COPROGETTAZIONE - per la realizzazione di interventi rivolti a persone in esecuzione penale esterna e di comunità in carico all’UIEPE di Bologna, all’ULEPE di Modena, all’ULEPE di Forli e alla Sede di Servizio di Rimini - Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna Emilia Romangna e Marche - Scheda di sintesi
DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ
Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna per l’Emilia Romagna e Marche
Bologna
Decreto n. 321/2023
IL DIRETTORE
VISTO l’articolo 118, comma 4, della Costituzione;
VISTI gli articoli 1, 3, 5, 6 e 19 della legge 8 novembre 2000 n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”;
VISTO l’articolo 7 del D.P.C.M. 30 marzo 2001 "Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona previsti dall'art. 5 della legge 8 novembre 2000, n. 328”;
VISTI gli articoli 11 e 12 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, recante “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”;
VISTO l’articolo 43 della legge 27 dicembre 1997 n. 449, recante “Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica”;
VISTO l’articolo 55 del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, “Codice del Terzo Settore, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106”;
VISTO il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 2021, recante “Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore negli articoli 55 e 57 del decreto legislativo n. 117 del 2017 (Codice del Terzo Settore)”;
VISTO l’“avviso di indizione di procedura di evidenza pubblica, di tipo non competitivo, finalizzata all’individuazione di soggetti del terzo settore da ammettere, alla procedura di coprogettazione per la realizzazione di interventi rivolti a persone in esecuzione penale esterna e di comunità in carico all’UIEPE di Bologna (relativamente ai territori di Bologna, Ravenna, Ferrara), all’ULEPE di Modena, all’ULEPE di Forlì e alla Sede di Servizio di Rimini”, emanato da questo Ufficio Interdistrettuale e pubblicato sul sito del Ministero della Giustizia in data 04/07/2023;
RILEVATO CHE l’avviso di cui sopra non definisce i costi e le risorse economiche da mettersi a disposizione dal partner pubblico e dagli enti del terzo settore partner progettuali per l’implementazione complessiva della coprogettazione;
RILEVATO CHE all’avviso medesimo non è allegato il piano finanziario preventivo, finalizzato alla definizione ed alla ripartizione dei costi complessivi della coprogettazione e volto ad indicare, in particolare, l’importo del finanziamento massimo concedibile dall’ente pubblico ai partner progettuali a titolo di compensazione degli oneri di coprogettazione e cogestione del servizio, nonché la quota minima di compartecipazione del partner progettuale ai costi della coprogettazione;
RILEVATO CHE l’avviso non prevede la costituzione tra gli enti partner progettuali di una Associazione Temporanea di Scopo o organismo similare, avente tra i suoi componenti un ente capofila, con funzioni di rappresentanza degli enti al tavolo della coprogettazione, di stipula dell’accordo procedimentale di collaborazione per la gestione dei servizi e degli interventi coprogettati e di monitoraggio e rendicontazione delle spese e dei costi sostenuti;
PRESO ATTO CHE la mancanza degli elementi sopra riportati non consente agli enti-partner progettuali di prevedere i costi complessivi della coprogettazione, di valutarne l’ammontare a proprio carico e di assicurare una efficace rendicontazione delle spese sostenute;
RITIRA
L’avviso di indizione di procedura di evidenza pubblica, di tipo non competitivo, finalizzata all’individuazione di soggetti del terzo settore da ammettere, alla procedura di coprogettazione per la realizzazione di interventi rivolti a persone in esecuzione penale esterna e di comunità in carico all’UIEPE di Bologna (relativamente ai territori di Bologna, Ravenna, Ferrara), all’ULEPE di Modena, all’ULEPE di Forlì e alla Sede di Servizio di Rimini”, emanato da questo Ufficio Interdistrettuale e pubblicato sul sito del Ministero della Giustizia in data 04/07/2023.
Si dispone la pubblicazione sul sito del Ministero della Giustizia.
