Protocollo d'intesa tra il Ministero della giustizia - Tribunale per i minorenni Napoli, Comune di Napoli, Procura della Repubblica, Istituto Comprensivo Statale Cesare Pavese Nazareth, Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, Fondazione Rut, Fondazione don Calabria per il sociale E.T.S, per la prevenzione del disagio e della devianza giovanile - 15 novembre 2024
November 15, 2024

PROTOCOLLO D’INTESA
per la prevenzione del disagio e della devianza giovanile
Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati commessi in rete ed emersione delle vittime della rete
Premesso
che
La diffusione della cultura della prevenzione ed educazione alla legalità, dei valori costituzionali e di appartenenza, rappresentano le strategie sostenibili ed elettive per ridurre la recidiva e per promuovere processi di cambiamento e di adesione a scelte responsabili;
L’ambito della prevenzione della devianza può rappresentare uno spazio importante di intervento anche per la ricerca di forme di arginamento di fenomeni sempre più presenti nei territori quali le baby-gang e i gruppi misti che si presentano con aspetti di significativa complessità che si manifestano spesso in forme di violenza di gruppo particolarmente preoccupanti;
La prevenzione della devianza è un contenitore complesso di azioni e di ambiti di intervento che taglia trasversalmente la dimensione della presa in carico della persona che entra nel circuito penale e anche prima agisce in favore del mondo giovanile con le comunità educanti preposte;
Tenuto conto
Che
Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (DGMC)
Include tra le proprie priorità di azione:
- La valorizzazione dei programmi di prevenzione primaria e secondaria con particolare attenzione all’educazione alla legalità;
- l’individuazione di buone pratiche sui temi della prevenzione primaria e secondaria e in particolare sui temi del contrasto al bullismo, cyber-bullismo, pedo-pornografia informatica, violenza domestica e di genere, anche attraverso tavoli multidisciplinari che consentano una programmazione di interventi nelle scuole, nei centri di aggregazione sociale e in aree degradate e disagiate;
promuove la realizzazione e la sperimentazione di azioni rispondenti alle esigenze dei soggetti dell’area penale, anche con il coinvolgimento di istituzioni, attori del privato sociale e della comunità locale istituendo reti finalizzate all’inclusione sociale;
attiva programmi educativi, di studio, di formazione al fine di assicurare l’inclusione sociale dei minori e giovani adulti nella comunità esterna;
Il Comune di Napoli
Individua il tema della prevenzione e contrasto al disagio e alla povertà educativa dei ragazzi e degli adolescenti quale linea prioritaria degli interventi posti in essere dal sistema dei servizi educativi e dal sistema di Welfare cittadino partendo dalla consapevolezza che è necessario accompagnare bambini e ragazzi che vivono situazioni specifiche di vulnerabilità familiare e sociale mediante un approccio di intervento integrato e intersettoriale in cui i servizi educativi, sociali e sanitari agiscano in sinergia e precocemente.
Promuove la creazione di spazi e servizi socioeducativi volti a rispondere alle esigenze educative di bambine/i e ragazze/i mediante una pluralità di specifici interventi orientati all’accompagnamento, alla crescita e allo sviluppo individuale e sociale. Offre un sistema di opportunità di aggregazione tra coetanei e contribuisce alla promozione culturale, alla realizzazione di percorsi formativi individuali e di gruppo e all’apprendimento di competenze ed abilità sociali.
Promuove azioni di sensibilizzazione ed accompagnamento rivolte ai genitori al fine di sostenerli nei compiti educativi a cui sono chiamati per una sana crescita psico fisica dei propri figli.
L’Ente locale, infine, valorizza azioni intersettoriali tra le diverse aree dell’Amministrazione al fine di individuare delle buone prassi metodologiche utili alla prevenzione della dispersione scolastica e della devianza giovanile.
