Piano della performance 2016-2018

aggiornamento: July 28, 2016

Documento elaborato dal dott.ssa Simona Rossi - Referente della Performance del Ministero della giustizia
Testo approvato con d.m. in data 28 luglio 2016
 

Sommario

1 - Introduzione e presentazione del Piano

2 - I principi generali dell’azione amministrativa contenuti nell’Atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2016

3 - I contenuti della direttiva annuale del Ministro per l’anno 2016

4 - Risorse, efficienza ed economicità. I meccanismi di controllo della spesa ed i collegamenti con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio

5 - Gli obiettivi strategici elaborati dall’amministrazione

Dipartimento per gli affari di giustizia
Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria
Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dipartimento della giustizia minorile di comunità
Ufficio centrale degli archivi notarili

6 - Gli obiettivi in materia di trasparenza, integrità ed anticorruzione

7 - Il processo di redazione del Piano della Performance

8 - Disposizioni finali

 

ALLEGATI

  • Atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2016
  • Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2016

 

APPENDICI

 

 

1 - Introduzione e presentazione del Piano

Ai sensi dell’art. 10 comma 1 del D.Lgs 150/2009, tutte le amministrazioni pubbliche sono tenute a redigere annualmente “un documento programmatico triennale, denominato Piano della performance, da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali ed intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell'amministrazione, nonchè gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi indicatori”.

Nel quadro delle priorità politiche elaborate dal Ministro nell’Atto di indirizzo politico istituzionale, il Piano della Performance – che contiene la Direttiva annuale con l’indicazione degli obiettivi strategici- ha quindi il compito di definire gli obiettivi che l’amministrazione intende raggiungere con le risorse che le sono state assegnate, i risultati che si propone di conseguire ed i relativi indicatori per la loro misurazione per il triennio di riferimento.

Si tratta perciò di un documento complesso, in cui debbono convergere elementi, dati ed informazioni provenienti da tutti i settori dell’amministrazione e che deve rappresentare la sintesi concettuale della programmazione amministrativa, sotto il profilo strategico, manageriale ed economico-finanziario.

E’ una sintesi certamente non facile, che deve fare i conti con difficoltà di vario genere: le caratteristiche proprie delle funzioni attribuite dall’ordinamento al Dicastero della Giustizia, che eroga servizi spesso non misurabili con i criteri di rendimento e di performance enucleati dalla disciplina normativa ed una tradizionale resistenza delle strutture burocratiche a dare concreta attuazione alle disposizioni in materia di valutazione della performance organizzativa ed individuale e conseguente remunerazione del merito, con conseguente, notevole, ritardo nella trasmissione dei dati e degli elementi conoscitivi, che ha determinato, anche per questo triennio, l’inevitabile slittamento dell’elaborazione del Piano rispetto ai tempi normativi.

Ciò ha comportato che il ciclo di gestione della performance di questo Ministero (per la verità, in modo non dissimile ad altre amministrazioni) sia stato in passato oggetto di osservazioni da parte degli organi di controllo. Vengono qui in rilievo, in particolare, il “rapporto individuale sull’avvio del ciclo di gestione della performance per l’annualità 2013 – Ministero della Giustizia” della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT - rapporto luglio 2013).

Per cercare di risolvere le criticità rappresentate dall’organismo di controllo sono state perciò adottate diverse azioni correttive, che consentiranno non solo di migliorare e rendere più preciso il sistema di elaborazione degli obiettivi e di misurazione della performance, ma anche di riallineare le fasi del ciclo della performance.

Con riguardo all’esigenza di coordinamento tra il processo di pianificazione strategica ed operativa e quello di programmazione economico-finanziaria a cui la Civit (ora ANAC) ha spesso richiamato l’attenzione, si osserva che la ragione principale del disallineamento tra i due cicli di programmazione è legata al mancato coordinamento della loro scansione temporale: le Note integrative, ai sensi dell’art.21 l.196/09, vanno allegate al disegno di legge di legge di bilancio e di previsione da approvarsi entro il 31 dicembre, mentre la direttiva annuale del Ministro- che costituisce il documento base della programmazione strategica ed operativa- ai sensi del combinato disposto degli artt.8 dlgs.286/99 e 14 dlgs. 165/01- va emanata entro 10 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, ossia in un momento successivo all’emanazione del documento di programmazione finanziaria.

Per esigenze di semplificazione particolarmente avvertite dalle varie articolazioni ministeriali – spesso non nelle condizioni di elaborare dati ed obiettivi nei tempi predeterminati del ciclo- in passato si è ritenuto di interpretare il termine di 10 giorni dall’approvazione della legge di bilancio non come termine finale, ma come termine tout court sia per la definizione delle priorità politiche che per l’enucleazione degli obiettivi generali dell’amministrazione.

Ciò ha determinato, nel recente passato, che l’indicazione degli obiettivi strategici da parte del Ministro nell’atto a ciò per legge deputato- e, cioè, la Direttiva annuale- si configurasse come un posterius rispetto agli obiettivi risultanti dalle Note integrative di bilancio che i C.R.A. provvedevano (e provvedono) ad inserire nel sistema informatico all’uopo deputato.

Per porre rimedio al disallineamento tra i due cicli di programmazione e al fine di garantire la massima corrispondenza tra i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica e gli obiettivi indicati nel documento di programmazione strategica, si è quindi deciso, già a partire dalla programmazione strategica per l’anno 2015, di anticipare l’avvio del ciclo di gestione della performance, di delineare, cioè, le priorità politiche del sig. Ministro in attuazione del programma di governo, tempestivamente e, comunque, antecedentemente all’elaborazione delle Note integrative.

In data 5 settembre 2014 il sig. Ministro - prima del termine fissato dalla Ragioneria di Stato per la predisposizione delle Note integrative- ha quindi emanato l’Atto di indirizzo politico – istituzionale per l’anno 2015, che si è posto come atto propedeutico per i documenti successivi del ciclo della performance (Piano, Direttiva, Relazione), enucleando le priorità politiche del Dicastero della Giustizia, entro le quali sono stati poi elaborati dai Dipartimenti gli elementi conoscitivi di programmazione strategica per la predisposizione delle Note integrative.

In data 11 marzo 2015 il sig. Ministro ha poi emanato la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2015, con cui, sulla scorta delle Note integrative al Bilancio e le proposte dei Centri di Responsabilità, sono stati compiutamente definiti gli obiettivi strategici in attuazione delle richiamate priorità politiche, alla cui puntuale enucleazione è chiamato, su orizzonte triennale, il Piano della Performance 2015-2017, ai sensi del richiamato comma 4 dell’art.10 del dlgs.150/09.

La piena coerenza dei documenti di pianificazione strategica con la programmazione economica finanziaria generale è stata quindi virtuosamente attuata per l’anno 2015 e per il triennio 2015-2017, così realizzandosi il progressivo perfezionamento della pianificazione degli obiettivi in senso sistemico ed il riallineamento in tutte le fasi tra programmazione finanziaria e pianificazione strategica.

Si tratta di un fondamentale superamento di una criticità di matrice sistematica e cronologica che consente all’organo di indirizzo politico di definire tempestivamente il proprio programma politico- istituzionale per l’anno a venire, sulla scorta del quale i centri di responsabilità amministrativa possono, sempre rispettando i tempi del ciclo della performance, declinare la programmazione strategica che deve essere poi trasfusa nella Direttiva per l’anno in corso e, su orizzonte triennale, nel Piano di Performance.
In sede di Relazione, approvata dal sig. Ministro in data 24 giugno 2016, è stata infine verificata la realizzazione (e gli scostamenti) della programmazione strategica, così compiutamente realizzando il sistema di performance.

A conferma dell’attuazione del processo di riallineamento delle varie fasi del ciclo, in data 21 settembre 2015 il sig. Ministro ha emanato l’Atto di indirizzo per l’anno 2016, così avviando il nuovo ciclo della performance, con la definizione delle priorità politiche, che sono poi state trasfuse nella Direttiva generale per l’anno 2016 del 10 maggio 2016, contenuta nel presente Piano.

Deve al riguardo sottolinearsi come la predisposizione degli obiettivi strategici dell’amministrazione - e, per quanto qui di interesse, il Piano della Performance 2016-2018 – che fisiologicamente è soggetta ad aggiornamento e/o modifica degli obiettivi, assume particolarmente rilievo in questo momento storico per l’amministrazione della Giustizia, a fronte del complesso processo riorganizzativo che l’ha riguardata.

Come è noto, in data 15.6.2015 il Presidente del Consiglio dei Ministri, con decreto n.84 (pubblicato in G.U. del 29 giugno 2015) ha emanato il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia (di cui sono in corso di definizione gli ultimi decreti ministeriali attuativi), in virtù del quale il Dicastero è stato chiamato ad una complessiva opera di riorganizzazione degli uffici amministrativi, riducendo gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche, allo scopo di garantire una maggiore efficienza del sistema, tramite il recupero di risorse e la razionalizzazione delle attività.

Il riassetto organizzativo avrà rilevanti conseguenze non soltanto sulla struttura dell’amministrazione ma sulla stessa logica che sovrintende la performance organizzativa, essendo chiamati i centri di amministrazione attiva a porre in essere azioni dirette all'innalzamento dei livelli di efficienza, economicità e qualificazione della governance del sistema giudiziario ed amministrativo ed ad affermare sia a livello centrale che periferico il principio di buona amministrazione, nonché gli obiettivi di semplificazione e trasparenza delle procedure e di ottimizzazione della produttività e dell'efficienza, prediligendo modelli di organizzazione che consentano di erogare servizi migliori con minori risorse, come da ultimo ribadito dal sig. Ministro nell’Atto di indirizzo politico per l’anno 2016.

L’intento primario del regolamento di riorganizzazione è stato quello di rendere effettiva la necessaria e non più procrastinabile riorganizzazione degli uffici ministeriali e delle relative dotazioni organiche di personale dirigenziale e non dirigenziale, allo scopo di rendere la sua struttura compatibile con le prescrizioni in materia di riduzione della spesa pubblica succedutesi dal 2006 ad oggi e di avviare un processo di unificazione e razionalizzazione della gestione dei beni e dei servizi serventi tutte le articolazioni ministeriali, in un'ottica di maggiore efficienza complessiva e di complessivo risparmio, favorendo nel contempo l'integrazione operativa tra le diverse articolazioni, sia a livello centrale che periferico.

Si è quindi proceduto ad una più efficace riallocazione delle funzioni amministrative ed ad una semplificazione delle procedure, riducendo gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche, allo scopo di garantire una maggiore efficienza del sistema, eliminando duplicazioni di funzioni omogenee tra Dipartimenti e procedendo ad una corretta riallocazione del personale, secondo le effettive esigenze dell’amministrazione.

In tale ottica, va collocata la previsione di un’unica Direzione generale degli affari giuridici e legali istituita presso il Dipartimento per gli affari di giustizia, chiamata ad occuparsi, in via esclusiva, di tutto il contenzioso (ad eccezione del contenzioso relativo ai magistrati e di parte di quello relativo al personale DAP) nel quale è interessato il Ministero; nella stessa prospettiva, nell’ambito del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, si colloca la creazione della nuova Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie, che ha assunto il compito di procedere alla determinazione dei fabbisogni dei beni e servizi dell’amministrazione centrale e degli uffici periferici e di effettuare i relativi acquisti, così consentendo l’unificazione del centro di costo non soltanto la realizzazione di un considerevole risparmio di risorse, ma anche la valorizzazione delle professionalità presenti, incentivandone la produttività ed il benessere.

Proprio per assicurare il necessario coordinamento delle iniziative funzionali con un impiego il più razionale possibile delle risorse disponibili ai fini dell’organizzazione del sistema giustizia, anche per il tramite della programmazione europea e nazionale dei fondi comunitari, ed essendo chiamato il Ministero, quale Organismo Intermedio di Gestione, allo svolgimento di compiti di impulso, attuazione, controllo e rendicontazione dei progetti finanziati dall’UE, nel nuovo assetto organizzativo del Ministero è stata poi istituita una struttura temporanea di livello dirigenziale, operante nell’ambito delle funzioni di programmazione, indirizzo e controllo della Conferenza dei Capi Dipartimento, organo quest’ultimo di nuova istituzione (art.1, co.6, DPCM 84/15), pensato proprio con la funzione di programmare, indirizzare e controllare le attività delle singole articolazioni dipartimentali.

In ambito strettamente organizzativo, come enunciato dal sig. Ministro nell’Atto di indirizzo politico per l’anno 2016, l’obiettivo è rendere più efficace il ciclo di pianificazione, controllo e valutazione, per rendere coerente sia la fase di progettazione che la fase di realizzazione con gli indirizzi politici e gli obiettivi strategici dell'Amministrazione, finalizzando l'azione di tutti gli uffici su obiettivi operativi, concreti e misurabili, proseguendo negli interventi di sviluppo di moderni ed adeguati sistemi di misurazione e valutazione della performance, sia organizzativa che individuale, affinando i meccanismi di controllo dei risultati secondo criteri di effettività, uniformando tra le varie articolazioni ministeriali i sistemi di progettazione, pianificazione e di misurazione dell'attività amministrativa, privilegiando la fissazione di obiettivi specifici e, quindi, concretamente misurabili e verificabili, assicurando il massimo coordinamento tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità.

Con specifico riferimento alla performance organizzativa, la Direttiva annuale per il 2016, qualora la razionalizzazione delle attività determinerà l’assegnazione di ulteriori obiettivi o la modifica di quelli esistenti, oppure si determini la necessità di procedere ad una riprogrammazione degli obiettivi, ha previsto (art.5) una apposita clausola di salvaguardia, a tenore della quale i titolari dei centri di responsabilità amministrativa dovranno inviare al Gabinetto del Ministro una proposta motivata di modifica degli obiettivi enucleati dalla Direttiva e del correlato Piano di Performance che sarà sottoposta all’approvazione del Ministro.

Al fine di conseguire le finalità di semplificazione raccomandate dalla Civit, nel Piano della Performance 2016-2018 –a conferma di quanto già avvenuto per il Piano precedente- si è deciso di espungere le schede degli obiettivi operativi assegnati dai dirigenti di seconda fascia alle strutture organizzative dagli stessi guidate.

Ciò sia per restituire al piano la funzione di documento generale che gli è propria, sia perché trattasi di contenuti non obbligatori per legge, citando, infatti, l’art.10 co.1 lett. a) dlgs.150/09 i soli obiettivi assegnati al personale dirigenziale, con ciò escludendo gli obiettivi del personale dirigenziale di seconda fascia che sono assegnati al personale non dirigenziale.

Tale esclusione non ha ricadute sui meccanismi di controllo, dal momento che la qualità degli obiettivi assegnati dai dirigenti di seconda fascia al personale e lo scrutinio del loro grado di raggiungimento costituisce comunque oggetto di analisi e verifica nelle sedi a ciò deputate (valutazione individuale dei dirigenti e Relazione sulla Performance).

A tale riguardo, il sig. Ministro, in sede di Atto di indirizzo per l’anno 2016 ha riaffermato la necessità di perfezionare il sistema di misurazione e valutazione della performance individuale ed organizzativa e di affinare i meccanismi di controllo interno e di valutazione del personale e dei dirigenti, evidenziando che l’indicazione di obiettivi specifici, chiari e “misurabili”, è una condizione essenziale per una valutazione attendibile, in sede di controllo, della rispondenza dei risultati agli obiettivi organizzativi, offrendo alla collettività tutta la possibilità di riconoscere meriti e demeriti e di individuare eventuali responsabilità.

Su queste basi ci si attende un sensibile miglioramento dei sistemi di elaborazione degli obiettivi e dei meccanismi di controllo e verifica dell’andamento della performance di tutti i settori dell’amministrazione.

Per quel che riguarda la tecnica di redazione del Piano della Performance, anche a seguito dei suggerimenti della CIVIT (ora ANAC) contenuti nel precedente rapporto di monitoraggio, si è definitivamente abbandonato il sistema di sottopiani che rendeva disarticolato e poco leggibile il piano, raccogliendo in unico documento tutti i contributi provenienti dai Dipartimenti.

La scelta di riportare separatamente le informazioni in ordine agli obiettivi da raggiungere provenienti dalle diverse articolazioni, rinviando poi agli allegati per il dettaglio, è stata dettata proprio dall’intento di offrire un documento il quanto più possibile chiao ed intellegibile, finalità che una rappresentazione complessiva ed indifferenziata dell’attività amministrativa avrebbe potuto compromettere, attese le peculiarità delle diverse articolazioni, i cui compiti ed attività sono disomogenei e non efficacemente riducibili ad unità espositiva.

Sempre in ordine alle modalità di redazione del Piano, si è richiesto ai dipartimenti di utilizzare una terminologia uniforme, allo scopo di consentire una migliore intelligibilità degli argomenti esposti.
Quanto alla struttura ed ai contenuti di maggior dettaglio del presente Piano, essi sono stati definiti nel rispetto delle linee guida elaborate dalla CiVIT nella citata delibera n. 6/2013, al fine di assicurarne l’uniformità con gli analoghi documenti che saranno prodotti dalle altre Amministrazioni centrali.

Deve al riguardo rammentarsi che con l'entrata in vigore della legge 11 agosto 2014, n. 114, di conversione del decreto legge 23 giugno 2014, n. 90, le competenza dell'ANAC, già CiVIT, relative alla misurazione e valutazione della performance, di cui al decreto legislativo 150 del 2009, sono trasferite al Dipartimento della Funzione pubblica.

Infine, con decreto del Presidente della Repubblica del 9 maggio 2016 n.105, recante “Regolamento di disciplina delle funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni”, emanato in attuazione dell’art.19, co. 10 del richiamato decreto legge 90/14 si è dato avvio al processo di riordino delle funzioni in materia di performance delle pubbliche amministrazioni

 

2 - I principi generali dell’azione amministrativa contenuti nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2016

Le priorità politiche per l’anno 2016 sono state illustrate nell’Atto di indirizzo politico istituzionale che il Sig. Ministro ha emanato in data 21 settembre 2015, che costituisce un documento di enorme valenza, non soltanto perché definisce le linee di fondo di carattere politico nelle quali i centri di amministrazione attiva dovranno improntare l’agire amministrativo, costituendone, quindi, al tempo stesso, il principio ispiratore fondante e l’obiettivo ultimo da perseguire, ma in quanto, come in precedenza accennato, le priorità politiche del Dicastero sono state dettate, come già nell’anno precedente, antecedentemente all’elaborazione delle Note integrative al bilancio dello Stato – ove confluiscono le richieste dei centri di amministrazione attiva- e non, come in precedenza “entro 10 giorni dall’approvazione della legge di bilancio”, come pure previsto dal combinato disposto degli artt.8 dlsg.286/99 e 14 dlgs.165/01-e, quindi, costituiscono un prius rispetto alle scelte strategiche degli organi di amministrazione attiva e non più un posterius.

In tal modo viene rispettato l’impegno ad assicurare il miglior coordinamento possibile tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità.
Trova cioè risposta la necessità- richiamata espressamente dagli artt. 4 comma 1 e 5 comma 1 del D.Lgs 150/2009 – e, da ultimo, dall’art.19, co.10, lett.b, dlgs.90/14-, di ricercare la massima coerenza tra il ciclo di gestione della performance ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio dello Stato e, quindi e la piena sovrapponibilità tra obiettivi ed indicatori indicati nel Piano della Performance a quelli contenuti nel piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, che corrisponde per le amministrazioni centrali dello Stato alle Note integrative di bilancio.

Per l'anno 2016 l'azione del Ministero continuerà nella strada intrapresa di innalzamento dei livelli di efficienza, economicità e qualificazione della governance del sistema giudiziario ed amministrativo.

Tanto a livello centrale che periferico, l’attuazione di irrinunciabili principi di semplificazione e trasparenza delle procedure dovrà orientare la ricerca di modelli di organizzazione che consentano di erogare servizi di maggiore qualità, in un necessario quadro di razionalizzazione dell’uso delle risorse disponibili, secondo canoni di uniformità territoriale e generale sobrietà.

In particolare, le direttrici portanti per la costruzione degli obiettivi strategici per l'anno 2016 sono espresse nell’Atto di indirizzo nei termini che seguono:

  1. le politiche per l'efficienza gestionale: razionalizzazione e riorganizzazione nel sistema di distribuzione del personale; attuazione della normativa in tema di riqualificazione; ricognizione e rimodulazione dei carichi di lavoro e dell'arretrato, per conseguire l'ottimizzazione dei servizi tramite l'implementazione della pianificazione del settore organizzativo; intensificazione e modernizzazione delle iniziative di formazione ed aggiornamento, anche nell'uso di tecnologie che favoriscano la riduzione dei costi; sviluppo della formazione specializzata del personale che opera in ambito penitenziario e nell’esecuzione penale esterna; promozione ed incentivazione delle iniziative volte a favorire costante capacità di innovazione, miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti e promozione della parità di genere; infine, nel quadro di un complessivo piano di rilevazione dei fabbisogni e al fine di consentire obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica, l'avvio di una nuova stagione di reclutamento e valorizzazione del personale amministrativo dell'organizzazione giudiziaria, perseguendo obiettivi di riqualificazione, impiego della mobilità da altri comparti e, soprattutto, di significativo ingresso di giovani e qualificate professionalità;
  2. la razionalizzazione e l’innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell'organizzazione del Ministero: dare piena attuazione  ai principi informatori del nuovo regolamento di organizzazione e della conseguente revisione delle articolazioni centrali e periferiche del Ministero e, quindi, delle varie infrastrutture giudiziarie, penitenziarie, minorili e degli archivi notarili, sviluppando modelli organizzativi e gestionali innovativi per il funzionamento delle nuove strutture unitarie di spesa per gli acquisti di beni e servizi, di gestione del personale e di erogazione dei servizi per i cittadini, perseguendo le finalità di razionalizzazione ed economicità della gestione delle risorse umane e materiali e di trasparenza dell’agire amministrativo;
  3. il miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa, da conseguirsi soprattutto per il tramite di un processo di pianificazione, controllo e valutazione che selezioni obiettivi chiari, specifici e rilevanti rispetto ai bisogni della collettività, oltre che coerenti con le priorità politiche e, quindi, "misurabili", così da consentire l'effettiva verifica del loro raggiungimento ed apportare eventuali azioni correttive sulla base dell’esperienza maturata; finalità da perseguire anche attraverso lo sviluppo di una politica del personale tesa all'aggiornamento continuo ed al completamento dell'infrastruttura tecnologica a supporto dei controlli strategici e di gestione, affinando i meccanismi di controllo interno e di valutazione del personale e dei dirigenti ¬anche per il tramite di periodiche rilevazioni effettuate dall'ufficio statistico - con l'obiettivo di raggiungere standard qualitativi soddisfacenti, di riconoscere il merito, anche a fini retributivi e di progressione in carriera e di valorizzare le singole capacità;
  4. la diffusione dei progetti di innovazione per gli uffici giudiziari e le altre articolazioni territoriali del ministero, attraverso l’utilizzazione dei fondi strutturali europei, anche nell’ambito del PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, avvalendosi dell’attività della struttura temporanea dirigenziale diretta a sostenere, con il coordinamento, l’indirizzo ed il controllo della Conferenza dei capi dipartimento, le politiche di innovazione organizzativa promosse dal Ministero, relativamente alla programmazione regionale, nazionale, europea e comunitaria svolta nell’ambito delle politiche di coesione finalizzata al perseguimento degli obiettivi istituzionali del Ministero della Giustizia;
  5. l'incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali, potenziando le infrastrutture informatiche e riorganizzando gli uffici giudiziari in funzione della telematizzazione degli atti e in un'ottica di prossimità al cittadino, elaborando progetti di reingegnerizzazione dei processi di maggior rilievo sul piano tecnologico, al fine di migliorare l'efficienza e la qualità del servizio offerto;
  6. il potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti e l’incremento del loro utilizzo, al fine di orientare l'agire delle singole articolazioni amministrative ad obiettivi di maggiore efficienza e per consentire verifiche adeguate degli obiettivi programmati e valutazioni dei risultati ottenuti in coerenza con le priorità politiche;
  7. la razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito dell'amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, da attuare anche per il tramite dell’effettiva unificazione dei centri di spesa e massimo impulso ai piani di razionalizzazione dei costumi;
  8. un deciso miglioramento delle condizioni di detenzione ed efficientamento dell’esecuzione penale esterna: anche per il tramite di più moderni e costituzionalmente coerenti modelli organizzativi per la differenziazione dei circuiti detentivi; implementazione delle attività di istruzione, formazione professionale ed avviamento al lavoro all'interno degli istituti penitenziari, anche attraverso l'attuazione di progetti europei e protocolli con gli enti locali; adozione di nuove modalità organizzative per la gestione dell'esecuzione penale esterna;
  9. la razionalizzazione e revisione delle infrastrutture e dell'edilizia degli istituti penitenziari e minorili; proseguire nell’opera di una profonda revisione gestionale e una decisa razionalizzazione delle risorse garantendo trasparenza, correttezza, efficacia ed economicità dei modelli organizzativi; in particolare vanno perseguiti obiettivi di controllo e riduzione della spesa in materia di consumi e di coerente rivisitazione del numero degli uffici che operano in sede centrale e periferica, proseguendo nell’azione di riduzione delle spese relative alle locazioni passive.
  10. l’attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione, al fine di rendere l'agire amministrativo immune da inquinamenti e fenomeni corruttivi, oltre che aperto a forme diffuse di controllo circa l'effettiva rispondenza all'interesse della collettività delle scelte poste in essere, approntando forme più soddisfacenti di rilevazione dei bisogni degli utenti e del grado di soddisfazione rispetto ai servizi resi ed attraverso l'adozione del codice di autoregolamentazione interno dei dipendenti e di criteri organizzativi improntati al principio di trasparenza nel conferimento di funzioni dirigenziali;
  11. il perseguimento di politiche di innovazione nell'attività di ispettorato, orientata anche a fornire agli uffici e ai dirigenti degli stessi indicazioni per il miglioramento dell'azione amministrativa nell'attuazione delle politiche di riforma e per la diffusione di pratiche virtuose, sfruttando ulteriormente anche le potenzialità ormai offerte dagli avanzati strumenti di rilevazione statistica del Ministero;
  12. il rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale: prosecuzione delle attività svolte nell’ambito della Presidenza italiana al fine di dare vita ad un vero e proprio spazio comune europeo in campo penale, civile e amministrativo, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e tenendo conto delle diversità e tradizioni giuridiche degli Stati membri; rafforzare la cooperazione in materia di lotta al terrorismo internazionale, di protezione dei dati personali e delle comunicazioni, di trasferimento dei detenuti stranieri nei paesi di origine.

