Giangabriele Agrifoglio, Il gioco e la scommessa. Tra ordinamento sportivo e pubblici poteri, Napoli, Jovene, 2016
May 27, 2016
collocazione: MAG. 300 33624
Il volume affronta le problematiche giuridiche connesse ai contratti di gioco e scommesse. Prendendo le mosse dalla polisemia del termine "gioco" e dalla secolare dicotomia tra homo faber e homo ludens, l'Autore si sofferma su quest’ultimo, inquadrando il suo agire nell’ordinamento giuridico.
La distinzione tra giochi vietati, tollerati o tutelati, già presente nel Code Napoléon, è stata recepita dal legislatore italiano per poi evolvere gradatamente. Attualmente, ciò che appariva come un rapporto contrattuale isolato si è trasformato in contratto di rete, inserito nel commercio europeo e internazionale. Il gioco, infatti, è divenuto ormai un mercato, nel quale, come in ogni altro settore, si producono beni e servizi. E' quindi necessaria una regolazione che contemperi la libertà di impresa con la protezione del consumatore homo ludens: giochi tradizionalmente considerati d’azzardo sono oggi considerati meritevoli di tutela.
Il secondo capitolo è dedicato alla "rivincita del gioco”, considerandone la rilevanza giuridica anche a prescindere dalle implicazioni patrimoniali ed evidenziando la mole delle fonti normative intervenute sulla disciplina codicistica e le fonti di diritto derivato comunitario, che hanno disciplinato il mercato dei giochi (in particolare quelli telematici). Si sottolinea altresì come le decisioni della Corte di Giustizia abbiano orientato le sentenze della Corte di Cassazione: lo ha dimostrato in particolare la sentenza del 17 gennaio 2013, n. 1163, la quale ha ritenuto il gioco d’azzardo una libera attività economica, di per sé non contraria all'ordine pubblico.
Il terzo e ultimo capitolo si concentra sulle scommesse, sull’illecito sportivo, sul doping, sulla frode e i suoi effetti. L’Autore mette infine in evidenza come lo spazio economico occupato da queste attività sia in continua espansione: parzialmente finanziate attraverso una tassa o un tributo ad hoc oppure gestite dalla mano pubblica, esse corrispondono al 3,7% del PIL dell’UE e a circa il 2% del PIL mondiale.