Protocollo d'intesa tra gli Istituti penitenziari e l'Ufficio di esecuzione penale esterna di Venezia, l'Associazione 'Seconda Chance' e la Fondazione Musei Civici di Venezia - Reinserimento dei soggetti detenuti - 10 agosto 2026
August 10, 2026
PROTOCOLLO D'INTESA
TRA
La Casa Circondariale Di Venezia S. Maria Maggiore, con sede in Sestiere S. Croce 324 — 30135 Venezia (VE), rappresentata dal Direttore dott. Enrico Farina, di seguito denominata Casa Circondariale di Venezia S.M.M.;
La Casa di Reclusione Femminile Venezia Giudecca, con sede in S. Eufemia 712 — 30133 Venezia (VE), rappresentata dal Direttore pro tempore dott.ssa Mariagrazia Bregoli, di seguito denominata Casa di Reclusione femminile di Venezia Giudecca;
L'ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano, con sede in Via Dante 97 — 30172 Venezia (VE), rappresentata dal Direttore dott.ssa Annamaria Raciti, di seguito denominata UIEPE Venezia;
L’associazione Nazionale “Seconda Chance”, con sede in Via delle Medaglie d'Oro 340 — 00136 Roma, rappresentata dal Presidente dott.ssa Flavia Filippi, di seguito denominata Associazione “Seconda Chance”,
nel complesso di seguito denominati anche “Istituti”,
E
la Fondazione Musei Civici di Venezia (di seguito Fondazione), con sede in Venezia, piazza S. Marco 52, C.F. 03842230272, rappresentata dalla Presidente Dott.ssa Mariacristina Gribaudi, domiciliata per la carica in P.zza San Marco 52, 30124 Venezia – Italia, di seguito denominata anche “Fondazione”;
VISTI
- l’art. 27 comma 3 della Costituzione;
- l’art. 15 della Legge 354/75 a norma del quale il lavoro all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari rappresenta strumento fondamentale di rieducazione, recupero e reinserimento sociale dei soggetti detenuti in espiazione di pena definitiva;
PREMESSO CHE
- lo sviluppo di occasioni di reinserimento occupazionale rende la detenzione un'occasione di formazione e recupero, nell'ottica di una diversa connotazione della pena che possa coinvolgere il condannato in un'esperienza autenticamente produttiva e professionale promossa in collaborazione con le forze economiche produttive;
- il mandato istituzionale dell’Amministrazione Penitenziaria è finalizzato al reinserimento sociale dei condannati e degli internati ed ha come fondamentale obiettivo l'occupazione lavorativa durante l'espiazione della pena o della misura di sicurezza, anche al fine di garantire ai soggetti ristretti l'acquisizione di competenze e conoscenze professionali utilmente spendibili nella fase post-detentiva;
- attraverso la previsione di specifici e reciproci impegni, le Parti intendono realizzare misure ed interventi finalizzati a implementare l'offerta lavorativa delle persone detenute, in vista di una più compiuta integrazione delle strutture dell'esecuzione penale con il territorio e la comunità produttiva di riferimento le Parti collaboreranno nel campo della valorizzazione del lavoro extramurario e intramurario con la finalità di creare opportunità di lavoro per i detenuti, che potranno così anche acquisire nuove competenze, spendibili una volta conclusa l'esperienza di detenzione;
- la Casa Circondariale di Venezia S.M.M., la Casa di Reclusione femminile di Venezia Giudecca, l'UIEPE di Venezia si propongono interventi volti a realizzare lo svolgimento di progetti d'inserimento lavorativo retribuito a favore della popolazione detenuta e di quella in fase di avvio alla concessione di misure alternative alla detenzione;
- l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Venezia collabora al trattamento penitenziario e segue il reinserimento sociale delle persone in esecuzione di misure e sanzioni di comunità, anche già detenute;
- lo Statuto della Fondazione prevede all’Articolo 2 (Scopi) che “La Fondazione promuove, forma e diffonde espressioni della cultura e dell’arte intese come bene comune. La Fondazione, quindi, intende definire strategie e obiettivi di valorizzazione del patrimonio culturale dei Musei Civici di Venezia, contribuendo all’elaborazione dei conseguenti piani strategici di sviluppo, nonché all’integrazione nel processo di valorizzazione di istituzioni e privati, di infrastrutture e di settori produttivi.”
- lo Statuto prevede inoltre all’art. 3 (Attività Istituzionali strumentali, accessorie e connesse) che la Fondazione possa: “stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il finanziamento delle operazioni deliberate, […] convenzioni di qualsiasi genere anche trascrivibili nei pubblici registri, con enti pubblici o privati, che siano considerate opportune e utili per il raggiungimento degli scopi della Fondazione.”
