Protocollo d'intesa tra Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria per il Triveneto e l'Università degli studi di Padova - 20 febbraio 2015
February 20, 2015
PREMESSO CHE:
- Quella dei detenuti iscritti all’università è una realtà che esiste da tempo e che ha concrete prospettive di ampliamento: infatti, grazie a particolari progetti di sostegno allo studio realizzati ed a particolari convenzioni stipulate tra gli Atenei e il Ministero della Giustizia, si sono ottenuti risultati degni di nota.
- Attraverso i mezzi di comunicazione sono ormai note le difficili condizioni ambientali nelle quali versano la maggior parte delle carceri italiane e quindi le enormi difficoltà che incontrano gli studenti detenuti nell’affrontare lo studio a meno che non siano inseriti in una delle poche strutture allestite appunto per sostenere questa esigenza, talché il portare a termine un percorso culturale importante risponde, insieme, al desiderio di riscatto personale e sociale e alla presa di coscienza che la cultura rappresenta, un mezzo di riqualificazione per un buon reinserimento nella vita civile.
-
Il valore dello studio in termini di riabilitazione e reinserimento lavorativo e sociale è stato riconosciuto dal legislatore da tempo, in particolare attraverso la legge 26 luglio 1975, n. 354 (“Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà”) e il relativo Regolamento di esecuzione, DPR n. 230/2000, il cui art. 44 è dedicato interamente, anche se in modo conciso, alla regolamentazione degli studi universitari in carcere e fissa alcuni principi che, anche oggi, risultano attuali e pienamente condivisibili e che qui si richiamano: “Studi universitari"
- I detenuti e gli internati che risultano iscritti ai corsi di studio universitari o che siano in possesso dei requisiti per l'iscrizione a tali corsi sono agevolati per il compimento degli studi.
- A tal fine, sono stabilite le opportune intese con le autorità accademiche per consentire agli studenti di usufruire di ogni possibile aiuto e di sostenere gli esami.
- Coloro che seguono corsi universitari possono essere esonerati dal lavoro, a loro richiesta, in considerazione dell'impegno e del profitto dimostrati.
- I detenuti e internati studenti universitari sono assegnati, ove possibile, in camere e reparti adeguati allo svolgimento dello studio, rendendo, inoltre, disponibili per loro appositi locali comuni.Gli studenti possono essere autorizzati a tenere nella propria camera e negli altri locali di studio i libri, le pubblicazioni e tutti gli strumenti didattici necessari al loro studio”. Talché si ricava che occorra porre in essere ogni azione per promuovere tutto ciò che è necessario per favorire lo studio, dalla regolamentazione delle modalità di accesso alla struttura carceraria di docenti e tutor alla disponibilità di locali e attrezzature culturali e didattiche adeguati. Così come nel successivo art. 45, riguardante “Benefici economici per gli studenti” si conferma ancora una volta quanto già era nel Regolamento del 1976, e si dice addirittura che i detenuti studenti che abbiano superato tutti gli esami previsti, che versino in condizioni economiche disagiate, e che non godano di borse di studio, devono poter usufruire del rimborso delle tasse e dei contributi e del costo dei libri di testo, nonché di un premio di rendimento.
- Oltre a ciò, l’art. 83, al comma 9, prevede che, qualora sia necessario procedere ad un trasferimento collettivo di detenuti o internati, siano esclusi da tale provvedimento, quando possibile, i detenuti e gli internati impegnati in attività trattamentali, ed in particolare coloro che sono occupati in attività quali il lavoro, l’istruzione e la formazione professionale. Ovviamente nella voce “istruzione” è compreso lo studio universitario. Ne consegue che lo studio e la sempre migliore comprensione delle necessità del detenuto studente e del processo interiore che si sviluppa durante questa sua lunga esperienza, oltre a sostenere le motivazioni che spingono gli operatori dell’Università e dell’Amministrazione Penitenziaria ad affrontare le non poche difficoltà quotidiane, danno anche preziose indicazioni sui possibili miglioramenti da apportare alla logistica dello studio universitario in carcere.