Bologna, 20 ottobre 2023
Il Direttore
Aldo Scolozzi
Decreto n. 239/2023
IL DIRETTORE
Visto il D.P.C.M. del 15/06/2015, n. 84, recante “Regolamento di riorganizzazione del Ministero della Giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche” ed in particolare l’art. 7, che istituisce il nuovo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità”;
Visto il decreto del Ministro della Giustizia del 17/11/2015 concernente “Individuazione presso il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità degli uffici di livello dirigenziale non generale, la definizione dei relativi compiti, nonché l’organizzazione delle articolazioni dirigenziali territoriali ai sensi dell’art. 16 commi 1 e 2 del D.P.C.M. 84/2015”;
Visto il Decreto Ministeriale del 23 febbraio 2017 concernente “Individuazione degli Uffici Locali di esecuzione Penale Esterna quali articolazioni territoriali del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, nonché individuazione delle articolazioni interne dei medesimi Uffici Locali e misure di coordinamento con gli Uffici Interdistrettuali e Distrettuali di Esecuzione Penale Esterna”;
Visto il D.M. 31.03.2021 approvazione delle «Linee guida sul rapporto tra Pubbliche Amministrazioni ed Enti del Terzo Settore negli Artt. 55-57 del D.L.GS. n. 117/2017»
Visto la Legge 8 novembre 2000, n. 328 «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali» D.P.C.M. 30 marzo 2001 «Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della L. 8.11.2000, n. 328»
Visto Delibera ANAC n. 32 del 20 gennaio 2016 « Determinazione linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali »
Visto Il Codice del terzo settore D.Lgs. 3 luglio 2017 n. 117 Linee guida ANAC in materia di affidamenti di servizi sociali (10 maggio 2019)
Visto le linee guida ANCI del maggio 2017 “La coprogettazione e il codice degli appalti nell’affidamento di servizi sociali – Spunti di approfondimento”;
Visto l’Avviso pubblico di coprogettazione del 4/07/23 , emanato da questo Ufficio Interdistrettuale e pubblicato sul sito del Ministero della Giustizia;
RILEVATO
- che occorre procedere alla costituzione della commissione tecnica finalizzata all’individuazione dei soggetti partecipanti idonei per l’ammissione alla coprogettazione così come definito nell’avviso pubblico;
DECRETA
Art. 1
(Istituzione della Commissione)
E’ istituita presso l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per l’Emilia Romagna e le Marche , con sede in Bologna, la commissione incaricata di procedere all’individuazione dei soggetti da ammettere alla coprogettazione.
Art. 2
(Composizione della Commissione - componenti titolari e supplenti)
La commissione di cui al precedente articolo è composta dai componenti di seguito indicati:
- Presidente: dott. Tazio Bianchi – Direttore reggente dell’UIEPE di Bologna;
- Componente: dott.ssa Orietta Maffina– Resp.le area IV Programmazione , Monitoraggio e Coordinamento interdistrettuale dell’UIEPE di Bologna;
- Componente : dott.ssa Noemi Passaro – area di area IV Programmazione , Monitoraggio e Coordinamento interdistrettuale dell’UIEPE di Bologna;
- Componente : dott. Lucio Palladino – Resp.le area contabilità dell’UDEPE di Reggio Emilia
- Componente: d.ssa Maria Maiorano – responsabile area II misure e sanzioni di comunità dell’UIEPE di Bologna ;
Bologna, 31 luglio 2023
Il Direttore reggente
dott. Tazio Bianchi
TERMINE per il ricevimento delle domande: 26 luglio 2023 ore 12.00
Pubblicazione del 4 luglio 2023
AVVISO PUBBLICO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE
Avviso di indizione di procedura di evidenza pubblica, di tipo non competitivo, finalizzata all’individuazione di soggetti del terzo settore da ammettere, alla procedura di coprogettazione per la realizzazione di interventi rivolti a persone in esecuzione penale esterna e di comunità in carico all’UIEPE di Bologna (relativamente ai territori di Bologna, Ravenna, Ferrara), all’ULEPE di Modena, all’ULEPE di Forli e alla Sede di Servizio di Rimini.