 

3 - I contenuti della direttiva annuale del Ministro per l’anno 2016

Emanato l’Atto di indirizzo politico istituzionale, la Direttiva annuale del Ministro costituisce il documento base per la programmazione e la definizione degli obiettivi delle unità dirigenziali di primo livello ed, in coerenza con le linee direttrici seguite nell’azione di governo, identifica i risultati da realizzare, in relazione anche agli indicatori stabiliti dalla documentazione di bilancio per i centri di responsabilità.

Attraverso di essa vengono definiti i programmi e le direttive generali cui dovrà uniformarsi l’azione amministrativa.

La Direttiva annuale per l’anno 2016 – integralmente allegata al presente Piano- ha pertanto definito gli obiettivi strategici nelle materie di competenza del Ministero della Giustizia, coerentemente con gli indirizzi di programmazione strategica contenuti nel Programma di Governo, nel Documento di Economia e Finanza, nella nota integrativa allo stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’anno 2016, nella legge di stabilità per il 2016 e nella legge concernente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2016 e il bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018, nonché con le priorità politiche come dettate nell’Atto di indirizzo emanato il 21 settembre 2015.

La Direttiva si è poi prefissata l’obiettivo di sviluppare una programmazione strategica tale da assicurare continuità nello svolgimento delle funzioni di rispettiva competenza dei Centri di Responsabilità Amministrativa (C.R.A.), unitamente alla possibilità di introdurre, nella gestione e nella organizzazione delle risorse, elementi di innovazione e di riforma previsti dagli strumenti introdotti dal D.Lgs. n. 150 del 2009 e di attuare un più efficace controllo di gestione.

Gli obiettivi strategici assegnati ai titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa sono stati rappresentati attraverso schede allegate alla Direttiva di cui costituiscono parte integrante.

Ai fini della verifica e dell’analisi economico-finanziaria del raggiungimento degli obiettivi, è stato espressamente previsto che ciascun titolare dei Centri di Responsabilità debba attenersi ai programmi di spesa iscritti nel bilancio relativo all’esercizio finanziario corrente, suddivisi in capitoli di spesa, come riportato nella tabella relativa al Ministero della Giustizia del decreto del Ministro dell’economia n. 482300 del 28 dicembre 2015, concernente la ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018.

Fermi restando tutti i compiti istituzionali, la Direttiva annuale ha assegnato ai titolari dei centri di responsabilità amministrativa, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, gli obiettivi strategici, come dettagliatamente esposti in allegato, per la realizzazione dei quali, nonché per lo svolgimento degli altri compiti istituzionali e per l’assolvimento delle conseguenti responsabilità (c.d. obiettivi strutturali), i titolari dei  C.R.A. si avvarranno delle risorse finanziarie assegnate al Ministero della Giustizia per il triennio 2016-2018, di cui alla tabella 5 del richiamato decreto del Ministro dell’Economia n.482300 del 28.12.2015.

Nell’ambito del quadro strategico definito dalla Direttiva annuale, i titolari dei C.R.A., in base al combinato disposto dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 297/97, dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 300/1999 e dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 165/2011 e successive modificazioni, attribuiscono, con proprio provvedimento (c.d. “Direttiva di 2° livello” o primo livello del controllo di gestione), gli obiettivi di competenza ai Direttori preposti alle Direzioni generali funzionalmente dipendenti, formalizzando le modalità organizzative inerenti alle attività da pianificare per il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed attivando il primo livello del controllo di gestione.

I titolari delle strutture di secondo livello assegnano, a loro volta, ai dirigenti degli uffici di terzo livello la programmazione operativa (secondo livello del controllo di gestione) nonché gli obiettivi necessari alla realizzazione dei compiti istituzionali e le correlate risorse umane e finanziarie.

La declinazione dei suddetti obiettivi in obiettivi operativi e piani di attività (o progetti) viene realizzata secondo una modalità “a cascata” che vede coinvolti i Direttori generali e i dirigenti di II fascia, funzionalmente dipendenti.

Emanata la Direttiva, tutti i Dipartimenti e l’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili sono stati invitati ad elaborare i rispettivi contributi per la predisposizione del presente Piano, naturalmente in linea con gli indirizzi e le priorità politiche indicati dal Ministro e con speciale raccomandazione affinché gli obiettivi da fissare, i valori attesi ed i relativi indicatori di misurazione fossero quanto più precisi, misurabili e coerenti con i contenuti della programmazione finanziaria e di bilancio, nonché, in considerazione dell’evoluzione normativa sull’anticorruzione e dell’emanazione dei dlgs.33 e 39 del 2013 sul riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità e trasparenza, che tra gli obiettivi, indicatori e target fissati, fossero indicati quelli relativi al livello di attuazione della prevenzione della corruzione ed, in particolare, quelli assegnati al responsabile della prevenzione della corruzione e al personale dirigenziale coinvolto nella realizzazione del P.T.P.C.

 

4 - Risorse, efficienza ed economicità
I meccanismi di controllo della spesa ed i collegamenti con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio

Prima di illustrare quali siano gli obiettivi strategici nei quali ciascuna articolazione ministeriale ha sviluppato le priorità politiche sopra ricordate, occorre però svolgere qualche breve considerazione sul rapporto tra il ciclo di gestione della performance ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, sul quale CIVIT (cfr. ancora delibera n. 6/2013) ha più volte richiamato l’attenzione delle amministrazioni.

Lo scopo, richiamato espressamente dagli artt. 4 comma 1 e 5 comma 1 del D.Lgs 150/2009, è quello di ricercare massima coerenza tra diversi documenti di programmazione, in modo da ottenere il migliore collegamento tra le risorse finanziarie, umane e strumentali gestite dall’amministrazione e gli obiettivi strategici ed operativi che essa si pone.

Ciò comporta la necessità che gli obiettivi, gli indicatori ed i target contenuti nel Piano siano del tutto coerenti con quelli contenuti nel “piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio” disciplinato dall’art. 19 D.Lgs 91/2011, che corrisponde, per le amministrazioni centrali dello Stato - alle Note Integrative al bilancio di cui agli artt. 21, comma 11, lettera a) - 35, comma 2 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, pur avendo i due documenti finalità struttura diversa.

Come sopra accennato, la piena integrazione tra i due cicli di programmazione non è stata in passato conseguita, a causa di una serie di fattori di diversa matrice.

Il primo fattore del frequente disallineamento tra i due cicli della programmazione è legata, come accennato, al mancato coordinamento della loro scansione temporale, dal momento che le Note Integrative devono essere allegate al disegno di legge di bilancio di previsione, da approvarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, mentre la Direttiva annuale del Ministro - che costituisce il primo anello della sequenza procedimentale della programmazione strategica ed operativa-, deve essere emanata “entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio”, ossia in un momento successivo alla formalizzazione del documento di programmazione finanziaria e di bilancio, con la conseguenza che diviene impossibile realizzare il processo di integrazione di quest’ultima con la programmazione strategica ed operativa, e che anzi tale processo debba seguire nei fatti il percorso inverso.

Il secondo fattore, invece, attiene alla negativa congiuntura economica del Paese, che ormai da tempo impone interventi correttivi di finanza pubblica al di fuori dei tradizionali strumenti di programmazione, con il risultato di rendere di fatto impossibile la verifica degli effetti che la frequente e drastica riduzione delle risorse economiche disponibili può arrecare nel percorso di avvicinamento agli obiettivi.

A tale disallineamento, come già in precedenza esposto, si può porre rimedio soltanto anticipando convenientemente, come anche quest’anno è stato fatto dal Dicastero, l’avvio del ciclo di gestione della performance, nel senso di dettare le priorità politiche (nella sostanza, l’atto di indirizzo politico) antecedentemente alle Note integrative di bilancio, ciò che non si pone in contrasto col dato normativo (il termine di “10 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio” di cui all’art.14 cit. si può intendere come termine finale), pur in tal modo esponendosi al rischio di non poter raccogliere tutti i dati e le informazioni occorrenti per la più completa e organica elaborazione dei relativi documenti.

Risultati positivi in materia potranno però sicuramente giungere attraverso la prossima adozione, in tutti i settori dell’amministrazione, di una piattaforma informatizzata dedicata al controllo di gestione, così da rendere attuabile non soltanto una più precisa programmazione delle risorse, ma anche un più efficace sistema dei controlli strategici e di gestione.

 

5 - Gli obiettivi strategici elaborati dall'amministrazione

Come accennato, ciascuna delle articolazioni ministeriali, richiesta di elaborare i propri obiettivi strategici ed operativi in raccordo con le priorità e gli obiettivi indicati dal Ministro nell’Atto di indirizzo politico istituzionale, ha trasmesso un documento illustrativo di cui appresso vengono riportati i contenuti più rilevanti.

I citati documenti verranno comunque integralmente pubblicati sul sito web dell’amministrazione, in appendice al Piano, onde garantire la disponibilità delle informazioni di maggior dettaglio qui omesse per ragioni di brevità e per consentire una migliore leggibilità dell’elaborato.

 

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI DI GIUSTIZIA

Competenze istituzionali

Il Dipartimento per gli affari di giustizia esercita le funzioni e i compiti inerenti alla gestione amministrativa dell'attività giudiziaria in ambito civile e penale, l’attività preliminare all'esercizio da parte del Ministro delle sue competenze in materia processuale, la gestione del casellario giudiziale, la cooperazione internazionale in materia civile e penale, lo studio e la proposta di interventi normativi nel settore di competenza.

Esercita, inoltre, le competenze e le attribuzioni delineate dal Regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia, approvato con d.P.C.m. n.84 del 2015 e dai relativi decreti di attuazione, come di seguito verranno illustrate.

Esso è costituito dagli uffici del Capo del Dipartimento e da tre Direzioni Generali, ai quali è affidata la cura dei seguenti segmenti dell’amministrazione:


Uffici del Capo Dipartimento

  • funzioni connesse alla formazione del bilancio di previsione, della legge finanziaria e della legge di assestamento di bilancio; direzione della Biblioteca centrale giuridica e della Biblioteca del Ministero; programmazione e Piano della performance e controllo di gestione; applicazione della normativa sulla “trasparenza”;
  • pubblicazione delle leggi e degli altri provvedimenti normativi e non normativi nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana ed all'inserzione nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica;
  • vigilanza sull'amministrazione degli archivi notarili che, ai sensi dell'articolo 1 della legge 17 maggio 1952, n. 629, ha ordinamento e gestione finanziaria separati.

Direzione generale della giustizia civile

  • acquisizione ed elaborazione di materiale nel settore civile;
  • questioni concernenti l'applicazione delle leggi e dei regolamenti in materia civile e relative alla cittadinanza;
  • relazioni internazionali in materia civile e in particolare attività preparatoria all'elaborazione di convenzioni internazionali;
  • adempimenti relativi alla esecuzione delle convenzioni di collaborazione giudiziaria internazionale;
  • gratuito patrocinio, notificazioni e rogatorie civili da e per l'estero;
  • proroga dei termini in caso di irregolare funzionamento degli uffici giudiziari;
  • vigilanza e controllo sul recupero delle pene pecuniarie e delle spese di giustizia e sulla gestione dei depositi giudiziari, vigilanza e controllo sui corpi di reato;
  • servizi di cancelleria e relativi quesiti;
  • vigilanza ed indirizzo amministrativo sui servizi relativi alla giustizia civile, esame delle istanze e dei ricorsi e rapporti con l'Ispettorato generale del Ministero;
  • spese di giustizia straordinarie;
  • servizio elettorale;
  • procedimenti per il recupero di somme dovute da funzionari dell'ordine giudiziario;
  • libri tavolari,
  • proventi di cancelleria, tasse di bollo e registri;
  • riconoscimento ed esecuzione di sentenze straniere ed altri atti formati all'estero in materia civile;
  • vigilanza sull'Istituto internazionale di studi giuridici, vigilanza sugli ordini professionali;
  • segreteria del Consiglio nazionale forense e degli altri Consigli nazionali;
  • vigilanza sui notai, sui Consigli notarili, sulla Cassa nazionale del notariato e sulla relativa commissione amministratrice;
  • questioni concernenti l'applicazione delle leggi e dei regolamenti sul notariato, sull'avvocatura e sugli altri ordini professionali, ivi compresi i concorsi e gli esami;
  • vigilanza e controllo sulle conservatorie dei registri immobiliari, sul Pubblico registro automobilistico e sugli istituti vendite giudiziarie.

Direzione generale della giustizia penale

  • acquisizione ed elaborazione di materiale nel settore penale e criminologico;
  • vigilanza sui servizi relativi alla giustizia penale, esame delle istanze e dei ricorsi e rapporti con l'Ispettorato generale del Ministero, preparazione di rapporti e relazioni per incontri nazionali ed internazionali nel settore penale;
  • attività di cooperazione internazionale attiva e passiva in materia penale;
  • istruzione delle pratiche concernenti i provvedimenti in materia penale di competenza del Ministro; relazioni internazionali in materia penale e in particolare studio preparatorio ed elaborazione delle convenzioni internazionali;
  • rapporti con l'Unione europea e con l'Organizzazione delle Nazioni Unite e le altre sedi internazionali per la prevenzione ed il controllo del delitto;
  • procedura istruttoria delle domande di grazia;
  • gestione, organizzazione generale, coordinamento, vigilanza e controllo sul funzionamento del casellario centrale e dei casellari giudiziali; produzione di certificati del Casellario giudiziale,
  • competenza ad esaminare i codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti, ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001;
  • rilevazioni statistiche al fine di valutare l'impatto socio-giuridico di alcune leggi e la consistenza di alcuni fenomeni di rilevanza penale.

Direzione generale degli affari giuridici e legali

La Direzione degli affari giuridici e legali è stata istituita dall’art. 4 del DPCM 84/2015 al fine di concentrare tutto il contenzioso (ad eccezione di alcune peculiari arre di seguito precisate) nel quale è interessato il Ministero, in raccordo con le direzioni generali, anche di altri dipartimenti, nelle seguenti materie: risarcimento danni nei confronti della amministrazione in dipendenza dell’attività di giustizia; equa riparazione per ingiusta detenzione ed errore giudiziario; pagamento spese di giustizia e liquidazione compensi ai collaboratori della autorità giudiziaria; libere professioni, ordini professionali, ricorsi contro circolari e decreti nelle materie di competenza del Dipartimento per gli affari di giustizia; risarcimento danni per responsabilità civile dei magistrati; costituzione di parte civile nei procedimenti penali in cui il Ministero è parte offesa o danneggiato; equa riparazione ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 89; contenzioso lavoristico e pensionistico del personale gestito dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità nonché dall’amministrazione degli archivi notarili; contenzioso relativo alle gare di appalto ed ai contratti a relativi lavori, servizi e forniture gestiti dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, nonché dall'Ufficio centrale degli archivi notarili; rapporti di locazione attiva e passiva e di compravendita immobiliare, ivi compreso il contenzioso relativo a rapporti condominiali, ad eccezione dei rapporti gestiti dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

La Direzione generale è altresì competente sui ricorsi proposti dai privati contro lo Stato italiano davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo e, anche coordinandosi con la Direzione generale della giustizia civile e con la Direzione generale della giustizia penale, per l’esecuzione di sentenze ed altri provvedimenti giurisdizionali nelle sole materie di competenza del Dipartimento per gli affari di giustizia.

Restano ferme, come accennato, le competenze della Direzione generale dei magistrati in materia di contenzioso riguardante il personale di magistratura, del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per lo svolgimento di funzioni circa il contenzioso relativo alle materie di competenza della Direzione generale del personale e delle risorse e della Direzione generale dei detenuti e del trattamento.

Resta, infine, ferma la competenza dell’amministrazione degli archivi notarili per il contenzioso relativo ai notai in materia di sanzioni amministrative, sanzioni disciplinari, tributi e contributi.

Gli obiettivi strategici e strutturali del Dipartimento


Per l’anno 2016 la Direttiva annuale del Ministro ha individuato come obiettivo strategico per il DAG la cooperazione internazionale intesa, nell’Atto di indirizzo politico istituzionale come:
“il rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale: prosecuzione delle attività svolte nell’ambito della Presidenza italiana al fine di dare vita ad un vero e proprio spazio comune europeo in campo penale, civile e amministrativo, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e tenendo conto delle diversità e tradizioni giuridiche degli Stati membri; rafforzare la cooperazione in materia di lotta al terrorismo internazionale, di protezione dei dati personali e delle comunicazioni, di trasferimento dei detenuti stranieri nei paesi di origine”.

Per questo obiettivo, individuato nella Nota integrativa al bilancio con il numero 12, è previsto uno stanziamento di € 6.797.345.

Nella direttiva annuale di 2° livello [1], diffusa il 1 giugno 2016 dal Capo del Dipartimento, oltre alla specificazione dell’obiettivo strategico, sono stati individuati specifici obiettivi strutturali per le diverse Direzioni generali che comporteranno anche il perseguimento di priorità politiche ulteriori, sulla base dell’Atto di indirizzo politico-istituzionale emanato dal Ministro per l’anno 2016, pur non rivestendo funzione strategica.

Tra questi, si rammenta la gestione del contenzioso e della legge “Pinto”, attività che la Nota al Bilancio individua come la n. 13 con uno stanziamento di € 179.220.000 e che risponde ai contenuti della priorità politica n. 7 (“razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito dell’amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture”).

Altri obiettivi strutturali attengono alla priorità politica n.11 (“assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali”), per il quale sono stanziati € 827.607.231, tramite i quali si perseguirà lo svolgimento delle attività istituzionali di competenza del Dipartimento, oltre all’obiettivo di raggiungere risultati operativi in linea con gli altri contenuti delle priorità politiche del Ministro (in particolare, priorità n. 2: razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero; priorità n. 3: miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa; priorità n. 5: incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali; priorità n. 6: potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti; priorità n. 10: attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione).

Gli obiettivi strategici del Ministro sono stati poi tradotti, unitamente agli obiettivi strutturali, in obiettivi operativi per gli Uffici del Capo Dipartimento e per quelli delle Direzioni generali che vengono qui sinteticamente riportati unitamente agli indicatori ed ai target individuati, rinviando, per il dettaglio, al documento allegato.

Uffici del Capo Dipartimento

PRIORITÀ POLITICA n. 2: razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero.

  1. OBIETTIVO: assicurare il corretto svolgimento dei servizi dipartimentali di competenza in finzione del nuovo assetto organizzativo di cui al d.P.C.m. n. 84 del 2015 che prevede la costituzione di un unico ufficio del Capo del Dipartimento e l’attribuzione di nuove competenze.
    PROGETTO: procedere all’attuazione di ogni adempimento di competenza in funzione del nuovo assetto organizzativo e delle nuove attribuzioni di cui al d.P.C.m. n. 84 del 2015, ivi compreso lo sviluppo di moduli organizzativi ed operativi diretti alla razionalizzazione delle procedure di acquisto dei beni e dei servizi concernenti il funzionamento della struttura dipartimentale con conseguente recupero di efficacia ed efficienza e riduzione dei costi.
    RISORSE: il progetto sarà curato dal Direttore dell’Ufficio I del Capo del Dipartimento. Non sono previsti costi aggiuntivi.
    TEMPI: prima fase 1 gennaio - 31 dicembre 2016 con prosieguo del suo sviluppo nell’anno successivo.
     
  2. OBIETTIVO: riduzione dei tempi di protocollazione e di smistamento degli atti alle competenti articolazioni del Dipartimento con particolare riferimento ai documenti pervenuti tramite PEC la cui lavorazione richiede tempi maggiori rispetto a quelli acquisiti mediante canali di interoperabilità.
    PROGETTO: procedere alla elaborazione di modelli organizzativi del lavoro dell’ufficio protocollo al fine di favorire la riduzione dei tempi di protocollazione dei documenti acquisiti tramite PEC attuando, nel contempo, forme di sensibilizzazione affinché gli uffici giudiziari e le amministrazioni che inoltrano considerevoli flussi di documenti procedano a spedizioni documentali mediante l’uso del canale di interoperabilità piuttosto che tramite PEC.
    RISORSE: il progetto sarà curato dal Direttore dell’Ufficio I del Capo DAG con la collaborazione del responsabile del protocollo informatico.
    TEMPI: il progetto sarà svolto nel corso del 2016.
     
  3. OBIETTIVO: Fruibilità del patrimonio documentario digitalizzato ad uso dell’utenza interna.
    PROGETTO: il progetto, prosecuzione di quanto intrapreso nel 2015, prevede la creazione di un archivio digitale – c.d. “repository” – della documentazione prodotta nel corso dell’attività di fornitura documenti dalla Biblioteca centrale giuridica (BCG) e dalle biblioteche della rete giustizia. Questo progetto è in corso di realizzazione da parte della società informatica alla quale è stato affidato dalla DGSIA.
     
  4. OBIETTIVO: completamento della digitalizzazione delle circa 150 relazioni inaugurali delle Corti regionali di cassazione e piena consultabilità open access sul sito della BCG.
    PROGETTO: l’attività intrapresa nel 2012, ed accessibile sul sito web della Corte suprema di cassazione, proseguirà con la digitalizzazione delle ultime 10 Relazioni inaugurali degli anni giudiziari chieste alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Inoltre per completare il progetto, si provvederà alla messa a punto definitiva dell’apparato storico introduttivo.
     
  5. OBIETTIVO: gestione on-line della prenotazione dei libri e della fase dell’iscrizione dell’utente eliminando la compilazione in sede di moduli cartacei con riduzione dei tempi di attesa per la fruizione del servizio.
    PROGETTO: procedere all’attivazione di apposite configurazioni del software gestionale e utilizzo di un’interfaccia di front office per la gestione delle ricerche al catalogo e per l’auto-registrazione dell’utente da remoto.
    TEMPI: il progetto verrà avviato nell’anno 2016 e potrà proseguire anche nell’anno successivo.
    RISORSE: il progetto verrà curato dal personale della Biblioteca centrale giuridica con l’eventuale ausilio delle articolazioni ministeriali con competenze informatiche.
     
  6. OBIETTIVO: procedere alla revisione della Carta servizi e relativa pubblicazione sul sito della Biblioteca.
    PROGETTO: revisione della Carta dei servizi della Biblioteca allo scopo di recepire le migliorie apportate (con progetti svolti nei precedenti anni) ai servizi offerti all’utenza. Detta attività consentirà di aggiornare gli utenti in merito alle modalità di erogazione dei servizi e degli standard di qualità che la Biblioteca si impegna a garantire.
    RISORSE: il progetto verrà curato dal Direttore dell’ufficio del Capo Dipartimento con l’ausilio del funzionario referente della Biblioteca.
    TEMPI: il progetto verrà svolto nell’anno 2016.
     
