carico finalizzati al reinserimento sociale;
- attiva programmi educativi, di studio e di formazione-lavoro e di tempo libero, al fine di assicurare l’inclusione sociale dei minori e giovani adulti nella comunità esterna;
- assicura e verifica l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria minorile attraverso i Centri per la Giustizia Minorile (CGM) - quali organi decentrati che hanno competenza sul territorio di una o più regioni – e i servizi minorili dipendenti;
- promuove la realizzazione e la sperimentazione di azioni rispondenti alle esigenze dei soggetti dell’area penale, anche con il coinvolgimento di istituzioni, attori del privato sociale e della comunità locale istituendo reti finalizzate all’inclusione sociale;
- Il DGMC in qualità di Autorità Centrale cura i rapporti tra Stati in materia di sottrazione internazionale dei minori, della prevenzione e del contrasto alla devianza minorile, della prevenzione e del contrasto ai reati, con particolare riferimento alla criminalità organizzata, al terrorismo, all’immigrazione clandestina, alla tratta di esseri umani, alla pedofilia e alla pedopornografia;
- Il DCMC attiva programmi educativi, di studio e di formazione-lavoro e di tempo libero, anche con soggetti terzi e operatori del terzo settore, al fine di assicurare l’inclusione sociale dei minori e dei giovani adulti;
- Il DGMC, tramite la Direzione Generale del personale delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
- provvede ad assicurare l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria Minorile, garantendo la certezza della pena, la tutela dei diritti soggettivi e la promozione dei processi evolutivi adolescenziali in atto;
- persegue la qualità delle azioni trattamentali rivolte ai minorenni e giovani adulti in carico agli Istituti Penali per i Minorenni, con particolare riferimento alle azioni dirette a promuovere la cultura della legalità;
- si prefigge la finalità di diffondere, migliorare e promuovere una cultura di sensibilizzazione in favore degli adolescenti, interessando la comunità locale sulle problematiche del disagio e della devianza minorile e sul reperimento di opportunità concrete per la prevenzione e il reinserimento nel contesto sociale dei minorenni e dei giovani dell'area penale;
- la FONDAZIONE:
- è un Ente del Terzo Settore che ha come mission l’aiuto all’infanzia, all’adolescenza e alle donne in condizioni di disagio in Italia e nel mondo, è particolarmente impegnato a contrastare la povertà sanitaria e educativa e a garantire l’accoglienza ai bambini orfani, abbandonati o in disperato bisogno, il sostegno a minori soggetti a esclusione sociale o entrati nel circuito penale e l'empowerment a favore di donne e ragazze, partendo dall’assunto che la povertà educativa è un fenomeno multidimensionale, frutto del contesto economico, sociale e familiare che investe anche la dimensione emotiva e quella della socialità;
- ha sviluppato, negli anni, un naturale osservatorio sulla situazione dei giovani, dal quale è emerso un significativo incremento del disagio tra gli stessi. In risposta a tale emergenza e in attuazione della propria missione educativa ai valori del volontariato, ha posto in essere programmi quali i campus di volontariato in Italia e nelle case NPH in America Latina o progetti quali “Noi non siamo indifferenti, noi facciamo la differenza”, attraverso il quale i giovani volontari della Fondazione operano a sostegno dei minori accolti nelle oltre ottocento case famiglia, comunità per minori, ospizi per anziani con cui collabora, per creare consapevolezza e senso di responsabilità attraverso azioni concrete di servizio nei confronti di chi ha più bisogno;
- ha collaborato con le carceri di Opera, Bollate e di San Vittore e, tramite La Barchetta Rossa e la Zebra, ha posto in essere nelle Case circondariali di Genova Marassi e Pontedecimo un progetto, dedicato ai detenuti e alle loro famiglie, avente ad oggetto, tra l’altro, azioni per il sostegno pedagogico e la genitorialità e l’inclusione socio-lavorativa;
- ha sottoscritto, nel luglio 2020, un Accordo di collaborazione con il Tribunale per i Minorenni di Milano e il Centro per la Giustizia Minorile per la Lombardia per l’attivazione del progetto Palla al Centro che, grazie anche al sostegno di importanti donatori e il coinvolgimento di volontari della Fondazione e di volontari aziendali, ha consentito la riqualificazione degli spazi interni all’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Milano “Cesare Beccaria” e ha offerto ai ragazzi ristretti corsi di formazione professionale, attività per il trasferimento di competenze pratiche e teoriche utili per il loro futuro reinserimento sociale e lavorativo. L’Accordo ha promosso anche il progetto Accoglienza educante attraverso il quale la Fondazione supporta il primo momento di contatto tra i ragazzi dell’area penale esterna e gli assistenti sociali e psicologi da cui sono presi in carico e a relazionarsi con i primi durante l’attesa dei colloqui.
