Direttiva annuale del ministro per l'anno 2021

aggiornamento: April 26, 2021

Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2021

Visto il D.lgs. 30 luglio 1999, n. 286, concernente il “Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell’articolo 11 della Legge 15 marzo 1997, n. 59” ed, in particolare, l’art. 8, concernente la direttiva generale annuale dei Ministri sull’attività amministrativa e sulla gestione;

Visto il D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e successive modificazioni e integrazioni, e, in particolare, gli artt. 4 e 14, secondo cui l’organo d’indirizzo politico annualmente definisce obiettivi, priorità, piani, programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l’attività amministrativa e per la gestione;

Visto il D.lgs. 7 agosto 1997, n. 279, concernente “Individuazione delle unità previsionali di base del bilancio dello Stato, riordino del sistema di tesoreria unica e ristrutturazione del rendiconto generale dello Stato” e, in particolare, l’art. 3, comma 3, in base al quale il titolare del centro di responsabilità amministrativa è il responsabile della gestione e dei risultati derivanti dall’impiego delle risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate;

Visti gli articoli 16-19 del D.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, recante la “Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della Legge 15 marzo 1997, n. 59”;

Visto il D.lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 recante “Attuazione della Legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”, come modificato dal D.lgs. 25 maggio 2017 n.74;

Visto il D.P.R. 9 maggio 2016, n.105 recante “Regolamento di disciplina delle funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni”;

Vista la Legge 31 dicembre 2009, n.196, di contabilità e finanza pubblica;

Visto il Documento di Economia e Finanza per l’anno 2020 approvato dal Consiglio dei Ministri in data 24 aprile 2020;

Vista la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza per l’anno 2020 approvata dal Consiglio dei Ministri in data 5 ottobre 2020;

Vista, in particolare, la Nota integrativa allo stato di previsione del Ministero della Giustizia per l’anno 2021;

Vista la Legge 30 dicembre 2020, n. 178 di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e del bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023;

Visto il decreto del Ministro dell’Economia e Finanze del 30 dicembre 2020 recante la “Ripartizione in capitoli delle Unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e per il triennio 2021-2023”;

Tenuto conto della necessità di definire, ai sensi degli artt. 4 e 14 del D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, attraverso apposita Direttiva, gli obiettivi dell’Amministrazione della Giustizia per l’anno 2021;

Visto l’Atto di indirizzo del 15 settembre 2020, con il quale sono state individuate le priorità politiche da realizzarsi nel 2021;

Visti i D.P.C.M. 15 giugno 2015, n. 84 e 19 giugno 2019, n. 99 recanti il “Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia” ed i decreti di attuazione allo stato emanati;

Visto il D.P.R. 25 luglio 2001, n. 315, recante il "Regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministero della Giustizia" e il D.P.C.M. 19 giugno 2019, n. 100 “Regolamento concernente organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della giustizia, nonché dell'organismo indipendente di valutazione della performance”;

Ritenuta l’opportunità di consolidare, sulla base delle proposte elaborate dai Centri di Responsabilità, la programmazione strategica e di definire i criteri per l’attività amministrativa e la gestione dell’Amministrazione per l’anno 2021;

Considerato che va adottato il più complessivo Piano della Performance 2021-2023, ai sensi del comma 1 dell’art.10 del D.lgs.150/09, come modificato dall’art.8, D.lgs.74/17, volto ad individuare in maniera puntuale gli obiettivi specifici su base triennale, programmati in coerenza con le priorità politiche e con gli obiettivi generali assegnati ai titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa;

Considerato che per il raggiungimento degli obiettivi potranno essere destinate, in aggiunta alle risorse già assegnate ai Centri di Responsabilità Amministrativa, le risorse già attribuite a questo Dicastero di cui alla tabella 5 del decreto del Ministro dell’Economia e Finanze del 30 dicembre 2020 recante la “Ripartizione in capitoli delle Unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e per il triennio 2021-2023”;

Visto il D.M. 10 maggio 2018, di approvazione del “Sistema di misurazione e valutazione della performance” del Ministero della Giustizia;

Viste le proposte formulate dai titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa;

Sentito l’Organismo Indipendente di Valutazione;

Emana

la seguente Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2021 che definisce, sulla base delle priorità politiche adottate in data 15 settembre 2020, gli obiettivi dell’Amministrazione e le connesse strategie per consentire l’attuazione di azioni concrete in coerenza con gli ambiti di intervento fissati e con il ciclo annuale della programmazione finanziaria e di bilancio.