  7. OBIETTIVO: conservazione testi originali degli atti normativi statali inseriti nella Raccolta Ufficiale degli anni 2013 e 2014 presso l’Archivio Centrale dello Stato.
    PROGETTO: ai sensi dell’art 17 del testo unico approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092 il progetto si prefigge di esaminare i testi originali degli atti normativi statali inseriti nelle Raccolte Ufficiali anni 2013 e 2014, redigendo in duplice esemplare l’elenco degli atti normativi aventi “allegati” e l’elenco degli atti, che hanno avuto “correzioni”, per la conservazione presso l’Archivio Centrale dello Stato.
     
  8. OBIETTIVO: riorganizzazione dei processi lavorativi ed ottimizzazione delle risorse umane e tecnologiche del Servizio G.U. in base al nuovo regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia di cui al d.P.C.m. 15.06.2015 n.84
    PROGETTO: elaborazione e diffusione di un nuovo organigramma del Servizio Gazzetta Ufficiale, per assicurare e conseguire una conduzione unitaria delle varie fasi dei processi lavorativi, anche attraverso l’elaborazione di linee-guida per la trattazione delle pratiche e degli atti amministrativi che favoriscano il raccordo tra le varie articolazioni del Dipartimento e con gli uffici di riferimento ed una più efficace definizione delle procedure e dei carichi di lavoro di ciascuna unità operativa, anche al seguito dell’inserimento in ufficio di nuove unità lavorative.
     
  9. OBIETTIVO: adozione di un documento condiviso con l’IPZS, nel quale siano riportati i criteri formali per la digitalizzazione degli atti pubblicati su tutte le serie della Gazzetta Ufficiale per armonizzare ed uniformare la digitalizzazione dei testi inseriti nelle pubblicazioni ufficiali.
    PROGETTO: studio in concerto con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sulla digitalizzazione degli atti pubblicati su tutte le serie della Gazzetta Ufficiale, adottando un documento condiviso con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nel quale siano riportati i criteri formali per la redazione degli atti.

Direzione generale affari giuridici e legali

PRIORITÀ POLITICA n. 2: razionalizzazione ed innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero.

  1. OBIETTIVO: nell’ambito delle elaborazione di iniziative organizzative tese alla semplificazione e alla velocizzazione dei pagamenti degli indennizzi Pinto estensione dell’accordo di collaborazione con la Banca d’Italia, così da consentire alle Corti di appello di concentrarsi nello smaltimento dell’arretrato (sino al suo azzeramento), senza l’aggiunta di sopravvenienze, e all’Amministrazione di poter gestire il debito “nuovo” senza ritardi, con l’effettuazione dei pagamenti nel termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo in modo da evitare le ulteriori spese derivanti dai procedimenti intentati dal creditore per il recupero di quanto dovutogli (procedimenti di esecuzione, giudizi di ottemperanza, ricorsi alla Corte EDU).
    PROGETTO E TEMPI: nella prima fase, da avviarsi entro il mese di settembre 2016, che coinvolgerà le Corti di Appello di Roma, Napoli, Genova, Lecce, Potenza e Catanzaro, i dipendenti delle Filiali della Banca d’Italia operanti nei suindicati distretti (indicativamente in numero di due per ciascuna Filiale per n. 20 ore settimanali) presteranno l’attività lavorativa direttamente presso gli Uffici giudiziari sotto la diretta supervisione e responsabilità del funzionario preposto della Corte d’appello. Contestualmente all’avvio della collaborazione e alla concreta individuazione delle ore lavorative prestate dai dipendenti della Banca, le Corti di appello interessate devono trasmettere un piano di smaltimento degli indennizzi arretrati; è inoltre previsto un resoconto trimestrale contenente i dati sui risultati ottenuti. La seconda fase del progetto prevede l’estensione del numero delle Corti da coinvolgere, che saranno selezionate tenendo conto del maggiore debito Pinto pregresso, compatibilmente con la disponibilità che sarà espressa dalle singole Filiali della Banca d’Italia.
     
  2. OBIETTIVO: Miglioramento della qualità della difesa erariale.
    PROGETTO: implemento del monitoraggio sulle tematiche contenziose più rilevanti (responsabilità civile magistrati, processi penali in cui il Ministero è costituito parte civile, risarcimento da ingiusta detenzione e errore giudiziario), rispetto ai quali è programmato un aggiornamento mensile. Tale azione di monitoraggio verrà estesa entro il corrente anno anche ai principali contenziosi lavoristici, la cui trattazione è recentemente passata nelle competenze di questa Direzione generale a seguito del regolamento di riorganizzazione. Inoltre, sotto il profilo, dell’ottimizzazione dei flussi informativi con l’Avvocatura dello Stato, la Direzione ha avviato una prima interlocuzione per l’individuazione delle principali problematiche e necessità, anche informatiche.
     
  3. OBIETTIVO: Utilizzo del processo civile telematico nell’ambito del contenzioso lavoristico.
    PROGETTO: la Direzione, con la collaborazione della DGSIA, sta provvedendo agli aggiornamenti informatici per consentire ai funzionari che difendono in giudizio l’Amministrazione di utilizzare il servizio telematico per il deposito e l’acquisizione degli atti processuali.

PRIORITÀ POLITICA n. 12 cooperazione internazionale.

OBIETTIVO: accrescimento della qualità e del contenuto delle difese dell’Amministrazione nei ricorsi intentati contro lo Stato italiano dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
PROGETTO: Studio, analisi e predisposizione delle difese dell’Amministrazione, ricerca di soluzioni idonee a favorire la diminuzione delle pendenze dinanzi alla Corte EDU.

Direzione generale della giustizia penale

Ufficio 1°

PRIORITÀ POLITICA n. 12 cooperazione internazionale.

  1. OBIETTIVO: proseguire il monitoraggio degli strumenti giuridici adottati antecedentemente all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1° dicembre 2009) a seguito della scadenza del periodo transitorio di adeguamento della legislazione interna a quella europea, previsto dal protocollo n. 36 del Trattato di Lisbona nel campo della cooperazione giudiziaria penale e di polizia (1° dicembre 2014), al fine di prevenire l’apertura di procedure di inadempimento, potenzialmente suscettibili di concludersi dinnanzi alla Corte di giustizia anche con pesanti condanne pecuniarie per lo Stato. Estendere inoltre il sistema di monitoraggio, sperimentato per gli strumenti c.d. pre-Lisbona, allo stato di attuazione di tutti gli strumenti giuridici europei in materia di armonizzazione e cooperazione penale e di polizia, adottati anche successivamente all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
    PROGETTO: il progetto, già avviato nell’anno 2015, è volto al mantenimento e allo sviluppo di un sistema di monitoraggio degli strumenti giuridici europei nel campo della cooperazione giudiziaria penale e di polizia, che possa costituire uno strumento a disposizione anche delle altre competenti articolazioni ministeriali, utile a prevenire l’attivazione di procedure di inadempimento ed a consentire la tempestiva adozione della normativa interna di attuazione, riferita anche agli strumenti giuridici post-Lisbona.
    TEMPI: Il progetto implica un’attività di natura permanente. In una prima fase è prevista la ricognizione della situazione normativa esistente in relazione all’attuazione di ciascun singolo strumento legislativo in vigore, pre- e post- Lisbona, e delle relative scadenze previste per l’attuazione; in una seconda fase, fornire un contributo al processo legislativo necessario a fornire attuazione agli strumenti non ancora attuati o non completamente attuati da finalizzare in proposte normative da inserire eventualmente nel disegno di legge di delegazione europea.
    RISORSE UMANE E FINANZIARIE IMPIEGATE: 2 magistrati, 1 funzionario. Non sono previsti costi.

PRIORITÀ POLITICA n. 5 incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari

  1. OBIETTIVO: facilitare l’uso omogeneo del S.I.C.P. da parte degli Uffici giudiziari al fine di sfruttarne tutte le potenzialità anche ai fini tabellari e statistici.
    PROGETTO: l’Ufficio, di concerto con la D.G.S.I.A., continuerà a lavorare al perfezionamento del Nuovo Registro Unico Penale, anche attraverso la predisposizione di circolari, al fine di renderne più omogeneo l’uso.
    TEMPI: entro il 30 settembre 2016: diffusione di una circolare indirizzata agli Uffici giudicanti contenente le istruzioni per la raccolta dei dati; successivamente, assemblaggio dei dati, analisi degli stessi e delle problematiche connesse, risposta ad eventuali quesiti.
    RISORSE UMANE E FINANZIARIE IMPIEGATE: 1 magistrato, 1 funzionario. Non sono previsti costi.

Ufficio 2°

PRIORITÀ POLITICA n. 12: cooperazione internazionale.

  1. OBIETTIVO: iniziare, riprendere o proseguire la negoziazione di ulteriori accordi con numerosi altri Stati, tra i quali si evidenziano, per la particolare importanza, quelli con la Macedonia, Bosnia Erzegovina, Bolivia, Cuba, Argentina, Uruguay, Venezuela, Senegal e Colombia. Studio e predisposizione di bozze di accordi bilaterali in materia di cooperazione giudiziaria
    PROGETTO: Partecipazione in rappresentanza dell’Italia allo studio ed esame delle problematiche giuridiche ed alla redazione di norme pattizie multilaterali e bilaterali, anche nelle sedi istituzionali internazionali, quali Unione europea, Consiglio d’Europa, ONU, OCSE; studio e predisposizione di accordi bilaterali di cooperazione giudiziaria penale.

PRIORITÀ POLITICA n. 6: potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio.

  1. OBIETTIVO: potenziare gli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti.
    PROGETTO: al fine di dotarsi di strumenti statistici per le rilevazioni ed il monitoraggio dei dati relativi al mandato di arresto europeo ed alle richieste di assistenza giudiziaria si sta predisponendo, in collaborazione con la Direzione Generale della statistica, un software specifico, alternativo e parallelo al protocollo informatico “Calliope”.

Ufficio 3° - Casellario

PRIORITÀ POLITICA n. 12 cooperazione internazionale

  1. OBIETTIVO: Creazione certificati europei secondo i decreti legislativi nn.73- 74-75/2016 di attuazione delle decisioni quadro 675/GAI/2008/ e 315/GAI/2009 e della decisione 316/GAI/2009.
    PROGETTO: dare efficacia certificativa alle informative attualmente prodotte dal sistema ECRIS (European Criminal Record Information System) e consentire la richiesta dei certificati oltre che all’autorità giudiziaria anche alla Pubblica amministrazione ed al privato cittadino, sia italiani che europei.
    RISORSE UMANE: dirigente, 1 funzionario informatico, 1 cancelliere, 1 assistente informatico
    TEMPI: 1 anno
    COSTI: circa 100.000 euro, è una stima dell'impegno della ditta esterna per sviluppare le modifiche al software.
     
  2. OBIETTIVO: Creazione indice europeo dei condannati di Paesi terzi.
    PROGETTO: è in fase di avanzata discussione la creazione di un indice europeo che riguardi i condannati di Paesi terzi. La Commissione europea ha presentato in ultimo una proposta tecnica di realizzazione di un indice anagrafico centralizzato, corredato di impronte digitali.
    TEMPI: 2 anni.
    RISORSE UMANE: dirigente, 1 funzionario informatico, 1 cancelliere,1 assistente informatico.
    COSTI: circa 150.000 euro, è una stima dell'impegno della ditta esterna per sviluppare le modifiche al software.

Direzione generale della giustizia civile

Ufficio 1°

PRIORITÀ POLITICA n. 12: cooperazione internazionale.

  1. OBIETTIVO: contributo all’adozione di interventi normativi e regolamentari.
    PROGETTO: l’Ufficio coordina vari gruppi di lavoro come quello per seguire i lavori connessi alle proposte di direttiva della Commissione europea sulle vendite on line e di contenuti digitali o quello per la riforma del regolamento n. 2201/2003 (generalmente noto come regolamento Bruxelles Il-bis) relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000.
    Relativamente alla Rete giudiziaria europea, si ipotizza: attività di promozione nazionale della Rete, tramite diffusione di materiale informativo, e di partecipazione ai gruppi di lavoro costituiti all’interno della stessa, al fine di potenziare la conoscibilità degli strumenti che essa offre agli interpreti e di migliorare l’azione di supporto che la stessa svolge a favore dei magistrati italiani, in vista di una più agevole e rapida applicazione degli istituti di carattere europeo.

Ufficio 2°

PRIORITÀ POLITICA n.3 miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa

  1. OBIETTIVO: riorganizzazione dei processi con un uso intensivo dell’informatica all’interno dell’ufficio soprattutto nel settore delle libere professioni.
    PROGETTO: implementazione del sistema di organizzazione dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense mediante attuazione del D.M. 25.2.2016, n. 48 (“Regolamento recante disciplina della modalità e delle procedure per lo svolgimento dell’esame di Stato per 1 ‘abilitazione all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle prove scritte e orali”). Le novità dovrebbero consentire un miglioramento dell’efficacia dell’azione amministrativa, sia con vantaggio per l’utenza (informata in tempo reale di tutti gli aspetti correlati allo svolgimento della prova), sia un indubbio vantaggio per l’amministrazione, anche in relazione al consistente risparmio di spesa possibile per effetto, tra l’altro, della trasmissione telematica delle tracce di esame.
    Inoltre è in programma il completamento del sistema di informatizzazione del reparto notariato, in particolare per quanto concerne la gestione informatica dei concorsi per trasferimento.
    Il progetto prevede anche l’attivazione dell’albo — gestito con sistema informatico — degli amministratori giudiziari: al riguardo, si segnala che la DGSIA ha emesso il decreto con le specifiche tecniche sulle modalità di tenuta ed accesso a tale albo in data 26 gennaio 2016. Dal 30 maggio 2016 il modello di domanda di iscrizione è stato pubblicato sul sito web del Ministero della giustizia ed è stata data agli interessati la possibilità di presentare le domande on line.
    Infine, il progetto prevede, in collaborazione con DGSIA, l’attivazione del registro dei gestori della vendita telematica- ai sensi del D.M. 26 febbraio 2015, n. 32 “Regolamento recante le regole tecniche e operative per lo svolgimento della vendita dei beni mobili e immobili con modalità telematiche nei casi previsti dal codice di procedura civile, ai sensi dell’articolo 161 -ter delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile” L’attivazione del registro è prevista per la fine dell’anno 2016.

Le risorse economico-finanziarie assegnate al Dipartimento

Deve premettersi che la nota integrativa al bilancio del Ministero della Giustizia 2016-2018, nella sezione relativa ai fondi destinati al Centro di responsabilità “Dipartimento degli affari di giustizia”, stanzia fondi che permettono di perseguire obiettivi portati a compimento in via non esclusiva dal Dipartimento. Pertanto la struttura sostiene dei costi diretti per la propria operatività, che sono quelli indicati a budget; poi, per raggiungere gli obiettivi, si avvale di quanto stanziato, che utilizzerà in parte in modo diretto ed in parte accreditando i fondi necessari agli uffici giudiziari.

Vengono di seguito riportati i dati più significativi:

risorse economico finanziarie 

Fondi destinati al Centro di responsabilità Dipartimento degli affari di giustizia
Obiettivi nota integrativa al bilancio 2016-2018 Priorità politiche anno 2016 Voci di spesa del bilancio di previsione 2016-2018
FUNZIONAMENTO
N.I. OBIETTIVO 11
827.607.231

(priorità n. 1) le politiche per l'efficienza gestionale, tramite la razionalizzazione e la riorganizzazione del sistema di distribuzione del personale
(priorità n. 2) razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero
(priorità n. 3) miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa
(priorità n. 5) l'incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali, potenziando le infrastrutture informatiche
(priorità n. 6) potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio
(priorità n. 10) attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione

spese giustizia (netto cooperazione) € 464.355.170
indennità giudici pace, onorari ecc. € 136.349.725
spese intercettazioni € 205.718.734
costi personale € 14.647.587
costi manutenzione BCG € 147.590
spese informatiche € 1.539.078
spese beni e servizi € 4.849.347
TOTALE € 827.607.231
COOPERAZIONE
INTERNAZIONALE
N.I. OBIETTIVO 12
6.797.345
(priorità n. 12) cooperazione internazionale missioni € 126.976
oneri ratifiche convenzioni € 666.222
quota parte spese giustizia € 6.004.147
TOTALE € 6.797.345
CONTENZIOSO
N.I. OBIETTIVO 13
179.220.000
(priorità n. 7) razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito
dell’amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento;
spese per liti ed arbitraggi € 1.500.00
equa riparazione € 177.720.000
TOTALE € 179.220.000

 

 

DAG - BILANCIO 2016
ripartizione costi per destinazione
spese percentuale importo in €
spese per il personale 1,4% 14.647.587
altri oneri di gestione 0,6% 6.536.015
spese giustizia 45,8% 464.355.170
spese per indennità giudici di pace ed onorari 13,5% 136.349.725
spese per intercettazioni 20% 205.718.734
spese per il contenzioso 17,7% 179.220.000
spese cooperazione internazionale 0,7% 6.797.345
TOTALE 100% 1.013.624.576

 

Dipartimento per gli affari di giustizia - Bilancio 2015 - ripartizione costi per destinazione

 

 

DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA,
DEL PERSONALE E DEI SERVIZI

 

Competenze istituzionali

Il Dipartimento esercita le funzioni e i compiti inerenti l'organizzazione ed i servizi della giustizia, tra cui la gestione amministrativa del personale amministrativo, dei mezzi e strumenti anche informativi necessari all’esercizio della funzione giudiziaria, le attività attribuite dalla legge relative alle competenze del Ministro in ordine ai magistrati, lo studio e proposta di interventi normativi nel settore di competenza.

Svolge, inoltre, le attività funzionali alla più razionale organizzazione degli uffici giudiziari, provvedendo alla dotazione delle risorse strumentali e logistiche necessarie al corretto funzionamento istituzionale della giustizia civile e penale.
Il Dipartimento si compone di 2 uffici di diretta collaborazione del Capo Dipartimento e di 7 uffici dirigenziali generali (Personale, Risorse e Tecnologie, Magistrati, Bilancio e Contabilità, Statistica ed Analisi Organizzativa, Sistemi Informativi Automatizzati, Manutenzione Uffici Giudiziari Napoli), per le cui attribuzioni e dotazioni organiche si rimanda al contributo allegato.

Si deve soltanto precisare al riguardo che l’attribuzione dei compiti alle diverse articolazioni del Dipartimento è stata effettuata tramite l’emanazione dei decreti attuativi del D.P.C.M. 84/15.

In particolare, i compiti degli uffici di diretta collaborazione del Capo Dipartimento, della Direzione generale del personale e della formazione, della Direzione generale magistrati, della Direzione generale del bilancio e della contabilità e della Direzione generale di statistica ed analisi organizzativa sono regolati dal decreto ministeriale del 3 febbraio 2016, mentre per le altre Direzioni generali, alle quali sono stati assegnati compiti trasversali, che superano i confini organizzativi del Dipartimento, sono stati previsti due distinti decreti attuativi: per la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie, il d.m. del 14 dicembre 2015; per la Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati, il d.m. del 19 gennaio 2016.

Riguardo alle novità che hanno interessato il Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, il nuovo regolamento definisce più analiticamente rispetto alla previgente disposizione alcuni compiti del Capo Dipartimento e dei suoi uffici di staff, soprattutto con riferimento ai compiti di coordinamento degli uffici dirigenziali generali e di rappresentanza esterna dell’amministrazione.

Vi è inoltre la specifica previsione del raccordo dell’ufficio del Capo del Dipartimento con il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza per la progettazione ed il controllo di gestione, nonché per le attività generali necessarie per l’attuazione del Piano triennale di Prevenzione della Corruzione di cui all’articolo 1, comma 5, della legge 6 novembre 2012, n. 190 e per gli adempimenti connessi alla trasparenza della pubblica amministrazione di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

Tra le funzioni assegnate al Capo del Dipartimento è adesso prevista anche la realizzazione e gestione dell’ufficio relazioni con il pubblico per tutto il Ministero della giustizia, funzioni già di fatto svolte, pur in assenza di una puntuale previsione da parte del d.P.R. n. 55 del 2001.

Inoltre, l'intera gestione delle controversie in cui è parte il Ministero (inclusi gli eventuali processi di esecuzione forzata ed ad eccezione delle controversie relative al personale di magistratura che rimangono alla Dg Magistrati, nonché di quelle relative ai rapporti di lavoro del personale dell'Amministrazione penitenziaria ed alle altre materie di competenza del DAP, che continuano ad essere gestite direttamente da quest’ultimo dipartimento,), come in precedenza accennato, è stata ora trasferita alla nuova Direzione generale degli affari giuridici e legali del Dipartimento per gli affari di giustizia, al fine di realizzare una struttura unitaria di gestione del contenzioso.

Per quanto riguarda la Direzione generale delle risorse materiali, dei beni e servizi e tecnologie, è stata introdotta una competenza generale in materia di procedure contrattuali del Ministero, comprese le procedure di formazione del contratto riguardanti l’acquisizione di beni e servizi informatici, di telecomunicazione e fonìa ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 agosto 1997, n. 452. Il principio ispiratore, in linea con quanto richiesto nell’atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2015 del Ministro, è stato quello di unificare la gestione della fase contrattuale, procedendo alla concentrazione presso una sola struttura della relativa competenza, precedentemente esercitata da diversi uffici nonostante l’omogeneità di funzione con conseguente rischio di dispersione di professionalità. E’ rimasta invece nella competenza delle singole articolazioni la programmazione e individuazione dei beni necessari e delle loro qualità, che per loro natura non possono che essere scelte (in termini prenegoziali) dagli uffici dipartimentali competenti per materia. L’Ufficio centrale contratti provvede quindi ad omogeneizzare le procedure di gara supportando le diverse stazioni appaltanti per gli adempimenti esecutivi di competenza, ciò comportando la soppressione delle Direzioni generali dei beni e servizi in essere presso il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile.

Tali funzioni e compiti sono esercitati unicamente con riferimento alle strutture dell’amministrazione centrale e agli uffici giudiziari aventi competenza nazionale (Corte Suprema di Cassazione e relativa Procura Generale; Tribunale Superiore delle Acque; Direzione Nazionale Antimafia), i quali - per loro stessa natura - non sono suscettibili di essere gestiti da una struttura decentrata.

Le medesime funzioni e compiti verranno invece decentrati su base interregionale quando siano esercitati con riguardo alle strutture dell'amministrazione periferica (direzioni generali regionali) e agli uffici giudiziari diversi da quelli nazionali, secondo quanto previsto dal Titolo III dello schema di regolamento.

Sul territorio sono inoltre dislocati gli Uffici Giudiziari distribuiti in Distretti (giudicanti e requirenti):

 

Tabella 1.2
Numero di Uffici giudicanti e requirenti [2]
ORGANI GIUDICANTI numero ORGANI REQUIRENTI numero
Corte di Cassazione 1 Procura Generale Cassazione 1
Corte di Appello e sez. distaccate 29 Procura Generale 29
Tribunale 136 Procura della Repubblica 136
Tribunale per i Minorenni 29 Proc. presso il Tribunale minorenni 29
Trib. Sup. delle Acque Pubbliche 1 Direzione Nazionale Antimafia 1
Trib. Reg. delle Acque Pubbliche 8 Direzioni Distrettuali Antimafia 26
Trib. Sorveglianza e Uff. Sorveglianza 58    
Ufficio del Giudice di Pace 182    
Commissariato per la liquidazione degli usi civici 14    
TOTALE 458 TOTALE 251

 


Si delinea in questo modo una rete di rapporti fra gli uffici dell’Amministrazione centrale e gli uffici giudiziari, secondo la quale la prima si pone nei confronti dei secondi in posizione servente, con riguardo all’attività giurisdizionale, che viene svolta dagli uffici giudiziari in autonomia.

Per l’anno in corso le risorse destinate al raggiungimento degli obiettivi strategici e strutturali sono pari a 3.676.044.885€, di cui € 98.814.515 sono risorse da trasferire ad altre pubbliche amministrazioni per la gestione degli immobili sede di uffici giudiziari e per il funzionamento della Scuola Superiore di Magistratura.

Per adempiere al proprio mandato il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria si avvale di personale di magistratura e amministrativo per un totale rispettivamente di 9.064 e di 34.567 unità alla data del 31.12.2015 distribuite secondo le tabelle allegate in appendice.