Il Tribunale per i minorenni di Napoli
Nell’ambito del settore penale, stabilisce i percorsi rieducativi e di reinserimento sociale per i minorenni che hanno commesso reato, oltre ad accertare le responsabilità e a comminare le conseguenti sanzioni;
collabora ai progetti rieducativi e di reinserimento sociale in favore dei minori;
nell’ambito delle misure amministrative, assume misure a contenuto rieducativo, pur in assenza di commissione di reato, nei confronti di minori che manifestano irregolarità di condotta, cioè mantengono comportamenti non accettati dal contesto familiare e sociale di appartenenza;
nella composizione dei collegi giudicanti, prevedono la presenza di esperti in materie psico-sociali, con il compito di supportare la fase decisionale di competenza del magistrato con consulenze e pareri;
La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli
Svolge un ruolo estremamente peculiare per gli interessi dei soggetti minorenni che, per l’ufficio requirente, si configura come un’attività di prevenzione primaria e secondaria;
Interviene a supporto della responsabilità genitoriale sollecitando gli stessi ragazzi ad assumersi le responsabilità della propria vita, al fine di consentire un inserimento sociale ed evitare lo sbocco della crisi adolescenziale in esiti di devianza;
Nell’ambito del “Progetto azzurro” ha dedicato uno spazio nel proprio sito web alle vittime di reati particolarmente gravi tra cui i reati in rete (cyberbullismo, sessualità e social network: rischi e reati);
L’Istituto Comprensivo Statale Pavese Nazareth
Insiste sul Territorio della Va e VIIIa Municipalità del Comune di Napoli, individuato dal DGMC in collaborazione con il proprio Ufficio territoriale (USSM) quale prima sede di avvio del “Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati commessi in rete ed emersione delle vittime della rete”. Il territorio è stato individuato per la sua eterogeneità socio-culturale ed è pertanto adatto al raggiungimento degli obiettivi del progetto;
Nell’ambito della propria mission, l’Istituto si pone come luogo privilegiato per favorire le competenze e la sensibilità nei giovani, per una cittadinanza attiva, espressione dei principi di legalità e solidarietà;
Costituiscono obiettivi formativi dell’Istituto lo sviluppo di comportamenti responsabili, ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità e allo sviluppo di competenze per l’utilizzo critico e consapevole dei social network;
Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Napoli
Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Napoli è l’Ufficio della Polizia Postale competente per le regioni della Campania, del Molise e della Basilicata, preposto alla prevenzione ed al contrasto delle diverse fenomenologie di reato connesse all’utilizzo degli strumenti informatici: in particolare, e tra gli altri, i reati legati alla pedopornografia on line ed al cyberbullismo, e a qualsiasi altra forma di aggressione on line in danno di minori nonché, in generale, i reati contro la persona commessi attraverso i social network e le tecnologie digitali.
Tra le attività di prevenzione, “Una Vita da Social” è la più importante e imponente campagna educativa itinerante della Polizia Postale e del Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del progetto “Generazioni Connesse”, per la sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli della Rete per i minori.
Un’iniziativa che parla di sicurezza online, social network e cyberbullismo, un progetto sempre al passo con i tempi, che tocca temi cari ai ragazzi per diffondere la cultura della sicurezza digitale e una sempre maggiore consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti che la rete mette a disposizione.
La Fondazione Don Calabria per il Sociale E.T.S.
La Fondazione Don Calabria per il Sociale E.T.S. (Fondazione Don Calabria), quale Ente del Terzo Settore è da anni operativa nell’ambito della Giustizia minorile attraverso la realizzazione di programmi per minori e giovani rei e vittime. La Fondazione Don Calabria, inoltre, è impegnata nella presa in carico di percorsi volti all’analisi dei bisogni, all’attivazione di interventi e di accompagnamento che interessano persone di minore età e di giovani sia in ambito della devianza minorile che del disagio anche familiare.
La Fondazione Rut
Fondazione Rut è una Fondazione di ricerca e studio che opera a livello nazionale e internazionale nel campo della ricerca linguistica e sociale, indaga i fenomeni correlati all’esclusione sociale nonché le buone pratiche di coesione. Le attività di ricerca della Fondazione RUT agiscono in diversi campi interagendo tra loro, favorendo la sinergia tra ricerca applicata e i bisogni del territorio. Nel campo della Coesione Sociale, la Fondazione promuove la disseminazione del valore culturale della ricerca elaborando modelli innovativi per il miglioramento dell’efficacia delle politiche pubbliche destinate a minori, giovani e famiglie a supporto dell’azione di co-programmazione pubblica e privata volta alla prevenzione di fenomeni di disagio e devianza minorile e giovanile.