Art. 1
Finalità e contenuto

La presente Direttiva è finalizzata ad assicurare il raccordo tra gli indirizzi di politica economica e la programmazione strategica affidata all’azione amministrativa del Ministero per il corretto e proficuo impiego delle risorse assegnate.

La stessa definisce, pertanto, gli obiettivi generali nelle materie di competenza del Ministero della Giustizia, coerentemente con gli indirizzi di programmazione strategica contenuti nel Programma di Governo, nel Documento di Economia e Finanza, nella Nota integrativa allo stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’anno 2021 e nella Legge concernente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, nonché con le priorità politiche come dettate nell’Atto di indirizzo emanato dal precedente Ministro in data 15 settembre 2020.

La presente Direttiva intende inoltre sviluppare una programmazione strategica che assicuri continuità nello svolgimento delle funzioni di rispettiva competenza dei Centri di Responsabilità Amministrativa (C.R.A.), unitamente alla possibilità di introdurre, nella gestione e nella organizzazione delle risorse, elementi di innovazione e di riforma previsti dagli strumenti introdotti dai D.lgs. n. 150 del 2009 e n. 74 del 2017 e di attuare un più efficace controllo di gestione, anche allo scopo di adottare comportamenti finalizzati alla razionalizzazione dei consumi e all’efficientamento energetico.

Gli obiettivi generali assegnati ai titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa sono di seguito meglio specificati e rappresentati anche attraverso le schede allegate alla presente Direttiva e ne costituiscono parte integrante.

In considerazione della progressiva attuazione della riforma del bilancio dello Stato, che ha previsto l’introduzione delle “azioni” quali aggregati di bilancio sottostanti i programmi di spesa, la pianificazione strategica è rappresentata in collegamento con la programmazione operativa di I livello, riferita alle missioni e programmi; la medesima dà rilievo al contenuto, alla descrizione e alla distribuzione delle risorse, anche in relazione agli indicatori stabiliti dalla documentazione di bilancio.

Costituiscono altresì parte integrante della Direttiva i diagrammi rappresentativi delle risorse complessive assegnate al Dicastero della Giustizia per il triennio 2021-2023 per il perseguimento degli obiettivi strategici e strutturali e della ripartizione delle risorse destinate a ciascun C.R.A.

Ai fini della verifica e dell’analisi economico-finanziaria del raggiungimento degli obiettivi, ciascun titolare dei Centri di Responsabilità si atterrà ai programmi di spesa iscritti nel bilancio relativo all’esercizio finanziario corrente, suddivisi in azioni e capitoli di spesa, come riportato nella tabella relativa al Ministero della Giustizia del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 dicembre 2020 concernente la ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e per il triennio 2021-2023.

Sulla base delle priorità politiche e degli obiettivi strategici delineati nella presente Direttiva è stato quindi elaborato il Piano di Performance per il triennio 2021-2023, come previsto dall’art. 10 del D.lgs. n. 150/2009.

Gli obiettivi indicati nella presente Direttiva saranno oggetto di aggiornamento all’esito dell’adozione del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza.


Art. 2
Destinatari degli obiettivi

I destinatari della presente Direttiva sono i titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa del Dicastero individuati dal decreto di organizzazione di cui al D.P.C.M. n. 84 del 15 giugno 2015 e dal D.P.C.M. n. 99 del 19 giugno 2019, ai quali sono assegnati, per l’anno in corso, gli obiettivi strategici.

Secondo l’attuale struttura organizzativa del Ministero della Giustizia, destinatari della Direttiva sono:

  • Il Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia;
  • Il Capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi;
  • Il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria;
  • Il Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità;
  • Il Direttore Generale dell’ufficio centrale degli archivi notarili;
  • Il Direttore Generale per il coordinamento delle politiche di coesione;
  • Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.


