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Tunisia. La primavera della Costituzione, a cura di Tania Groppi e Irene Spigno, Roma, Carocci, 2015

Copertina di Tunisia, a c. Groppi e Spigno, Carocci, 2015

October 28, 2015

collocazione:  MAG   300  32696

L'editore Carocci, sollecitato, ha recentemente depositato un volume che raccoglie gli atti del seminario sulla Costituzione tunisina tenuto a Siena il 7 novembre 2014, che ha visto la cooperazione della Regione Toscana con i costituenti e i colleghi delle università tunisine, in una sorta di osservatorio-laboratorio dell'esperimento democratico. La Tunisia, infatti, non solo ha dato avvio alla "primavera araba" nel dicembre 2010, ma è stata anche l'unico paese ad iniziare una fase costituente che si è conclusa con successo il 26 gennaio 2014, data dell'approvazione della Carta ora in vigore.
La prima parte del libro ricostruisce la storia costituzionale tunisina, dal primo Patto del 10 settembre 1857 ad oggi, tratteggiando le dinamiche politiche, spesso aspre, che hanno accompagnato il recente processo fra il 2010 e il 2014 e che hanno visto la partecipazione di attori diversi: quelli istituzionali, come la c. d. "Commissione di consenso" - strumento inedito varato per conciliare posizioni spesso lontane - e quelli informali, come gli esperti internazionali e la stessa società civile. Segue la testimonianza del costituente e costituzionalista Fadhel Mussa.
Nella seconda parte viene illustrata la nuova Costituzione caratterizzata da una supremazia garantita, avanzata nella tutela dei diritti e nella garanzia dell'eguaglianza e delle libertà, netta nel difendere l'indipendenza della magistratura, ma comunque custode dell'identità araba e musulmana.
Essendo frutto di un compromesso, la Carta può apparire per certi versi ambigua: solo l'attuazione dei suoi principi potrà assicurare allo Stato maghrebino un pieno consolidamento delle istanze democratiche. Questo, in sintesi, è il giudizio conclusivo  dei relatori al convegno.