- Ecco che la piena collaborazione tra Università, Provveditorato Regionale e Direzione delle singole strutture carcerarie è fondamentale per la buona riuscita dei progetti e, in prospettiva, per un futuro miglioramento dell’esistente e questo non può che passare attraverso precisi accordi tra le parti che ne definiscano i rispettivi compiti e impegni.
- E’ già in essere tra l’Università di Padova e il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria un Protocollo di intesa, sottoscritto in data 18 maggio 2007 e rinnovato nel 2013, che riguarda strettamente le condizioni alle quali si realizza attualmente l’istruzione universitaria nel Carcere di Padova, ma non i possibili aspetti di studio e approfondimento delle medesime, cosa questa che è invece di grande utilità, anche come patrimonio culturale da diffondere poi a livello nazionale attraverso la collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, così come previsto dalla dichiarazione di intenti sottoscritta tra Università e Ministero della Giustizia in data 21 febbraio 2013.
TUTTO CIÒ PREMESSO
tra
il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto, c.f. 80020580280, con sede legale in Piazza Castello 12, legalmente rappresentato dal Provveditore Regionale reggente, dott. Enrico Sbriglia, – omissis -, domiciliato per la carica presso la sede dell’Ente, d’ora in poi “Provveditorato”
e
l’Università degli Studi di Padova, c.f. 80006480281, con sede legale a Padova in via 8 febbraio 2, legalmente rappresentata dal Magnifico Rettore, chiar.mo prof. Giuseppe Zaccaria, - omissis -, domiciliato per la carica presso la sede dell’Ente, d’ora in poi “Università”
SI CONVIENE QUANTO SEGUE:
Art. 1 - Premesse
Le premesse costituiscono parte integrale e sostanziale della presente convenzione.
Art. 2 - Oggetto
Provveditorato e Università sono interessati a collaborare all’approfondimento scientifico, attraverso iniziative inerenti studi, ricerche e forme di didattica, su problematiche volte al miglioramento della qualità degli spazi interni ed esterni degli Istituti Penitenziari del Triveneto al fine di un più efficace raggiungimento delle finalità della pena intesa come veicolo di reinserimento sociale e riabilitativo offerto alla persona detenuta.
Art. 3 - Finalità della collaborazione
Tale collaborazione potrà svolgersi nelle forme più idonee al raggiungimento dello scopo e comunque delle quali segue una descrizione esemplificativa ma non esaustiva, rimanendo aperta la possibilità di ogni altra azione si ritenga opportuna e sia realizzabile.
Le possibili attività che potranno svolgersi nell’ambito del presente accordo possono essere descritte come segue :
Attività didattiche e di formazione
- Svolgimento di tesi di laurea, progetti o elaborati a conclusione di un corso di laurea e che riguardino direttamente la struttura penitenziaria alla quale viene presentata la richiesta. Il docente responsabile della tesi, progetto o elaborato sarà responsabile dell’uso delle informazioni raccolte e garante della loro non divulgazione per tutti gli aspetti per i quali la Direzione della Struttura Penitenziaria segnali l’esigenza della riservatezza e la necessità della distruzione o consegna alla Direzione medesima dell’eventuale documentazione cartacea o informatica.
- Possibilità di stipulare con la Direzione della Struttura opportuni accordi per lo svolgimento di attività didattiche nell’ambito dei regolari insegnamenti dei Corsi di Laurea, delle Scuole di Specializzazione, dei Master universitari e dei Corsi di perfezionamento e di Alta cultura.
- Possibilità di organizzare, negli istituti penitenziari, stage e visite guidate alle strutture e di programmare stage presso le strutture amministrative e tecniche dal Provveditorato, naturalmente dopo che siano state concordate tra il responsabile accademico del progetto di stage e quello del Provveditorato le condizioni alle quali lo stage può realizzarsi.
- Organizzazione di conferenze, dibattiti e seminari anche relativi all’architettura ed all’ingegneria da dedicare al luogo del vivere penitenziario, alle attività trattamentali e rieducative per i detenuti, all’importanza dell’istruzione in carcere ma anche alla formazione e all’aggiornamento degli operatori penitenziari.
