Protocollo d'intesa tra il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Fondazione Con il Sud e Con i Bambini impresa sociale s.r.l. per attuare programmi e progetti di reintegrazione sociale di minori, giovani adulti e adulti autori di reato - 12 dicembre 2024
December 12, 2024
PROTOCOLLO D'INTESA
TRA
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ
E
FONDAZIONE CON IL SUD
E
CON I BAMBINI IMPRESA SOCIALE S.R.L.
Il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (d’ora in avanti DGMC), C.F. 97113870584, con sede in Roma, Via Damiano Chiesa n. 24 in persona del Capo Dipartimento, dott. Antonio Sangermano, munito dei necessari poteri e abilitato alla firma del presente accordo;
E
Fondazione Con il Sud (d’ora in avanti Fondazione oppure FCS) C.F. 97442750580 con sede in Roma, Via del Corso n. 267, rappresentata dal Prof. Stefano Consiglio, nella sua qualità di legale rappresentante, domiciliato per la carica presso la suddetta sede sociale e autorizzato alla stipula del presente atto in virtù di quanto previsto nel vigente Statuto sociale;
E
Con i Bambini impresa sociale S.R.L. (d’ora in avanti Con i Bambini oppure CiB) C.F. 13909081005, con sede in Roma, Via del Corso n. 267, rappresentata dal prof. Marco Rossi-Doria, nella sua qualità di legale rappresentante, domiciliato per la carica presso la suddetta sede sociale e autorizzato alla stipula del presente Protocollo d’Intesa in virtù di quanto previsto nel vigente Statuto sociale;
PREMESSO CHE
- Il DGMC nell’ambito delle competenze del Ministero della Giustizia in materia di esecuzione penale:
- esercita le funzioni e i compiti inerenti all’esecuzione dei provvedimenti penali del giudice minorile in materia penale e quelli inerenti all'esecuzione penale esterna ed alla messa alla prova degli adulti;
- è deputato alla tutela, di minori e giovani adulti che hanno fatto ingresso nel circuito penale, favorendo percorsi di presa in carico finalizzati al reinserimento sociale;
- assicura e verifica l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria minorile attraverso i Centri per la Giustizia Minorile (CGM) - quali organi decentrati che hanno competenza sul territorio di una o più regioni – e i servizi minorili dipendenti;
- promuove la realizzazione e la sperimentazione di azioni rispondenti alle esigenze dei soggetti dell’area penale, anche con il coinvolgimento di istituzioni, attori del privato sociale e della comunità locale istituendo reti finalizzate all’inclusione sociale;
- Il DGMC, tramite la Direzione Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile (DGPRAM):
- provvede ad assicurare l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria Minorile, garantendo la certezza della pena, la tutela dei diritti soggettivi e la promozione dei processi evolutivi adolescenziali in atto;
- persegue la qualità delle azioni trattamentali rivolte ai minorenni e giovani adulti in carico agli Istituti Penali per i Minorenni (IPM) e agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM), con particolare riferimento alle azioni dirette a promuovere la cultura della legalità;
- si prefigge la finalità di diffondere, migliorare e promuovere una cultura di sensibilizzazione in favore degli adolescenti, interessando la comunità locale sulle problematiche del disagio e della devianza minorile e sul reperimento di opportunità concrete per la prevenzione e il reinserimento nel contesto sociale dei minorenni e dei giovani dell'area penale;
- Il DGMC, tramite la Direzione Generale esecuzione penale esterna e di messa alla prova (DGEPE):
- monitora le attività degli uffici di esecuzione penale esterna (UEPE);
- tiene rapporti con gli enti locali e le organizzazioni di volontariato per l’attività trattamentale e per la stipula di convenzioni per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai fini della messa alla prova degli adulti;
- organizza i servizi per l’esecuzione delle pene non detentive e delle misure alternative alla detenzione o sanzioni di comunità;
- Organizza e coordina le attività degli Uffici UEPE negli istituti penitenziari;
- Il DGMC attiva programmi educativi, di studio e di formazione-lavoro e di tempo libero, anche con soggetti terzi e operatori del terzo settore, al fine di assicurare l’inclusione sociale dei minori e dei giovani adulti;
- Il DGMC attraverso i suoi organi territoriali quali CGM, USSM, IPM, UEPE ha concreta volontà di recuperare socialmente i minori reclusi e coloro che sono prossimi alla conclusione del regime restrittivo attraverso corsi di formazione che saranno propedeutici al lavoro.
