salta al contenuto

www.giustizia.it

martedì 4 settembre 2018

Ministro Bonafede incontra agente aggredito con olio bollente nel carcere di Sulmona

Il guardasigilli Bonafede e l'agente Andrea Paglieta
Il ministro Bonafede ha incontrato questa mattina nel suo ufficio in via Arenula Andrea Paglieta, l’agente di polizia penitenziaria ferito lo scorso 20 giugno nel carcere di Sulmona. Il poliziotto penitenziario è stato aggredito da un detenuto, ergastolano in isolamento diurno, che gli ha gettato addosso dell’olio bollente, colpendolo in viso e causandogli profonde ustioni sul corpo. L’agente, che al momento dell’aggressione stava svolgendo il servizio di controllo delle celle, è stato ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale di Sulmona.

L’uomo ci ha tenuto a ringraziare i medici di Sulmona che “hanno svolto un lavoro eccezionale, curandomi al meglio e consentendomi una ripresa più rapida del previsto”. L’agente ha, infatti, pienamente recuperato la completa funzionalità del viso anche se le cicatrici causate dalle ustioni sono ancora visibili su alcune parti del corpo.
 
Il ministro complimentandosi con Paglieta per il recupero straordinario gli ha anche espresso un sentito ringraziamento a nome dello Stato per lo spirito di servizio dimostrato e per la determinazione con cui ha reagito all’aggressione. L’agente durante l’incontro ha, infatti, dichiarato la sua volontà, una volta rimessosi pienamente, di tornare a svolgere un lavoro al servizio dello Stato e della giustizia. “Fermarsi significherebbe arrendersi, dandola vinta a chi mi ha causato tutto questo.”
 
La Direzione del carcere di Sulmona ha intanto avanzato proposta di promozione per meriti straordinari e ha inviato al Ministero dell’Interno la pratica per la richiesta di riconoscimento come vittima del dovere. 
 
Nel corso del colloquio, il ministro ha anche espresso il suo apprezzamento per il lavoro che quotidianamente viene svolto dagli agenti della polizia penitenziaria che, pur operando spesso in condizioni non facili, assicurano un servizio fondamentale non solo per il sistema penitenziario ma in generale per la sicurezza dei cittadini.
 
In attesa dello svolgimento dell’iter previsto per l’ottenimento del riconoscimento, il ministro Bonafede ha, infine, esposto il desiderio di incontrare nuovamente l’agente e gli ha manifestato la vicinanza sua e dell’intero ministero per quanto accaduto e ha ribadito la stima per l’alto senso delle istituzioni e la forza con cui si sta riprendendo dall’aggressione.
 
 
[GP]