Art. 3
Obiettivi generali

Fermi restando tutti i compiti istituzionali, ancorché non menzionati in questa sede, ai titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa sono assegnati, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, gli obiettivi generali come di seguito riportati ed esposti in allegato.

Nell’ambito del quadro di programmazione strategica così definito, i titolari dei C.R.A., in base al combinato disposto dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 279/97, dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 300/1999 e dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 165/2011 e successive modificazioni, attribuiscono gli obiettivi di competenza ai Direttori preposti alle Direzioni generali funzionalmente dipendenti, formalizzando le modalità organizzative inerenti alle attività da pianificare per il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed attivando il primo livello del controllo di gestione.

I titolari delle strutture di secondo livello assegnano, a loro volta, ai dirigenti degli uffici di terzo livello la programmazione operativa (secondo livello del controllo di gestione) nonché gli obiettivi necessari alla realizzazione dei compiti istituzionali e le correlate risorse umane e finanziarie.

La declinazione dei suddetti obiettivi in obiettivi operativi e piani di attività (o progetti) viene realizzata secondo una modalità “a cascata” che vede coinvolti i Direttori generali e i dirigenti di II fascia, funzionalmente dipendenti.

Per la realizzazione della programmazione strategica, nonché per lo svolgimento degli altri compiti istituzionali e per l’assolvimento delle conseguenti responsabilità, i titolari dei C.R.A. si avvalgono delle risorse finanziarie assegnate al Ministero della Giustizia per il triennio 2021-2023, di cui alla tabella 5 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 dicembre 2020.


Art. 4
Obiettivi del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

Al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, sono assegnati i seguenti obiettivi di I livello:

  1. Miglioramento delle condizioni di detenzione attraverso l’incremento dell’offerta lavorativa e delle attività di istruzione e di formazione professionale, culturali, ricreative e sportive, in modo da alleviare il disagio conseguente alla lunga permanenza nelle camere detentive e da individuare opzioni trattamentali che facilitino il consapevole reinserimento nel contesto sociale, al fine di garantire le esigenze di sicurezza e la flessione del tasso di recidiva, con particolare attenzione alla tutela della salute psichiatrica dei soggetti detenuti;
  2. Consolidamento di una capillare rete di assistenza sanitaria protetta in grado di farsi carico, in particolare e in maniera tempestiva, della cura dei detenuti sottoposti ai regimi detentivi di maggiore rigore, così da poter salvaguardare ogni esigenza di sicurezza, ferme restando le prerogative regionali sull’implementazione delle Rems;
  3. Garanzia e rafforzamento dell’ordine e della sicurezza degli istituti penitenziari e durante le traduzioni quale condizione per la realizzazione delle finalità del trattamento dei detenuti e degli internati, per il funzionale perseguimento delle finalità del programma e per la costruzione di un nuovo modello detentivo;
  4. Progettazione, ristrutturazione e razionalizzazione delle infrastrutture e degli impianti degli istituti penitenziari, mirate all’adeguamento e alla riqualificazione degli istituti esistenti, al fine   di assicurare la tutela della salute, della sicurezza e delle migliori condizioni di vita negli spazi detentivi, nell’ambito della nuova architettura penitenziaria; maggiore economicità ed efficienza delle strutture e degli impianti, con specifico riferimento ad obiettivi di controllo e  riduzione della spesa per i consumi energetici; completamento delle opere e degli interventi per l’aumento della capacità ricettiva, finalizzato alla differenziazione dei regimi di sicurezza e trattamentali degli istituti penitenziari e ad agevolare l’esecuzione delle pene in prossimità del territorio di origine delle persone ristrette;
  5. Valorizzazione delle risorse umane, reclutamento, formazione ed efficienza gestionale, attraverso interventi di riprogettazione e di ridefinizione delle responsabilità della gestione richiesta dalla dirigenza penitenziaria rispetto agli obiettivi assegnati, riqualificando le funzioni, intensificando le iniziative di formazione specializzata  e redistribuendo le dotazioni organiche della Polizia penitenziaria e delle professionalità giuridico-pedagogiche e di cura alla persona; rideterminazione dei circuiti penitenziari in diversi livelli di sicurezza, in modo da assegnare il personale di Polizia penitenziaria ed il personale civile in relazione alla prevalenza, nell’istituto penitenziario di riferimento, delle condizioni di sicurezza o di quelle finalizzate al trattamento rieducativo.