Attività di ricerca e di studio
- Collaborazione tra Università e Provveditorato nella realizzazione di studi e ricerche, con finalità tecnico-scientifiche e culturali, su temi specifici riguardanti le attività trattamentali e di recupero da mettere a disposizione dei detenuti.
- La partecipazione congiunta a programmi di ricerca nazionali e internazionali fermo restando che, se la loro esecuzione prevede oneri per uno o entrambi gli Enti, la loro realizzazione sarà condizionata alla disponibilità di finanziamenti pubblici, privati o della UE, che coprano le spese previste.
- Ove si renda necessaria, l’istituzione di gruppi di lavoro e back-office che provvedano alla corretta applicazione di norme e linee guida nazionali o locali per lo sviluppo dei programmi di cui sopra.
Attività di promozione
- Organizzazione, condivisa tra Università e Provveditorato, di eventi quali convegni, seminari, cicli di conferenze, con il sostegno del personale esperto sia dell’Amministrazione penitenziaria che dell’Università e l’eventuale partecipazione di Associazioni riconosciute, di funzionari di altre Amministrazioni, ed aperte al pubblico. Saranno presi in considerazione anche eventi proposti da altri Enti, Agenzie, Istituti di ricerca o Aziende che i due contraenti concordino nel giudicare attendibili e meritevoli di considerazione e apprezzamento.
- Ove i finanziamenti lo rendano possibile, i due Enti contraenti potranno programmare assegni o premi di ricerca da attribuire agli autori di studi finalizzati alla innovazione o al miglioramento dell’attività universitaria in carcere ed alla qualità del trattamento carcerario, anche a livello europeo.
- Queste operazioni potranno realizzarsi solo previo accordo dei due Enti, chiaramente espresso da un documento specifico, e attraverso regolare bando.
Art. 4 - Referenti
I referenti per la collaborazione di cui al presente protocollo sono:
- per l’Università il Prorettore per la condizione studentesca e il diritto allo studio;
- per il Provveditorato il Dirigente dell’Ufficio dei detenuti e del trattamento, dott.ssa Angela Venezia.
Art. 5 - Trattamento dei dati personali
Il trattamento dei dati personali relativi ai detenuti studenti da parte degli enti firmatari, necessario per garantire la piena attuazione degli impegni di cui al presente protocollo d’intesa, avverrà nel perseguimento delle finalità istituzionali proprie di ciascuno dei due enti e nel rispetto di quanto previsto dal D. Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003, in modo particolare a tutela dei dati sensibili e giudiziari.
Art. 6 - Durata dell’accordo
Il protocollo di intesa decorre dalla data di sottoscrizione e rimarrà in vigore per una durata di tre anni. Esso si intende automaticamente rinnovato per altri tre anni, salvo disdetta di una della parti da formularsi all’altra parte a mezzo PEC almeno due mesi prima della scadenza
Art. 7- Oneri
La stipula del presente accordo non comporta oneri finanziari a carico degli enti contraenti.
Art. 8 - Norme di rinvio
Per quanto qui non espressamente previsto si fa rinvio alle disposizioni di legge e ai regolamenti, anche interni alle due Istituzioni, applicabili in materia.
Art. 9 - Controversie
Qualunque controversia dovesse insorgere tra le parti in relazione alla conclusione, interpretazione o applicazione del presente accordo, qualora non si risolva in via amichevole, verrà rimessa all’Autorità Giudiziaria competente
Art. 10 - Sottoscrizione e imposta di bollo
Il protocollo di intesa, redatto in unico originale, viene sottoscritto con firma digitale ai sensi dell’art. 15, comma 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241.L’imposta di bollo, nella misura di € 32,00, viene assolta in modo virtuale ed è a carico dell’Università che provvederà al pagamento e fornirà al Provveditorato la relativa attestazione.
Università’ degli Studi di Padova
il RETTORE prof. Giuseppe Zaccaria
Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto
il PROVVEDITORE REGIONALE dott. Enrico Sbriglia