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Giorgio Sobrino, Il Ministro della giustizia ed i poteri dello Stato. Vicende e prospettive di una collocazione problematica, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2015

Copertina di Giorgio Sobrino, Il Ministro della giustizia ed i poteri dello Stato, ESI 2015

April 14, 2016

collocazione:   MAG.   300   33600

Assegnista di ricerca in diritto costituzionale presso l'Università degli studi di Torino, l'A. pubblica i risultati del suo dottorato sul ruolo del ministro della giustizia nell'ordinamento italiano. Nella prima parte viene ricostruita l'evoluzione storica dei poteri del guardasigilli e le trasformazioni della sua collocazione istituzionale: dallo Statuto Albertino, attraverso il fascismo e la transizione repubblicana, fino alla fase costituente, per la quale sono analizzati i tre progetti sul potere giudiziario e il dibattito che si tenne nella Seconda Sottocommissione. Nel lungo corso che inizia con l'entrata in vigore della Costituzione repubblicana fino ad oggi, da una iniziale indeterminatezza di ruolo, si sono delineate una serie di competenze, sia sul piano legislativo che nella prassi, che vengono analizzate in rapporto all'indipendenza istituzionale della magistratura. Questa particolare posizione costituzionale del ministro viene approfondita anche mediante una comparazione con gli altri ordinamenti in Europa, in particolare quello francese e tedesco. Nella seconda parte vengono illustrate le attuali funzioni e poteri del ministro, anche in relazione agli altri poteri dello Stato: Governo, Parlamento, CSM e Presidente della Repubblica, sulla base dell'interpretazione giurisprudenziale costituzionale, per riflettere, nell'ultima parte, sui problemi istituzionali attuali, in particolare rispetto alla funzione di indirizzo politico. Nella cornice di un costituzionalismo multivello e post-legalista, scaturito dalle nuove connessioni sovra-nazionali, assume rilievo la responsabilità politica dell'organo in oggetto; l'A. suggerisce, quindi, nuovi spunti e prospettive per enfatizzarne ulteriormente il ruolo di collegamento con la magistratura e consolidarne la funzione di sorveglianza su organizzazione e funzionamento degli uffici giudiziari.