Si rinvia al contributo del Dipartimento, allegato in appendice al Piano e pubblicato integralmente sul sito istituzionale per l’esame dell’attività propriamente giursdizionale (movimenti dei procedimenti penali e civili, spese a carico dell’erario liquidate a vario titolo dagli uffici giudiziari, monitoraggio dell’istituto della mediazione).

Priorità politiche, obiettivi strategici e strutturali

Alla luce dell’Atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2016, dal quale scaturisce la definizione degli obiettivi strategici ed operativi, le priorità politiche che maggiormente interessano il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del personale e dei servizi sono:

  1. Politiche per l’efficienza gestionale;
  2. Razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero;
  3. Miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa;
  4. Incremento e diffusione delle prassi virtuose degli uffici giudiziari, a partire dal cruciale terreno dell’abbattimento dell’arretrato civile;
  5. Incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari;
  6. Potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti;
  7. Razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili;
  8. Attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione

Nella Direttiva annuale del Ministro per l’anno 2016 e nell’allegata Nota Integrativa alla legge di bilancio dello Stato sono stati individuati per il triennio 2016-2018 tre obiettivi strategici e tre obiettivi di carattere strutturale:

  • (Obiettivo Strategico 1) - Accelerazione processo civile e penale – processo telematico
  • (Obiettivo Strategico 2) - Valorizzazione risorse umane
  • (Obiettivo Strategico 3) - Riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari
  • (Obiettivo Strategico 4) - Procedure di riqualificazione ex art. 21 quater del d.l. n.83 del 2015
  • (Obiettivo Strutturale 1) - Informatizzazione e rilevazione statistica
  • (Obiettivo Strutturale 2) - Organizzazione e gestione del concorso per magistrato ordinario
  • (Obiettivo Strutturale 3) - Funzionamento dell'amministrazione centrale (Org. giudiziaria)
  • (Obiettivo Strutturale 4) - Funzionamento uffici giudiziari.

Dagli obiettivi strategici agli obiettivi operativi

La declinazione degli obiettivi strategici e strutturali in obiettivi operativi è riportata analiticamente (con indicatori, risorse e target) nelle tabelle allegate in appendice al Piano; di seguito si descriveranno sinteticamente i settori di maggiore interesse sui quali il Dipartimento ha inteso concentrare la programmazione strategica per il triennio 2016-2018.

  • (Obiettivo Strategico 1) - Accelerazione processo civile e penale – processo telematico.

L’informatizzazione della Giustizia costituisce una priorità costante del Dicastero, chiamato a garantire risparmio di spesa e ottimizzazione delle risorse in un’ottica di coerente evoluzione dei sistemi informativi interessati dall’azione giudiziaria degli Uffici.

Con riferimento al settore civile il trend di assoluta crescita delle relazioni telematiche, che prescinde dalla intervenuta obbligatorietà, a conferma del valore assunto dall’informatica giudiziaria quale ineludibile requisito dell’azione espletata dai vari attori sociali del processo, impone un deciso orientamento delle strategie progettuali a rafforzamento della complessa piattaforma applicativa. Il piano di azione sarà pertanto finalizzato a:

  1. mirare ad una piena integrazione dei sistemi informativi utilizzati dalla giurisdizione civile e valorizzare ulteriori settori sino ad oggi non interessati dai processi di innovazione, quali il Giudice di Pace, la giustizia civile minorile e la volontaria giurisdizione;
  2. provvedere all’adeguamento degli applicativi alle numerose modifiche normative che si sono susseguite nell’ultimo triennio, anche al fine di consentire una puntuale rilevazione dell’efficacia delle riforme poste in essere;
  3. valorizzare gli strumenti informatici di cui oggi si dispone estendendo a tutto il territorio nazionale l’uso delle notifiche e comunicazioni di cancelleria in via telematica presso gli uffici esclusi dall’obbligatorietà (Giudici di pace e Tribunali per i minorenni);
  4. introdurre forme di collaborazione con gli enti pubblici e territoriali e con le altre pubbliche amministrazioni finalizzate sia alla costruzione di “relazioni” telematiche, sia allo scambio di conoscenze ed informazioni essenziale alla complessiva crescita culturale ed economica del sistema Paese.

Il settore penale è stato oggetto di un’opera di allineamento dei vari sistemi applicativi in essere mirando a realizzare l’uniformità dei registri informatici e la loro diffusione su tutto il territorio nazionale. Al riguardo, sono state avviate le attività di consolidamento dei sistemi informativi in essere in una logica che ne privilegi l’integrazione e al contempo, la stabilità ed l’affidabilità dei flussi informativi.

Si riportano di seguito i principali interventi previsti dal Dipartimento nel 2016 per il settore civile, penale ed infrastrutturale:

Civile

  1. Avvio delle comunicazioni con valore legale presso le sezioni civili della Corte di Cassazione;
  2. Diffusione dei sistemi di cancelleria per l’invio di comunicazioni e notificazione da parte degli Uffici del Giudice di pace;
  3. Consolidamento delle funzionalità per la gestione delle comunicazioni e notificazioni di cancelleria;
  4. Integrazione dei sistemi U.N.E.P. nell’ambito P.C.T.;
  5. Sviluppo della Consolle dell’udienza collegiale e della Consolle del presidente;
  6. Miglioramento delle funzioni di stampa dei fascicoli e di trasferimento degli stessi dal primo al secondo grado;
  7. Miglioramento della sicurezza con consolidamento delle piattaforme informatiche;
  8. Integrazione della volontaria giurisdizione nell’ambito della processo telematico e sviluppo delle funzioni di comunicazioni verso la pubblica amministrazione;
  9. Implementazioni della consolle del magistrato per il processo esecutivo;
  10. Evoluzione dei sistemi informativi devoluti al governo delle procedure concorsuali, ivi compresa la grande impresa, con miglioramento delle funzionalità della consolle del magistrato per l’esame delle istanze e per la gestione dei rapporti con gli ausiliari;
  11. Istituzione di un “Osservatorio sulle cause e ragioni della crisi d’impresa” che possa sfruttare il patrimonio informativo dei registri di cancelleria;
  12. Dispiegamento del nuovo portale delle procedure concorsuali;
  13. Sviluppo delle funzionalità necessarie a garantire la ricerca dei beni da pignorare (492bis c.p.c.);
  14. Gestione delle criticità relative ai depositi telematici di grandi dimensioni;
  15. Interventi conseguenti al D.L. 83/2015.

Nell’arco del periodo temporale compreso tra il 2015 ed il 2020, anche attraverso l’utilizzo dei fondi dell’Unione Europea, si prevede inoltre di integrare i sistemi del Giudice di Pace nel contesto del processo telematico mediante la reingegnerizzazione del S.I.C.P. e la sua completa integrazione nel S.I.C.D.; ripensare le modalità di deposito degli atti nell’ambito del processo civile telematico a partire dal Giudice di Pace; integrare le funzionalità del S.I.C. (Sistema informatico della Cassazione), nei registri civili, al fine di consentire la piena integrazione a partire dai procedimenti innanzi al giudice di pace e sino a quelli di legittimità; arricchire il bagaglio di conoscenze a disposizione della giurisdizione e dei cittadini attraverso la definitiva costruzione di una banca dati della giurisprudenza di merito; estendere l’area dell’interoperabilità a tutte le pubbliche amministrazioni rendendo disponibile per la giurisdizione il patrimonio conoscitivo delle banche dati delle PP.AA.; estendere l’area della videoconferenza in settori di alta evidenza critica della volontaria giurisdizione; sviluppare “sportelli informativi” e “punti di contatto” dislocati sul territorio per consentire a tutti i cittadini un agevole accesso alla giurisdizione; estendere l’area dell’interoperabilità alla Corte Costituzionale attraverso lo sviluppo di funzioni di trasmissione dei fascicoli e delle ordinanze di remissione da parte della giurisdizione ordinaria; valorizzare il contenuto cognitivo dei registri attraverso la complessiva revisione della banca dati ed il pieno sviluppo delle funzioni di estrazione.

Penale

  1. completamento della diffusione dei registri su tutto il territorio nazionale;
  2. consolidamento, ottimizzazione ed integrazione degli applicativi finalizzata al complessivo aumento delle performance;
  3. adozione e diffusione di un nuovo sistema di notificazioni e comunicazione integrato nei registri di cancelleria;
  4. sviluppo della consolle del Pubblico Ministero per l’esercizio delle funzioni civili;
  5. sviluppo delle funzionalità necessarie a favorire l’accesso a dati e documenti da parte degli avvocati presso gli uffici giudiziari;
  6. predisposizione dei requisiti architetturali e funzionali del processo penale telematico;
  7. adeguamento della disciplina regolamentare in materia di processo penale telematico.

Infrastrutture

  1. potenziamento e razionalizzazione delle sale server nazionali, interdistrettuali e distrettuali e strutture per la conservazioni degli atti digitali;
  2. attivazione nuova sala server Milano;
  3. implementazione delle politiche di sicurezza;
  4. supporto innovativo agli uffici attraverso convenzioni universitarie;
  5. ammodernamento del parco hw nazionale nella misura di circa il 40% entro il primo semestre del 2016;
  6. fornitura di n. 4.000 pc portatili al personale della magistratura;
  7. fornitura di n.3.500 monitori di grandi dimensioni;
  8. investimento sulle politiche di monitoraggio dei sistemi (sale controllo).
  • (Obiettivo Strategico 2) - Valorizzazione risorse umane.

In uno scenario in cui sono ridotte le possibilità di reclutamento di nuovo personale amministrativo, la formazione e la valorizzazione delle risorse esistenti diventano un obiettivo strategico.
Per il raggiungimento delle finalità esposte è in via di predisposizione il Piano della formazione del personale amministrativo per l’anno 2016, secondo la direttiva 10/2010 del Dipartimento della Funzione pubblica, e secondo le nuove disposizioni contenute nel DPR 70/2013, in particolare l’art.8, che stabilisce la programmazione triennale delle iniziative formative. La pianificazione delle attività deve essere fondata su un’analisi del fabbisogno formativo che tenga conto delle esigenze del personale da un lato, e quelle delle strutture e degli Uffici dall’altro, in modo da realizzare un sistema virtuoso in cui lo sviluppo del personale, finalizzato alla professionalizzazione del personale amministrativo, si traduca nello sviluppo dell’organizzazione.
Con bando pubblicato il 20 gennaio 2015, il Ministero della Giustizia ha inoltre avviato una complessa procedura di mobilità esterna, che ha consentito l’ingresso di circa 600 unità di personale provenienti anche da comparti diversi da quello ministeriale.
La formazione costituisce un prezioso strumento anche per la gestione di risorse già professionalizzate, delle quali occorre gestire il corretto ingresso. L’obiettivo pertanto è pianificare la formazione di ingresso del personale in mobilità con alcune prioritarie finalità:

  • Sviluppare le conoscenze rispetto alla nuova realtà ministeriale ed in particolare quella giudiziaria
  • Sviluppare le conoscenze relativamente alla realtà delle strutture periferiche
  • Sviluppare conoscenze e competenze relativamente ai servizi in ambito requirente e giudicante, e nei diversi ambiti: civile, penale ed amministrativo nel rispetto dei profili professionali di appartenenza.
  • Favorire, oltre periodi di formazione in aula, periodi di tirocinio pratico al fine di aumentare le competenze tecniche e contestualmente effettuare una ricognizione delle attitudini e delle competenze che possono supportare le determinazioni relative alle specifiche assegnazioni del personale agli uffici ed ai servizi.
  • Favorire la valorizzazione del personale già in servizio negli Uffici giudiziari al fine di facilitare un ingresso efficace dei nuovi assuntiL’attività di programmazione dettagliata della formazione di ingresso destinata al personale in mobilità esterna ha costituito il primo obiettivo realizzato nel 2015. E stato definito un Progetto formativo, denominato “In>Formazione”, omogeneo per tutto il personale. Sono state inoltre definite le metodologie da utilizzare per la più efficace realizzazione dei percorsi, e definiti gli strumenti di analisi e rilevazione di dati significativi per la consuntivazione dei risultati.La seconda fase del progetto, da realizzare nell’anno 2016 prevede l’avvio del Progetto definito in sede centrale, presso i Distretti giudiziari e coinvolgendo gli Uffici per i quali è previsto l’ingresso del personale in mobilità. Contestualmente, in sede centrale viene realizzata l’attività di monitoraggio, anche intermedio, e valutazione finale sui risultati e l’impatto della formazione erogata.Costituisce obiettivo della Direzione del Personale, con la collaborazione ed il supporto della Direzione Generale per i Sistemi Informativi, la fruibilità di percorsi di formazione in e-learning.

  • (Obiettivo Strategico 3) - Riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.

Per le sedi del giudice di pace il Dipartimento è impegnato nell’attuazione dell’articolo 2, comma 1-bis, del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11 che, come è noto, ha introdotto la possibilità per gli enti locali interessati, le unioni di comuni nonché le comunità montane di richiedere il ripristino degli uffici del giudice di pace soppressi indicati nella vigente tabella A allegata al decreto legislativo n. 156 del 2012, anche previo accorpamento di territori limitrofi compresi nel circondario di un unico tribunale, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio della giustizia, ivi compreso il fabbisogno di personale amministrativo che dovrà essere messo a disposizione dagli enti medesimi.

All’esito della procedura di valutazione- in corso di definizione- in considerazione delle determinazioni assunte e in coordinamento con quelle già adottate relativamente alla prima procedura di mantenimento delle sedi del giudice di pace in attuazione dell’art. 3 del richiamato D.lgs. 156/2012, si procederà alla proposta di rideterminazione delle piante organiche del personale di magistratura onoraria addetto a tutte le sedi del giudice di pace in considerazione del nuovo assetto territoriale così determinatosi.

Ulteriore progetto per l’anno in corso è relativo al monitoraggio delle sedi del giudice di pace mantenute con oneri a carico degli enti locali ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo n. 156 del 2012, con un particolare riguardo alle situazioni venute in evidenza come critiche, al fine di favorirne o la positiva risoluzione delle problematiche emerse o di adottare le opportune determinazioni in ordine al mantenimento del presidio.Un’ulteriore attività da realizzarsi nel corso dell’anno è la revisione delle piante organiche dei presidi di sorveglianza e di tribunale e procura della Repubblica.

L’obiettivo che si intende perseguire è la revisione complessiva delle piante organiche della magistratura, tenuto conto delle esigenze degli uffici sull’intero territorio nazionale mediante l’acquisizione e valutazione dei dati statistici rilevati successivamente all’entrata in vigore delle modifiche territoriali introdotte con i decreti legislativi attuativi della delega prevista dalla L. 148/2011, definendo le analisi e le metodologie finalizzate a tale scopo, nella prospettiva della ottimizzazione dell’allocazione delle risorse e del miglioramento dei servizi che ha ispirato la riforma della geografia giudiziaria.

In data il sig. Ministro 19 luglio 2016 ha inviato al Consiglio Superiore della Magistratura, per il prescritto parere, lo schema di decreto di rideterminazione delle piante organiche.

  • Obiettivo strategico n.4 – Procedure di riqualificazione ex art.21 quater d.l. n.83 del 2015

Sul versante del personale amministrativo grande attenzione è riservata, nell’ambito delle politiche per il personale, al riconoscimento delle competenze maturate ed alla valorizzazione delle professionalità, soprattutto con riferimento alle procedure di riqualificazione del personale che ormai da troppi anni erano attese dal personale amministrativo del Ministero della giustizia. Con l’attuazione delle procedure di cui all’articolo 21-quater D.L. n. 83/2015 – in corso di attivazione- si potrà procedere al ricompattamento del profilo del cancelliere e dell’ufficiale giudiziario attualmente ripartiti tra la seconda e la terza area previste dall’ordinamento professionale in vigore per il personale della giustizia.

Quattro sono gli obiettivi strutturali del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria in attuazione delle priorità politiche dettate dal sig. Ministro ed attengono, in linea generale, al funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.Tali obiettivi, consustanziali alle funzioni istituzionali del Dipartimento e, quindi, non oggetto di valutazione in termini di performance in senso stretto, sono di seguito sintetizzati per offrire una visione complessiva dell’attività amministrativa svolta, attesa la cointeressenza con la programmazione strategica.

 

  • Obiettivo Strutturale 1 - Informatizzazione e rilevazione statistica

Tale obiettivo contiene gli obiettivi operativi della Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati che non rientrano nell’obiettivo strategico relativo con il processo telematico (pur essendovi stretta connessione) e quelli della Direzione Generale di Statistica.

Riguardo alle politiche di informatizzazione da perseguire è d’obbligo citare il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e dei sistemi informatici dell’amministrazione centrale nella logica di assecondare il processo di riorganizzazione in corso, al fine di assicurare immediata funzionalità alle nuove strutture operative del Ministero.
Gli interventi previsti sui sistemi dell’amministrazione centrale sono i seguenti:

  1. reingegnerizzazione dei sistemi dell’amministrazione centrale;
  2. analisi dei requisiti funzionali dell’amministrazione telematica della giustizia.

Con riguardo al nuovo sistema di datawarehouse della giustizia civile (DWGC), sistema di analisi gestionale e statistica che mette a fattor comune basi dati su scala nazionale, con logiche univoche di classificazione, elaborazione e reportistica, dopo un primo periodo di rodaggio nel biennio appena trascorso, per il triennio 2016-2018 l’impegno del Dipartimento sarà rivolto a massimizzare l’utilizzo dei dati rilevati nel settore civile ordinario (area SICID) e a consolidare la restante parte del settore civile (area SIECIC delle esecuzioni mobiliari e immobiliari e delle procedure fallimentari).

Nel triennio 2016-2018 è previsto anche l’avvio del programma di sviluppo di un sistema di datawarehouse per il settore penale, progetto che si rende possibile a seguito del completamento della diffusione di un unico registro informatizzato dell’area penale su tutto il territorio nazionale (SICP).

Obiettivo anche per il triennio 2016-2018 è produrre, con cadenza annuale, le statistiche di monitoraggio della performance degli Uffici giudiziari e, almeno per il settore civile, l’andamento dell’arretrato ultra-triennale con il fine di realizzare il controllo di gestione sul “Programma Strasburgo 2”.

Infine ulteriore obiettivo del Dipartimento è di fornire, nell’ambito delle attività del gruppo di lavoro per la conduzione della fase preliminare alla realizzazione del sistema unico delle intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, un contributo di ideazione, analisi e progettazione al fine di dotare gli uffici giudiziari (Procure della Repubblica) di un nuovo registro informatizzato “modello 37”, dedicato alla gestione amministrativa, alla rendicontazione contabile ed al monitoraggio delle operazioni di intercettazione corrisponde alla necessità di accrescere l’efficienza del sistema gestendo con modalità affidabili e versatili gli aspetti amministrativi delle attività di intercettazione.

  • Obiettivo Strutturale 2 – Organizzazione e gestione del concorso per magistrato ordinario

Il concorso per magistrato ordinario rappresenta per il Ministero della Giustizia un’attività di rilievo funzionale all’attribuzione costituzionale di garantire il funzionamento dei servizi giudiziari
A tal fine la Direzione generale dei Magistrati, cura- con cadenza annuale- l’organizzazione e la gestione delle prove scritte ed orali del concorso.
Un obiettivo da perseguire per il triennio in esame è il potenziamento della procedura informatica per l’accesso on line agli atti e ai documenti amministrativi inerenti le procedure concorsuali, passando dalla fase sperimentale a quella definitiva. Si prevede di estenderne progressivamente l’applicazione alle altre procedure concorsuali, in collaborazione con la DGSIA, incrementando la categoria di documenti scansionabili per i quali il candidato può ottenere copia collegandosi dal proprio personal computer o da strumenti affini (verbali prove orali in caso di non idoneità, verbale di espulsione in occasione delle prove scritte, ecc).

  • Obiettivo Strutturale 3 - Funzionamento dell’amministrazione centrale

Di seguito sono sintetizzati i progetti operativi (per il dettaglio si rinvia alle tabelle allegate al contributo) ripartiti in base alla priorità politica a cui si riferiscono, illustrati per Direzione Generale di riferimento.

  • Priorità politica n.1: Politiche per l’efficienza gestionale

Con particolare riguardo all’anno 2016, ai sensi dell’art. 3 del D.L. 24/06/2014 n. 90 (c.d. riforma Madia), la percentuale di spesa astrattamente utilizzabile per l’assunzione di nuovo personale, corrispondente ad una spesa pari al 25% del personale non dirigente cessato nel 2015 e al 60% del personale dirigente cessato nel medesimo anno, risulta vincolata alla ricollocazione del personale delle Province e Città metropolitane soprannumerario in mobilità per effetto di quanto disposto dall’articolo 1, comma 425 della Legge di Stabilità, nonché dalla circolare attuativa del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie del 29 gennaio 2015 n.1.

In tale direzione, pertanto, la Dg Personale proseguirà anzitutto al completamento dell’assunzione, già autorizzata con DPCM 29 luglio 2014, di novantasei funzionari giudiziari a seguito di accordo di condivisione della graduatoria rimasta parzialmente inutilizzata relativa al concorso pubblico per esami a 107 posti di funzionario bandito dall’Istituto per il Commercio Estero.

Sempre allo scopo di ridurre le vacanze esistenti presso gli uffici giudiziari, si proseguirà nelle attività di scorrimento delle graduatorie relative alla procedura di mobilità esterna bandita in data 20 gennaio 2015 con avviso pubblico di mobilità volontaria esterna, così come integrato dall’avviso del 27 febbraio 2015 a seguito della circolare del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie del 29 gennaio 2015 n.1, per la copertura di mille trentuno posti diretto al personale in servizio nelle amministrazioni del comparto e dell’extra comparto e, prioritariamente, destinato al personale proveniente da enti di area vasta (province e città metropolitane).

Nella medesima prospettiva saranno utilizzate le risorse relative al budget 2015 e 2016 unitamente a quelle del fondo di cui all’articolo 1, comma 96, L. n. 190/2014, nonché alle ulteriori risorse che saranno stanziate per l’attuazione dell’articolo 1, comma 771, della L. n. 208/2015, provvedendosi, pertanto, all’ulteriore acquisizione di personale proveniente dagli enti di area vasta che sarà assegnato a questa amministrazione in attuazione e secondo le procedure previste dall’art. 1, comma 425, della legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), così come integrato dall’art. 21 del D.L. 83/2015 nonché di quelle previste dal citato articolo 1, comma 771, legge n. 208/2015.

Con le restanti risorse relative al budget 2015/2016, in applicazione dell’articolo 4 del D.L. n. 78/2015, si provvederà al passaggio del personale provinciale in posizione di comando o distacco presso altra pubblica amministrazione, a seguito di consenso dello stesso ed a condizione che vi sia capienza nella dotazione organica.

Parallelamente, si procederà al completamento delle procedure di reclutamento del personale appartenente alle categorie protette di cui alla legge 68/99, la cui assunzione, entro le percentuali d’obbligo, non incontra blocchi assunzionali.

Inoltre è allo studio della Direzione la possibilità di dematerializzare gli stati matricolari ed il ruolo del personale mediante un progetto di informatizzazione che possa essere sviluppato e realizzato d’intesa con il personale informatico in servizio presso questa amministrazione centrale e presso la DGSIA.

  • Priorità 2: razionalizzazione ed innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero

Tra le attività della Direzione Generale per la Manutenzione degli Uffici giudiziari di Napoli riferite a tale priorità politica rientrano i lavori di ristrutturazione del complesso ex Cavallerizza per la realizzazione di Aule bunker a servizio degli Uffici giudiziari, Tribunale Napoli Nord.

Per quanto concerne la Direzione Generale delle Risorse e delle Tecnologie, diversi sono i progetti operativi previsti per l’anno 2016.
Tra questi, si rammentano:

  • il progetto operativo per la razionalizzazione delle risorse ed adeguamento del Protocollo informatico, con particolare riferimento alle nuove esigenze connesse al Subentro del Ministero Giustizia nei rapporti relativi alle spese obbligatorie per il funzionamento degli Uffici Giudiziari in carico ai Comuni,
  • la standardizzazione degli impianti di sicurezza in dotazione agli Uffici Giudiziari sui livelli minimi stabiliti dall’Amministrazione Centrale nell’ottica del contenimento della spesa, allo scopo di assicurare agli Uffici Giudiziari una dotazione di sicurezza improntata su parametri di uniformità e di economicità, tali da garantire a ciascun Ufficio uno standard minimo di sicurezza e, nel contempo, la ridistribuzione delle risorse finanziarie risparmiate. Sempre nell’ottica di contenere i costi, lo stesso progetto avrà cura di effettuare una ricognizione presso gli Uffici interessati dalla revisione della geografia giudiziaria, al fine di riscontrare la concreta possibilità di recuperare gli impianti propri degli Uffici soppressi da parte degli Uffici accorpanti:
  • riduzione e riassetto del parco auto ordinario destinato a soddisfare le esigenze degli Uffici Giudiziari distribuiti sul territorio nazionale e razionalizzazione del Servizio Tasse Automobilistiche per le autovetture di servizio di proprietà dell’Amministrazione della giustizia.