- la Fondazione intende contribuire, nell'ambito delle proprie finalità istituzionali, alla promozione di opportunità formative, culturali e di sensibilizzazione finalizzate al reinserimento sociale delle persone ristrette presso la Casa Circondariale di Venezia S.M.M. e la Casa di Reclusione femminile di Venezia nonché promuovere la realizzazione di attività formative e professionalizzanti anche attraverso la valorizzazione e la commercializzazione di prodotti realizzati nei laboratori professionali all'interno delle Case Circondariali;
- vi è la necessità di stabilire, mediante apposita convenzione, gli impegni reciprocamente assunti dai partener coinvolti nell'iniziativa;
- l'obiettivo del presente protocollo è la promozione dello sviluppo e della crescita dell'individuo, affinché il detenuto possa sviluppare o recuperare pienamente le proprie capacità personali, relazionali e professionali e trovare il proprio posto nella realtà sociale, nella consapevolezza dei propri diritti e doveri.
Per tutte le considerazioni sopra riportate le Parti convengono quanto segue
Art.1 - Premesse
Le premesse sono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo.
Art.2 - Attività
Fondazione Musei Civici di Venezia si impegna a sostenere il reinserimento sociale delle detenute e dei detenuti ristretti presso gli Istituti penitenziari di Venezia nonché delle persone in esecuzione penale esterna seguite dall’UIEPE di Venezia, secondo le modalità di seguito indicate:
- informando, in generale, e in particolare presso le aziende fornitrici di servizi accessori e strumentali alla propria attività (a titolo esemplificativo i servizi di ristorazione, manutenzione verde, manutenzione edile, pulizie, etc.), la disponibilità delle persone detenute negli Istituti Penitenziari di Venezia e/o sottoposte a misure e sanzioni di Comunità nel territorio di Venezia a progetti di avvio all’inserimento lavorativo;
- informando le aziende che gestiscono i servizi accessori dei musei circa la possibilità di commercializzare prodotti realizzati nei laboratori presenti nelle strutture detentive che offrono ai detenuti percorsi formativi e di reinserimento sociale;
- verificando la possibilità di commissionare la realizzazione di prodotti nei laboratori delle strutture detentive che offrono ai detenuti percorsi formativi e di reinserimento sociale;
- valutando la possibilità di collaborare alla realizzazione di attività formative e culturali coerenti con la propria missione istituzionale tra cui attività formative per l’acquisizione di nuove competenze, rivolte alle detenute e ai detenuti ed alle persone in esecuzione penale esterna seguite dall’UIEPE di Venezia, a titolo esemplificativo, all’atre del merletto, alla lavorazione delle perle veneziane e ad altre tradizioni artistiche e artigianali coerenti con il patrimonio culturale veneziano.
La Casa Circondariale di Venezia S.M.M e la Casa di Reclusione Femminile Venezia Giudecca, in collaborazione con l’UIEPE di Venezia individueranno tra la popolazione detenuta un numero di soggetti adeguato alle opportunità lavorative e formative che verranno individuate. L’UIEPE di Venezia, in caso di iniziative fruibili anche da persone sottoposte a misure e sanzioni di comunità, segnalerà i nominativi di soggetti adeguati per caratteristiche e disponibilità.
L'Associazione “Seconda Chance” si impegna a:
- favorire il dialogo tra i Responsabili delle aree educative degli Istituti penitenziari veneziani, i Referenti dell’UIEPE e le aziende coinvolte, al fine di avviare una ricognizione finalizzata a individuare le persone detenute idonee a partecipare alle attività previste dal presente protocollo;
- a fornire l'accompagnamento del detenuto per la durata del percorso di avviamento all'inserimento lavorativo;
- a partecipare al gruppo di lavoro del monitoraggio in itinere e di aggiornamento delle azioni di intervento;
- a promuovere progetti formativi e di reinserimento lavorativo in collaborazione con i firmatari del protocollo ed altri soggetti utili alle finalità del protocollo.
Art. 3 - Referenti e coordinamento delle attività
Le Parti individuano ciascuna un proprio referente per il coordinamento delle attività previste dal presente Protocollo e per il monitoraggio delle iniziative che verranno sviluppate in attuazione dello
stesso.