Art. 5
Obiettivi del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi

Al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, sono assegnati i seguenti obiettivi di I livello:

  1. Garantire il funzionamento degli uffici giudiziari  e le attività di supporto alla giurisdizione, innalzando progressivamente i livelli di qualità del servizio giustizia, grazie alle nuove risorse disponibili, nonché al reimpiego di risparmi conseguiti mediante una rigorosa politica di razionalizzazione della spesa; piena ed effettiva operatività dei nuovi strumenti delineati dalle riforme intervenute nel settore giustizia; piena realizzazione del principio di prossimità ed accessibilità del sistema giustizia, in modo da migliorare il supporto alla funzione giurisdizionale;
  2. Innovazione, efficientamento e modernizzazione degli uffici giudiziari, attraverso lo sviluppo degli strumenti di innovazione tecnologica in materia informatica e telematica per l’erogazione dei servizi di giustizia, con gli obiettivi dell’integrale digitalizzazione di tutti i servizi e dell’utilizzo di tutte le tecnologie che hanno un impatto sulla durata dei procedimenti e sul miglioramento del le capacità di analisi delle criticità; formazione continua del personale di magistratura in modo da assicurare la più ampia capacità di utilizzo dei nuovi strumenti;
  3. Miglioramento dello stato di benessere organizzativo e della capacità amministrativa, mediante la ricerca di ulteriori risorse economiche e di modalità organizzative innovative, il compimento dei processi assunzionali in atto, la predisposizione delle nuove piante organiche del personale dell’amministrazione giudiziaria e della magistratura onoraria e l’innalzamento dei livelli di formazione di tutto il personale; miglioramento delle condizioni di vivibilità degli uffici giudiziari;
  4. Incremento dei livelli di efficienza dell’azione amministrativa, attraverso il completamento delle attività di riorganizzazione a livello centrale e territoriale e lo sviluppo dei servizi interdipartimentali, con particolare riferimento all’obiettivo di avviare un percorso virtuoso finalizzato all’ottimizzazione della gestione e dell’utilizzo degli immobili a disposizione, alla razionalizzazione dell’edilizia giudiziaria e alla riduzione delle locazioni in corso, anche mediante apposite strategie di riduzione dei consumi ed efficientamento energetico.


Art. 6
Obiettivi del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità

Al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, sono assegnati i seguenti obiettivi di I livello:

  1. Garantire l’attuazione dei provvedimenti penali dell’Autorità Giudiziaria; trattamento, accoglienza, accompagnamento, assistenza socio-educativa e mantenimento dei minori e giovani adulti; organizzazione e attuazione degli interventi nei loro confronti, realizzazione di interventi e progetti trattamentali con coinvolgimento del territorio; attuazione dell’Ordinamento Penitenziario minorile; diffusione della cultura della legalità per la riduzione della recidiva; osservatorio per il monitoraggio e la prevenzione della recidiva; controllo sui servizi erogati dalle comunità in coordinamento con procure minorili; potenziamento delle misure alternative e messa alla prova attraverso la stipula di Protocolli con enti territoriali, elaborazione di progetti di pubblica utilità e supporto all’ampliamento delle offerte formative e lavorative; controlli sull’esecuzione delle misure alternative alla detenzione anche attraverso impiego della Polizia penitenziaria; individuazione di buone pratiche di Restorative Justice e per la tutela vittime del reato;
  2. Applicazione delle Convenzioni e dei Regolamenti per i quali il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità è Autorità Centrale attraverso il perfezionamento e il consolidamento dei modelli applicativi uniformi delle prestazioni di assistenza tecnica qualificata nei procedimenti in materia di sottrazione minori, l’esercizio del diritto di visita e la riscossione coattiva dei crediti alimentari, l’intensificazione delle relazioni istituzionali e informali intrattenute con le Autorità centrali estere e gli Organi giudiziari italiani, anche ai fini della promozione di orientamenti ermeneutici condivisi delle norme di difficile interpretazione e applicazione;
  3. Assicurare la funzionalità degli Uffici e Istituti dell’Amministrazione al fine di consentire l’attuazione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, l’implementazione di nuove forme di intervento e di trattamento e la sperimentazione di nuove metodologie di contrasto alla devianza; prosecuzione delle attività in materia di razionalizzazione e contenimento dei consumi e di efficientamento energetico; miglioramento degli ambienti detentivi; Implementazione dei sistemi di sicurezza passivi innovativi; prosecuzione del piano di realizzazione e riduzione delle locazioni passive; osservatorio nazionale sulla recidiva; realizzazione del Sistema informatico dell’Esecuzione penale esterna (SIEPE); partecipazione ai Progetti oggetto di Cofinanziamento Internazionale e realizzazione dei progetti finanziati dal c.d. Recovery Fund;
  4. Impiego ottimale del personale al fine di assicurare gli adempimenti istituzionali all’Amministrazione delle vigenti disposizioni, in particolare l’attuazione dei Provvedimenti Giudiziari con interventi trattamentali e socio- riabilitativi e la garanzia della sicurezza nelle strutture residenziali; prosecuzione delle procedure per l’assunzione di nuovo personale; completamento dei nuclei di Polizia penitenziaria a supporto degli uffici di esecuzione penale esterna; adozione, nelle attività che lo consentono, delle modalità di lavoro agile; azioni finalizzate al benessere organizzativo e alla diffusione della cultura di parità di genere.