Di rilievo, nell’ambito dell’attività della Direzione è inoltre, nell’ambito della nuova attribuzione di centro unitario di gestione delle spese assegnatole dal regolamento di organizzazione, il progetto (definito Piano Generale dei Fabbisogni) relativo all’individuazione delle procedure e degli strumenti utili per l’acquisizione, il monitoraggio, il controllo e la gestione dei dati relativi ai fabbisogni di beni e servizi per gli uffici dell’amministrazione Giustizia. Il progetto è quindi finalizzato alla definizione di procedure omogenee di acquisizione, monitoraggio e controllo dei fabbisogni rappresentati dalle articolazioni ministeriali ed a stabilire le modalità di programmazione annuale degli interventi di acquisizione di beni e servizi, allo scopo di realizzare un contenimento della spesa, attraverso la realizzazione di economie di scala ed una omogeneizzazione dei contratti e dei costi.

  • Priorità n.3: Miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa

La Direzione Generale dei Magistrati allo scopo di semplificare le procedure amministrative, si propone di procedere nell’anno in corso ad attività di analisi e studio delle funzionalità degli strumenti attualmente in uso e di elaborazione di linee guida per la realizzazione di un unico strumento idoneo a contenere le informazioni attualmente gestite da applicativi informatici diversi.

La Direzione Generale del Bilancio e della Contabilità si impegnerà per il superamento delle anomalie del Ministero di giustizia nell'attuazione delle disposizioni della L. n. 196/2009, attraverso una adeguata rappresentazione del bilancio e corrispondente finalizzazione della spesa, per il tramite di una nuova articolazione dello stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia, Missione “Giustizia”, Programma “Giustizia civile e penale”. Ciò consentirebbe il superamento di due anomalie, quali l’attribuzione di un medesimo programma (giustizia civile e penale) a due distinti centri di responsabilità e la mancata rappresentazione del programma “Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza”, nell’ambito della Missione 32 “Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche”.

La Direzione Generale del Personale si pone come obiettivo, attraverso l’Ufficio V – Pensioni prevede, in linea con le disposizioni ministeriali e di legge che promuovono la gestione e l’archiviazione informatizzata delle pratiche, di realizzare una banca dati completa ed aggiornata, contenente ogni informazione utile a determinare la posizione pensionistica dei magistrati e del personale amministrativo, relativamente a computi, ricongiunzioni e riscatti, sia ai fini pensionistici che di buonuscita.
Ulteriore obiettivo di questa Direzione è potenziare l’attività di indirizzo e di consulenza fornita agli uffici dell’amministrazione centrale e periferica, approfondendo le tematiche relative all’applicazione degli istituti normativi e contrattuali in materia di gestione del personale e di relazioni sindacali, proseguendo l’attività di redazione delle FAQ

Procederà, inoltre, all’elaborazione di uno schema sinottico per monitorare la normalizzazione dei servizi a seguito delle ispezioni negli Uffici Nep effettuate dall’Ispettorato Generale del Ministero di Giustizia e dall’Ispettorato Generale del Ministero dell’Economia e della Finanze.

  • Priorità politica n.4: Incremento e diffusione delle prassi virtuose degli uffici giudiziari

In riferimento alle politiche di innovazione organizzativa promosse dal Ministero va in primo luogo menzionato l’impegno del Dipartimento a fornire il necessario supporto organizzativo agli uffici giudiziari per l’applicazione delle strutture di “staff” per la costituzione dell’Ufficio per il processo.

Anche la Direzione generale dei Magistrati sarà impegnata su questo fronte procedendo, con riguardo ai tirocinanti ai sensi dell’art. 73 del decreto-legge n.98/2011, nonché ai magistrati onorari, il cui monitoraggio pure rientra nelle sue competenze, all’individuazione di strumenti organizzativi ed elementi informativi che possano essere di utilità ai fini della realizzazione di una banca dati complessiva, che consenta di estrarre i dati necessari sia ad avere una immagine sempre attuale della composizione degli uffici per il processo sia a predisporre le graduatorie degli aventi diritto alle borse di studio previste dai commi 8 bis ed 8 ter del citato art. 73 cit..

In relazione alla stessa priorità si inserisce l’attività di impulso e coordinamento per l’attuazione dell’art. 37 del decreto-legge n.98/2011, convertito con legge n. 111/2011; attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro con i rappresentanti delle DD.GG. interessate del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, per quanto di rispettiva competenza, al fine di elaborare un “piano di interventi” per la distribuzione delle risorse (7,5 milioni di euro) già disponibili sul capitolo di bilancio, destinate sia all’incentivazione del personale amministrativo degli uffici che hanno provveduto a ridurre le pendenze di “almeno il 10 per cento rispetto all’anno precedente”, che alle spese di funzionamento.

  • Priorità politica n.7: Razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili

Nell’ambito di tale priorità rientra la dematerializzazione dei flussi documentali attraverso la creazione e l’utilizzo di documenti amministrativi informatici con firma digitale.
L’obiettivo è costituito dall’incremento del grado di dematerializzazione della gestione dei titoli di spesa e del flusso documentale con riferimento sia all’adeguamento del sistema dei controlli di regolarità amministrativa e contabile di cui al decreto legislativo 30 giugno 2011, n.123, sia al restante flusso documentale concernente l’attività amministrativa dell’articolazione.
La Direzione generale del bilancio e della contabilità ha già completato una prima parte del progetto che, attraverso l’implementazione della firma digitale, ha comportato la completa dematerializzazione dei titoli di spesa emessi attraverso l’applicativo SICOGE. La seconda parte del progetto da realizzare prevede, entro la fine del 2016, l’innalzamento del livello di gestione informatica dei documenti e dei processi amministrativi attraverso le seguenti attività:

  • utilizzo del fascicolo elettronico relativamente agli ordinativi di pagamento emessi tramite il suddetto applicativo SICOGE della Ragioneria generale dello Stato, con inclusione sia del provvedimento di liquidazione firmato digitalmente, sia della documentazione giustificativa allegata;
  • formazione dei documenti amministrativi informatici, di cui all'art. 23-ter del Codice dell’amministrazione digitale, attraverso una delle modalità di cui all’art. 3 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 novembre 2014;
  • dematerializzazione della gestione documentale attraverso flussi telematici diretti ai competenti organi di controllo, per quanto riguarda tutta la restante attività connessa alla gestione della spesa, diversa dagli ordinativi di pagamento;
  • trasmissione dei flussi documentali, relativi alla gestione amministrativa non ricompresa nei precedenti punti, alle articolazioni centrali e periferiche dell’amministrazione oltre che alle altre pubbliche amministrazioni raggiungibili attraverso l’utilizzo esclusivo dei canali di trasmissione preferenziali come individuati dal Codice dell’amministrazione digitale.
     
  • Priorità politica n.10: Attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza e anticorruzione

In riferimento allo stato di attuazione della normativa anticorruzione all’interno del Dipartimento, sono state adottate misure da parte degli uffici che si occupano di reclutamento di personale amministrativo e di magistratura; in particolare l’ufficio III – Concorsi della Direzione generale del personale rappresenta che la prevenzione del rischio di corruzione viene garantita attraverso le seguenti azioni:

  • la partecipazione e visione di vari livelli istituzionali (Ufficio deputato, Direzione generale, Capo Dipartimento, Gabinetto del Ministro, UCB) nella fase della definizione del bando;
  • la rotazione degli incarichi e la sistematica acquisizione dell’ autodichiarazione da parte dei membri della Commissione circa l’assenza di rapporti di parentela con i candidati nonché di altre cause di incompatibilità di cui agli articoli 11 e. i DPR 487/94, 35 e. 3 lett. e) e 35 c. i lett. a) del d.lgs.;
  • la trasparenza e tracciabilità delle relative attività attraverso la redazione di verbali delle operazioni effettuate; preventiva individuazione di criteri e parametri di valutazione;
  • l’adeguata selezione e rotazione del personale da adibire alla sorveglianza:
  • l’acquisizione dichiarazione di assenza di incompatibilità sottoscritta dagli addetti alla vigilanza;
  • il tendenziale potenziamento dell’utilizzo di supporti informatici per l’acquisizione delle domande e la formazione delle graduatorie.

Inoltre il previsto obbligo di redazione del piano triennale del fabbisogno del personale ai sensi dell’art. 39, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n 449 e dall’art. 6 del d. lgs 165/01, contenete la proposta, da parte del Ministro, di un documento di programmazione delle assunzioni al dipartimento della Funzione pubblica dal quale discendono le singole autorizzazioni a bandire e ad assumere (DPCM), costituisce strumento di corretta e trasparente programmazione e gestione del personale, mitigando ulteriormente il rischio di corruzione.

Anche l’ufficio II – Concorsi della Direzione generale magistrati individua quale efficace strategia di prevenzione del fenomeno della corruzione la procedura di informatizzazione accessi agli atti on line, già esposta nella sezione relativa all’organizzazione del concorso per personale di magistratura.

  • Obiettivo Strutturale n. 4 - Funzionamento uffici giudiziari.

Passando agli uffici giudiziari, anche per il triennio in esame le singole unità organizzative, centrali e periferiche, contribuiranno al perseguimento degli obiettivi del Dipartimento attraverso i risultati ottenuti dalla realizzazione dei propri progetti.
Le tematiche sulle quali ciascuna unità organizzativa è stata invitata a programmare, oltre alla gestione ordinaria per adempiere ai compiti istituzionali, sono le seguenti:

  • Redazione di obiettivi riguardanti le attività amministrative in linea con la programmazione prevista dall’art 37 del d.l. n. 98/2011 conv. in L. n.111/2011, con particolare riferimento al tendenziale esaurimento dell’arretrato civile ultratriennale (in primo grado) e di quello ultrabiennale (in appello);
  • Implementazione dell’ufficio del processo con valutazione dei risultanti raggiunti e conseguente programmazione organizzativa;
  • Diffusione del sistema di gestione digitale del processo telematico;
  • Piani di razionalizzazione dei consumi e di efficientamento energetico si fini del conseguimento degli obiettivi di efficienza ed economicità nell’utilizzo di risorse.

Le risorse economico-finanziarie assegnate al Dipartimento

La coerenza del Piano della performance con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio consiste nel far sì che i Piani della Performance delle Amministrazioni contengano obiettivi ed indicatori sovrapponibili a quelli delle Note Integrative al bilancio di cui agli artt. 21, comma 11, lettera a) – 35, comma 2 della Legge 31 dicembre 2009, n. 196.

La programmazione strategica per il triennio in esame del Dipartimento è stata ampliata con obiettivi legati al reclutamento e valorizzazione del personale, in particolare è stato inserito l’obiettivo - “Procedure di riqualificazione ex art. 21 quater del decreto legge n. 83 del 2015” - per il quale saranno stanziati i fondi necessari in corso del presente anno. L’inserimento nella Nota Integrativa di tale nuovo obiettivo, ha determinato un maggiore peso della programmazione strategica su quella totale del Dipartimento, rispetto al triennio precedente, anche se non proprio in termini di fondi stanziati, non essendo ancora disponibili, ma piuttosto in termini di numero degli obiettivi strategici rispetto a quelli strutturali.

Anche per il triennio in esame la restante parte, quella strutturale, è stata suddivisa in quattro grandi obiettivi, proprio al fine di consentire un più agevole collegamento tra questi e i progetti operativi inseriti nel Piano della Performance, proseguendo la tendenza, già adottata nel triennio precedente, di isolare particolari attività all’interno di quelle costituenti la missione istituzionale del Dipartimento.

Riguardo alla sovrapposizione della programmazione di carattere strutturale con quella strettamente operativa ad essa collegata, presente nel Piano della Performance, essa non viene realizzata pienamente, per obiettivi, quale ad esempio quello inerente al “Funzionamento degli uffici giudiziari”, che è associato a stanziamenti che sono utilizzati sia per l’attività strettamente amministrativa che per l’attività giudiziaria, prerogativa del personale di magistratura e perciò non contenuta nel Piano della Performance.

Questo obiettivo è inoltre associato agli stanziamenti destinati a coprire le spese del personale amministrativo e di quello togato, nonché le spese di funzionamento degli uffici giudiziari, così come l’obiettivo inerente il “Funzionamento dell’amministrazione centrale” è legato agli stanziamenti destinati a coprire le spese del personale amministrativo e togato, nonché quelle di funzionamento dell’amministrazione centrale.

Riguardo agli indicatori, la maggior parte degli obiettivi strategici di bilancio sono stati declinati in piani operativi misurati con indicatori corrispondenti a quelli delle Note Integrative, ad eccezione di alcuni obiettivi, per i quali tale corrispondenza non è stata esattamente realizzata. Tale circostanza è riconducibile in parte al fatto che il Piano della Performance ha previsto un elevato livello di dettaglio delle subattività e relativi indicatori, il cui raggiungimento è comunque direttamente collegato alle macroattività riportate nella Nota Integrativa.

Relativamente alla programmazione di carattere strutturale, invece, nei piani operativi ad essa collegati sono stati utilizzati prevalentemente indicatori di risultato, legati all’avanzamento dell’attività progettuale o al raggiungimento dell’obiettivo del progetto, che meglio si collegano a quelli di bilancio.

DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

Competenze istituzionali

Il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria è deputato all’attuazione della politica dell'ordine e della sicurezza negli istituti e servizi penitenziari e del trattamento dei detenuti e degli internati, nonché dei condannati ed internati ammessi a fruire delle misure alternative alla detenzione; cura il coordinamento tecnico operativo, direzione ed amministrazione del personale e dei collaboratori esterni dell'amministrazione.

L’amministrazione penitenziaria, centrale e periferica, è strutturata in unità organizzative con a capo dirigenti di prima fascia ove operano dirigenti di seconda fascia o assimilabili. L’insieme di profili dirigenziali e non descrive una realtà multiforme: l’8% dei profili dirigenziali è rappresentato da dirigenti di seconda fascia, mentre il restante 92% sono dirigenti con contratto di diritto pubblico non ancora contrattualizzati, i c.d. dirigenti penitenziari. A questi profili si affiancano i commissari della Polizia penitenziaria, corpo che oltre a garantire direttamente ed esclusivamente la custodia, l’ordine e la sicurezza, contribuisce alla performance organizzativa amministrativa complessiva collaborando negli Uffici centrali e periferici (l’86% del personale dell’Amministrazione penitenziaria appartiene al Corpo di Polizia).

In conseguenza dell’emanazione del nuovo Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia, pubblicato in G.U. n. 148 del 29 giugno 2015) è stata ridefinita anche la composizione interna strutturale e funzionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che, attualmente, è costituito da una sede amministrativa centrale, con sede a Roma, e dai Provveditorati regionali, le Scuole di formazione e gli Istituti penitenziari, che compongono le strutture periferiche (v. contributo allegato del Dipartimento per l’attuale organigramma funzionale).

La novità più rilevante della riorganizzazione dell’amministrazione penitenziaria riguarda l’assorbimento dell’esecuzione penale esterna nel nuovo Dipartimento della giustizia minorile e di comunità, al fine di consolidare l’integrazione dei sistemi metodologici dell’esecuzione penale degli adulti con quella dei minori. L’intento è quello di creare una nuova linea strategica per rinforzare gli interventi di trattamento del ristretto e consolidare le interlocuzioni tra l’area detentiva e la comunità sociale, nonché di assicurare l’omogeneità degli interventi di esecuzione penale, sebbene attraverso una diversificazione degli strumenti da adottare, al fine di razionalizzare le risorse e ridurre la spesa di gestione, finalità che rappresenta il fulcro della riforma ministeriale in atto.

Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria si avvale di personale appartenente ai diversi profili e comparti distinti tra Dirigenza, Comparto sicurezza (Polizia penitenziaria) e Comparto ministeri.

Alla data del 1 gennaio 2016 disponeva di 43.564 unità di personale in forza, a fronte di una presenza detentiva pari a 52.164 unità. Il personale è distribuito nei diversi comparti come segue:

Dirigenza
Dirigenti Generali 16
Dirigenti 354
Totale 371

Personale
Comparto sicurezza 37.276
Comparto Ministeri 5.918
Totale 43.184

Nell’ambito dei dirigenti e del comparto ministeri sono ricompresi rispettivamente n.28 dirigenti e n. 158 personale amministrativo applicati in esecuzione penale esterna, che sono riportati dal DAP nelle more del perfezionamento del passaggio dei fondi di capitolo di bilancio, per coerenza finanziaria.

Le risorse finanziarie complessivamente assegnate ammontano a 2.732.887.854 euro come si evince dai dati della Nota integrativa al bilancio 2016.

Detenuti presenti distribuiti per tipo d'Istituto, posizione giuridica e sesso al 1 gennaio 2016
Tipo istituto Num. Donne Uomini Totale
Case di reclusione 47 316 10.780 11.096
Case circondariali 142 1.785 38.794 40.579
Istituti per le misure di sicurezza 6 6 483 489
totali 195 2.107 50.057 52.164

Tutti gli istituti penitenziari per far fronte alla missione istituzionale, si avvalgono delle seguenti risorse umane finanziarie, distribuite sull’intero territorio nazionale negli istituti precedentemente indicati.

Dirigenti - 212 -€ 20.300.000
Personale Comparto Sicurezza - 34.770 - € 1.749.100.000
Personale Comparto Ministeri - 3.476 - € 134.200.000
Totale - 38.458 - € 1.903.600.000

L’insieme degli istituti penitenziari assorbe il 93% della Polizia Penitenziaria, il 59% del Comparto Ministeri ed il 60% dei Dirigenti per un totale del 88% di tutto il personale impiegato.
Relativamente alle risorse finanziarie, il “settore detentivo” raccoglie costi diretti (destinati al mantenimento, alla cura, allo studio, alle attività lavorative e quant’altro attinente alla popolazione detenuta) e costi indiretti (provenienti dalla ripartizione delle spese relative ai servizi ed alle utenze come la mensa, i canoni, le manutenzioni, ecc.).

Costi diretti e Costi indiretti

Interventi a favore dei detenuti - € 188.318.596
Costi ripartiti (stimati) - € 200.000.000
Totale - € 388.318.596

Gli obiettivi strategici del Dipartimento

Preliminarmente alla individuazione delle aree strategiche per l’anno 2016 occorre accennare ai vincoli di contesto esterni ed interni che caratterizzano l’attuale realtà penitenziaria.

Il 2016 è innanzitutto permeato da quegli effetti evolutivi sul rispetto della dignità umana in condizioni di restrizione che hanno seguito la nota sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani c.d. Torreggiani dell’8 gennaio 2013.
In secondo luogo, l’attività del Dipartimento non potrà non ispirarsi agli esiti degli Stati generali dell’esecuzione penale 2015, un ampio processo di consultazione pubblico che ha coinvolto nel dibattito penitenziario giuristi, intellettuali, accademici e i maggiori rappresentanti del terzo settore e dunque la cittadinanza attiva.

Infine, il 2016 è l’anno in cui sarà pienamente realizzata l’emancipazione operativa dell’esecuzione penale esterna entro il nuovo Dipartimento della giustizia minorile e di comunità.

La nuova probation accorperà in un unico dipartimento tutte le misure alternative alla detenzione sia che riguardino minori sia che riguardino adulti. La crescita del settore, con effetti deflativi diretti ed indiretti sulla popolazione detenuta adulta, è garantita dal nuovo spettro di misure alternative alla detenzione che è stato incrementato sia in senso longitudinale che in senso latitudinale.

Gli aspetti legati alla trasformazione della probation e al suo passaggio di competenze sono quelli che meglio definiscono la pregnanza del processo di riorganizzazione per l’Amministrazione penitenziaria, per il forte rilievo che assume anche sulla riorganizzazione interna di ordine strutturale e funzionale.

Il contesto interno è infatti segnato da importanti accorpamenti funzionali endo-dipartimentali (che richiedono complessivi processi di reingegnerizzazione e ri-mappature operative) e di dislocazione verso altri Dipartimenti del Dicastero della giustizia di funzioni prima assolte direttamente (l’esempio del complesso ambito dei contratti e degli acquisti e dell’esecuzione penale esterna).

Altri aspetti vincolanti sono il contenimento della spesa pubblica considerata l’esiguità delle risorse finanziarie fissate dalla legislazione vigente e dalle misure di riduzione e revisione della stessa; l’adeguamento ai dispositivi della Legge 190/2012 Anticorruzione, del Decreto legislativo 33/2013 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza  e trasparenza delle pubbliche amministrazioni e, del Decreto legislativo 39/2013 in materia di  inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della Legge 190/2012.

Ciò premesso, verranno di seguito illustrati, per aree tematiche, i principali piani d’azione dell’amministrazione penitenziaria.

Per coerenza finanziaria, ancora per quest’anno, la pianificazione è formalmente comprensiva dell’azione programmatica sulla priorità n. 44 – Gestione dell’esecuzione penale esterna, nella sostanza fattuale a cura del nuovo Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità nelle more della ri-attribuzione finanziaria dei relativi capitoli di Bilancio.

Con riferimento alla tematica della detenzione e del trattamento proseguirà l’attività di monitoraggio del Dipartimento relativa alla realizzazione presso gli Istituti del c.d. “regime aperto” e sulle modalità di realizzazione della c.d. “sorveglianza dinamica” sul territorio nazionale secondo le linee guida di cui alla circolare n.3649/6099 del 22.07.2013.

Il monitoraggio, oltre che a fini di verifica, consentirà di esaminare le caratteristiche dei sistemi attuati anche al fine di individuare “buone prassi” operative che possano essere condivise e successivamente diffuse come modus operandi a livello nazionale.

In continuità con la riforma in atto, il Dipartimento intende investire nella valorizzazione di un modello di integrazione con le risorse del territorio e del privato sociale che produca maggiori opportunità trattamentali, in particolare, rispetto: ad attività istruttivo/formative, tramite la partecipazione al Comitato Paritetico Nazionale, istituito a seguito del protocollo siglato il 23 ottobre 2012 tra Ministro della Giustizia e Ministro dell’istruzione per superare le criticità segnalate dagli istituti e per valorizzare le buone prassi; ad attività culturali ricreative e sportive; al lavoro e alla formazione professionale.

In particolare, al fine di incrementare l’offerta occupazionale, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, il Dipartimento si impegnerà ad incrementare le sinergie con il mondo esterno imprenditoriale e cooperativistico, con il Ministero del lavoro e con il Ministero dello sviluppo economico, con l’Agenzia delle Entrate, con il Ministero delle Politiche Agricole; a supportare i provveditorati regionali e le direzioni di istituto nello scambio di conoscenze e di esperienze per elaborare proposte innovative; a porre particolare attenzione all’offerta formativa e lavorativa della popolazione detenuta femminile.

Sugli aspetti di assistenza sanitaria, proseguirà la promozione sul territorio della collaborazione tra Regioni ed ASL per la costruzione di presidi sanitari adeguati ai bisogni di salute dei detenuti alla luce delle Linee guida in materia di modalità di erogazione dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari per adulti (implementazione delle reti sanitarie regionali e nazionali) approvate dalla Conferenza unificata e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 64 del 18.3.2015.

Con riguardo alle misure di sicurezza, il percorso intrapreso per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari di cui all’art. 3 ter della Legge 17 febbraio 2012, n. 9 e successive modifiche, si è concluso il 31 marzo 2015, data dell’ultima proroga fissata dal Decreto-Legge 31 marzo 2014, n. 52, recante “Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari” convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 maggio 2014, n. 81.

Il processo di superamento degli OPG è stato accompagnato dalla realizzazione, che si concluderà nel 2016, all’interno degli Istituti Penitenziari ordinari, di apposite Sezioni denominate “Articolazioni per la tutela della Salute Mentale”, che - previste dall’Accordo del 13 ottobre 2011, sancito in Conferenza Unificata in attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° ottobre 2008 – sono dedicate all’accoglienza dei detenuti appartenenti a specifiche categorie giuridiche da sempre ospitati negli OPG per ricevere le necessarie cure ed assistenza psichiatriche.

