Maurizio Ballistreri, Sindacato: autonomia e legge, Milano, Giuffrè, 2016
February 9, 2017
collocazione: MAG. 300 35223
Il saggio di Ballistreri ricostruisce l'evoluzione dell'organizzazione sindacale in Italia, a partire dalla fine dell'Ottocento, illustrando l'ampio dibattito politico e dottrinario che l'hanno accompagnata. La ricerca muove da una necessità contingente: la recente crisi politica e finanziaria non ha lasciato indenni i cosiddetti corpi intermedi della società, cioè associazioni, movimenti di opinione, partiti, sindacati dei lavoratori. Questi ultimi, in Italia, hanno sofferto di un limitato disciplinamento normativo, in particolare per la natura "ibrida" privato-pubblica, adottata dai Costituenti con l’art. 39, e l'incerta transizione dall'esperienza corporativa fascista al sindacato libero. Solo con la legge Vigorelli (741/1959) l’ordinamento sindacale ha assunto stabilmente una cornice privatistica, ma la riconosciuta efficacia generale della contrattazione collettiva ha prodotto una sorta di "diritto comune del lavoro" che ha richiesto diverse pronunce di costituzionalità e interventi interpretativi della Cassazione. Lo Statuto dei lavoratori (l. 300/1970), ha offerto per la prima volta un insieme organico di diritti dei lavoratori, individuali e collettivi, che ha avviato una fase nuova del diritto sindacale per circa 25 anni. Dopo un'accurata ricostruzione storica, il volume delinea il dibattito dottrinario sulla fase attuale che, a partire dal "Patto per l'Italia" nel 2002, ha evidenziato con gli accordi separati un forte indebolimento della rappresentanza sindacale unitaria e una tendenza al pluralismo e all’autonomia contrattuale decentrata, che ripropone la necessità di un intervento normativo. In questa direzione il volume offre ricchi spunti comparatistici, soprattutto con il diritto francese, enucleando i pro e i contra di una legge sindacale: la proposta dell'Autore è una “terza via”, fra legge e autonomia collettiva, attraverso la quale il legislatore non si disinteressi di ciò che stipulano le parti, ma punti sulla contrattazione e la sostenga, conferendole un potere di vincolo e dilatando la sua efficacia, mediante i suoi precipui strumenti.