Il progetto, che rappresenta un modello sperimentale, prevede poi una seconda fase di progettazione e ristrutturazione degli spazi, progettata dal Politecnico di Milano in conformità agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
CONSIDERATO CHE
- gli Enti del Terzo Settore che operano, a livello territoriale, in campo sociale, educativo, formativo e lavorativo rappresentano partner di rilievo per la realizzazione di interventi educativi e formativi volti all’inclusione sociale dei giovani autori di reato;
- il progetto d’intervento educativo, di cui al Decreto Legislativo n. 121 del 2018, deve prevedere attività formative, culturali e sportive per il recupero sociale e la prevenzione della recidiva;
- il DGMC e la FONDAZIONE convengono sull'opportunità di potenziare i rapporti di collaborazione già in essere, finalizzati alla realizzazione di attività educative, formative e di reinserimento sociale e lavorativo per i giovani detenuti presso l’IPM di Milano e per i ragazzi presi in carico dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) in area penale esterna;
- Il DGMC e la FONDAZIONE hanno già avviato una collaborazione, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione, sottoscritto nel Luglio 2020, con il Tribunale per i Minorenni di Milano e il CGM per la Lombardia per l’attivazione di Palla al Centro, avente l'obiettivo di favorire percorsi di rinascita all’interno dell’IPM di Milano e azioni volte al reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi ristretti e di quelli presi in carico dagli USSM in area penale esterna;
VISTO
- il D.P.R. 448/88 "Disposizioni sul processo penale minorile a carico di imputati minorenni" e il D.Lgs. 272/89, norme di attuazione, coordinamento e transitorie del DPR 448/88, che riconoscono entrambi quale fondamento del trattamento l'offerta di interventi ed attività volte a sostenere gli interessi umani, culturali e professionali dei soggetti del circuito penale;
- il D.P.R. 230/2000 recante “Regolamento recante norme sull'Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà”;
- la Legge 354/75 recante "Norme sull'Ordinamento Penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà" e successive modifiche;
- la Legge 285/1997 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza”;
- il D.Lgs. 2 ottobre 2018, n. 121 che disciplina l’esecuzione della pena detentiva e delle misure penali di comunità nei confronti dei condannati minorenni, favorendo percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato, nonché la responsabilizzazione, l'educazione e il pieno sviluppo psico-fisico del minorenne, la preparazione alla vita libera, l'inclusione sociale e la prevenzione di ulteriori reati, anche mediante il ricorso ai percorsi di istruzione, di formazione professionale, di istruzione e formazione professionale, di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, e ad attività di utilità sociale, culturali, sportive e di tempo libero;
- la Direttiva (UE) 2016/800 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'11 maggio 2016 sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali;
- le “Regole minime per l’amministrazione della giustizia minorile” ONU, New York 29 novembre 1985 – Regole di Pechino;
- la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge 27 maggio 1991, n.176;
- la Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non-discriminazione attraverso l'educazione, adottata dai Ministri dell'istruzione dell'Unione Europea (Parigi, 17 marzo 2015).