- FCS, ente non profit privato nato nel 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, è interessata a favorire lo sviluppo di reti di solidarietà nelle comunità locali del Sud Italia, anche con modalità e strumenti innovativi, contribuendo al contrasto di ogni forma di povertà e disagio e alla crescita della infrastrutturazione sociale nel Mezzogiorno;
- FCS è interessata a sviluppare relazioni e collaborazioni con soggetti istituzionali che condividono i medesimi obiettivi;
- FCS, in linea con il principio di dare piena attuazione alla finalità rieducativa della pena, sostiene percorsi di reinserimento sociale di persone in esecuzione penale attraverso attività di formazione, rafforzamento delle competenze e inserimento lavorativo, anche al fine di ampliare le opportunità di riscatto per le persone in regime di detenzione e di accesso alle misure alternative. Su questa tematica la Fondazione ha recentemente promosso la terza edizione[1] di un bando dedicato dal titolo “Evado a lavorare” che stanzia 3 milioni di euro, oltre a diverse iniziative sostenute in collaborazione con altri enti cofinanziatori.
- CiB è una società senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione Con il Sud e costituita il 15 giugno 2016 per attuare i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, previsti dal Protocollo d’Intesa stipulato il 29 aprile 2016 tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Presidente di Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria (in attuazione di quanto previsto dall’art. 1 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208);
- CiB, nella gestione del suddetto Fondo, ha individuato tra le sue leve strategiche la realizzazione di progetti rivolti ai minori, anche del circuito penale, in tutto il territorio nazionale e l’approccio della comunità educante partendo dall’assunto che la povertà educativa è un fenomeno multidimensionale e che per superarla è necessario il coinvolgimento di tutti i soggetti locali che possono contribuire a garantire la piena fruizione dei processi educativi da parte di ogni bambino, bambina e adolescente. Consapevole del proprio ruolo sperimentale, inoltre, CiB ha previsto che tutti i progetti e le iniziative finanziate avessero una valutazione dell’impatto sociale, intendendola come uno strumento strategico in grado di generare apprendimenti e riorientare l’azione territoriale e le policy sulla base delle evidenze di analisi;
- CiB, attraverso il bando “Cambio rotta”, ha finanziato 17 progetti presentati da enti del terzo settore presenti in tutto il territorio nazionale, con un impegno di 14,5 milioni di euro, che finora ha coinvolto più di 2.000 minori e giovani adulti autori di reato. Per l’implementazione di tali progetti si avvale della collaborazione del DGMC, nonché dei CGM e degli USSM, tramite un protocollo triennale siglato il 9/11/2021;
- CiB, attraverso il bando “Liberi di crescere” finanzia 18 progetti, per complessivi 10 milioni di euro, per la promozione dei diritti dei minori con genitori detenuti.
VISTO
- gli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana, che garantiscono il rispetto della dignità umana, richiedono l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale da parte dei cittadini e proclamano il compito della Repubblica di favorire il pieno sviluppo della persona umana;
- l’articolo 9 della Costituzione italiana che garantisce lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica;
- la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'educazione e la formazione ai diritti umani adottata il 23 marzo 2011;
- la Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non-discriminazione attraverso l'educazione, adottata dai Ministri dell'Istruzione dell'Unione Europea (Parigi, 17 marzo 2015);
- i documenti internazionali, le Raccomandazioni dell'UNESCO, i regolamenti e le direttive dell'Unione Europea che costituiscono un quadro di riferimento entro cui collocare l'educazione alla cittadinanza, alla legalità, ai valori sedimentati nella Storia dell'Umanità come elementi essenziali del contesto pedagogico e culturale degli Stati;
- la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge 27 maggio 1991, n.176;
- la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori, adottata a Strasburgo il 25 gennaio 1996, entrata in vigore l’1luglio 2000 ratificata con Legge del 20 marzo 2003 77 (in specie artt. 3,9, 29);
- il D.P.R. 448/88 "Disposizioni sul processo penale minorile a carico di imputati minorenni" e il D.Lgs. 272/89, norme di attuazione, coordinamento e transitorie del DPR 448/88, che riconoscono entrambi quale fondamento del trattamento l'offerta di interventi ed attività volte a sostenere gli interessi umani, culturali e professionali dei soggetti del circuito penale;
- il D.P.R. 230/2000 recante “Regolamento recante norme sull'Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà”;
- la Legge 354/75 recante "Norme sull'Ordinamento Penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà" e successive modifiche;
- la Legge 285/1997 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza”;
- la Legge 328/2000, Legge quadro per il sistema integrato di interventi e servizi sociali all’art. 1 c. 4 in cui si “riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore della programmazione, della organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.”;
