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Angelo Maietta, Il diritto della moda, Torino, Giappichelli, 2018

Copertina di Angelo Maietta, Il diritto della moda, Giappichelli 2018

October 15, 2018

collocazione: MAG.  300  39184

Esiste un diritto della moda? Mentre si moltiplica l’offerta formativa di livello universitario nel campo del fashion design, inizia a formarsi anche una bibliografia di supporto. Il volume di Maietta ne costituisce una prova. 
Caratteristica del settore è la ricerca incessante di originalità, stile, distinzione; quindi i prodotti della moda sviluppano la loro identità all’insegna di marchi capaci di fare presa sugli acquirenti, ma la concorrenza sleale della contraffazione è sempre in agguato. 
Parlare di diritto della moda coincide dunque, innanzitutto, con l’esame delle forme di  tutela della proprietà intellettuale: l’Autore segue così l’evoluzione della normativa, prendendo le mosse addirittura dai brevetti tardo medievali, le litterae patentes, per giungere al regolamento CE n. 207/2009 (ora sostituito dal regolamento UE 1001/2017). La trattazione comprende i sistemi di distribuzione del prodotto e alcune tipologie specifiche di contratto: il franchising, il contratto di licenza, la sponsorizzazione e gli accordi di co-branding, che vedono due marchi affiancati nella fase creativa. La giurisprudenza viene, altresì, analizzata in tutte le sue sfaccettature: agli orientamenti più sfumati nel riconoscimento dei diritti di proprietà industriale, che le Corti italiane intendono tutelare solo nelle creazioni «che presentino uno spiccato gradiente estetico» (Trib. Bari 31 gennaio 2012, cit. a p. 12), si contrappone il deciso rigore nella difesa del marchio made in Italy, come dimostrato nel caso Dolce&Gabbana dalla sentenza  157/2006 del TAR Friuli Venezia Giulia, ampiamente commentata, e nei molti procedimenti penali intentati contro l’industria del falso.
Sono tuttavia sforzi, nelle conclusioni dell’Autore, ancora lontani dal raggiungere il loro obiettivo: la domanda di prodotti contraffatti resta forte e solo «l’educazione del potenziale acquirente» (p. 116) potrà scalfirla.