STIPULANO E CONVENGONO QUANTO SEGUE
Art. 1
(Premesse)
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo di intesa.
Art. 2
(Oggetto)
Le Parti, in base alle proprie competenze, intendono definire un Protocollo di Intesa al fine di estendere l’attuazione del progetto Palla al Centro, in corso dal Luglio 2020 presso l’IPM di Milano “Cesare Beccaria” grazie a un Accordo di collaborazione concluso dalla Fondazione Francesca Rava con il Tribunale per i Minorenni di Milano e il Centro Giustizia Minorile per la Lombardia, ad altri IPM presenti su tutto il territorio nazionale dove FONDAZIONE verrà chiamata a collaborare, a sostegno dei minori e giovani adulti per i quali l’Autorità Giudiziaria competente abbia disposto una misura privativa della libertà personale;
Il progetto Palla al Centro prevede percorsi di rinascita a sostegno dei minori e giovani adulti ristretti negli Istituti penali minorili, comprendenti attività educative, formative e sportive, il trasferimento di competenze teoriche e pratiche utili al futuro reinserimento sociale e lavorativo dei giovani entrati nel circuito penale e la creazione di nuove alleanze per prevenire e contrastare il disagio dei giovani e attivare una comunità responsabile, attraverso la realizzazione di un ponte tra gli IPM e gli attori sul territorio;
Le parti intendono promuovere iniziative congiunte, al fine di individuare strumenti e progettualità volti al conseguimento di obiettivi comuni in tema di educazione civica di minorenni e di giovani sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, nonché collaborare nella individuazione di strumenti, anche di matrice didattica e scientifica, per implementare l’efficacia delle misure più idonee al perseguimento della finalità rieducativa della pena e all’abbattimento del tasso di recidiva fra i più giovani.
Art. 3
(Impegno delle Parti)
Con il presente Protocollo d’Intesa, verranno disciplinati i rapporti tra il DGMC e la FONDAZIONE in relazione ai progetti, alle attività e alle iniziative poste in essere dalla FONDAZIONE a sostegno dei ragazzi ristretti presso gli Istituti Penali per i Minorenni sul territorio nazionale con cui la FONDAZIONE è chiamata a collaborare, fatto salvo l'opportuno raccordo con i progetti e le iniziative già in corso presso gli stessi Istituti e con altri partner, e promuovendo la sinergia con altri operatori e la diffusione delle migliori esperienze.
Il DGMC attraverso la Direzione Generale del Personale, delle Risorse e per l’Attuazione dei Provvedimenti del Giudice Minorile – Ufficio I, si impegna a:
- diffondere alle Direzioni dei Centri per la Giustizia Minorile e agli Istituti Penali per i Minorenni copia del presente Protocollo d’Intesa;
- rilevare i bisogni dell’utenza penale minorile in ordine all’attuazione di programmi di sensibilizzazione e di educazione in relazione agli obiettivi specifici del presente Protocollo;
- supportare gli Istituti Penali per i Minorenni per la definizione di progettualità integrate e per l’organizzazione di interventi per i minori e giovani adulti, anche attraverso il supporto educativo degli operatori ministeriali, nonché mettere a disposizione spazi strutturali, ove questi fossero necessari, in base alle finalità dei percorsi individuati;
- definire opportune iniziative e attività, nell’ottica del coinvolgimento, quanto più ampio possibile a livello nazionale, degli Istituti Penali per i Minorenni interessati, allo scopo di realizzare gli obiettivi di cui al succitato articolo.