Il Dirigente
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 230/2000, riguardante il Regolamento recante norme sull’Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà che prevede:
- all’art. 1 che “il trattamento rieducativo… è diretto a promuovere un processo di modificazione delle condizioni e degli atteggiamenti personali, nonché delle relazioni familiari e sociali che sono di ostacolo ad una costruttiva partecipazione sociale”;
- all’art. 27 che la persona giunga ad una “riflessione sulle condotte anti giuridiche poste in essere, sulle motivazioni e sulle conseguenze negative delle stesse per l’interessato medesimo e sulle possibili azioni di riparazione delle conseguenze del reato, incluso il risarcimento della persona offesa”;
- all’art. 68 che le Direzioni di Istituti e degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna curino la partecipazione della comunità al reinserimento sociale dei condannati e le possibili forme di essa;
- all’art. 118 che gli operatori degli U.E.P.E. si adoperino a favorire “una sollecitazione ad una valutazione critica adeguata da parte della persona, degli atteggiamenti che sono stati alla base della condotta sanzionata, nella prospettiva di un reinserimento sociale”;
- alla legge n.67 del 2014 che ha introdotto l’istituto della sospensione del procedimento e la messa alla prova degli adulti, che prevede esplicitamente l’attività di mediazione ove possibile;
Visto il D.M. 31.03.2021 approvazione delle «Linee guida sul rapporto tra Pubbliche Amministrazioni ed Enti del Terzo Settore negli Artt. 55-57 del D.L.GS. n. 117/2017»
Visto la Legge 8 novembre 2000, n. 328 «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali» D.P.C.M. 30 marzo 2001 «Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della L. 8.11.2000, n. 328»
Visto Delibera ANAC n. 32 del 20 gennaio 2016 « Determinazione linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali »
Visto Il Codice del terzo settore D.Lgs. 3 luglio 2017 n. 117 Linee guida ANAC in materia di affidamenti di servizi sociali (10 maggio 2019)
Visto il Titolo II, Capo III della legge 26 luglio 1975, n. 354, recante “Norme sull’Ordinamento Penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà”;
Visto la legge 28 aprile 2014, n. 67 recante “Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”;
Visto le Raccomandazioni R (2010) 1 e (2017) 3 del Consiglio d’Europa in materia di probation;
Visto le linee guida ANCI del maggio 2017 “La coprogettazione e il codice degli appalti nell’affidamento di servizi sociali – Spunti di approfondimento”;
Visto l’art 73, comma 5-bis, del Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, recante “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”;
Visto l’art. 54 del Decreto Legislativo 28 agosto 2000, n. 274, recante “Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468”;
Visto gli articoli 186, comma 9-bis e 187, comma 8 bis, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante il “Nuovo Codice della Strada”;
Visto l’art. 165 del Codice Penale e dall’art. 18-bis delle disposizioni di coordinamento e transitorie del Codice Penale;
Considerato che l’U.E.P.E. contribuisce a migliorare i percorsi di inclusione sociale delle persone in misura alternativa attraverso lavori di gruppo che abbiano come focus la responsabilizzazione, l’educazione alla legalità e la riparazione;
Considerato che l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Bologna – di seguito denominato UIEPE – annualmente presenta al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità un documento di programmazione interdistrettuale ove vengono presentati i progetti rivolti alle persone in esecuzione penale per i quali viene richiesto un finanziamento
Considerato la necessità di avviare delle progettualità rispondenti a dei definiti ambiti di intervento ed obiettivi, dirette agli utenti dell’UIEPE, da presentare nell’ambito del documento di programmazione interdistrettuale;
Considerato che l’UIEPE nell’ambito delle politiche di incremento dei percorsi di reinserimento sociale delle persone sottoposte a misure di esecuzione penale sul territorio, si pone lo scopo di realizzare sempre più occasioni di riflessione sulle condotte antigiuridiche;