- la Legge 117/2014 che ha esteso al compimento del 25° anno di età la presa in carico dei Servizi della Giustizia Minorile per i giovani che hanno commesso un reato durante la minore età, sottoposti a procedimento penale da parte dell’Autorità Giudiziaria Minorile;
- il D.Lgs. 121/2018 che disciplina l’esecuzione della pena detentiva e delle misure penali di comunità nei confronti dei condannati minorenni, favorendo percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato, nonché la responsabilizzazione, l'educazione e il pieno sviluppo psico-fisico del minorenne, la preparazione alla vita libera, l'inclusione sociale e la prevenzione di ulteriori reati, anche mediante il ricorso ai percorsi di istruzione, di formazione professionale, di istruzione e formazione professionale, di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, e ad attività di utilità sociale, culturali, sportive e di tempo libero;
- il D.Lgs 150/2022 di attuazione della Legge134/2021, recante delega al Governo per l'efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari;
- la Legge 159/2023 recante: “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché' per la sicurezza dei minori in ambito digitale”;
- il D.M. del 27 luglio 2023 “Modalità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’art. 71, comma 1, lett. d), del D.Lgs. 150/2022;
CONSIDERATO
- che i CGM, gli IPM, le Comunità ministeriali e non, gli USSM e gli UEPE hanno l’esigenza di proporre e garantire azioni al fine di recuperare socialmente i minori, i giovani adulti e gli adulti autori di reato;
- che gli Enti di Terzo Settore che operano, a livello territoriale, in campo sociale, educativo, formativo e lavorativo rappresentano partner di rilievo per la realizzazione di interventi educativi e formativi volti all’inclusione sociale dei giovani autori di reato;
- che DGMC e FCS convengono sull’opportunità di collaborare nella realizzazione di attività volte al reinserimento sociale di persone in età lavorativa prossime alla conclusione del regime restrittivo e/o in esecuzione penale esterna attraverso attività formative e di inserimento lavorativo;
- che FCS considera la componente occupazionale quale strumento di riscatto e inclusione sociale dei detenuti, intende favorire l’incontro dinamico tra domanda e offerta di lavoro, anche attraverso l’attivazione e/o il potenziamento di servizi volti a garantire un'adeguata connessione dentro-fuori il carcere e per questo ha realizzato varie iniziative, tra cui il bando “Evado a lavorare” per il reinserimento sociale di persone in esecuzione penale;
- che FCS intende collaborare con gli UEPE per creare nuove opportunità in cui sia possibile espletare misure alternative alla detenzione;
- che il DGMC e CiB convengono sull'opportunità di potenziare ulteriormente i rapporti di collaborazione già in essere, finalizzati alla realizzazione di attività educative e di reinserimento sociale per i giovani in situazioni di disagio, a rischio di emarginazione sociale e sottoposti a provvedimenti penali;
- che il DGMC e CiB, attraverso i progetti finanziati dal bando “Cambio rotta 2019”, hanno già avviato collaborazioni aventi l'obiettivo di favorire l'integrazione e il superamento del disagio dei giovani dell'area penale attraverso la realizzazione di percorsi di socializzazione, di orientamento e di inserimento socio-lavorativo.
Tanto premesso e considerato,
STIPULANO E CONVENGONO QUANTO SEGUE
Art. 1
(Premesse)
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d’Intesa.
Art. 2
(Finalità)
Le Parti intendono porre in essere una collaborazione volta a condividere in modo complementare le reciproche competenze ed esperienze nell’ambito della reintegrazione sociale di minori, giovani adulti e adulti autori di reato. Con questo scopo e nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, le Parti intendono cooperare secondo il principio di sussidiarietà orizzontale per attuare programmi e progetti di interesse comune e/o potenziare quelli che già rispettivamente stanno realizzando. Il presente Protocollo intende regolamentare gli aspetti generali di questa collaborazione con primario e non esclusivo riferimento alle seguenti tematiche:
- reinserimento sociale di minori e giovani adulti autori di reato attraverso la collaborazione dei servizi minorili con gli enti del privato sociale per la realizzazione di percorsi personalizzati;
- reinserimento sociale di detenuti attraverso attività di inclusione lavorativa e di formazione, anche tramite l’accesso a misure alternative alla detenzione in collaborazione con gli Uffici afferenti alla Direzione generale esecuzione penale esterna e di messa alla prova (DGEPE);
- sostegno a enti del terzo settore che contribuiscono a creare percorsi e opportunità per l’inclusione sociale di minori e adulti autori di reato;
- individuazione di strumenti, anche di matrice didattica e scientifica, per implementare l’efficacia delle misure più idonee al perseguimento della finalità rieducativa della pena e all’abbattimento del tasso di recidiva soprattutto fra i più giovani;
- potenziamento e promozione dell’accesso a percorsi di giustizia riparativa da parte dei minori e giovani adulti e adulti autori di reato.