La FONDAZIONE si impegna a:
- realizzare, previo accordo con il DGMC, con la Direzione dell’IPM in cui è chiamata a collaborare e con la Direzione del CGM competente, ogni iniziativa utile a garantire, in collaborazione con aziende e realtà presenti sul territorio, corsi di formazione professionale (esempio, informatica, grafica e web design), workshop creativi (esempio, laboratori di Arte e Arte applicata), esperienze educative e culturali (esempio, testimonianze e incontri ispirazionali, visite guidate a musei, partecipazione a concerti), attività di imbiancatura tenute da imbianchini professionisti, attività sportive (esempio, campus estivi sportivi, con previsione di corsi di primo soccorso estesi ai ragazzi e agli agenti di Polizia penitenziaria) e attività in collaborazione con la Marina Militare, in attuazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite atti a contrastare la povertà educativa ed esclusione sociale, promuovere la salute e il benessere per garantire le condizioni per lo sviluppo del capitale umano, promuovere una società non violenta ed inclusiva, senza forme di discriminazione, contrastare l’illegalità e l’intervento nelle varie aree in maniera integrata;
- realizzare un ponte tra gli IPM in cui è chiamata a collaborare e gli attori presenti sul territorio, per la creazione di una comunità responsabile che sia pronta a sostenere i ragazzi nel disagio e a prevenire le loro cadute, anche attraverso il coinvolgimento di volontari della Fondazione e volontari che aderiscono ai programmi di volontariato aziendale della stessa, per una contaminazione positiva con l’esterno e la definizione di percorsi di inclusione sociale per i minori e giovani adulti sottoposti a procedimenti penali;
- promuovere, nelle città in cui sono presenti gli IPM in cui è chiamata a collaborare, attività di sensibilizzazione sui temi del disagio minorile e dei minori autori di reato, al fine di creare consapevolezza sul crescente disagio giovanile, sulla necessità di contrastare ogni forma di discriminazione e stigmatizzazione dei giovani autori di reato e sull’importanza di promuovere progettualità rivolte a ragazzi sottoposti a procedimenti penali, grazie alla creazione di alleanze con istituzioni, aziende, università e attori, tenendo conto delle esigenze e delle peculiarità di ciascun territorio di appartenenza e delle diverse realtà presenti;
- realizzare, nelle città in cui sono presenti gli IPM in cui è chiamata a collaborare, attività di diffusione e sensibilizzazione sulle tematiche relative ai minori e giovani adulti autori di reato, attraverso l’organizzazione di eventi e iniziative, anche di carattere nazionale, e collaborare alla redazione di studi e/o pubblicazioni su aree tematiche specifiche del presente Protocollo, attraverso la raccolta di dati e il monitoraggio delle esperienze;
- rendersi parte attiva nell’organizzazione di eventi ed iniziative per la comunicazione delle tematiche volte a sensibilizzare la comunità sul tema del disagio giovanile. Ogni comunicazione verso l’esterno della partnership e delle iniziative viene concordata preventivamente tra le parti.
Art. 4
(Comitato Paritetico)
Al fine di promuovere l’attuazione delle iniziative previste dal presente Protocollo d’Intesa, monitorare la realizzazione degli interventi e proporre gli opportuni adeguamenti per il miglioramento dei risultati, è istituito un Comitato Paritetico coordinato da un rappresentante della DGPRAM – Ufficio I.
Il Comitato si riunisce almeno una volta all'anno con lo scopo di:
- approvare, in relazione a specifiche tematiche, il piano annuale delle attività;
- invitare alle riunioni, sulla base degli argomenti all'ordine del giorno, esperti ed interlocutori anche esterni alle Parti;
- costituire collaborazioni ad hoc con soggetti, Istituzioni ed esperti attivi nelle specifiche aree di interesse, da sottoporre alla valutazione del Comitato;
- verificare il grado di attuazione del presente Protocollo d'Intesa, coordinare le iniziative previste, monitorare le attività svolte e promuovere eventuali migliorie per le attività in corso.
Per la partecipazione ai lavori del Comitato, non sono previsti compensi, emolumenti, indennità, gettoni di presenza, rimborsi, spese o altre utilità, comunque, denominate.
