Inaugurazione anno giudiziario 2023 - Intervento del ministro Carlo Nordio alla Corte Suprema di Cassazione
aggiornamento: January 26, 2023
Corte Suprema di Cassazione
26 gennaio 2023
Signor Presidente della Repubblica,
Signor Presidente della Camera,
Signora Presidente della Corte Costituzionale,
Signora Vicepresidente del Senato,
Signor Primo Presidente della Suprema Corte di cassazione,
Signor Vicepresidente del CSM,
Signor Procuratore generale,
Autorità Tutte
La solenne inaugurazione dell’anno giudiziario è allietata dalla brillante operazione che ha condotto all’arresto del più pericoloso latitante mafioso. Il nostro ringraziamento va alla magistratura e alle forze dell’ordine che con tenacia e competenza hanno conseguito questo storico risultato.
Questa è l’occasione per volgere lo sguardo sul grande cantiere sempre aperto della giustizia, architrave di ogni stato democratico, chiamata in questa fase storica a rinnovate sfide. Ora più che mai, tutti i nostri sforzi sono volti ad assicurare al Paese un sistema capace di soddisfare le esigenze dei cittadini e delle imprese, per consolidare la fiducia dei primi e l’efficienza delle seconde.
Nel solco dell’azione riformatrice avviata dalla spinta del PNRR, abbiamo la possibilità di conferire al servizio giustizia un volto nuovo, in sintonia con le trasformazioni rapide, e talvolta repentine, dei nostri tempi. Questa è la nostra assoluta priorità, già illustrata nelle relazioni alle Commissioni Giustizia e alle Camere. A questa meta stiamo lavorando dal primo giorno del nostro insediamento, nella consapevolezza che un obiettivo così ambizioso è raggiungibile solo con la leale collaborazione e il costruttivo dialogo con tutti gli attori, nel rispetto delle prerogative di ciascuno.
Quello che si è chiuso è stato un anno scandito dall’immissione massiccia di nuove risorse, con l’Ufficio per il processo - grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza - e di nuovi investimenti per una necessaria accelerazione sulla digitalizzazione.
È stato inoltre un anno di articolate riforme finalizzate a razionalizzare e ridurre i tempi del giudizio. Queste innovazioni, che ora devono trovare attuazione, stanno richiedendo ulteriori sforzi organizzativi agli operatori: magistrati, avvocati, personale amministrativo. A ciascuno rivolgo i miei sentimenti di profonda gratitudine. E a ciascuno garantisco che, nell’ambito dei compiti di organizzazione assegnati al Ministero dalla Costituzione, sapremo assicurare risposte tempestive alle sollecitazioni provenienti da ogni parte.
È in atto un ciclo di concorsi, per assicurare un costante reclutamento e un più celere ingresso nelle funzioni del personale di magistratura, che rappresenta – insieme all’avvocatura - la linfa essenziale per la riuscita di ogni progetto innovatore. Recentissimo è inoltre l’ampliamento della pianta organica della magistratura di sorveglianza, chiamata a nuove sfide.
Continuerà e si rafforzerà il più possibile l’attenzione anche verso il personale amministrativo e la sua riqualificazione, come proseguirà l’opera di reclutamento di tutti i profili di supporto all’amministrazione della giustizia, dentro i Tribunali e nell’intero sistema penitenziario e di esecuzione penale esterna. E permettetemi un ringraziamento particolare per la polizia penitenziaria e per tutti gli operatori che tra tante difficoltà, ogni giorno, lavorano in carcere.
Quanto all’efficienza del processo, essa sta cambiando anche grazie a una progressiva digitalizzazione, con una qualità di interventi e una forte iniezione di risorse, nel costante rapporto tra il Ministero e gli uffici giudiziari. In questa prospettiva di vicinanza e di dialogo, è stato avviato un filo diretto di comunicazione tra via Arenula e gli uffici. E nella stessa prospettiva di una “giustizia di prossimità” debutterà a breve un progetto che permetterà a tutti di usufruire agevolmente di servizi fondamentali.
Nel cantiere sempre aperto della giustizia, dovremo tenere insieme l’applicazione delle riforme già varate e la progettazione di nuove.
Per le prime, sarà il monitoraggio a suggerire eventuali interventi.
Ogni futura riforma, invece, prima di essere affidata alle valutazioni del Parlamento sovrano, si comporrà attraverso l’ascolto di tutte le voci del sistema giustizia, dall’avvocatura all’accademia e alla magistratura, la cui autonomia e indipendenza costituisce “un pilastro della nostra democrazia, garantita dalla Costituzione”, come Lei, signor Presidente, ha voluto ricordare solo due giorni fa. Sono principi inderogabili, che hanno accompagnato tutta la mia lunga attività professionale di magistrato in Procura. Se non avessi creduto e non credessi nella loro sacralità, non avrei rivestito la toga, come spero di aver fatto, con dignità e onore.
Nell’anno che si apre, ci ripromettiamo di lavorare alacremente per l’attuazione della legge delega sull’ordinamento giudiziario: e quella sarà un’importante occasione per la magistratura – come Lei signor Presidente, nostro costante punto di riferimento, ha più volte affermato - per proseguire nel percorso di “rivitalizzazione delle proprie radici deontologiche”, con l’auspicio di realizzare “quel profondo processo riformatore – cito ancora dalle Sue illuminate parole - e quella rigenerazione etica e culturale”.
Il Governo cercherà di conciliare le doverose risposte alle molteplici richieste di tutela dei cittadini con un rigoroso rispetto delle garanzie proprie di uno stato di diritto.
Sicurezza e diritti sono un binomio inscindibile anche quando si affronta la complessa realtà del sistema penitenziario, perché, salvi i casi più gravi, la doverosa esecuzione della pena deve costituire il presupposto per il ritorno alla vita civile del detenuto. In tal senso, ci adopereremo per favorire il lavoro, non solo nelle carceri, ma anche al rientro nella società dei liberi.
Sono in atto riflessioni di intervento ad ampio spettro nello sforzo di prevenire lo straziante fenomeno dei suicidi che costituisce, per la nostra etica e per la nostra civiltà giuridica, un intollerabile fardello di dolore.
A queste emergenze si aggiungono quelle imposte dal contesto internazionale. Di fronte alle tragiche evoluzioni dell’aggressione russa all’Ucraina, il Ministero ha offerto, in linea con gli altri Paesi della Unione Europea e del G7, un contributo nei diversi incontri in sede internazionale. Stiamo perfezionando un Codice dei crimini internazionali e parteciperemo alla prossima conferenza, a Londra, a sostegno della Corte penale internazionale.
Contiamo, dunque, di affrontare queste sfide impegnative con spirito di leale collaborazione, che sono sicuro caratterizzerà i rapporti anche con il Consiglio Superiore della Magistratura appena insediato: ad ogni consigliere e al neo eletto Vice Presidente porgo quindi i miei migliori auguri di buon lavoro.
Accogliamo con fiducia l’anno giudiziario che si apre.
Il Ministro della Giustizia
Carlo Nordio