Art. 3
(Impegno delle Parti)
Con il presente Protocollo d’Intesa, le parti si impegnano a:
- elaborare strategie comuni atte a promuovere e incrementare percorsi di educazione alla legalità e opportunità concrete per il reinserimento sociale e pre-lavorativo dei giovani del circuito penale;
- collaborare alla definizione, programmazione e realizzazione di percorsi di inclusione sociale per i minori e giovani adulti in carico ai servizi minorili della giustizia, anche nell’ottica di una più equa distribuzione di opportunità e risorse tra i diversi territori e uffici;
- implementare percorsi formativi e occupazionali attraverso una piena collaborazione con gli uffici che si occupano di misure alternative alla detenzione, anche attraverso l’attivazione e/o il potenziamento di servizi volti a garantire un'adeguata connessione dentro-fuori il carcere, nonché integrare e non sovrapporre risorse pubbliche e private destinate a tali scopi;
- realizzare la partecipazione degli uffici dei servizi minorili della giustizia e degli uffici di esecuzione penale alle progettualità sostenute da FCS e CiB;
- promuovere progettualità per la definizione di attività e interventi rivolti a gruppi di ragazzi sottoposti a procedimenti penali, tenendo conto delle esigenze e delle peculiarità di ciascun territorio di appartenenza e delle diverse realtà che vi operano;
- effettuare la rilevazione dei bisogni a livello nazionale e dei singoli territori;
- realizzare attività di diffusione e pubblicazione degli interventi e dei loro risultati attraverso il supporto di strumenti di comunicazione specifici, eventi e iniziative, anche di carattere nazionale;
- collaborare alla redazione di studi e/o pubblicazioni su aree tematiche specifiche del presente Protocollo, attraverso la raccolta sistematica dei dati, la partecipazione a tavoli e organismi permanenti e il monitoraggio delle esperienze e dei processi socio-educativi.
Art. 4
(Comitato Paritetico)
Al fine di promuovere l’attuazione delle iniziative previste dal presente Protocollo d’Intesa, monitorare la realizzazione degli interventi e proporre gli opportuni adeguamenti per il miglioramento dei risultati, è istituito un Comitato Paritetico, composto da due rappresentanti per ciascuna delle parti firmatarie e coordinato da un rappresentante della DGPRAM – Ufficio I.
Il Comitato si riunisce almeno una volta all'anno con lo scopo di:
- invitare alle riunioni, sulla base degli argomenti all'ordine del giorno, esperti ed interlocutori anche esterni alle Parti;
- costituire collaborazioni ad hoc con soggetti, Istituzioni ed esperti attivi nelle specifiche aree di interesse, da sottoporre alla valutazione del Comitato;
- verificare il grado di attuazione del presente Protocollo d'Intesa, coordinare le iniziative previste, monitorare le attività svolte e promuovere eventuali migliorie per le attività in corso.
Per la partecipazione ai lavori del Comitato, non sono previsti compensi, emolumenti, indennità, gettoni di presenza, rimborsi, spese o altre utilità, comunque, denominate.
Art. 5
(Durata e rinnovo)
Il presente accordo di collaborazione ha validità triennale dalla data di sottoscrizione e potrà essere prorogato o rinnovato in forma scritta a scadenza, previa valutazione positiva congiunta dei risultati delle iniziative poste in essere, essendo esclusa ogni forma di rinnovo tacito.
Art. 6
(Recesso)
Le parti potranno recedere dal presente accordo con preavviso di 3 mesi da comunicarsi a mezzo raccomandata a./r., ovvero posta elettronica certificata. Il termine di preavviso decorre dalla data di ricezione della comunicazione di cui sopra. In tal caso sono fatte salve le spese già sostenute e gli impegni assunti alla data di comunicazione del recesso.
Art. 7
(Oneri economici)
Il presente Protocollo non comporta alcun onere economico a carico dell’Amministrazione.
È escluso il diritto di ciascuna Parte nei confronti delle altre di pretendere corrispettivi, rimborsi spese o indennità, a qualunque titolo, in ragione della conclusione ed esecuzione del Particolari.