Art. 7
Obiettivi del Dipartimento per gli affari di giustizia

Al Dipartimento per gli affari di giustizia, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, sono assegnati i seguenti obiettivi di I livello:

  1. Sviluppo e funzionamento dei servizi istituzionali del Dipartimento, con conseguente recupero di efficacia e di efficienza nel rispetto dell’obiettivo del perseguimento della rigorosa osservanza delle politiche di governo dirette al contenimento della spesa di gestione, al recupero di risorse e alla razionalizzazione delle attività di servizio; organizzazione e gestione dei concorsi per l’accesso alla professione notarile, degli esami per l’accesso alla professione forense e per l’iscrizione all’albo dei patrocinanti in Cassazione; gestione della Biblioteca Centrale Giuridica.
  2. Rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale, proseguendo l’attuazione del Regolamento istitutivo dell’EPPO affinché la nuova Procura europea possa efficacemente operare contro la criminalità transnazionale, con contestuale implementazione del futuro sistema informatico di EPPO (il “case management system”) e della Direttiva PIF che ne definisce l’ambito di competenza; estensione della cooperazione nella lotta al terrorismo internazionale ed in materia di trasferimento dei detenuti stranieri nei Paesi di origine; adeguamento della normativa interna a quella europea, ratifica dei protocolli addizionali alla Convenzione di Strasburgo e completamento delle iniziative negoziali bilaterali in corso;
  3. Razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per spese di giustizia, allo scopo di ridurre il debito dell’amministrazione giudiziaria e i tempi di pagamento dei creditori; assicurare un periodico monitoraggio sull’andamento delle spese di giustizia nel loro complesso, anche con riferimento alle spese per intercettazioni;
  4. Gestione del contenzioso civile di cui alla Legge Pinto in tema di equa riparazione in caso di violazione del termine di ragionevole durata del processo, con progressivo abbattimento del debito pregresso accumulato alla data del 31 dicembre 2014; monitoraggio periodico della relativa spesa corrente e dell’entità del debito da rimborsare.


Art. 8
Obiettivi della Direzione Generale dell’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili

Alla Direzione Generale dell’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, è assegnato il seguente obiettivo di I livello:

  1. Incremento del livello di efficienza mediante razionalizzazione delle strutture territoriali e miglioramento delle modalità di conservazione e dei connessi servizi all’utenza.