Art. 5
(Durata e rinnovo)
Il presente accordo di collaborazione ha validità triennale dalla data di sottoscrizione e potrà essere prorogato o rinnovato in forma scritta a scadenza, previa valutazione positiva congiunta dei risultati delle iniziative poste in essere, essendo esclusa ogni forma di rinnovo tacito.
Art. 6
(Recesso)
Le parti potranno recedere dal presente accordo con preavviso di 3 mesi da comunicarsi a mezzo raccomandata a./r., ovvero posta elettronica certificata. Il termine di preavviso decorre dalla data di ricezione della comunicazione di cui sopra. In tal caso sono fatte salve le spese già sostenute e gli impegni assunti alla data di comunicazione del recesso.
Art. 7
(Oneri economici)
Il presente Protocollo non comporta alcun onere economico a carico delle Parti. Gli eventuali oneri saranno determinati in eventuali e successivi accordi attuativi che individueranno la/le struttura/e organizzativa/e di ciascuna parte alle quali detti oneri saranno imputati, previa verifica della sussistenza e della disponibilità dei corrispondenti fondi e assenso degli organi preposti all’adozione delle decisioni in merito, conformemente ai rispettivi ambiti di competenza, nel rispetto delle disposizioni normative, statutarie e regolamenti vigenti.
Art. 8
(Foro competente)
Ogni controversia relativa all'interpretazione, all'esecuzione ed alla risoluzione del presente accordo - qualora non risolta dalle parti in via amichevole - sarà riservata alla competenza esclusiva del Foro di Roma.
Art. 9
(Trattamento dei dati personali)
Le parti si impegnano reciprocamente ad osservare la normativa a tutela dei dati personali impiegati ai fini dell’esecuzione del presente rapporto contrattuale, ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e s.m.i.
Art. 10
(Riservatezza)
Le parti si obbligano, anche per i propri dipendenti, collaboratori e/o per i terzi eventualmente utilizzati per l'esecuzione del presente contratto, a non divulgare senza autorizzazione scritta della controparte, se non in forza di obblighi di legge, ogni e qualsiasi informazione ricevuta per iscritto, oralmente, attraverso mezzi o supporti informatici inerente alle proprie attività, incluso il presente protocollo di intesa.
Art. 11
(Promozione dell’immagine)
Al fine di tutelare e promuovere l’immagine di ciascuna delle Parti, i rispettivi loghi potranno essere utilizzati nell’ambito delle iniziative di cui all’art.2 dell’Accordo stesso, previa autorizzazione scritta delle Parti.
Art. 12
(Comunicazioni)
Ogni attività mediatica, di comunicazione, diffusione o promozione di notizie aventi ad oggetto il presente Protocollo ovvero connesse e/o conseguenti all’esecuzione dello stesso, prima di essere effettuata, dovrà essere concordata tra le Parti e formalmente autorizzata dagli Uffici competenti.
Tali attività saranno svolte, in particolare, a favorire reciprocamente la promozione delle immagini e dell’impegno profuso dalle Parti, in aderenza ai rispettivi programmi di comunicazione.
L’ideazione di attività di divulgazione e comunicazione da parte della Fondazione dovrà attenersi a quanto prescritto dall’art. 13 del D.P.R. 448/88 “Sono vietate la pubblicazione e la divulgazione, con qualsiasi mezzo, di notizie o immagini idonee a consentire l’identificazione del minorenne comunque coinvolto nel procedimento”.
Art. 13
(Modifiche)
Ogni modifica del presente accordo dovrà rivestire, a pena di nullità, la forma scritta ed essere sottoscritta da entrambe le parti.
Roma, 17/01/2024
Per il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Il Capo del Dipartimento
Dottor Antonio Sangermano
Per la Fondazione Francesca Rava - NPH Italia ETS
Il Presidente
Avv. Mariavittoria Rava