Considerato
Che
Un’azione di rete nella comunità rafforza il raggiungimento degli obiettivi di ciascuna amministrazione in tema di prevenzione del disagio e della devianza, consentendo un miglioramento della programmazione delle attività e un ampliamento delle risorse disponibili per la realizzazione di programmi di reinserimento socio-educativo finalizzati al contrasto alla commissione e reiterazione del reato;
L’utilizzo improprio della rete e dei social da parte dei giovani è un fenomeno in crescita e per cui è necessario individuare strategie di intervento con particolare riferimento agli aspetti in cui si sono rilevate le maggiori criticità: riconoscimento delle regole su tempi e modalità di utilizzo dei dispositivi; conoscenza dei rischi in rete; acquisizione di consapevolezza sui danni arrecati alle vittime della rete; dialogo sul tema in ambito familiare e con il mondo degli adulti delle agenzie educanti in genere;
L’avvento della rete internet e dei social network, con le sue spinte al tempo stesso inclusive – per la apparente maggiore facilità di comunicare e conoscersi – ed esclusive – per il potenziale pericolo di isolamento e di mistificazione della realtà – ha comportato l’indebolimento di modelli educativi consolidati negli anni;
Si riconosce la necessità di attivare buone pratiche nei territori, con particolare riguardo ai temi del contrasto al bullismo e cyber-bullismo;
Si conviene
di
art. 1
Obiettivi
Partecipare, con azioni integrate, alla realizzazione di attività finalizzate alla prevenzione del disagio e della devianza, anche con il coinvolgimento delle ulteriori risorse e agenzie educative, sociali ed economiche del territorio;
art. 2
Attivazione progetto sperimentale
Quale prima azione, attivare un percorso progettuale sperimentale, volto a sostenere la promozione di interventi tesi a ridurre i fattori di rischio e a promuovere i fattori protettivi nell’ambito della prevenzione dei reati commessi attraverso la rete e i social;
Privilegiare i percorsi di promozione della prevenzione della devianza adolescenziale, prevedendo modalità di intervento e lavoro con gruppi di giovani, gruppi familiari, scolastici, anche in seno ad un singolo quartiere, in una logica che attiene ad una presa in carico non solo come risposta al reato ma che mira ad un radicale e consapevole cambiamento dello stile di vita del giovane;
Contribuire alla realizzazione delle seguenti azioni progettuali nell’ambito del “Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati commessi in rete ed emersione delle vittime della rete”
- Costituzione del Tavolo tecnico: è composto da ciascuna Amministrazione e Ente firmatari del presente Protocollo d’Intesa.
- Formazione: La formazione è rivolta a gruppi di giovani di composizione trasversale (giovani dell’area penale, a rischio e del territorio) per l’acquisizione e il rafforzamento dei valori e dei comportamenti positivi nella rete e per avviare processi di responsabilizzazione verso le conseguenze dannose per le vittime della rete.
- Incontri con le scuole: Si realizzeranno nelle scuole tra il gruppo formato (di cui al punto 2.) e loro coetanei per la promozione di riflessioni e racconti tra pari con l’intento di sensibilizzarli sui rischi della rete e dei social, promuovere l’utilizzo corretto del web e responsabilizzare verso i danni arrecati alle vittime della rete. La metodologia utilizzata mira a rendere i giovani portatori di contenuti di legalità.
- Incontri nel territorio: Si realizzeranno nei luoghi di aggregazione giovanile, con le medesime modalità e finalità degli incontri di cui al punto 3.
- Incontri con i genitori: i genitori incontreranno personale esperto al fine di acquisire competenze e strumenti per un dialogo con i figli;
- Monitoraggio quantitativo e qualitativo per cogliere gli elementi significativi del processo, per rilevare i fattori di rischio digitale, bullismo, cyberbullismo, messa a punto di metodologie e procedure utilizzate nel corso della sperimentazione, anche in proiezione di azioni di ricerca e diffusione sul territorio nazionale;
Il progetto, anche nelle sue fasi esecutive, sarà pubblicizzato attraverso il sito web della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli.
art. 3
Tavolo tecnico
Per l’implementazione e la realizzazione degli obiettivi del presente Protocollo, è costituito un tavolo tecnico composto dai rappresentanti di ciascuna delle parti;
Con il contributo dell’Istituto comprensivo statale, nell’ambito del lavoro del tavolo tecnico saranno individuate le strutture scolastiche presso cui si svolgeranno gli incontri con gli alunni e le sedi presso cui si svolgeranno gli incontri con i genitori;
Negli incontri del Tavolo tecnico, si individueranno le personalità (magistrati, esperti del mondo digitale, Forze dell’ordine, rappresentanti della scuola, ecc) a cui sarà affidato il compito di avviare ogni incontro;
L’elenco delle strutture, delle personalità e il calendario di lavoro, saranno comunicati a ciascuna delle parti secondo modalità concordate.
