Francesca Cristiani, La parentela. Chiaroscuri di un vincolo al passo con i tempi, Torino, Giappichelli 2018
August 7, 2018
collocazione: MAG. 300 38763
Il volume affronta l'istituto della parentela, regolato nel diritto italiano dall'art. 74 c.c.
Nel XXI secolo, quando le tecniche genetiche e la comune accettazione di quanto rientra nella libera espressione dei legami affettivi sembrano vanificare il vincolo di discendenza da uno stesso "stipite", letteralmente un “creatore di stirpe”, il concetto di parentela è tornato in primo piano, grazie alla legge sulla filiazione n. 219 del 2012.
Parentela naturale, legittima e adottiva vengono considerati sullo stesso piano e la filiazione assurge ad unico titolo costitutivo di quello che è uno dei più antichi istituti della tradizione giuridica occidentale e in qualche modo ne capovolge l’assetto.
Il quadro degli effetti giuridici non può che esserne stravolto: il numero dei chiamati a succedere si è ampliato, addirittura con effetto retroattivo; allo stesso modo, è cresciuto il numero dei membri della parentela, per i quali si possono invocare benefici di legge, in caso di handicap grave, o si può chiedere risarcimento del danno, in caso di morte del congiunto causata da terzi. Si sono ampliati, altresì, gli effetti attributivi e obbligatori, come quelli relativi agli alimenti.
In tutti questi casi, la parentela si conferma come vincolo non caduco, anzi tendenzialmente indissolubile. A confronto con il matrimonio, l’unione civile e la convivenza di fatto, la parentela introduce nel sistema giusfamiliaristico un elemento di stabilità, che abbraccia, ovviamente, anche gli status filiationis originati da adozione o da fecondazione artificiale. Tutti quegli istituti che danno campo alle istanze di spontanea espressione affettiva, avverte l’Autrice, trovano nella disciplina della parentela un ancoraggio in un principio di responsabilità, indisponibile rispetto alle sempre più volatili scelte dei singoli.