Convegno Giovani per la Giustizia: l’occasione dell’ufficio del processo - Apre i lavori la ministra Marta Cartabia - 24 giugno 2021

aggiornamento: June 24, 2021

 

Università degli studi Roma Tre, Aula Magna del Rettorato

 

 

Buon pomeriggio,
saluto il Rettore dell’Università Roma 3, saluto i Presidi e i Direttori di dipartimento delle Università della Sapienza e di Tor Vergata.
Autorità giudiziarie
Saluto tutti i colleghi professori presenti, saluto soprattutto i nostri giovani.

  1. Permettetemi di dedicare ai giovani il mio saluto più affettuoso: non vi nascondo che per me è una grande gioia tornare a parlare in presenza in un’aula universitaria, in quest’aula in particolare dove abbiamo condiviso, con il Rettore e i colleghi - soprattutto i giuristi - tanti momenti importanti di cui serbo ricordi intensi.

L’università è per me un luogo sempre intriso di passione. Di studio. E anche di prospettiva.
Tre parole di cui si ha sempre molto bisogno, in qualunque ruolo e in qualunque contesto. Parole che si intersecano perfettamente col titolo– bellissimo!!!, splendido davvero - di quest’incontro “Giovani per la Giustizia”. Un titolo, che si presta a diversi piani di lettura.
Può significare giovani al servizio della giustizia. Giovani che reclamano giustizia. Giovani che credono nella giustizia.
Ecco, credo che nell’istituzione dell’Ufficio del processo siano ricomprese tutte queste possibili letture.

  1. Cosa è questo ufficio del processo? Voi che siete abituati a guardare oltre i confini nazionali lo sapete bene, perché si tratta di una struttura ben nota all’estero: in Inghilterra e negli USA sono i law clercks; in Francia sono les juristes assistents; in Spagna l’oficina judicial e i letrados de la administration de la justicia.

Un gruppo di giuristi, per lo più giovani giuristi, che “fa squadra” con il giudice e lo supporta nell’amministrazione della giustizia. E mentre aiuta, cresce la sua statura professionale.

  1. Giustamente, nel sottotitolo avete rimarcato come si tratti di “un’occasione”. Un’occasione per il sistema giustizia, senza dubbio; ma anche per voi: per le giovani generazioni di giuristi.

In effetti, i fondi del Recovery plan ci danno la possibilità di assumere, sia pur a tempo determinato, 16.500 giovani giuristi. Proprio una grande, straordinaria occasione.
Una grande occasione per la vostra generazione e anche per il sistema giustizia italiano.

Per voi, anzitutto: come altri spiegheranno più nel dettaglio, la proficua partecipazione all’Ufficio del processo attribuirà benefici agli – chiamiamoli così - assistenti di giustizia – in termini di titoli, posti riservati e punteggi aggiuntivi per futuri concorsi, a cominciare da quello in magistratura, nelle pubbliche amministrazioni, nell’accesso alla professione forense o a quella notarile, nella scuola di specializzazione o alla magistratura onoraria.

E per la giustizia italiana: i numeri sono davvero importanti. Non credo che il comparto giustizia abbia mai conosciuto una immissione di così tante nuove e fresche energie di tanti giovani. All’interno del piano del Next Generation Ue – di un piano cioè che punta alla ri-partenza, alla ri-generazione, anche un po’ alla ri-nascita dell’Europa dopo il blocco della pandemia, la presenza di un capitolo così significativo di assunzioni per il comparto giustizia – alla giustizia è destinata la quota più consistente dell’intero reclutamento, perché davvero la giustizia è un settore nevralgico, pilastro di ogni Paese democratico.

  1. E niente più delle testimonianze dirette potrà darci il quadro delle sue concrete potenzialità. Permettetemi una notazione personale: in questo progetto credo moltissimo per aver sperimentato prima come giovanissima assistente alla Corte costituzionale e poi come giudice costituzionale, una funzione che ho svolto con entusiasmo soprattutto per la straordinaria ricchezza del gruppo dei miei assistenti e in generale dei miei collaboratori.

Ma al di là dell’esperienza personale, sentiremo le testimonianze di chi già vi ha partecipato, perché l’ufficio del processo è già stato avviato in molti uffici giudiziari italiani a partire dal 2014, in via sperimentale. Oggi io stessa sono qui, soprattutto per ascoltare quanto ci verrà raccontato da magistrati e tirocinanti che hanno già vissuto quest’esperienza. Lo stesso farò anche nelle corti d’appello d’Italia, a partire da lunedì prossimo a Milano, per poi toccare auspicabilmente tutti i distretti della penisola: un viaggio, per diffondere la possibilità dell’ufficio del processo che è un’opportunità anche per l’Università e in particolare le scuole di legge, che potranno beneficiare anch’esse dal dialogo più intenso e strutturato con il mondo della giustizia, magari anche per innovare in qualche aspetto i percorsi di formazione del giurista. Da qui oggi, dunque, inizia un viaggio in Italia che vuole essere anche l’occasione per ascoltare direttamente anche le esigenze, le richieste e i progetti di ogni diversa realtà giudiziaria. Sarà un viaggio che potrà arricchire me e la
struttura del Ministero, attraverso la conoscenza delle specificità delle diverse realtà giudiziarie.
Con l’ufficio del processo, la Giustizia diventa un’opera corale, senza pretermettere l’inevitabile momento individuale in fase di decisione. Un team qualificato di giovani laureati andrà ad affiancare il giudice, per agevolarlo in attività preparatorie e collaterali, come lo studio della giurisprudenza, l’organizzazione delle pendenze, l’approfondimento dello studio della dottrina, il supporto nell’uso degli strumenti informativi, la stesura di appunti, l’individuazione di soluzioni conciliative…. Dipenderà molto dal giudice indicare come farsi aiutare e in quali attività condividere il lavoro con l’Ufficio del processo, in vista della decisione, che dovrà restare inevitabilmente un atto solitario del giudice e ovviamente insostituibile. A quel momento decisivo, però, concorrono tanti fattori diversi, che una squadra di collaboratori potrà contribuire a raccogliere, incrementando ad un tempo efficacia, efficienza e qualità del decidere.