art. 4
Impegno del DGMC
Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità si impegna a
Sostenere le azioni di costruzione di reti istituzionali e di privato sociale per la promozione della cultura della legalità, per la prevenzione del disagio e della devianza giovanile nel territorio della città di Napoli;
Finanziare per tre anni (2024 – 2025 – 2026) il Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati commessi in rete ed emersione delle vittime della rete” e ad eseguire le collegate procedure amministrativo contabili;
Provvedere alla esecuzione delle azioni del progetto con il contributo di un ente del privato sociale con stipula di apposito contratto; coordinare le attività di progetto; convocare il tavolo tecnico e/o i gruppi di lavoro; assicurare un costante confronto con i singoli partner; individuare nel territorio le Municipalità/quartieri ove realizzare le attività progettuali, sentiti i partner;
Partecipare allo svolgimento dell’operatività delle azioni anche per il tramite delle proprie articolazioni territoriali;
Partecipare al tavolo tecnico del progetto, anche con la partecipazione delle proprie articolazioni territoriali.
art. 5
Impegno del Comune di Napoli
Il Comune di Napoli si impegna a
Individuare, in collaborazione con l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero della Giustizia - DGMC, i giovani che comporranno il gruppo di formazione previsto al punto 2. dell’art. 2;
Contribuire all’implementazione del processo di collaborazione interistituzionale per la promozione della cultura della prevenzione del disagio e della devianza nel territorio della città di Napoli, valorizzando un collegamento effettivo tra le azioni implementate in attuazione del presente protocollo e la progettazione di ulteriori interventi socioeducativi sul tema dell’utilizzo consapevole dei social e degli strumenti informatici da parte degli adolescenti;
Garantire il coinvolgimento e curare il coordinamento dei servizi sociali territoriali e dei presidi scolastici del territorio utili all’individuazione del target dei ragazzi e adolescenti destinatari;
Garantire il coinvolgimento, laddove necessario, dei servizi socioeducativi territoriali affidati alla gestione di enti del terzo settore (laboratori educativi territoriali- centri diurni polifunzionali- poli territoriali per le famiglie- progetti innovativi per adolescenti) mediante la strutturazione di azioni di sensibilizzazione con organizzazione di incontri specifici ed anche percorsi a bassa soglia rivolti a bambini, ragazzi e genitori sui temi del bullismo e del cyberbullismo;
Partecipare allo svolgimento dell’operatività delle azioni per il tramite dei propri Servizi Centrali dell’Area Welfare, dell’Area Servizi Educativi e delle proprie articolazioni territoriali;
Partecipare al tavolo tecnico del progetto, attraverso referenti dell’Area Welfare e dell’Area Servizi Educativi e referenti delle proprie articolazioni territoriali;
Mettere a disposizione una sede per le riunioni del tavolo tecnico del progetto.
art. 6
Impegno del Tribunale per i Minorenni di Napoli
Il Tribunale per i minorenni di Napoli si impegna a Partecipare, nell’ambito delle proprie competenze, alle iniziative di presentazione e diffusione del “Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati commessi in rete ed emersione delle vittime della rete” nelle zone/quartieri del territorio cittadino che verranno individuati nell’arco dei tre anni come sedi di attuazione del progetto;
Partecipare alle fasi realizzative del progetto, assicurando la presenza ai lavori del tavolo tecnico e per concordare la pianificazione delle iniziative;
Contribuire, ove necessario, alla rimodulazione in itinere delle modalità attuative del progetto sperimentale;
Partecipare con un proprio rappresentante agli incontri previsti per la formazione dei giovani (punto 2. Art. 2) secondo un programma concordato;
Intervenire, con un programma di presenze concordato, con un proprio rappresentante agli incontri con giovani nelle scuole e agli incontri con i genitori.
art. 7
Impegno della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli
La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli si impegna a
Partecipare, nell’ambito delle proprie competenze, alle iniziative di presentazione e diffusione del “Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati commessi in rete ed emersione delle vittime della rete” nelle zone/quartieri del territorio cittadino che verranno individuati nell’arco dei tre anni come sedi di attuazione del progetto.