Art. 9
Obiettivi della Direzione Generale per il Coordinamento delle Politiche di coesione

In coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo e ancorché non abbia la gestione diretta di capitoli di bilancio, alla Direzione Generale per il coordinamento delle politiche di coesione sono assegnati gli obiettivi di I livello consistenti nel supporto amministrativo e nelle attività necessarie a consentire (sotto il profilo finanziario e mediante l’utilizzo di fondi europei) lo svolgimento dei seguenti progetti:

  1. Potenziamento delle strutture denominate “Ufficio per il processo”;
  2. Avanzamento delle politiche di digitalizzazione, mediante il supporto al processo civile e penale ed alla informatizzazione della pubblica amministrazione;
  3. Inclusione sociale (relativi in particolare al potenziamento del lavoro dei soggetti in esecuzione penale).

La Direzione Generale per il coordinamento delle politiche di coesione dovrà svolgere inoltre funzioni di supporto all’avvio e all’attuazione della programmazione europea per il periodo 2021-2027, promuovendo azioni dirette a garantire l’attuazione di progetti:

  1. in materia di edilizia giudiziaria e penitenziaria;
  2. in materia di inclusione sociale;
  3. in materia di organizzazione giudiziaria al fine di assicurare risorse umane e materiali per l’efficiente gestione dei processi civili e penali;
  4. di potenziamento della capacità amministrativa del Ministero;
  5. in materia di digitalizzazione, al fine di consentire il consolidamento delle infrastrutture materiali e di sicurezza dell’amministrazione.

La Direzione Generale per il coordinamento delle politiche di coesione dovrà infine offrire supporto

  • per l’attuazione e il monitoraggio dei progetti relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;
  • nell’accesso alle risorse rese disponibili nell’ambito dei programmi settoriali della nuova programmazione europea.


Art. 10
Pianificazione strategica in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza

A tutti i titolari dei centri di responsabilità amministrativa sono assegnati i seguenti obiettivi strategici:

  1. Promozione di maggiori livelli di trasparenza in materia di contratti pubblici;
  2. Realizzare e mettere a disposizione dei dipendenti ed assimilati un sistema informatico di gestione delle segnalazioni ai sensi dell’art. 54 bis d.lgs. n. 115/2001 (cd. Whistleblowing).


Art. 11
Monitoraggio e valutazione della programmazione strategica

Il monitoraggio dell’attuazione degli obiettivi contenuti nella presente Direttiva e di quelli operativi definiti nel Piano di Performance 2021-2023 di questo Ministero verrà effettuato dall’Organismo Indipendente di Valutazione in collaborazione con i Centri di Responsabilità, sulla base della metodologia illustrata nel Sistema di misurazione e valutazione della performance del D.M. 10 maggio 2018.


Art. 12
Riprogrammazione degli obiettivi

Qualora nel corso del 2021 entrassero in vigore provvedimenti normativi che dovessero comportare l’assegnazione di ulteriori obiettivi o la modifica di quelli esistenti, oppure si determinasse la necessità di procedere ad una riprogrammazione degli obiettivi, i titolari di ciascun centro di responsabilità amministrativa dovranno inviare al Gabinetto del Ministro una proposta motivata di modifica della presente Direttiva e del correlato Piano di Performance.

I centri di responsabilità interessati potranno procedere alla riprogrammazione a seguito dell’avvenuta approvazione della proposta da parte della Ministra.

Roma, 31 marzo 2021

La Ministra
Marta Cartabia

La Direttiva trasmessa alla Corte dei Conti, Ufficio di controllo degli atti del Ministero della giustizia è stata registrata il 26 aprile 2021.

 

Allegati:

All. 1 - Quadro sinottico delle priorità politiche e degli obiettivi generali articolati per missioni, programmi ed azioni e relative risorse per il triennio 2021-2023;

All. 2 - Diagramma delle priorità politiche e delle risorse stanziate per il triennio 2021-2023;

All. 3 - Tabella delle risorse assegnate al Ministero della Giustizia per il triennio 2021-2023 per il perseguimento degli obiettivi, di cui alla tabella 5 del decreto del Ministro dell’Economia del 30 dicembre 2020;  

All. 4 - Rappresentazione grafica delle risorse assegnate per il triennio 2021-2023;

All. 5 - Ripartizione delle risorse destinate a ciascun C.R.A. per il perseguimento degli obiettivi strategici;

All. 6 - Schede dei C.R.A.

All. 7 - Altre risorse assegnate al Gabinetto e agli Uffici di diretta collaborazione del Ministro per obiettivi non strategici