Qualora, a seguito delle attività di informazione e sensibilizzazione svolte nell'ambito del presente Protocollo, imprese, cooperative sociali o altri soggetti terzi manifestino interesse ad attivare percorsi lavorativi, formativi o di inserimento sociale a favore di persone detenute o sottoposte a misure e sanzioni di comunità, i relativi rapporti saranno disciplinati da specifici accordi tra i soggetti interessati e le competenti autorità dell'Amministrazione Penitenziaria e/o dell'UIEPE.
La Fondazione Musei Civici di Venezia non assume funzioni di datore di lavoro, di coordinamento operativo o di vigilanza nei confronti delle persone coinvolte nei percorsi di inserimento lavorativo eventualmente attivati da soggetti terzi, limitandosi a promuovere occasioni di incontro, collaborazione e valorizzazione delle iniziative coerenti con le finalità del presente Protocollo nonché attività educative e formative.
Art. 4 - Modalità del trattamento e gestione operativa
Qualora le attività previste dal presente Protocollo si svolgano presso sedi della Fondazione Musei Civici di Venezia, quest’ultima si impegnerà a garantire la conformità delle proprie sedi alle norme in materia di sicurezza e di igiene. In nessun caso l'attività potrà svolgersi in modo da impedire l'esercizio dei fondamentali diritti umani o da ledere la dignità della persona.
Art. 5 - Obbligo di rispettare il M.O.G.C ex D.lgs. 231/01 e Codice Etico
Le persone detenute nonché le persone in esecuzione di misure e sanzioni di comunità esterna che, ell’ambito del presente Protocollo, siano avviati a svolgere attività lavorative o formative presso la Fondazione Musei Civici di Venezia, sono tenuti ad uniformare la propria condotta ai principi e alle disposizioni contenuti nel Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.lgs. n. 231/01 (M.O.G.C.) e nel Codice Etico della Fondazione.
Le parti assicurano che i soggetti di cui al presente articolo siano adeguatamente informati dell’esistenza e dei contenuti essenziali del M.O.G.C. e del Codice Etico, disponibili sul sito istituzionale della Fondazione all’indirizzo https://www.visitmuse.it/il/fondazione/trasparenza/, nonché dell’obbligo di osservare, nello svolgimento delle attività, principi di legalità, correttezza, lealtà, trasparenza e rispetto delle regole.
In caso di violazione delle regole previste dai sopraccitati documenti, Fondazione Musei Civici di Venezia potrà risolvere il presente Protocollo con comunicazione da inviarsi a mezzo raccomandata a.r. o PEC. La risoluzione avrà effetto immediato a decorrere dalla data di ricezione della comunicazione.
Resta ferma la possibilità di segnalare eventuali violazioni o condotte non conformi ai principi del M.O.G.C. e del Codice Etico all’Organismo di Vigilanza della Fondazione Musei Civici di Venezia, secondo le modalità previste dalla Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità (Whistleblowing), pubblicata sul sito istituzionale della Fondazione.
Art. 6 - Condizioni del Protocollo
Le Parti stabiliscono che il presente protocollo disciplina una concreta volontà comune di realizzare attività ed obiettivi con il concorso reciproco di energie e risorse. Il presente protocollo ha una validità di tre anni e può essere rinnovato su esplicito accordo tra le Parti. Le Parti hanno la facoltà di recedere dall'accordo attraverso una comunicazione scritta e notificata con almeno trenta giorni di preavviso facendo salve le attività già in essere con i relativi e rispettivi impegni.
Nessun onere economico o finanziario graverà sull’Amministrazione Penitenziaria.
Il presente Protocollo non comporta obblighi di natura economica o occupazionale a carico della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Ogni modifica o integrazione del presente Protocollo dovrà essere concordata per iscritto tra le Parti, a pena di nullità.
Il presente Protocollo non limita la facoltà delle Parti di stipulare analoghi accordi con altri soggetti pubblici o privati per il perseguimento di finalità coerenti con quelle qui previste.
Art. 7 - Trattamento dei dati personali
Le Parti si impegnano a trattare i dati personali eventualmente scambiati nell'ambito dell'attuazione del presente Protocollo nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e della normativa nazionale vigente.
Letto, approvato e sottoscritto,
Venezia 10 agosto 2026
Casa Circondariale Di Venezia S. Maria Maggiore
Direttore dott.ssa Rosanna Gargano
Casa di Reclusione Femminile Venezia Giudecca
Direttore dott.ssa Maurizia Campobasso
Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna Venezia
Direttore dott.ssa Annamaria Raciti
Associazione Nazionale “Seconda Chance
Presidente dott.ssa Flavia Filippi
Fondazione Musei Civici di Venezia
Presidente dott.ssa Mariacristina Gribaudi