Partecipare alle fasi realizzative del progetto, assicurando la presenza ai lavori del tavolo tecnico e per concordare la pianificazione delle iniziative;
Contribuire, ove necessario, alla rimodulazione in itinere delle modalità attuative del progetto sperimentale;
Partecipare con un proprio rappresentante agli incontri previsti per la formazione dei giovani (punto 2. Art. 2) secondo un programma concordato;
Intervenire, in base a un programma di presenze concordato, con un proprio rappresentante agli incontri con giovani nelle scuole e agli incontri con i genitori.
Pubblicizzare il progetto, anche nelle sue fasi attuative, nel proprio sito web;
art. 8
Impegno dell’Istituto comprensivo statale Cesare Pavese Nazareth
L’Istituto Comprensivo Statale Pavese Nazareth si impegna a
Partecipare alle iniziative di presentazione del “Progetto pilota città di Napoli per la prevenzione dei reati commessi in rete ed emersione delle vittime della rete” nei plessi scolastici di propria competenza individuati come sede del progetto;
Partecipare, per la parte di propria competenza, alle fasi realizzative del progetto assicurando la presenza di un proprio rappresentante ai lavori del tavolo tecnico di cui all’art. 3 per concordare la pianificazione delle iniziative;
Contribuire, ove necessario, alla rimodulazione in itinere delle modalità attuative del progetto sperimentale;
Individuare le classi per la realizzazione delle attività previste dall’art. 2 punto 3, dandone informazione nell’ambito del tavolo tecnico;
Favorire, per la parte di propria competenza, la partecipazione dei genitori per le attività previste dall’art. 2 punto 5 del Protocollo.
art.9
Impegno del Centro operativo per la sicurezza cibernetica sede di Napoli
Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Napoli si impegna a svolgere interventi legati alle tematiche oggetto del presente protocollo, con particolare attenzione ai percorsi educativi che interessano le nuove generazioni. Saranno quindi svolti incontri di prevenzione e formazione per la sensibilizzazione all’uso consapevole degli strumenti informatici indirizzati ad adolescenti e genitori.
art. 10
Impegno della Fondazione Don Calabria per il Sociale E.T.S.
La Fondazione Don Calabria per il Sociale E.T.S. (Fondazione Don Calabria) si impegna a Contribuire, in sinergia con i Servizi sociali del Ministero della Giustizia, del Comune di Napoli e di altre Istituzioni che propongono la partecipazione alle attività progettuali di giovani a loro affidati, alla presa in carico dei giovani che rientrano nel circuito della giustizia e a rischio accompagnando gli stessi nel percorso educativo e di risocializzazione.
La Fondazione Don Calabria, inoltre, concorre al raggiungimento della finalità del progetto sperimentale mettendo a disposizione il proprio know how e best practices anche attraverso collegamenti con altre progettualità e sedi operative della Fondazione a livello nazionale; partecipa con propri rappresentanti ai lavori del tavolo tecnico di cui all’art. 3 per la pianificazione congiunta delle iniziative.
art.11
Impegno della Fondazione Rut
La Fondazione Rut si impegna a Contribuire alle azioni di progetto con l’elaborazione del modello di misurazione dell’impatto sociale delle attività nei contesti di realizzazione finalizzato a fornire al Tavolo Tecnico gli elementi essenziali per la eventuale ri-definizione degli interventi quale risposta alle difficoltà e alle problematiche del rischio educativo, del disagio sociale delle famiglie e della devianza minorile, laddove adolescenti e giovani possano ispirare le loro scelte di vita ai valori della legalità e del benessere personale e comunitario.
La Fondazione Rut, inoltre, partecipa con propri rappresentanti al tavolo tecnico del progetto di cui all’art. 3.
art. 12
Sede del tavolo tecnico
Gli incontri del tavolo tecnico si svolgeranno in Napoli, presso la sede centrale dell’Amministrazione comunale del Palazzo San Giacomo.
Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Il Direttore Generale
Alessandro Buccino Grimaldi
Comune di Napoli
Il Vicesindaco
Laura Lieto
Tribunale per i Minorenni di Napoli
Il Presidente
Paola Brunese
Procura della Repubblica presso il
Tribunale per i minorenni di Napoli
Il Sostituto Procuratore
Claudia De Luca
Istituto Comprensivo Statale Cesare Pavese Nazareth
Il Dirigente Scolastico
Caterina Cernicchiaro
Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica
Primo Dirigente della Polizia di Stato
Gianluca Boiano
Fondazione Rut
La Segretaria Generale
Giovanna Martelli
Fondazione don Calabria per il sociale E.T.S.
Il Direttore
Alessandro Padovani
Napoli, 15 novembre 2024