Filippo Verde, La responsabilità del magistrato, Bari, Cacucci, 2015
October 23, 2015
collocazione: SALA 347.014 DOT Verde
A pochi mesi dall’entrata in vigore della legge 27 febbraio 2015, n. 18, sulla responsabilità civile dei giudici, il volume esamina il provvedimento che riforma la legge n. 117 del 1988, la quale, già a suo tempo, si era rivelata insufficiente rispetto ai motivi ispiratori del referendum abrogativo che l’aveva determinata. La nuova norma è stata sollecitata dalle sentenze Kobler e Traghetti del Mediterraneo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nonché dalla procedura di infrazione contro l'Italia che ha portato alla condanna del nostro paese, in quanto la legge del 1988 non prevedeva la responsabilità dello Stato per danni arrecati ai singoli, in caso di violazione del diritto UE per errata interpretazione di norme o valutazione di fatti e prove, effettuata da un organo giurisdizionale nazionale di ultimo grado.
La nuova legge, pur mantenendo inalterato il principio della responsabilità indiretta dei magistrati, è intervenuta in alcuni aspetti sostanziali del dettato normativo, con l’obiettivo di rendere finalmente effettiva e non meramente virtuale, la tutela dei cittadini incappati in errori o violazioni di legge da parte di magistrati. In particolare le modifiche riguardano la delimitazione della c.d. “clausola di salvaguardia”, la ridefinizione in senso più ampio delle fattispecie di colpa grave, l’eliminazione del filtro di ammissibilità dei ricorsi avanzati da parte dei cittadini danneggiati e l’obbligatorietà della rivalsa dello Stato nei confronti del magistrato, che può ottenere un risarcimento fino alla metà di una annualità dello stipendio, al netto delle trattenute fiscali.