Considerato che l’UIEPE quale servizio all’interno della comunità, nell’ottica della sensibilizzazione rispetto al mondo dell’esecuzione penale, ritiene importante il coinvolgimento del terzo settore sia nella fase di coprogettazione che nella fase di gestione degli interventi rivolti alle persone in carico agli UEPE;
Considerato l’importanza della valorizzazione delle risorse e delle potenzialità del territorio attraverso la promozione di sinergie e collaborazioni tra il pubblico e il privato sociale;
Considerato la volontà di sperimentare modalità di promozione e sostegno dell'assunzione da parte del terzo settore di pubbliche responsabilità nella funzione di reinserimento sociale attraverso gli strumenti innovativi di regolazione dei rapporti nella sussidiarietà, di natura pubblicistica, fondati sulla logica della cooperazione e della collaborazione;
Considerato Che si ritiene importante condividere la costruzione di un progetto specifico con l’ente aggiudicatario della procedura pubblica, sulla base del riconoscimento delle competenze in un dato settore e/o ambito di azione;
Attesa la necessità di stipulare specifiche convenzioni con gli enti del terzo settore per l’affidamento della realizzazione delle attività previste nei progetti per i quali viene richiesto specifico finanziamento;
Visti gli oneri di pubblicità legale e di trasparenza, previsti dalla normativa in vigore;
Rende noto che
è indetta una procedura, ad evidenza pubblica, diretta a verificare l’interesse e la disponibilità di associazione /enti del terzo settore a partecipare alla coprogettazione di interventi in ambito della prevenzione della devianza, della riduzione del grado di esposizione al rischio di recidività, del reinserimento del condannato/imputato all’interno della comunità territoriale, del riconoscimento delle responsabilità e delle conseguenze delle azioni illecite, della diffusione di una cultura di legalità, della giustizia riparativa (ai sensi dell’art. 119 del D.Lgs 267/2000).
Art. 1
Oggetto della coprogettazione
L’istruttoria pubblica di coprogettazione ha per oggetto la definizione progettuale di iniziative, interventi e attività da realizzare in partnership con l’ente pubblico nei territori di competenza degli UEPE di Bologna (Territorio di Bologna, Ravenna, Ferrara), Modena, Forlì e sede di Servizio di Rimini.
La coprogettazione vedrà come destinatari soggetti in esecuzione penale esterna e/o in messa alla prova.
Le proposte progettuali presentate nell’ambito della manifestazione di interesse dovranno riguardare gli ambiti di intervento e gli obiettivi definiti di cui all’allegato 1.
Nella proposta progettuale l’ente del terzo settore che partecipa alla manifestazione di interesse, indicato il/i territorio/i per il quale vuole concorrere, dovrà declinare gli obiettivi già definiti afferenti a bisogni specifici del servizio, in attività, riportando le risorse umane, logistiche e strumentali necessarie per la realizzazione del progetto, metodologie di intervento e strumenti di monitoraggio.
La proposta progettuale presentata, se l’ente specifico verrà dichiarato aggiudicatario della manifestazione di interesse, sarà oggetto di coprogettazione per la definizione di un progetto da presentare al Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità.
Art. 2
Durata della coprogettazione
A conclusione della procedura di evidenza pubblica, decretata/e le associazione/i del terzo settore aggiudicataria/e per la coprogettazione e gestione dei progetti specifici nelle realtà territoriali individuate, l’UIEPE provvederà a stipulare con queste, accordi di collaborazione, in forma di convenzione tra il partner pubblico e il soggetto coprogettante, per una durata pari ad anni 1 (uno) con opzione di rinnovo di pari durata, per non più di due volte e per un massimo di tre anni a partire dalla data di stipulazione. Condizionatamente alle risorse dipartimentali dedicate e comunque previa verifica degli obiettivi prefissati. Nel caso di rinnovi della convenzione, ogni anno, in vista della presentazione del documento di programmazione interdistrettuale (DPI), agli esiti del monitoraggio e della valutazione, si svilupperà la fase di coprogettazione relativamente all’aggiornamento/integrazione del progetto di cui già l’ente è gestore.
