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venerdì 13 luglio 2018

Vicenda Diciotti, legittima difesa e lotta alla corruzione: Bonafede a margine del Consiglio GAI

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Innsbruck. "I magistrati lavorano in piena indipendenza ed autonomia rispetto al potere politico: voglio rassicurare tutti". Così il Guardasigilli Alfonso Bonafede, in una pausa dei lavori del Consiglio Giustizia e Affari Interni che si svolge in Austria, ha parlato delle polemiche sulla vicenda della nave della Guardia Costiera Diciotti.

"I magistrati stanno facendo tutte le valutazioni e stanno contestando i reati che loro ritengono di contestare in base a quello che accertano. Lasciamoli lavorare. Da parte mia c'è piena fiducia - ha concluso il Guardasigilli - Ci sarà una risposta di giustizia se qualche reato è stato commesso su quell'imbarcazione".

Successivamente il Ministro si è soffermato sul tema della legittima difesa, una delle riforme illustrate nelle audizioni davanti alle Commissioni Giustizia di Senato e Camera dei giorni scorsi. "La legittima difesa fa parte del contratto di Governo. Ci sono diverse proposte che verranno valutate. E' un tema che riguarda la giustizia, non la sicurezza del cittadini, che lo Stato deve garantire attraverso l'opera di prevenzione delle forze dell'ordine".

Rispondendo alle domande dei giornalisti italiani, Bonafede ha sottolineato che "quando un cittadino si trova in casa da solo con qualcuno che vuole minacciare lui e la sua famiglia vuol dire che lo Stato lì ha fallito. Semmai dobbiamo intervenire, e questo riguarda la giustizia - ha osservato il Guardasigilli - perchè quel cittadino, una volta che si difende legittimamente, poi possa sentire lo Stato vicino nel momento in cui davanti ad un magistrato debba dimostrare che è stata legittima difesa". In sostanza, ha concluso Bonafede, occorre "eliminare quelle zone d'ombra che ci sono nella normativa e che rendono più difficile per un cittadino che si è difeso dimostrarlo senza avere troppi problemi".

Infine il ministro ha parlato del tema della corruzione: "E' allo studio un progetto di legge contro la corruzione che probabilmente sarà concluso la prossima settimana". Al centro del progetto due punti fondamentali: il daspo ai corrotti e l'agente sotto copertura. Con il primo, spiega il Guardasigilli, sarà sancita "l'impossibilità per un condannato in via definitiva per corruzione di avere a che fare per tutta la vita con la pubblica amministrazione". Per quanto riguarda il secondo, Bonafede ha sottolineato che "in Europa nessuno ha questo strumento: noi lo avremo e dimostreremo che l'Italia vuole combattere la corruzione senza se e senza ma".

[MB]