  1. È chiaro – e voglio subito sgombrare il campo da ogni equivoco – che la tempestività della decisione non potrà e dovrà mai andare a scapito di una decisione ben meditata e talora anche sofferta, come può succedere nel travaglio di ogni riflessione ponderata.

Ma il fattore tempo è determinante. Non dobbiamo mai dimenticare che il Pnrr ha tra i vari scopi quello di portare il processo a un modello di rinnovata efficienza e competitività, perché non gravi più sul sistema Paese il peso negativo di una durata dei procedimenti giudiziari, in media assai più lunga degli altri Paesi europei.
Ci siamo impegnati con l’UE ad abbattere la durata del processo del 40% nel processo civile e del 25% del processo penale
E non dobbiamo mai dimenticare cosa significhi per il Paese una giustizia efficiente: significa un Paese in cui le domande di giustizia dei cittadini trovano tempestive risposte; dove le imprese internazionali sanno di poter investire, avendo garanzie di affidabilità anche sul sistema giudiziario.
In ambito penale, poi una giustizia che non tenga conto del fattore tempo diventa infatti una giustizia doppiamente negata: per la mancanza di risposte alle vittime di reato e alla società; e per la violazione delle garanzie dell’imputato, che ha diritto a una ragionevole durata del processo.

  1. Ad abbattere il disposition time concorreranno vari fattori. Accanto all’Ufficio del processo – e alle tante riforme a cui stiamo lavorando – si sta procedendo alle assunzioni di nuovi magistrati e di personale amministrativo Per i cancellieri, proprio in questi giorni i primi tra i 2.700 vincitori del concorso pubblico – che si è tenuto in primavera - stanno indicando una preferenza per la sede. Gli altri lo faranno a settembre.

Per i magistrati, sono state comunicate date e sedi per il concorso che si terrà a metà luglio per 310 posti, che era stato rimandato per colpa della pandemia. Sono felice però di poter anticipare qui anche l’apertura di un nuovo bando, il prossimo autunno, per un ulteriore concorso in magistratura, che dovrebbe tenersi nei mesi successivi.
So molto bene come i magistrati in Italia siano pochi, circa 10mila, una media di gran lunga inferiore a quella di altri Paesi europei. E so bene come anche questo sia un fattore che contribuisce sull’arretrato.
Confido che l’ingresso di nuovi magistrati e un contingente significativo di personale amministrativo, unitamento all’arrivo degli addetti dell’ufficio del processo, sapientemente distribuiti negli uffici, possa avere un tangibile effetto benefico. Chiunque conosca gli uffici giudiziari sa bene come la componente dell’organizzazione interna sia determinante.

  1. Come già accennavo, l’Ufficio del processo è un tassello importante di un più ampio piano di riforme che prevede molti interventi strutturali. Innanzitutto, la riforma del processo civile che ha cominciato l’iter parlamentare; e naturalmente la riforma del processo penale richiesta ripetutamente dall’Unione europea nelle Country specific reccomendations.

Dunque, con questo obiettivo – come già preannunciato dal presidente del Consiglio – porteremo presto in Consiglio dei Ministri gli emendamenti governativi, frutto di una sintesi politica che partendo dal disegno di legge già incardinato in Parlamento tenga conto della mutata e allargata maggioranza. E lo stesso metodo stiamo seguendo per la riforma dell’ordinamento giudiziario.
Il piano di riforma in atto tocca anche giustizia tributaria e crisi d’impresa, oltre ad un tavolo specifico sulla magistratura onoraria.
E tutto questo è in movimento in un governo che ha iniziato la sua attività da poco più di 4 mesi: vi assicuro che al Ministero stiamo lavorando davvero a ritmi molto serrati! Anzi, vi confido che in via Arenula spesso ci serate con le luci accese fino a notte fonda, specie nella fase di chiusura dei piani per il Recovery che ha richiesto complesse trattative con l’Europa per la definizione delle percentuali di durata dei processi da abbattere, tanto per il civile quanto per il penale

  1. Il Pnrr ora è una realtà per l’Italia, ha superato il vaglio di Bruxelles ed è stata una soddisfazione ascoltare il plauso della presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen che nel dialogo con il presidente Draghi ha definito “ambizioso e lungimirante” il piano italiano. E di quel piano, la Giustizia è una colonna importante, su cui poggia l’intero architrave. Tutti noi – ciascuno col suo mandato – potrà contribuire a fortificarlo.

Ma per portare questo piano a compimento abbiamo bisogno delle energie, dell’entusiasmo, della passione e della prospettiva di tanti giovani.

Abbiamo bisogno dei “Giovani, per la giustizia”!