Art. 3
Modalita’ di sviluppo dell’istruttoria pubblica di coprogettazione
La procedura di istruttoria pubblica di coprogettazione si svilupperà nelle seguenti fasi:
Fase 1. Selezione per l’individuazione del/dei partner progettuale/imediante valutazione delle candidature pervenute da parte di una commissione tecnica con applicazione dei criteri previsti dal presente avviso.
I candidati potranno presentare una proposta progettuale per uno o più ambiti di intervento e/o per uno o più territori di interesse.
La commissione valuterà sia i requisiti soggettivi dell’ente del terzo settore, sia i contenuti delle proposte progettuali, in termini di attinenza all’obiettivo e risposta al bisogno sotteso, economicità, innovazione delle azioni/attività proposte, collaborazione con enti del territorio e quant’altro definito nei criteri di valutazione di cui al presente documento. Al termine della selezione la commissione tecnica procederà all’ammissione alla coprogettazione dei soggetti partecipanti che sono risultati aggiudicatari.
Fase 2. Coprogettazione per l’elaborazione del progetto definitivodei servizi e degli interventi, in forma concertata, tra partner pubblico e partner progettuale privato, partendo dalle proposte progettuali selezionate.
La coprogettazione vedrà il coinvolgimento dell’UEPE, dell’ente gestore vincitore, e di eventuali altri soggetti del territorio, la cui collaborazione specifica venga ritenuta funzionale alla realizzazione del progetto che sarà frutto di una elaborazione condivisa a partire dalla proposta progettuale presentata.
Il progetto definitivo, dovrà comprendere il piano economico finanziario, l'assetto organizzativo, il sistema di monitoraggio e di valutazione.
Il progetto definitivo, relativamente allo specifico UEPE, previa valutazione del Dirigente UIEPE, dovrà essere inserito nel Documento Di Programmazione Interdistrettuale dell’UIEPE di Bologna ed essere presentato al Dipartimento entro il mese di novembre del corrente anno.
Fase 3. Stipula dell’Accordo di collaborazione a conclusione della fase di coprogettazione tra il partner pubblico e il partner progettuale privato (convenzione).
Nella convenzione verranno definiti i contenuti della collaborazione per la realizzazione del progetto definitivo condiviso nella fase di coprogettazione. La realizzazione del progetto resta comunque subordinata alla assegnazione dei relativi fondi da parte del Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità e alla approvazione da parte dello stesso Dipartimento dei progetti presentati.
Art. 4
Soggetti ammessi all’istruttoria pubblica di coprogettazione
Sono ammessi a partecipare all’istruttoria pubblica di coprogettazione tutti gli enti del Terzo settore che, in forma singola o associata, siano interessati a coprogettare gli interventi per il raggiungimento degli obiettivi individuati all’art. 1 di questa manifestazione di interesse; nonché a realizzare le attività come da progetto definito.
Si intendono Enti del terzo settore, ai sensi dell’art. 4 del Codice del Terzo settore Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore.
Art. 5
Requisiti di partecipazione
Per partecipare alla presente procedura ad evidenza pubblica i soggetti interessati devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
Requisiti di ordine generale e di idoneità professionale:
- insussistenza di una delle cause di esclusione previste dall’art. 80 del D. Lgs n. 50/2016 come modificato dall’art. 49 del D. Lgs n. 56/2017;
- non versare in alcuna delle ipotesi di conflitto di interesse, previste dall’art. 42 del D. Lgs. n. 50/2016;
- essere Enti accreditati iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) oppure all’Albo regionale delle cooperative sociali/associazioni/imprese sociali.
Requisiti di capacità tecnico-professionale
La partecipazione al progetto richiede che il soggetto proponente dimostri, mediante idonea documentazione, di essere in possesso delle seguenti caratteristiche:
- Avere al proprio interno competenze di adeguata professionalità e con esperienza documentata negli ambiti di intervento indicati e nella realizzazione delle attività indicate nella proposta progettuale presentata;
- Aver maturato, negli ultimi cinque anni, esperienze significative negli ambiti di intervento e nella tipologia di azioni individuate nell’ipotesi progettuale ;
- Assenza delle cause di esclusione previste dall’art. 80 del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50.