Tali Sezioni sono pensate per garantire la tutela della salute mentale, privilegiando la prevenzione, nonché per favorire il recupero ed il reinserimento sociale dei soggetti con disturbi psichiatrici, anche nel rispetto del principio di territorialità della pena.

Con riguardo ai rimedi risarcitori di cui alla sentenza Torreggiani, proseguirà l’attività del contenzioso davanti alla magistratura sui rimedi preventivi ex art. 35-bis e sui rimedi risarcitori ex art. 35-ter OP, per fronteggiare i quali si è istituito apposito servizio all’inizio del 2015, nonché l’avvio alla liquidazione delle somme di denaro dovute dall’Amministrazione penitenziaria a seguito di condanna.

Relativamente al personale e alla formazione, coerentemente con lo scenario in atto, l’attività formativa seguiterà ad essere ispirata al tema della “detenzione dignitosa, soggettivamente utile e sicura” declinato prioritariamente nell’ambito dei corsi di formazione iniziali o d’accesso e, compatibilmente con le risorse, nei corsi di aggiornamento del personale. Proseguirà la formazione sulla messa alla prova processuale, sulle norme deflattive e i sui ricorsi giurisdizionali che investono l’amministrazione.

L’azione formativa erogata, la qualità e il livello di partecipazione alla stessa consentono di orientare la strategia di intervento generale anche nella fusione tra le due attuali agenzie formative (Istituto di Studi penitenziari e Direzione generale del personale e della formazione).

Nell’istituenda Direzione generale della formazione, gli obiettivi strategici – che si aggiungono ai temi tradizionali del trattamento, della sicurezza e all’aggiornamento nelle materie comuni della dirigenza pubblica e del pubblico dipendente – riguarderanno la valorizzazione dei temi attinenti al sistema delle pene, con particolare riferimento alla messa alla prova processuale; l’avviamento di un sistema formativo integrato esteso a tutto il personale dell’Amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità e di processi di autoformazione, tramite i servizi informativi disponibili;

In merito all’edilizia penitenziaria, l’introduzione di interventi di carattere normativo (Legge 94/2013; D.L. 146/2013, convertito nella Legge 10/2014, Legge 67/2014), organizzativo e strutturale, hanno efficacemente conseguito gli effetti deflativi sulla popolazione ristretta e ciò ha permesso il superamento delle situazioni di grave emergenza del 2014.

La diffusione e stabilizzazione del modello penitenziario derivato da tutti gli interventi messi in campo esige continuità di obiettivi e di programmi per consolidare il processo di differenziazione delle strutture penitenziarie.
Sul punto, le linee operative dell’azione infrastrutturale edile del Dipartimento sono le seguenti:

  1. Incremento delle dimensioni e della qualità degli spazi utilizzati per il movimento, per le iniziative culturali e trattamentali e per la socialità dei detenuti;
  2. Prosecuzione nell’azione manutentiva straordinaria finalizzata all’adeguamento delle strutture penitenziarie ed in particolare delle camere detentive, alle prescrizioni del DPR 230/2000;
  3. Manutenzione straordinaria indirizzata all’ammodernamento delle strutture penitenziarie e degli impianti ad esse connesse e funzionali;
  4. Progettazione ed esecuzione di interventi per l’efficienza e risparmio energetico presso le strutture carcerarie;
  5. Perfezionamento delle iniziative già intraprese e valutazione di ulteriori differenti iniziative per la riduzione dei tempi di pagamento e per la dematerializzazione e informatizzazione dei processi di gestione;
  6. Prosecuzione del graduale rinnovo dell’intero parco auto del Corpo di polizia penitenziaria; a questo processo sarà affiancato uno studio comparativo tra possibilità di acquisto di veicoli di nuova concezione e possibilità di stipulare convenzione Consip per l’affitto di lungo termine che garantirebbe anche assistenza tecnica qualificata e la sostituzione periodica degli automezzi prevista dalla convenzione.

In materia di contenzioso, in riferimento all’adeguamento al nuovo processo civile telematico (art. 16 D.L. 179/2012), saranno poste in essere le attività necessarie ad un pronto dispiegamento di programma per la redazione atti che consenta ai funzionari dell’amministrazione lo svolgimento di attività difensive.

In tema di cooperazione internazionale l’attività verterà sul rafforzamento della cooperazione in ambito internazionale attraverso l’elaborazione dei dati relativi alle statistiche del Consiglio d’Europa SPACE I E SPACE II, lo studio e il confronto tra i sistemi penitenziari, l’organizzazione di visite di delegazioni straniere in Italia, l’organizzazione di missioni all’estero di rappresentanti DAP, la realizzazione di tutte le attività relative al Twinning project con l’Algeria.

Infine, rispetto all’esecuzione penale esterna, l’azione per il 2016 dovrà essere collegata alla ridefinizione di un piano di ricollocazione/determinazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie idonee, per far fronte all’incremento delle misure alternative derivante dalle recenti riforme legislative.

Gli obiettivi prioritari si concretizzano sinteticamente nel favorire l’accesso alle misure alternative alla detenzione, nonché quello relativo alla messa alla prova ed ai Lavori di pubblica utilità sia attraverso il raggiungimento di elevati standard di qualità dei servizi di inclusione sociale e di riabilitazione dei soggetti in esecuzione penale esterna.

Dagli obiettivi strategici agli obiettivi operativi

Gli obiettivi strategici prima descrittivamente illustrati (si rimanda, per il dettaglio, al contributo del DAP allegato) costituiscono linee di azione in cui sono scomposti il mandato istituzionale e la missione del Dipartimento.
Di seguito verrà presentato l’albero della performance riassuntivo degli obiettivi strategici e strutturali del Dipartimento come declinati alle singole Direzioni Generali, rimettendo alle tavole sinottiche di cui al contributo allegato del Dipartimento, per l’illustrazione analitica di tutti gli elementi della programmazione.

Albero della performance: dagli obiettivi strategici a quelli operativi

 

 

albero delle performance  

 

albero dei provveditorati regionali 


I target individuati e le risorse economiche finanziarie assegnate

La seguente tabella esplicita la coerenza del Piano con i contenuti ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio evidenziando la correlazione degli obiettivi alle risorse disponibili.

 

Nota integrativa di bilancio riassuntiva ed integrata (Legge n.º 208 del 28/12/2015)
Obiettivi da perseguire Anno Stanziamenti C/competenza Indicatori
Descrizione Tipo Valori target
Area strategica
2 – Valorizzazione delle risorse umane
2016 € 43.926.319 % del personale interessato Indicatore di risultato (output) 90%
% dei giudizi positivi sul totale dei giudizi espressi Indicatore di impatto (outcome) 85%
2017 € 43.926.261 % del personale interessato Indicatore di risultato (output) 90%
% dei giudizi positivi sul totale dei giudizi espressi Indicatore di impatto (outcome) 90%
2018 € 43.728.135 % del personale interessato Indicatore di risultato (output) 90%
% dei giudizi positivi sul totale dei giudizi espressi Indicatore di impatto (outcome) 90%
Area strategica
5 - Infrastrutture
2016 € 54.357.593 Indice di affollamento degli Istituti penitenziari Indicatore di impatto (outcome) 100%
Capienza regolamentare in numero di capienza giornaliera nella totalità degli II.PP. Indicatore di risultato (output) n. posti 52.000
Realizzazione di ambienti attrezzati per le attività in comune nelle case di reclusione Indicatore di risultato (output) mq 15.000
Riduzione delle locazioni passive Indicatore di realizzazione finanziaria € 300.000
2017 € 54.125.318 Indice di affollamento degli Istituti penitenziari Indicatore di impatto (outcome) 100%
Capienza regolamentare in numero di capienza giornaliera nella totalità degli II.PP. Indicatore di risultato (output) n. posti 55.000
Realizzazione di ambienti attrezzati per le attività in comune nelle case di reclusione Indicatore di risultato (output) mq 25.000
Riduzione delle locazioni passive Indicatore di realizzazione finanziaria € 500.000
2018 € 53.565.672 Indice di affollamento degli Istituti penitenziari Indicatore di impatto (outcome) 100%
Capienza regolamentare in numero di capienza giornaliera nella totalità degli II.PP. Indicatore di risultato (output) n. posti 60.000
Realizzazione di ambienti attrezzati per le attività in comune nelle case di reclusione Indicatore di risultato (output) mq 30.000
Riduzione delle locazioni passive Indicatore di realizzazione finanziaria € 600.000
Area strategica
44 – Gestione dell?esecuzione penale esterna
2016 € 67.354.212 Condannati sottoposti a misure alternative Indicatore di risultato (output) 30.000
2017 € 66.533.611 35.000
2018 € 63.636.187 40.000
Area strategica
48 – Miglioramento delle condizioni di detenzione
2016 € 159.127.613 Lavoro alle dipendenze dell'amministrazione Indicatore di risultato (output) 25%
Lavoro alle dipendenze di imprese private o cooperative Indicatore di risultato (output) 6%
Istruzione - percentuale dei detenuti che hanno frequentato un corso di alfabetizzazione e di istruzione scolastica Indicatore di risultato (output) 37%
Formazione professionale - percentuale di detenuti che frequentano un corso di alfabetizzazione e di istruzione scolastica Indicatore di risultato (output) 4%
2017 € 158.376.160 Lavoro alle dipendenze dell'amministrazione Indicatore di risultato (output) 25%
Lavoro alle dipendenze di imprese private o cooperative Indicatore di risultato (output) 7%
Istruzione - percentuale dei detenuti che hanno frequentato un corso di alfabetizzazione e di istruzione scolastica Indicatore di risultato (output) 40%
Formazione professionale - percentuale di detenuti che frequentano un corso di alfabetizzazione e di istruzione scolastica Indicatore di risultato (output) 5%
2018 € 156.942.478 Lavoro alle dipendenze dell'amministrazione Indicatore di risultato (output) 25%
Lavoro alle dipendenze di imprese private o cooperative Indicatore di risultato (output) 10%
Istruzione - percentuale dei detenuti che hanno frequentato un corso di alfabetizzazione e di istruzione scolastica Indicatore di risultato (output) 45%
Formazione professionale - percentuale di detenuti che frequentano un corso di alfabetizzazione e di istruzione scolastica Indicatore di risultato (output) 6%
Area strategica
49 – Sviluppo di regimi di detenzione aperti e responsabilizzanti al trattamento rieducativo e della vigilanza dinamica
2016 € 20.233.703 Livello di disagio da sovraffollamento degli istituti penitenziari. Indicatore di risultato (output) 30%
Percentuale dei detenuti ed internati in regime di trattamento rieducativo aperto e della vigilanza dinamica da parte della Polizia penitenziaria Indicatore di risultato (output) 45%
2017 € 19.882.352 Livello di disagio da sovraffollamento degli istituti penitenziari. Indicatore di risultato (output) 20%
Percentuale dei detenuti ed internati in regime di trattamento rieducativo aperto e della vigilanza dinamica da parte della Polizia penitenziaria Indicatore di risultato (output) 55%
2018 € 19.846.538 Livello di disagio da sovraffollamento degli istituti penitenziari. Indicatore di risultato (output) 10%
Percentuale dei detenuti ed internati in regime di trattamento rieducativo aperto e della vigilanza dinamica da parte della Polizia penitenziaria Indicatore di risultato (output) 50%
Area strategica
57 – Pianificazione della spesa e razionalizzazione dei consumi
2016 € 4.851.211 Riduzione dell'esposizione debitoria verso i fornitori di beni e di servizi. Indicatore di risultato (output) €15.mln
Riduzione dei tempi di pagamento delle fatture per la fornitura di beni e servizi Indicatore di risultato (output) gg. 90
2017 € 4.793.335 Riduzione dell'esposizione debitoria verso i fornitori di beni e di servizi. Indicatore di risultato (output)  
Riduzione dei tempi di pagamento delle fatture per la fornitura di beni e servizi Indicatore di risultato (output) gg. 30
2018 € 4.683.434 Riduzione dell'esposizione debitoria verso i fornitori di beni e di servizi. Indicatore di risultato (output)  
Riduzione dei tempi di pagamento delle fatture per la fornitura di beni e servizi Indicatore di risultato (output) gg. 30
Area strategica
58 – Controllo interno e valutazione dei dirigenti
2016 € 2.499.656 Volume delle attività e dei risultati misurati ai fini della valutazione della performance Indicatore di risultato (output) 65%
2017 € 2.470.172 90%
2018 € 2.435.916 90%
Area strategica
45 – Politiche di ordine e sicurezza degli istituti penitenziari
2016 € 1.894.216.790 Evasioni dagli istituti penitenziari e durante le traduzioni Output (risultati) n. 3
Traduzioni effettuate nell?arco dell?anno Output (risultati) 140.000
Eventi critici auto o etero aggressivi pregiudizievoli per l?ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari Output (risultati) 7.000
2017 € 1.857.690.959 Evasioni dagli istituti penitenziari e durante le traduzioni Output (risultati) n. 2
Traduzioni effettuate nell?arco dell?anno Output (risultati) 140.000
Eventi critici auto o etero aggressivi pregiudizievoli per l?ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari Output (risultati) 6.000
2018 € 1.858.017.827 Evasioni dagli istituti penitenziari e durante le traduzioni Output (risultati) n. 2
Traduzioni effettuate nell?arco dell?anno Output (risultati) 135.000
Eventi critici auto o etero aggressivi pregiudizievoli per l?ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari Output (risultati) 5.000
Area strategica 46 – Mantenimento dello standard minimo di gestione delle strutture e dei servizi penitenziari 2016 € 513.716.797 Riduzione, mediante accorpamento, dei centri di spesa per forniture di beni e servizi, riduzione dei centri di gestione del personale Indicatore di impatto (out come) 20%
Piano di efficientamento energetico e riduzione dei consumi Indicatore di realizzazione finanziaria € 1.000.000
2017 € 503.833.331 Riduzione, mediante accorpamento, dei centri di spesa per forniture di beni e servizi, riduzione dei centri di gestione del personale Indicatore di impatto (out come) 25%
Piano di efficientamento energetico e riduzione dei consumi Indicatore di realizzazione finanziaria € 3.000.000
2018 € 500.531.136 Riduzione, mediante accorpamento, dei centri di spesa per forniture di beni e servizi, riduzione dei centri di gestione del personale Indicatore di impatto (out come) 25%
Piano di efficientamento energetico e riduzione dei consumi Indicatore di realizzazione finanziaria € 5.000.000

 

 

DIPARTIMENTO DELLA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ

 

Competenze istituzionali

Il nuovo Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, istituito con il più volte richiamato D.P.C.M. 15 giugno 2015, n. 84, esercita le funzioni attribuite dalla legge al Ministero della Giustizia in materia di minori e quelli inerenti l'esecuzione penale esterna e la messa alla prova degli adulti nonché la gestione amministrativa del personale e dei beni ad essi relativi.
L'Amministrazione centrale del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità si compone di due Direzioni Generali:

  1. Direzione generale del personale, delle risorse e per l'attuazione dei provvedimenti del giudice minorile che cura l’esecuzione dei provvedimenti del giudice minorile in area penale esterna e in area penale interna; organizzazione e coordinamento dei servizi minorili; coordinamento delle strutture minorili sul territorio; promozione di interventi di prevenzione della devianza; rapporti, consulenze e convenzioni con gli enti locali per l’attività trattamentale; promozione della giustizia riparativa e della mediazione; assunzione e gestione del personale dell’Amministrazione; gestione del personale di Polizia penitenziaria; relazioni sindacali; provvedimenti disciplinarti; progettazione e gestione dei beni e dei servizi.
  2. Direzione generale per l'esecuzione penale esterna e di messa alla prova che si occupa dell’organizzazione e coordinamento degli uffici territoriali per l’esecuzione penale esterna; monitoraggio delle attività degli uffici di esecuzione penale esterna; rapporti con gli enti locali e le organizzazioni i volontariato per l’attività trattamentale; attuazione ed esecuzione dei provvedimenti della magistratura di sorveglianza; organizzazione dei servizi per l’esecuzione delle misure alternative alla detenzione o di comunità; organizzazione e coordinamento degli uffici dell'esecuzione penale esterna negli istituti penitenziaria; coordinamento e indirizzo per l’esecuzione delle misure di sicurezza; attuazione ed esecuzione dei provvedimenti della magistratura ordinaria e onoraria; organizzazione dei servizi per l’esecuzione delle pene non detentive o sanzioni di comunità; convenzioni con gli enti e le organizzazioni di volontariato per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai fini della mesa alla prova.

Sul territorio nazionale operano per la Giustizia minorile e di comunità:

  • Centri per la Giustizia Minorile (11) - Organi del decentramento amministrativo con territorio di competenza generalmente pluriregionale, corrispondente anche a più Corti d’Appello. Essi esercitano funzioni di programmazione tecnica ed economica, controllo e verifica nei confronti dei Servizi Minorili da essi dipendenti (Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni, Istituti Penali per i Minorenni, Centri di Prima Accoglienza, Comunità) e di collegamento con gli enti locali in base alla normativa vigente e alle direttive emanate dall’articolazione dipartimentale centrale. Stipulano, fra l’altro, convenzioni e protocolli d’intesa con Enti pubblici, del privato sociale e con le Università. I Centri saranno rivisitati nel numero e nelle competenze attraverso i decreti attuativi previsti dal DPCM 15 giugno 2015, n. 84.
  • Istituti Penali per Minorenni (19) - Assicurano l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria quali la custodia cautelare, detentiva o l’espiazione di pena dei minorenni autori di reato. Gli I.P.M. ospitano anche ultra-diciottenni, fino al compimento dei 25 anni, quando il reato sia stato commesso prima del compimento della maggiore età.
  • Centri di Prima Accoglienza (25) - Ospitano i minorenni in stato di arresto, fermo o accompagnamento sino all’udienza di convalida (entro le 96 ore) assicurando la permanenza degli stessi, senza caratterizzarsi come strutture di tipo carcerario.
  • Comunità (12) - Rispondono al duplice mandato istituzionale di assicurare l’esecuzione delle misure penali e di restituire il minorenne al contesto sociale di appartenenza.
  • Centri Diurni Polifunzionali (3) – Sono Servizi minorili non residenziali per l’accoglienza diurna dei minori. Offrono attività educative, di studio e formazione lavoro nonché ludico-ricreative e sportive dirette ai minori e giovani adulti del circuito penale con possibilità di accoglienza di minori in situazione di devianza, disagio sociale e a rischio, anche non sottoposti a procedimento penale.
  • Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (29) – Forniscono assistenza ai minorenni autori di reato in ogni stato e grado del procedimento penale. Attuano gli interventi previsti dalla legge contro la violenza sessuale e quelli previsti dalla Convenzione de l’Aja. Forniscono, inoltre, elementi conoscitivi concernenti il minorenne soggetto a procedimento penale e concrete ipotesi progettuali concorrendo alle decisioni dell’Autorità Giudiziaria Minorile (A.G.). Svolgono attività di sostegno e controllo nella fase di attuazione del provvedimento dell’A.G. a favore dei minori sottoposti a misure cautelari non detentive in accordo con gli altri Servizi Minorili della Giustizia e degli Enti Locali. Attività sinergiche con gli enti locali, le associazioni di volontariato, le cooperative sociali per le attività di reinserimento ed inclusione sociale.
  • Uffici interdistrettuali di esecuzione penale esterna (11) – Organi del decentramento amministrativo con territorio di competenza generalmente pluriregionale, corrispondente anche a più Corti d’Appello. Essi esercitano funzioni di indirizzo, coordinamento, verifica dell’attività degli uffici distrettuali e locali, promozione di iniziative progettuali, raccordo nei rapporti con gli enti territoriali, gli enti pubblici e privati, il terzo settore ed il volontariato.
  • Uffici distrettuali di esecuzione penale esterna (18) – provvedono, all’attuazione negli uffici locali e nelle sezioni distaccate, delle direttive e degli indirizzi operativi in materia di esecuzione penale esterna.
  • Uffici per l’esecuzione penale esterna – Intervengono sull’esecuzione delle sanzioni penali non detentive e delle misure alternative alla detenzione; elaborano e propongono alla magistratura il programma di trattamento da applicare e ne verificano la corretta esecuzione da parte degli ammessi a tali sanzioni e misure (messa alla prova, affidamento in prova al servizio sociale, esecuzione del lavoro di pubblica utilità, sanzioni sostitutive della detenzione, misure di sicurezza).

Ai sensi del nuovo regolamento l’attività di formazione e aggiornamento professionale viene svolta dalla Direzione generale della formazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in raccordo, per le scelte gestionali, con il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità è Autorità centrale per le seguenti convenzioni internazionali e regolamenti comunitari:

  • Convenzione in materia di protezione dei minori (L’Aja 5.10.1961) (tutela dei minori a rischio e dei loro beni).
  • Convenzione europea relativa al rimpatrio dei minori”, fatta a L'Aja il 28 maggio 1970.
  • Convenzione sul riconoscimento delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento (Lussemburgo 20.5.1980).
  • Convenzione sugli aspetti civili della Sottrazione Internazionale di Minori (L’Aja 25.10.1980) (istanze di rimpatrio dei minori e esercizio del diritto di visita).
  • Regolamento n. 2201/2003 del Consiglio del 27.11.2003 (detto anche Bruxelles II Bis) (competenza, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale).
  • Convenzione sull’esazione internazionale di prestazioni alimentari nei confronti dei figli e di altri membri della famiglia (L’Aja 23.11.2007).
  • Regolamento n. 4/2009 del Consiglio del 18.12.2008 (competenza, legge applicabile, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni e cooperazione in materia di obbligazioni alimentari).

Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità garantisce temporaneamente il funzionamento degli Uffici Giudiziari Minorili (Tribunali per i Minorenni e relative Procure) di Bologna, Caltanissetta, Catanzaro, Firenze, L’Aquila, Napoli, Palermo, Potenza, Torino, Venezia e Roma.

Gli obiettivi strategici del Dipartimento

Le linee di indirizzo politico istituzionale del Ministro della Giustizia per l’anno 2016 riguardanti, per le competenze ad essa demandate, anche la giustizia minorile e di comunità sono:

  • Priorità politica 1: le politiche per l'efficienza gestionale, tramite la razionalizzazione e la riorganizzazione del sistema di distribuzione del personale;
  • Priorità politica 2 - razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero:
  • Priorità politica 3 - miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa;
  • Priorità politica 4 - diffusione dei progetti di innovazione per gli uffici giudiziari e le altre articolazioni territoriali del ministero, attraverso l’utilizzazione dei fondi strutturali europei,
  • Priorità politica 6 - potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti e incremento del loro utilizzo;
  • Priorità politica 7 - razionalizzazione e tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili per ridurre il debito dell’amministrazione nei confronti dei privati, nonché per la riduzione dei tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture;
  • Priorità politica 8 - deciso miglioramento delle condizioni di detenzione;
  • Priorità politica 9 - Razionalizzazione e revisione delle infrastrutture e dell’edilizia degli istituti penitenziari e minorili;
  • Priorità politica 10 - Attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione;
  • Priorità politica 12 - Rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale.