Art. 8
(Foro competente)
Ogni controversia relativa all'interpretazione, all'esecuzione ed alla risoluzione del presente accordo - qualora non risolta dalle parti in via amichevole - sarà riservata alla competenza esclusiva del Foro di Roma.
Art. 9
(Privacy e Trattamento dei dati personali)
Le Parti dichiarano di essersi reciprocamente comunicate tutte le informazioni di cui all’articolo 13 del Regolamento Europeo 679/2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati afferenti il trattamento di dati personali conferiti per la sottoscrizione e l’esecuzione del contratto stesso e di essere a conoscenza dei diritti che spettano loro in forza delle norme di cui al citato Regolamento, come da documento che si allega sottoscritto per presa visione.
Le Parti si impegnano a improntare il trattamento dei dati personali ai principi di correttezza, liceità e trasparenza nel rispetto delle disposizioni di cui al Regolamento Europeo 679/2016 e della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e a non comunicare i predetti dati personali a soggetti terzi, se non ai fini dell’esecuzione del Protocollo o nei casi espressamente previsti dalla legge, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia.
Per l’ipotesi in cui l’esecuzione delle obbligazioni del Protocollo comporti il trattamento di dati personali per conto dell’altra parte è nominata Responsabile del Trattamento ai sensi dell’articolo 28 del citato Regolamento.
Art. 10
(Riservatezza)
Le Parti si impegnano a far rispettare ai propri dipendenti la massima riservatezza sui dati e le informazioni messe a disposizione e di quelli di cui vengano in possesso e, comunque, a conoscenza, nell’esecuzione del Protocollo.
L’obbligo di riservatezza comprende il divieto di divulgare, in alcun modo e in qualsiasi forma, i suddetti dati, informazioni e documenti e di farne oggetto di utilizzazione, a qualsiasi titolo, per scopi diversi da quelli strettamente necessari all’esecuzione del Protocollo.
In caso d’inosservanza degli obblighi di riservatezza, il DGMC o CiB o FCS hanno la facoltà di dichiarare risolto il presente Protocollo.
Art. 11
(Promozione dell’immagine)
Al fine di tutelare e promuovere l’immagine di ciascuna delle Parti, i rispettivi loghi potranno essere utilizzati nell’ambito delle iniziative di cui all’art.2, previa autorizzazione scritta, agli Uffici competenti, delle Parti.
Art. 12
(Comunicazioni)
Ogni attività mediatica, di comunicazione, diffusione o promozione di notizie aventi a oggetto il presente Protocollo ovvero connesse e/o conseguenti all’esecuzione dello stesso, prima di essere effettuata, dovrà essere concordata tra le Parti e formalmente autorizzata dagli Uffici competenti.
Tali attività saranno svolte, in particolare, a favorire reciprocamente la promozione delle immagini e dell’impegno profuso dalle Parti, in aderenza ai rispettivi programmi di comunicazione.
L’ideazione di attività di divulgazione e comunicazione da parte del DMC, di CiB e FCS dovrà attenersi alle normative vigenti in materia e a quanto prescritto dall’art. 13 del D.P.R. 448/88 “Sono vietate la pubblicazione e la divulgazione, con qualsiasi mezzo, di notizie o immagini idonee a consentire l’identificazione del minorenne comunque coinvolto nel procedimento”.
Art. 13
(Modifiche)
Ogni modifica del presente accordo dovrà rivestire, a pena di nullità, la forma scritta ed essere sottoscritta da entrambe le parti.
Ogni comunicazione tra le Parti dovrà avvenire esclusivamente in forma scritta, a mezzo PEC, ovvero a mezzo e-mail, ai seguenti indirizzi:
DGMC: PEC – prot.dgmc@giustiziacert.it
FCS: PEC - fondazioneconilsud@pec.it
CiB: PEC – conibambini@legalmail.it
Art. 14
(Sottoscrizione, registrazione e imposta di bollo)
Le spese per l’eventuale registrazione sono a carico della parte richiedente.
Roma, 12 dicembre 2024
Per il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Il Capo del Dipartimento
Dr. Antonio SANGERMANO
Per Fondazione Con il Sud
Il Presidente
Prof. Stefano CONSIGLIO
Per Con i Bambini impresa sociale SRL
Il Presidente
Prof. Marco ROSSI-DORIA
[1] Le precedenti edizioni sono state realizzate nel 2013 “Iniziativa carceri” (2,4 milioni di euro) e nel 2019 “E…vado a lavorare” (2,5 milioni di euro).