Requisiti di capacità economico-finanziaria essere nelle condizioni di mettere a disposizione spazi e attrezzature utili alla realizzazione delle attività della proposta progettuale.
Il possesso di tutti i requisiti dovrà essere attestato mediante dichiarazione sostitutiva, in conformità alle disposizioni del D.P.R. 445/2000.
Ai sensi del comma 5, dell’art. 36 del D.Lgs 56/2017 la verifica dei requisiti sarà effettuata sull’aggiudicatario. In ottemperanza a quanto disposto dall’art.. 13 del D. Lgs 30/06/2003 n. 196 codice in materia di protezione dei dati personali, i dati raccolti saranno trattati, anche attraverso sistemi informatizzati esclusivamente per le finalità connesse alla manifestazione di interesse.
Art 6
Modalità e termini di presentazione delle candidature
Per partecipare alla procedura di istruttoria pubblica i soggetti interessati dovranno presentare apposita domanda di partecipazione (Allegato 2) sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto proponente. La domanda dovrà contenere tutti i dati anagrafici e identificativi dei candidati, compresi codice fiscale, partita IVA e individuazione del soggetto, dell’indirizzo e dei recapiti (telefono, indirizzo di posta elettronica certificata - e di posta elettronica ordinaria, ove disponibile -) a cui far pervenire comunicazioni.
Alla domanda, a pena di esclusione dovrà essere allegata la seguente documentazione:
- La proposta progettuale (Allegato 3 ) dovrà essere strutturata utilizzando l’apposito format predisposto (è possibile presentare più proposte progettuali relativamente a più ambiti di intervento e/o territori di interesse)
- La proposta piano economico finanziario (Allegato 4);
- dichiarazione del legale rappresentante sulla insussistenza di cause determinati l’incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione di cui all’art. 80 D. Lgs. 18 aprile 2016 n. 50;
- dichiarazione sostitutiva di certificazione antimafia del legale rappresentante;
- Copia carta di identità del legale rappresentante;
- curriculum dell’ente candidato (compresa dettagliata elencazione di eventuali collaborazioni nella realizzazione di progetti con servizi della Giustizia rivolti alla popolazione condannata/imputata).
- Atto costitutivo o statuto da cui si evinca lo svolgimento di attività nei settori oggetto della procedura.
- prospetto di disponibilità delle risorse professionali;
- curriculum delle risorse professionali impiegate nell’ipotesi progettuale (per le risorse professionali oggetto della candidatura, per le quali dovesse verificarsi la circostanza dell’eventuale sostituzione, il soggetto candidato dovrà garantire pari livello professionale e di esperienza).
Le proposte dovranno pervenire entro le ore 12,00 del 26/07/23 esclusivamente all’indirizzo PEC prot.uepe.bologna@giustiziacert.it.
Non saranno ritenute valide le candidature pervenute oltre il predetto termine, anche se sostitutive o aggiuntive ad una candidatura precedente.
Sarà possibile, in caso di dimensioni della documentazione da inviare eccedenti la capienza della singola PEC, procedere a più invii, purché aventi il medesimo oggetto, nonché l’indicazione del numero complessivo di PEC contenenti la documentazione in questione. In tal caso, i termini di scadenza saranno considerati rispetto all’invio dell’ultima delle suddette PEC.
Art. 7
Valutazione e Criteri di selezione
- Le manifestazioni d’interesse pervenute entro la suddetta data, saranno esaminate da una apposita Commissione nominata con Decreto del Dirigente dell’UIEPE di Bologna, previa verifica della regolarità della documentazione richiesta.
- L’Amministrazione, ai sensi dell’art. 71 del DPR 445/2000, si riserva la facoltà di verificare le informazioni comunicate e di richiedere in qualsiasi momento la documentazione necessaria ad attestarne la veridicità.
I risultati della selezione saranno pubblicati sul sito del Ministero della Giustizia con la medesima modalità del presente avviso.