Alle linee di indirizzo politico sopraindicate sono riconducibili i seguenti obiettivi (strategici e strutturali) della giustizia minorile e di comunità:

  • Predisposizione dell’Ordinamento penitenziario minorile e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà nei confronti dei soggetti che abbiano commesso reato da minorenni (obiettivo strutturale)
  • Mantenimento dello standard minimo per la funzionalità dei Servizi e degli Uffici Minorili, attraverso un costante monitoraggio delle spese, per conseguire il contenimento dei costi e una riduzione delle inevitabili spese debitorie (obiettivo strutturale)
  • Assicurazione delle attività istituzionali per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza all'interno degli istituti e garantire le attività di traduzione e piantonamento dei minori e dei giovani adulti (obiettivo strutturale)
  • Assicurazione delle attività istituzionali ordinarie relative alla gestione del personale, nell'ambito del budget assegnato (obiettivo strutturale)
  • Interventi di trattamento, accoglienza, accompagnamento, assistenza socio-educativa e mantenimento dei minori e dei giovani adulti soggetti a provvedimenti giudiziari, al fine di assicurare una riduzione della recidiva e la realizzazione di politiche attive di reinserimento e di diffusione della cultura della legalità attraverso le attività di trattamento, accoglienza ed assistenza socio-educativa dei minori e dei giovani adulti, il loro mantenimento nelle strutture residenziali, le attività di mediazione culturale e penale, le attività culturali, ricreative e sportive, di istruzione, formazione, orientamento, avviamento al lavoro ed altro, svolte in collaborazione con gli attori sociali del territorio, il loro collocamento nelle comunità private. Sviluppo di accordi e protocolli di intesa con le regioni, gli enti locali, il volontariato ed il terzo settore per attività volte a rafforzare la tutela dei diritti dei minori ed il contrasto della recidiva. Promozione e implementazione delle attività formative e di inserimento lavorativo per i minori dell’area penale attraverso accordi con le regioni, il volontariato ed il terzo settore. Potenziamento degli interventi di giustizia riparativa e di mediazione penale (obiettivo strategico)
  • Assicurare il sostegno procedurale nelle attività istituzionali e nei rapporti internazionali connessi all'applicazione delle convenzioni internazionali e dei regolamenti europei per i quali il Dipartimento è Autorità Centrale (obiettivo strutturale)
  • Formazione del personale attraverso azioni formative rivolte agli operatori della giustizia minorile (obiettivo strutturale)
  • Promozione e attuazione di processi di studio e di ricerca anche a livello internazionale e con la partecipazione ai progetti europei e diffusione della conoscenza in materia attraverso la funzionalità del Centro Europeo di Studi di Nisida, del centro di documentazione e la pubblicazione della rivista Esperienze di Giustizia Minorile (obiettivo strategico).
  • Garantire il funzionamento degli apparati informatici e delle procedure dei sistemi informativi automatizzati, in particolare del Sistema informativo dei servizi minorili (SISM) e del sistema gestionale per il personale. Sviluppo di procedure di business intelligence a supporto dell’attività decisionale (obiettivo strutturale)
  • Adeguamento alle necessità dei Servizi delle dotazione di automezzi, mobili ed arredi per assicurare il mantenimento della funzionalità degli uffici e dei servizi (obiettivo strutturale)
  • Mantenimento e potenziamento delle strutture minorili attraverso la razionalizzazione ed il recupero delle strutture già in uso (obiettivo strutturale).

Tali obiettivi impegneranno tutte le articolazioni centrali e periferiche dell'amministrazione.

Gli obiettivi così individuati sono declinabili in azioni o attività negli obiettivi operativi già individuati nell'ambito della Nota Integrativa alla Legge di Bilancio.

Rinviando all’allegato documento della giustizia minorile e di comunità per l’esame degli obiettivi strutturali, legati strettamente all’attività istituzionale del Dipartimento, verranno di seguito esaminati i due obiettivi strategici della giustizia minorile, con le corrispondenti priorità politiche, gli indicatori ed i target di riferimento.

  • Priorità politica n. 8 (Miglioramento delle condizioni di detenzione)
  • Obiettivo strategico: Interventi di trattamento, accoglienza, accompagnamento, assistenza socio-educativa e mantenimento dei minori soggetti a provvedimenti giudiziari, organizzazione e attuazione degli interventi nei loro confronti.

I fondi disponibili sono destinati ad interventi dei Servizi Minorili della Giustizia per l’esecuzione dei provvedimenti penali emessi dall’Autorità Giudiziaria Minorile e le conseguenti attività di trattamento, accoglienza ed assistenza socio-educativa dei minori, loro mantenimento nelle strutture residenziali, collocamento dei minori in comunità private, attività di mediazione culturale e penale, attività nei confronti dei minori e giovani adulti dell’area penale interna ed esterna; attività culturali, ricreative e sportive, di istruzione, formazione, avviamento al lavoro in collaborazione con gli Enti titolari delle funzioni e delle competenze in materia. Progetti finalizzati alla riduzione della recidiva attraverso la realizzazione di politiche attive di reinserimento sociale e la diffusione della cultura della legalità.

Le priorità di spesa per l’utenza in carico ai Servizi Minorili vengono così delineate:

  1. Il mantenimento, comprendente le spese di: vitto, lavanderia, barberia, vestiario, stoviglie, provviste alimentari, materiali ed accessori d’uso, traduzione ed accompagnamento dei minori e giovani adulti per l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
     
  2. Le attività e gli interventi destinati all’accoglienza e al trattamento dei minori e giovani adulti quali:
    • attività ricreative, culturali, sportive,
    • sussidi, premi, mercedi,
    • formazione/lavoro (borse-lavoro, tirocini formativi, etc…),
    • lavoro,
    • mediazione culturale,
    • mediazione penale e attività socialmente utili,
    • spese sanitarie in attesa del trasferimento di competenze per la Regione Sicilia.

      Le Direzioni dei Centri dovranno considerare, nella diversità delle risorse operative dei Servizi Minorili e delle risorse del territorio, interventi programmati per tutto l’anno 2016 sia in area penale interna, sia in area penale esterna.
       
  3. I collocamenti in comunità ministeriali e del privato sociale.
     
  4. I progetti innovativi.

RISORSE

Stanziamenti in c/competenza 2016 € 25.405.698

 

Ripartizione stanziamenti previsti sull'obiettivo per CdR
Centro di responsabilità responsabile della esecuzione dell'obiettivo categoria capitolo stanziamenti competenza
DG personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 5 2131 400.000
9 2133 4.198
12 2071 1.500
2 2134 25.000.000
Totale obiettivo n. 4 25.405.698

 

Indicatori associati all'obiettivo
Descrizione indicatore Tipo indicatore Valore obiettivo dell'indicatore nel 2015
Numero di ingressi in Centri di prima accoglienza indicatore di realizzazione fisica 1.000<= x
<=1.300
Numero delle giornate complessive di presenza negli Istituti penali per i minorenni indicatore di realizzazione fisica 135.000<= x
<=175.000
Numero delle giornate complessive di presenza nelle Comunità indicatore di realizzazione fisica 280.000<= x
<=330.000
Numero dei minori presi in carico dagli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni indicatore di realizzazione fisica 19.000<= x
<=21.000

 

  • Priorità politica n.12: cooperazione giudiziaria internazionale.
  • Obiettivo strategico: Promozione e attuazione di processi di studio e di ricerca anche a livello internazionale; partecipazione ai progetti europei; funzionalità del Centro Europeo di Studi di Nisida e del network dei referenti locali per la ricerca. Attività internazionale.

Prosecuzione delle attività e progettualità in corso. Avvio dei progetti approvati e cofinanziati dall’Unione Europea. Elaborazione di nuove progettazioni in base ai programmi di finanziamento dell'Unione Europea. Attività istituzionali inerenti la ricerca, la documentazione e i rapporti internazionali (per i dettagli dei progetti in corso di esecuzione ed in fase di avvio, v. documento del Dipartimento, in appendice).

RISORSE

Stanziamenti in c/competenza 2016 € 78.440

Ripartizione stanziamenti previsti sull'obiettivo per CdR
Centro di responsabilità responsabile della esecuzione dell'obiettivo categoria capitolo stanziamenti competenza
Ufficio IV - Capo del Dipartimento 2 2151 77.236
Totale obiettivo n. 7 77.236

 

Indicatori associati all'obiettivo
Descrizione indicatore Tipo indicatore Valore obiettivo dell'indicatore nel 2016
Ammontare risorse finanziarie utilizzate su totale risorse cofinanziate dall’Unione Europea indicatore di realizzazione finanziaria 100%
Numero progetti attivi, pubblicazioni e seminari realizzati indicatore di realizzazione fisica 5

 

Le risorse economico-finanziarie assegnate al Dipartimento
Obiettivi Attuatore Stanziamenti
1 D.G. personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 9.991.793
2 D.G. personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 57.599.939
3 D.G. personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 44.049.194
4 D.G. personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 25.405.698
5 Uffici Capo Dipartimento 47.600
6 D.G. personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 37.678
7 Uffici Capo Dipartimento 77.236
8 Uffici Capo Dipartimento 1.049.540
9 D.G. personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 504.160
10 D.G. personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 6.502.852
TOTALE 145.265.690

 

tabella
Attuatore Obiettivi Stanziamenti
D.G. personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 1 9.991.793
2 57.599.939
3 44.049.194
4 25.405.698
6 37.678
9 504.160
10 6.502.852
Totale 144.091.314
Uffici Capo Dipartimento 5 47.600
7 77.236
8 1.049.540
Totale 1.174.376
TOTALE GENERALE 145.265.690

 

Quadro riassuntivo
Area Stanziamento Percentuale
GIUSTIZIA MINORILE e di COMUNITÀ
145.128.690 100,00%
FUNZIONAMENTO 112.128.845 77.19%
PERSONALE 101.491.756 7.22%
BENI E SERVIZI 10.491.756 7.22%
INFORMATICA 556.741 0,38%
INTERVENTI 25.637.034 17,65%
ATTUAZ. PROVV. GIUD. 25.404.198 17,49%
INTERNAZIONALI 132.836 0,09%
DIVERSI 100.000 0,07%
INVESTIMENTI 7.499.811 5,16%

 

 

UFFICIO CENTRALE DEGLI ARCHIVI NOTARILI

Competenze istituzionali

L'Amministrazione degli Archivi Notarili costituisce un’unità organica incardinata nel Ministero della Giustizia, con ordinamento e gestione finanziaria separati.La struttura centrale dell’Amministrazione è costituita dall’Ufficio centrale degli archivi notarili, con sede a Roma. Presso l'Ufficio centrale è collocata anche la sede del Registro generale dei testamenti.Le strutture sul territorio degli archivi notarili cono costituite dai seguenti uffici:

  • gli ispettorati circoscrizionali, che hanno sede presso gli archivi notarili distrettuali di Bologna, Milano, Napoli, Palermo e Roma.
  • gli archivi notarili distrettuali, che sono gli uffici operativi dell'Amministrazione ed hanno sede in ogni capoluogo di distretto notarile.Gli archivi notarili distrettuali, che fino al 31 dicembre del 1997 erano 101, sono attualmente 92.

L’Ufficio Centrale degli archivi notarili ha compiti organizzativi e di direzione amministrativa degli uffici periferici.I principali compiti istituzionali demandati all'Amministrazione degli archivi notarili sono: il controllo sull'esercizio dell’attività notarile e il promovimento dell’azione disciplinare nei confronti dei notai; la conservazione del materiale documentario (degli atti dei notai cessati); il rilascio delle copie degli atti conservati e il ricevimento di atti pubblici relativamente agli atti depositati (compiti previsti dalla Legge 16.2.1913, n. 89); la gestione del Registro generale dei testamenti (legge 25.5.1981, n. 307); la riscossione delle tasse di competenza e dei contributi versati dai notai e l’acquisizione dei dati della statistica notarile.

L’Amministrazione ha un proprio bilancio (che è di cassa e non di competenza), allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero della Giustizia, riscuote direttamente i diritti e le tasse con cui provvede alle proprie necessità e costituisce un Centro di Responsabilità Amministrativa.

I principali servizi al pubblico erogati dagli Archivi notarili sono: la ricerca di documenti conservati presso l’Archivio Notarile; la lettura degli atti conservati; l’attività di controllo sulla funzione notarile: l’attività di certificazione (rilascio copie, anche esecutive, degli atti conservati); il ricevimento di atti pubblici relativamente agli atti depositati in archivio; riscossione delle tasse di competenza e i contributi previdenziali dai notai e applicano le relative sanzioni; vigilanza sugli archivi notarili mandamentali, uffici di pertinenza delle amministrazioni comunali (in tali archivi sono conservate le copie per la registrazione trasmesse dagli uffici del registro).

I servizi al pubblico vengono effettuati dagli Archivi notarili prevalentemente tramite attività di sportello, secondo orari prestabiliti per l'accesso dell’utenza; la richiesta di ricerca di atti, di copie e certificati è consentita all’utenza anche a mezzo posta, telefax, e-mail e pec. Il rilascio di copie e certificati può essere eseguito, oltre che allo sportello, anche per corrispondenza e in via telematica, per i documenti formati su supporto informatico. Anche il Registro Generale dei testamenti può rilasciare i certificati con modalità informatiche.

Sul sito web istituzionale è in funzione un motore di ricerca (ARCHINOTA), aggiornato settimanalmente, che consente agli utenti di individuare se il notaio è ancora in esercizio o se ha depositato i suoi atti presso un Archivio notarile; il motore di ricerca, mediante specifici link, poi consente il collegamento alle pagine web che contengono le informazioni per contattare lo studio notarile o l’Archivio.

Tutti i servizi vengono eseguiti previo pagamento delle somme dovute; è ammesso, oltre l’uso del contante e dell’assegno circolare, il versamento su conto corrente postale, il vaglia postale e il bonifico bancario e postale. Dal 2015 si è provveduto all’attivazione di POS presso i servizi cassa degli Archivi Notarili più importanti, per consentire all’utenza il pagamento con carte di credito e di debito,

L’Amministrazione Notarile persegue, nell’ambito della Missione istituzionale, obiettivi che si riferiscono a quattro Aree strategiche dell’Amministrazione:

  • conservazione del materiale documentario;
  • controllo delle attività notarili;
  • servizi resi al pubblico;
  • assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali.

A tali Aree sono state attribuite le seguenti risorse finanziarie, per il triennio 2016-2018 (non si tiene conto delle spese imputabili a poste compensative; le risorse sono state divise ripartendo anche le spese per il personale, distribuite nelle quattro aree secondo parametri determinati sulla base di rilevazioni delle attività in concreto svolte dal personale negli anni precedenti):

 

AREE STRATEGICHE dell'Ufficio Centrale degli Archivi Notarili
Area 2016 2017 2018
Conservazione del materiale documentario 58.480.200 58.480.200 58.480.200
Controllo delle attività notarili 5.782.550 5.782.550 5.782.550
Servizi resi al pubblico 16.181.700 16.181.700 16.181.700
Assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali 7.486.359 7.486.359 7.486.359

 

Quanto agli aspetti finanziari, tenuto conto delle esigenze di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica e dei risultati degli anni finanziari precedenti, l’Amministrazione Notarile ha ridotto di complessivi euro 6.831.000,00 - al netto delle poste compensative - le previsioni di spesa del bilancio per l’anno 2016 rispetto a quelle relative all'anno 2015.

Per ciascuna delle aree strategiche, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili per l’anno 2016 e degli indicatori individuati nelle note integrative al bilancio di previsione, sono stati fissati i seguenti obiettivi, che verranno di seguito esplicitati:

  • conservazione del materiale documentario: potenziamento, adeguamento e messa in sicurezza delle strutture immobiliari destinate all’archiviazione documentale. Controllo e regolarizzazione dei documenti conservati e realizzazione di scarti di documenti e versamenti agli Archivi di Stato;
  • controllo delle attività notarili: miglioramento delle attività di controllo mediante personale specializzato e adeguatamente formato e svolgimento delle ispezioni, ordinarie e straordinarie, anche sugli atti notarili informatici;
  • servizi resi al pubblico: miglioramento dei servizi resi al pubblico, della gestione del Registro Generale dei testamenti, anche mediante il potenziamento delle infrastrutture ICT e l’introduzione delle modalità di pagamento elettroniche;
  • assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali: migliorare la gestione del personale, del servizio contabile e di tesoreria (quest’ultime anche mediante semplificazioni delle procedure e razionalizzazione e riorganizzazione delle attuali articolazioni), le metodologie di rilevazione dei costi e delle performance e assicurare il doveroso adempimento degli obblighi in materia di anticorruzione e trasparenza. Per le singole Aree strategiche, si segnalano gli obiettivi prioritari, che a cascata verranno declinati in quelli operativi assegnati al personale dirigente e alle strutture organizzative.

Per l’Area “conservazione del materiale documentario”, con riguardo agli immobili, l’Amministrazione si impegnerà a concludere la procedura per l’acquisto dell’immobile da destinare a sede dell’Archivio notarile di Ascoli Piceno. Curerà, per quanto di competenza, che si provveda alla realizzazione del programma dei lavori di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria da realizzare: nella “Palazzina Bauer” a Milano da destinare agli Uffici Giudiziari di detta città; nell’edificio da destinare nuovamente a sede dell’Archivio notarile di Treviso; negli immobili adibiti a sede degli Archivi notarili di Arezzo, Cuneo, Foggia, Padova e Piacenza, nonché negli immobili concessi in uso governativo da adibire a deposito di materiale documentario degli Archivi notarili di Ferrara, Napoli e Ravenna. Si proseguiranno nell’anno 2016 le istruttorie delle pratiche per i lavori di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria, progettati dai competenti Provveditorati interregionali per le opere pubbliche. È inoltre prevista l’approvazione di progetti per i lavori da realizzare nelle sedi degli Archivi notarili di Cuneo e Piacenza, nonché nell’immobile concesso in uso governativo, da adibire a deposito di materiale documentario dell’Archivio notarile di Ferrara. Inoltre sono previsti gli appalti di lavori di straordinaria manutenzione per gli immobili adibiti a sede degli Archivi notarili di Padova e di Verbania, mentre sono in fase di esecuzione o di completamento i lavori riguardanti le sedi degli Archivi notarili di Catanzaro, Firenze, Perugia, Pesaro e Treviso, nonché nell’immobile demaniale da destinare a deposito di materiale documentario di pertinenza dell’Archivio notarile di Ravenna. Si incentiveranno le attività di verificazione delle schede documentali consegnate dai notai cessati - attività strumentale a quella dello scarto di documenti - e i versamenti agli Archivi di Stato, per poter disporre di maggiori spazi da destinare ai nuovi fabbisogni di archiviazione.Si effettuerà, per il secondo anno consecutivo, il monitoraggio degli spazi e delle scaffalature utilizzati dall’Amministrazione e quelli ancora disponibili.

Costituiscono obiettivi dell’Area nel 2016:

  1. riuscire a conservare con modalità adeguate tutti i documenti che si prevedono verranno versati dai notai negli archivi notarili nel corso del 2016 (circa 8.000 ml.);
  2. effettuare il monitoraggio degli spazi e delle scaffalature utilizzate e disponibili negli immobili in uso da parte dell’Amministrazione;
  3. eseguire tempestivamente gli adempimenti di competenza nell’ambito delle istruttorie collegate al perfezionamento degli acquisiti immobiliari e agli interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria (con un impegno di spesa di circa il 35% delle somme stanziate).

Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 58.480.200 (incluse quelle riguardanti il personale che svolgerà tali attività), in gran parte per investimenti in conto capitale (artt. 501 e 503 del bilancio) e si reputa (come indicato nelle note integrative) che verranno impiegate circa il 35% di tali somme per ciascuno degli anni del triennio 2016-2018.

Per l’Area del controllo delle attività notarili, continuerà l’impegno dell’Amministrazione perché le ispezioni ordinarie vengano svolte con regolarità e affinché si riducano o, quantomeno, si contengano le giacenze nei distretti notarili in cui si verificano ritardi in tale attività. Nell’anno 2016 si proseguirà nell’effettuazione delle ispezioni degli atti notarili informatici e si approfondiranno le questioni giuridiche che via via emergono circa la redazione degli atti notarili informatici. Si dedicherà attenzione all’aggiornamento del personale, si effettuerà il monitoraggio dei procedimenti disciplinari nei confronti dei notai promossi dai Capi degli archivi notarili e degli effetti dei procedimenti nei confronti della collettività.

  1. l’ispezione di circa 2.300.000 atti notarili;
  2. monitoraggio delle decisioni disciplinari e inserimento nella banca dati sulle ispezioni notarili delle massime di almeno 100 decisioni e sentenze riguardanti gli aspetti disciplinari dell’attività notarile; la diffusione nel corso dell’anno di due rassegne di giurisprudenza;
  3. monitoraggio degli atti notarili rinnovati, rettificati e integrati, in occasione delle ispezioni notarili.

Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 5.842.550 (che in gran parte riguardano il trattamento retributivo del personale che svolgerà tali attività).

Nell’Area dei servizi resi al pubblico, sarà prioritario l’obiettivo di riuscire ad assicurare l’apertura al pubblico di tutti gli uffici nei giorni e negli orari previsti. Si opererà una rivisitazione degli standard di qualità dei servizi resi al cittadino (rilascio delle copie urgenti entro il giorno lavorativo successivo alla richiesta o al massimo entro due giorni dalla richiesta e delle altre copie entro il quinto-sesto giorno lavorativo, salvo per gli atti conservati in depositi esterni in cui il tempo di rilascio può aumentare di qualche giorno), che nel 2011 erano stati fissati sostanzialmente per il "rilascio di copie e di certificati" e “servizio di ricevimento di atti pubblici da parte del capo dell’archivio, soggetti ad iscrizione a repertorio". Si assumeranno iniziative per monitorare il servizi all’utenza erogati su richieste proposte dall’utenza senza necessità di recarsi presso le sedi degli Archivi notarili. Si continuerà nella diffusione dei POS presso i servizi cassa degli archivi notarili più importanti. L’Amministrazione si propone anche per l’anno 2016 di mantenere il costante aggiornamento delle informazioni circa le modalità di contatto degli uffici dell’Amministrazione (recapiti telefonici, indirizzo e-mail, di pec, etc.), pubblicate sul sito istituzionale del Ministero e nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). In merito alle infrastrutture informatiche si proseguiranno le attività di adeguamento di quelle di rete delle sedi periferiche, mediante approntamento delle attività necessarie alla realizzazione di reti LAN nell’ambito delle convenzioni Consip. Al fine della razionalizzazione e migliore gestione delle postazioni di lavoro informatiche verranno poste in essere, di concerto con la D.G.S.I.A. le attività necessarie per la migrazione delle utenze degli archivi notarili in Active Directory Nazionale, anche al fine di utilizzare le potenzialità offerte dai sistemi di videoconferenza. Proseguiranno le attività, svolte di concerto con la DGSIA, finalizzate all’attivazione delle gare per l’acquisizione di beni e servizi necessari alla realizzazione del sistema tramite il quale dare attuazione alle disposizioni di cui al d.lgs 2 luglio 2010 n. 110 ed al d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, in materia di atti, repertori e registri notarili informatizzati. Per il miglioramento delle condizioni di lavoro degli impiegati, si valuterà l’ulteriore diffusione presso gli Archivi notarili più importanti di scanner planetari che facilitino la riproduzione anche digitale degli atti notarili. Costituiscono obiettivi per l’anno 2016:

  1. l’introduzione del POS e della procedura di registrazione e trascrizione telematica in almeno 50 archivi notarili;
  2. l’assicurare che almeno il 70% delle copie di atti notarili rilasciate all’utenza (si stima una richiesta complessiva di 113.000 copie) venga effettuato con rispetto dei tempi standard (l’indicatore è costituito dal rapporto percentuale tra copie rilasciate con rispetto dei tempi standard/richieste dell’utenza);
  3. l’assicurare il tempestivo inserimento nel Registro Generale delle richieste di iscrizione pervenute (che si stimano in circa 114.000).Per tale Area sono state stanziate somme per euro 16.181.700.

Per l’Area assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali, obiettivo prioritario dell’Ufficio è dare attuazione a quanto previsto dal D.P.C.M. 15 giugno 2015 n. 84, in tema di riduzione degli uffici dirigenziali e la riorganizzazione dell’Amministrazione; inoltre, dare attuazione alla riduzione della dotazione organica del personale, anche di quello dirigenziale (come prevista dal citato Decreto, in considerazione delle leggi 26 febbraio 2010 n. 25, 14 settembre 2011 n. 148 e 7 agosto 2012 n. 135, che ha convertito in legge il d.l. 6 luglio 2012 n. 95, c.d. spending review), mediante una complessiva opera di riorganizzazione degli apparati amministrativi, con riduzione degli uffici (con la soppressione anche di archivi notarili sia distrettuali che sussidiari) e delle attività funzionali (procedure contrattuali, amministrativo-contabili).

Costituiscono obiettivi per l’anno 2016:

  1. la riorganizzazione e razionalizzazione della geografia degli Archivi notarili distrettuali in attuazione del regolamento di riorganizzazione del Ministero e della riduzione della dotazione organica, collaborando con proposte all’emanazione dei provvedimenti di attuazione;
  2. l’emissione di almeno il 70% dei mandati/ordini di pagamento entro il termine massimo di 5 giorni prima della scadenza prevista dalla legge o dal contratto.
  3. la ottimale gestione delle risorse umane disponibili, garantendo l’emanazione dei relativi provvedimenti (applicazioni, distacchi, reggenze e comandi) in tempo utile a garantire lo svolgimento delle attività istituzionali (circa 600 provvedimenti);
  4. si introdurrà il software Calliope (protocollo informatico) presso l’Ufficio Centrale e lo si sperimenterà presso gli Archivi notarili di Torino, Bologna e Cassino.
  5. si studieranno, mediante due gruppi di lavoro, le procedure per ridurre drasticamente le procedure contrattuale ed incrementare il valore medio delle forniture rispetto quello dell’anno 2015 e si individuerà un software da adottare negli Archivi notarili per la gestione delle spese;
  6. si studieranno e perfezioneranno modalità per incrementare la fruizione da parte del personale di corsi organizzati dalla SNA e da altri Enti pubblici, senza aumento della spesa.

Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 7.486.359 (che riguardano in gran parte il trattamento retributivo del personale che svolgerà tali attività).

6 - GLI OBIETTIVI IN MATERIA DI TRASPARENZA, INTEGRITÀ E QUALITÀ DEI SERVIZI

 

Conformemente alle indicazioni della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (ora ANAC), nel presente Piano sono illustrate anche le misure adottate da questa amministrazione e gli obiettivi che essa si prefigge in materia di trasparenza, di standard di qualità dei servizi e di integrità e prevenzione della corruzione.

Occorre premettere che la disciplina sulla trasparenza nelle pubbliche amministrazioni è stata oggetto, negli ultimi anni, di penetranti interventi normativi. Innanzitutto, il 28 novembre 2012 è entrata in vigore la legge 6 novembre 2012, n. 190, “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, che ha previsto che le amministrazioni elaborino annualmente (entro il 31 gennaio, poi differito dalla l.221/12 al 31 marzo) i Piani triennali di prevenzione della corruzione.

In attuazione della delega contenuta nella legge n. 190/2012 sopra citata, il Governo ha poi adottato il d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, recante il “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” in cui, ribadendo che la trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, è stato evidenziato che essa è finalizzata alla realizzazione di una amministrazione aperta e al servizio del cittadino (art. 1, c. 2, d.lgs. n. 33/2013).

Nel decreto è specificato che le misure del Programma triennale della trasparenza e dell’integrità sono collegate al Piano triennale della prevenzione della corruzione e che, a tal fine, il Programma costituisce, di norma, una sezione di detto Piano.
Il d.lgs. n. 33/2013 ha complessivamente operato una sistematizzazione dei principali obblighi di pubblicazione vigenti, introducendone di nuovi, e ha disciplinato per la prima volta l’istituto dell’accesso civico; è intervenuto sui Programmi triennali per la trasparenza e l’integrità, modificando la disciplina recata dall’art. 11 del d.lgs. n. 150/2009, anche al fine di coordinare i contenuti del Programma con quelli del Piano triennale di prevenzione della corruzione e del Piano della performance.

Il d.lgs. n. 33 del 2013, nel modificare, in parte, la disciplina sul Programma triennale per la trasparenza e l’integrità contenuta nell’art. 11 del d.lgs. n. 150 del 2009, ha confermato, all’art. 10, l’obbligo per ciascuna amministrazione di adottare un Programma triennale per la trasparenza e l’integrità.

Il Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità del Ministero della Giustizia per il triennio 2014-2016 è stato adottato con D.M. in data 28.1.2014 (disponibile sul sito www.giustizia.it).
Fra le altre novità di rilievo vi è il Piano di prevenzione della Corruzione, introdotto con la legge 6 novembre 2012, n. 190.
Il principale strumento individuato nel sistema organico di lotta alla corruzione, a livello nazionale, è il Piano Nazionale Anticorruzione, predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica, approvato in data 11 settembre 2013 dalla Autorità Nazionale Anticorruzione.

Il P.N.A. è volto ad agevolare la piena attuazione delle misure legali di prevenzione della corruzione disciplinate dalla legge, assicura l'attuazione coordinata delle strategie di prevenzione e contiene le indicazioni dei contenuti minimi da prevedersi nei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione, che ciascuna Amministrazione deve adottare entro il 31 marzo di ogni anno, definendo l'analisi e la valutazione dei rischi specifici di corruzione e, conseguentemente, stabilendo gli interventi organizzativi volti a prevenirli.

Il Programma Triennale di prevenzione della corruzione per il Ministero della Giustizia è stato adottato con D.M. in data 29.1.2014 (disponibile sul sito www.giustizia.it).
In data 8 giugno 2016 è stato infine pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n.97 del 25 maggio 2016, che ha profondamente innovato la disciplina in materia di trasparenza come delineata dalla l.33/13.

In particolare, il primo degli undici decreti attuativi della legge Madia di riforma della Pubblica Amministrazione, introduce anche nel nostro Paese il Freedom Information Act (FOIA), una nuova forma di accesso civico ai dati e ai documenti pubblici, equivalente a quella nei sistemi anglosassoni. Questa nuova forma di accesso prevede che chiunque, indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, può accedere a tutti i dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, nel rispetto di alcuni limiti tassativamente indicati dalla legge.

Si tratta, dunque, di un regime di accesso più ampio di quello previsto dalla versione originaria dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 33 del 2013, in quanto consente di accedere non solo ai dati, alle informazioni e ai documenti per i quali esistono specifici obblighi di pubblicazione (per i quali permane, comunque, l’obbligo dell’amministrazione di pubblicare quanto richiesto, nel caso in cui non fosse già presente sul sito istituzionale), ma anche ai dati e ai documenti per i quali non esiste l’obbligo di pubblicazione e che l’amministrazione deve quindi fornire al richiedente.

Infine, questa nuova forma di accesso si distingue dalla disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Più precisamente, dal punto di vista soggettivo, la richiesta di accesso non richiede alcuna qualificazione e motivazione, per cui il richiedente non deve dimostrare di essere titolare di un «interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso», così come stabilito invece per l’accesso ai sensi della legge sul procedimento amministrativo. Dal punto di vista oggettivo, invece, i limiti applicabili alla nuova forma di accesso civico (di cui al nuovo articolo 5-bis del decreto legislativo n. 33 del 2013) sono più ampi e dettagliati rispetto a quelli indicati dall’articolo 24 della legge n. 241 del 1990, consentendo alle amministrazioni di impedire l’accesso nei casi in cui questo possa compromettere alcuni rilevanti interessi pubblici generali.
Secondo il provvedimento, le amministrazioni hanno 6 mesi per adeguarsi, in attesa delle Linee Guida di Anac. Quindi il nuovo diritto di accesso informativo secondo le nuove modalità potrà essere esercitato a partire dal 23 dicembre prossimo.
Il decreto legislativo interviene, inoltre, anche sulla legge 6 novembre 2012, n. 190, fornendo indicazioni e precisazioni sui contenuti e i procedimenti di adozione del Piano nazionale anticorruzione e dei piani triennali per la prevenzione della corruzione, nonché ridefinendo i ruoli, i poteri e le responsabilità dei soggetti interni che intervengono nei relativi processi.

A legislazione vigente, come specificato nella delibera Civit n. 50/2013, il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità e il Piano triennale di prevenzione della corruzione possono essere predisposti quali documenti distinti, purché sia assicurato il coordinamento e la coerenza tra i contenuti degli stessi.

Il collegamento tra il Piano triennale di prevenzione della corruzione e il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità è assicurato dal Responsabile della trasparenza le cui funzioni, secondo quanto previsto dall’art. 43, comma 1, del d.lgs. n. 33 del 2013 sono svolte, di norma, dal Responsabile per la prevenzione della corruzione, di cui all’art. 1, comma 7, della legge n. 190/2012.

Il Ministero della Giustizia ha ritenuto invece opportuno individuare il Responsabile della trasparenza – nominato con D.M. 27 giugno 2013- in una figura distinta dal Responsabile della prevenzione della corruzione – nominato con D.M. del 28 marzo 2013- ciò in ragione della estrema complessità organizzativa dell’Amministrazione oltre che per la gravosità degli adempimenti e delle responsabilità connesse ad entrambe le funzioni.
Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, ai sensi dell’articolo 10 d. lg. n. 33 del 2013, è stato definito sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, dopo aver chiesto ai vertici ai diversi dipartimenti ed articolazioni del Ministero di fornire i contributi necessari al completamento del Programma.

Trasparenza ed anticorruzione rientrano fra tra le priorità politiche indicati nella Direttiva annuale del Ministro.

Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità definisce un percorso, indicando gli obiettivi di trasparenza da realizzare, in primo luogo, nel breve periodo (entro l’anno).

L’obiettivo di breve periodo consiste, essenzialmente, nel completamento degli obblighi di legge che riguardano la pubblicazione delle informazioni e dei dati.

Occorre premettere che al riguardo, l’Amministrazione della Giustizia ha avviato (e in molti casi completato) tantissime iniziative, sia di riorganizzazione interna che di modifica dei sistemi di raccolta ed elaborazione di dati, volte a dare attuazione al difficile, articolato e complesso “sistema normativo della trasparenza”.

Dopo una prima fase volta al completamento degli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs. n. 33 del 2013, si sta lavorando al consolidamento delle procedure di acquisizione dei dati ed allo sviluppo di alcuni progetti “trasparenza”, incentrati sulla specificità delle funzioni amministrative svolte dal Ministero della giustizia.

In tale contesto, ha profondamente inciso la nuova riorganizzazione del Ministero, in quanto il regolamento ha dato vita ad una nuovo organigramma, con conseguenti rinnovate denominazioni di alcuni uffici, soppressione di altri, accorpamenti, revisione delle competenze, modifiche delle piante organiche che hanno comportato conseguenze non solo sulla pubblicazione dell’organigramma, delle attribuzioni e dei soggetti preposti agli uffici, ma anche sul flusso e la pubblicazione dei dati pertinenti a ciascun uffici.

Alle innovazioni strutturali del Ministero si è accompagnata la previsione di specifiche misure per la trasparenza e l’anticorruzione, miranti a rafforzare la possibilità di prevenzione delle condotte illecite.

In particolare, l’art. 3 del regolamento, relativo ai compiti ed alle funzioni dei Capi dipartimento prevede espressamente che: “Per l’espletamento dei compiti e delle funzioni di cui al comma 2, il Capo del dipartimento si avvale dell’Ufficio del Capo del dipartimento, nell’ambito del quale vengono altresì svolte, in raccordo con l’Uffìcio di Gabinetto e con il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, la progettazione e il controllo di gestione di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 e all’articolo 6 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 nonché le attività generali necessarie per l’attuazione del Piano triennale di Prevenzione della Corruzione di cui all’articolo 1, comma 5, della legge 6 novembre 2012, n. 190 e per gli adempimenti connessi alla trasparenza della pubblica amministrazione di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33”.

Al fine di garantire il tempestivo, continuo e corretto flusso di dati, è stata istituita una rete di referenti per ciascun dipartimento i quali curano il flusso dei dati e tengono i contatti con i capi dipartimento ed i dirigenti degli uffici, sensibilizzandoli, di volta in volta, sulla necessità delle pubblicazioni, secondo quanto stabilito nel programma triennale della trasparenza.

In data 28 gennaio 2016 è stato emanato il decreto ministeriale concernente la struttura ed organizzazione del sito web, mentre quello in materia di misure per la prevenzione della corruzione, di prossima adozione.

Tale strutturazione del sito è destinata ad avere un importante impatto sulla trasparenza, essendo pensata per garantire una migliore organizzazione dell’Ufficio redazionale ed una direzione maggiormente strutturata delle politiche della comunicazione istituzionale, oltre che per rendere più fluido e costante il flusso dei dati da pubblicare, proveniente dagli uffici e destinato alla redazione.

La strutturazione del sito web mira ad agevolare le possibilità di contatto, informazione e servizio tra il Ministero e i cittadini e per migliorare la trasparenza delle attività svolte.

Un potenziamento verrà anche effettuato con riferimento all’area intranet del sito, ad accesso riservato al personale della giustizia, recependo anche il suggerimento delle organizzazioni sindacali di creare una vera e propria bacheca telematica, all’interno di tale area, destinata alle comunicazioni del personale.

Al fine di verificare il raggiungimento dell’obiettivo concernente il completamento della pubblicazione dei dati richiesti dalla legge, viene periodicamente predisposto l’aggiornamento del Programma.

L’elaborazione degli obiettivi strategici in materia di trasparenza non può che corrispondere all’esigenza di completare il quadro degli adempimenti di legge nel più breve tempo possibile – tenendo conto delle risorse, anche di carattere tecnico, allo stato disponibili - e di portare a termine tutte le iniziative e i progetti ancora in corso, previo il loro riallineamento alle nuove disposizioni contenute nel dlgs. n. 33/2013, di riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.

L’obiettivo triennale del Ministero resta quello di progettare con gli stakeholder un sistema condiviso di indicatori in grado di comparare, nel tempo, i livelli di qualità effettiva dei servizi erogati e, comunque, nell’ottica di un miglioramento continuo, offrire una risposta adeguata alle esigenze conoscitive dei diversi interlocutori.

Il principale strumento attuativo degli obblighi di trasparenza è costituito dalla pubblicazione sui siti istituzionali di alcune tipologie di dati. Il Ministero, in linea con la previsione dell’articolo 9, comma 1, d.lgs. n. 33 del 2013, ha istituito all’interno del proprio sito istituzionale, una sezione denominata “Amministrazione trasparente”, accessibile direttamente dalla Home page.

Come accennato, in data 29 gennaio 2014 è stato adottato il Piano triennale di prevenzione della corruzione.

Il Piano Triennale (di seguito denominato PTPC) deve essere formulato ed adottato nel rispetto delle linee guida contenute nel Piano Nazionale approvato dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, che opera quale Autorità Nazionale Anticorruzione. Esso, quindi recepisce e fa propri gli obiettivi stabiliti dal P.N.A.: il perseguimento della riduzione della opportunità che si manifestino casi di corruzione, il potenziamento della capacità, in seno alle singole articolazioni ministeriali, di scoprire casi di corruzione; la creazione, altresì, di un contesto sfavorevole al prodursi di comportamenti illeciti.

Sono stati quindi individuati, nell’ambito di ogni Dipartimento, “referenti per l’anticorruzione”, sia per l’individuazione di ulteriori aree di rischio – oltre quelle ritenute obbligatorie dalla legge e delle relative peculiari azioni di prevenzione, sia per la verifica ed il monitoraggio delle attività connesse. Secondo quanto stabilito nel Piano, le attività a rischio corruzione sulle quali si intende operare sono, dunque, quelle previste dal legislatore all’art. 1, comma 16 del citato disposto normativo, rinviando ad un secondo momento l’individuazione, con la collaborazione dei referenti, di ulteriori aree di rischio.

In particolar modo, l’attenzione si è concentrata su:

  • scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi;
  • concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonchè attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati;
  • concorsi e prove selettive per l’assunzione di personale e progressioni di carriera di cui all’art. 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009.

Partendo da questo presupposto, i Referenti dei singoli dipartimenti hanno individuato i settori a rischio all’interno di ciascuna articolazione del Ministero, che sono afferenti in gran parte alle Direzioni Generali delle risorse materiali, dei beni e dei servizi, e alle Direzioni Generali del personale e della formazione, nonché degli Uffici che si occupano della stipula di convenzioni e accordi con Enti Locali, Territoriali e privati.

Più in generale sono state enucleate quelle attività che attengono alle materie oggetto di incompatibilità, cumulo di impieghi ed incarichi (art. 53 del F.Lgs n. 1657/2001 come modificato dai commi 42 e 43 dell’art. 1 della L. 190/2012); il rispetto delle regole stabilite dal codice di comportamento; le materie il cui contenuto è pubblicato nei siti internet delle pubbliche amministrazioni (art. 54 del D.Lgs n. 82/2005 –Codice Amministrazione Digitale); la retribuzione delle posizioni organizzative o dei dirigenti e tassi di assenza e di maggiore presenza del personale (art. 21 della L. 69/2009); le materie oggetto di informazioni rilevanti con le relative modalità di pubblicazione individuate con D.P.C.M. ai sensi dell’art. 1, comma 31 della Legge n. 190/2012.

Si è ritenuto, inoltre, che essenziale rilievo debba assumere la tracciabilità dei procedimenti, anche ai fini della trasparenza dell’attività amministrativa svolta.

In applicazione del citato art. 54, con D.P.R. 16 aprile 2013 n. 62 è stato approvato il " Codice di comportamento dei dipendenti pubblici", per tutte le amministrazioni.

Con Delibera n. 75/2013 l'ANAC ha emanato definitivamente le linee guida in materia di codici di comportamento delle Pubbliche Amministrazioni.

Per il Dicastero della giustizia il nuovo codice è in corso di elaborazione.

 

7 - IL PROCESSO DI REDAZIONE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE

7.1. Fasi, soggetti tempi e responsabilità

Il processo seguito nella redazione del presente Piano è conforme alla disciplina dettata dagli artt. 10 commi 1-2 e 15 comma 2 lett. b) D.Lgs 150/2009, nonché alle linee guida elaborate dalla CiVIT (ora ANAC) in materia (da ultimo, come detto, approvate con delibera n. 6/2013).In particolare, il processo è stato avviato con nota del 16.5.2016 diretta ai Capi Dipartimento ed al Direttore Generale degli Archivi Notarili.
Ogni articolazione ministeriale ha fornito i dati e le informazioni rilevanti, secondo lo schema illustrativo proposto dalla Commissione, ed è stato dunque predisposto il presente documento.
Esso, una volta adottato dal Ministro con proprio decreto, come di consueto verrà trasmesso al Dipartimento della Funzione Pubblica ed al Ministero dell’Economia.

Per finire, di esso sarà data la più ampia diffusione mediante la pubblicazione sul sito web dell’amministrazione, come disposto dall’art. 11 comma 8 lett. b) del D.Lgs 150/2009.

7.2. Punti di forza e di debolezza del ciclo della Performance

Con particolare riguardo alla performance organizzativa, l'azione del Ministero è oggi innanzitutto rivolta all'innalzamento dei livelli di efficienza, economicità e qualificazione della governance del sistema giudiziario ed amministrativo; di affermazione sia a livello centrale che periferico del principio di buona amministrazione, nonché degli obiettivi di semplificazione e trasparenza delle procedure ed ottimizzazione della produttività e dell'efficienza, prediligendo modelli di organizzazione che consentano di erogare servizi migliori con minori risorse.
Il ciclo della performance, se correttamente valorizzato, nella fase di monitoraggio gestionale rappresenta un elemento indispensabile per la corretta gestione e per una allocazione ottimale delle risorse, soprattutto finanziarie.
La necessità della rendicontazione dei risultati della performance, coinvolgendo sia gli uffici centrali che quelli periferici, contribuisce a sviluppare una visione complessiva necessaria all’amministrazione (e all’organo di indirizzo politico) per l’adempimento delle sue funzioni in maniera razionale, realizzando nel contempo una contrazione della spesa pubblica.

Per tale motivo, si sta elaborando un sistema informativo integrato che consentirà di conoscere e verificare con maggior precisione e tempestività i risultati di performance raggiunti dall’amministrazione, così consentendo il collegamento del monitoraggio generale sistemico con le necessità di valutazione della performance.

Uno dei punti di debolezza del ciclo di gestione della Performance di questo Ministero è infatti ancora oggi costituito dall’assenza di un sistema informatizzato del controllo di gestione, vale a dire di un sistema informativo che, traendo i dati dai sistemi gestionali del personale e del bilancio, consenta di monitorare la situazione gestionale e di dare continuità al monitoraggio sullo stato di avanzamento dei progetti (workflow), verificando tempestivamente scostamenti, ritardi e difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi.

In questo contesto, ciascun Centro di responsabilità, negli ambiti di rispettiva competenza, è chiamato a rimodulare i propri obiettivi strategici e i relativi programmi operativi, nonché gli indicatori di valutazione dei risultati, attraverso una sistematica verifica e valutazione delle priorità dei programmi.

Tali azioni e misure, esplicitate nei relativi documenti di programmazione seguendo la logica d'interazione ed integrazione, permetteranno di dare piena attuazione ai principi generali applicabili a tutte le Amministrazioni Pubbliche e ai pubblici funzionari, quali i principi di imparzialità e di buon andamento.

In tale ottica, dovranno essere elaborati progetti di reingegnerizzazione dei processi di maggior rilievo sul piano tecnologico, al fine di migliorare l'efficienza e la qualità del servizio offerto.

Nell'ambito dell'attività finalizzata al contenimento ed alla razionalizzazione della spesa, l’impegno- come da ultimo rammentato dal sig. Ministro nell’Atto di indirizzo politico per l’anno 2016- deve essere quello di addivenire ad una tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili allo scopo di ridurre il debito dell'amministrazione nei confronti dei privati ed i tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture.

Tra i punti di forza del ciclo della gestione della performance per il triennio 2016-2018 va senza dubbio menzionata la coerenza con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio per cui il Piano della Performance 2016-2018 contiene obiettivi ed indicatori sovrapponibili a quelli delle Note Integrative al bilancio di cui agli artt. 21, comma 11, lettera a) – 35, comma 2 della Legge 31 dicembre 2009, n. 196.

Ciò è stato possibile, come più volte ricordato, anche per il tramite del tempestivo avvio del ciclo di gestione della performance: in data 21 settembre 2015 – antecedentemente all’elaborazione delle Note Integrative al Bilancio- è stato emanato dal sig. Ministro l’atto di indirizzo politico per l’anno 2016, atto propedeutico per i documenti successivi del ciclo della performance (Piano, Direttiva, Relazione), così individuandosi le linee di fondo entro le quali sono stati elaborati dai Dipartimenti gli obiettivi strategici da perseguire (e poi trasfusi nella Direttiva annuale) e, conseguentemente, gli elementi conoscitivi per la predisposizione delle Note integrative di bilancio, assicurando così la necessaria coerenza tra programmazione economico finanziaria e programmazione strategica.

Deve al riguardo precisarsi che l’apparente non integrale sovrapponibilità dei due documenti (Piano e Note) con riferimento alle disponibilità finanziarie complessive rappresenta un dato fisiologico ed è dovuta al fatto che il valore degli obiettivi strategici costituisce solo una minima parte dei fondi stanziati in favore degli obiettivi complessivi, anche di carattere strutturale, che sono assegnati istituzionalmente ai Dipartimenti, obiettivi, però, che non costituiscono obiettivi di performance in senso stretto (ad es., la missione istituzionale del DOG è quella di garantire il corretto funzionamento dei servizi relativi alla Giustizia, cioè di portare avanti l’attività ordinaria connessa con l’erogazione al cittadino della giustizia civile e penale è obiettivo strutturale, ma non strategico).

Vi è invece coerenza e sovrapponibilità tra obiettivi strategici ed indicatori indicati nel Piano della Performance a quelli contenuti nel piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, come richiesto dalla normativa (da ultimo anche dalla l. 114/2014).
Tra i risultati positivi medio tempore raggiunti si segnala, oltre ad una maggiore leggibilità del Piano della Performance attraverso l’espunzione degli obiettivi dati dai dirigenti di seconda fascia al personale ed un rinvio agli allegati con riguardo agli obiettivi strutturali, ad una accresciuta specializzazione delle figure professionali deputate al controllo di gestione, che innegabilmente presenta molte difficoltà ed un tasso di innovazione non comune nella gestione dei processi burocratici di competenza del Ministero.

Con riferimento alla Performance, su impulso dell’Ufficio di Gabinetto, è stata richiesta a ciascun Dipartimento, la nomina al proprio interno di un Referente per la Performance, così da porsi come interlocutore del Referente della Performance del Ministro e così da favorire i processi informativi e di collaborazione.

Si è poi proseguita l’attività di perfezionamento della pianificazione degli obiettivi in senso sistemico, al fine di ottenere una adeguata allocazione delle risorse umane e strumentali entro la pianificazione, una più attenta razionalizzazione organizzativa ed il consolidamento delle possibilità di correlazione tra obiettivi strategici-operativi.

DISPOSIZIONI FINALI

 

Si dispone che il presente documento sia immediatamente trasmesso al Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Organismo Indipendente di Valutazione.Esso, unitamente alle sue appendici, sarà pubblicato sul sito istituzionale del Ministero, secondo quanto disposto dall’art. 11 comma 8 lett. b) del D.Lgs 150/2009.

Roma, 28 luglio 2016

IL REFERENTE DELLA PERFORMANCE
Simona Rossi

 

 

NOTE

nota 1 - I titolari dei C.R.A., in base al combinato disposto dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 297/97, dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 300/1999 e dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 165/2011 e successive modificazioni, attribuiscono, con proprio provvedimento (c.d. “Direttiva di 2º livello”), gli obiettivi di competenza ai Direttori preposti alle Direzioni generali funzionalmente dipendenti, formalizzando le modalità organizzative inerenti alle attività da pianificare per il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed attivando il primo livello del controllo di gestione.

nota 2 - Nell’elenco degli uffici non sono compresi gli UNEP (Ufficio Notifiche, Esecuzioni e Protesti).