La valutazione delle proposte progettuali è effettuata sulla base dei seguenti criteri e sub criteri con l’attribuzione di un punteggio massimo di 100/100:
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Criteri e sub criteri di valutazione |
Descrizione |
Punteggio massimo per criterio e sub-criterio |
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A. Criterio |
Rispondenza dell’esperienza tecnico-professionale alle priorità e bisogni individuati per il trattamento delle persone in esecuzione penale esterna |
10 |
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a. Sub-criterio |
numero anni di esperienza maturata (punti 0,5 per anno) nell'ambito di servizi alla persona e interventi e attività legate al reinserimento sociale delle persone sottoposte a provvedimenti penali e al tema del benessere e sviluppo di comunità. |
/ |
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b. Sub-criterio |
numero di progetti innovativi e sperimentali già realizzati o in corso di realizzazione in materia di reinserimento sociale di persone sottoposte a provvedimenti penali (un punto per progetto) |
/ |
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c. Sub-criterio |
Precedenti collaborazioni con il Dipartimento di Giustizia minorile e di comunità |
/ |
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B. Criterio |
Strumenti di collaborazione, valutazione e di condivisione dei risultati della coprogettazione |
30 |
|
a. Sub-criterio |
Possibili collaborazioni con altri soggetti/servizi territoriali per lo svolgimento delle attività inerenti il progetto |
/ |
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b. Sub-criterio |
Possibili collaborazioni con soggetti/servizi specializzati e dedicati alla comunicazione sociale e attività di sensibilizzazione |
/ |
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c. Sub-criterio |
proposta di un sistema di monitoraggio e valutazione dell’efficienza e dell’efficacia delle attività (indicatori e strumenti di valutazione) |
/ |
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d. Sub-criterio |
Articolazione di sistemi di restituzione e condivisione con le Comunità territoriali dei risultati delle azioni e dei percorsi intrapresi, anche mediante utilizzo di tecnologie digitali |
/ |
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C. Criterio |
Competenze del personale da impiegare |
10 |
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a. Sub-criterio |
specifiche qualifiche, titoli scolastici, accademici e professionali posseduti negli ambiti della coprogettazione |
/ |
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b. Sub-criterio |
esperienze maturate nell’ambito di specifici progetti attinenti ai temi del benessere di comunità, della giustizia di comunità, della prevenzione e della legalità, del reinserimento sociale. |
/ |
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D. Criterio |
Contenuti della proposta progettuale |
20 |
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a.Sub criterio |
Proposte innovative di sviluppo di comunità |
/ |
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b.Sub criterio |
chiarezza e completezza della proposta progettuale
|
/ |
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E. Criterio |
Risorse aggiuntive della coprogettazione da parte del proponente (location, materiali e risorse strumentali per la realizzazione dei laboratori tematici) |
20 |
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F.Criterio |
Economicità della proposta progettuale |
10 |
Art. 8
Trattamento dati personali
In ottemperanza a quanto disposto dall’art.13 del D.Lgs. 30/06/2003, n. 196, denominato “Codice in materia di protezione dei dati personali” si informa che i dati raccolti saranno trattati, anche attraverso sistemi informatizzati, esclusivamente per le finalità connesse alla manifestazioned’interesse.
Art. 9
Responsabile Unico del Procedimento
Ai sensi dell’art. 31 del D. Lgs. 50/2016 è individuato quale Responsabile Unico del Procedimento, in ogni fase dello stesso, il Dirigente dell’UIEPE di Bologna Dott. Tazio Bianchi.
Art. 10
Disposizioni finali
Permane la potestà di sospendere, modificare o annullare, in tutto o in parte, il procedimento di cui al presente Avviso con atto motivato, nei casi ammessi dalla normativa vigente.
Eventuali chiarimenti potranno essere richiesti all’UIEPE di Bologna tramite: pec: prot.uepe.bologna@giustiziacert.it
Il presente Avviso sarà pubblicato sul sito www.giustizia.it.
Il Dirigente Reggente
Dott. Tazio Bianchi