salta al contenuto

www.giustizia.it

martedì 24 ottobre 2017

Consiglio d'Europa: Orlando firma Convenzione su tutela beni culturali

Strasburgo. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando con la Vice Segretaria Generale del Consiglio d’Europa Gabriella Battaini-Dragoni

Strasburgo. "Al mio ritorno segnalerò l'opportunità di arrivare a una ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulle infrazioni coinvolgenti i beni culturali se è possibile entro la fine della legislatura". Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando commenta con soddisfazione la firma, apposta oggi insieme alla Vice Segretaria Generale del Consiglio d’Europa Gabriella Battaini-Dragoni, della Convenzione COE adottata a Nicosia il 19 maggio scorso e finalizzata al contrasto del traffico illecito di beni culturali attraverso strumenti di diritto penale.

Questa forma di traffico viene sempre più utilizzata dalle organizzazioni terroristiche transnazionali quale fonte di finanziamento. I recenti eventi in Iraq e Siria hanno evidenziato la vulnerabilità dei siti storici e archeologici, che devono essere tutelati al fine di proteggere l’identità stessa dei popoli, la loro memoria e i valori democratici. L’obiettivo della nuova Convenzione è proprio quello di rafforzare questa tutela attraverso il potenziamento della cooperazione internazionale nella lotta contro tali reati, che distruggono il patrimonio mondiale.

La nuova Convenzione è destinata a sostituire la Convenzione di Delfi del 1985 (European Convention on Offences relating to Cultural Property), mai entrata in vigore perché non ratificata da alcuno Stato Membro. Il nuovo strumento, che costituisce l’unico trattato internazionale dedicato specificamente all’incriminazione del traffico illecito di beni culturali, stabilisce diverse infrazioni penali, tra cui il furto, gli scavi illegali, l’importazione e l’esportazione illegali, nonché l’acquisizione e la commercializzazione dei beni così ottenuti.
Riconosce inoltre come reato la falsificazione di documenti e la distruzione o il danneggiamento intenzionale dei beni culturali.

L’Italia è tra i primi Paesi a firmare la Convenzione. Vi hanno già aderito, tra gli Stati del Consiglio d’Europa, Grecia, Portogallo, Cipro, Slovenia, Armenia, Ucraina e San Marino. E’ stata, inoltre, firmata dal Messico, essendo aperta alla firma di tutti i Paesi del mondo.

Nel corso dei negoziati a Strasburgo, il nostro Paese si è posto come leader dal punto di vista della competenza e della sensibilità rispetto ai temi trattati e ha assicurato un contributo attivo e propositivo, nella piena convinzione della necessità di potenziare a livello internazionale le azioni di prevenzione e contrasto dei reati relativi al patrimonio culturale e di rafforzare i meccanismi di cooperazione tra autorità giudiziarie e di polizia.

In tale ambito si inquadra l’iniziativa del seminario di Lucca, organizzato dal Dicastero della Giustizia e da quello dei Beni e delle attività culturali e del turismo, in collaborazione con il Consiglio d’Europa  il 3 febbraio scorso, per approfondire, con approccio multidisciplinare, le questioni più controverse in materia di tutela penale del patrimonio culturale, avvalendosi del contributo di illustri accademici ed esperti internazionali, di rappresentanti delle massime istituzioni nazionali e transnazionali che si occupano di protezione dei beni culturali, nonché delle voci dell’avvocatura e delle imprese che operano nel mercato antiquario.  

Tale evento ha avuto anche il merito di arricchire il dibattito in considerazione del nuovo disegno di legge di delega, licenziato dal Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2016, approvato dalla Camera dei Deputati il 22 giugno 2017 e attualmente all’esame del Senato, dedicato al rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto, anche a livello internazionale, del traffico illecito di beni culturali, attraverso l’introduzione di nuove fattispecie di reato quali il delitto di traffico illecito di beni culturali, e la predisposizione di un armonico ed efficace quadro normativo di tutela penale del patrimonio culturale, finora frammentato in una pluralità di fattispecie secondarie sparse nell’ordinamento.

Il disegno di legge prevede, altresì, l’adeguamento del sistema sanzionatorio alla gravità dei traffici illeciti di beni culturali, nonché il potenziamento degli strumenti investigativi per perseguire più efficacemente i reati contro il patrimonio culturale.

Molte delle misure previste dalla nuova Convenzione del Consiglio d’Europa firmata oggi dall’Italia appaiono già recepite nel nuovo disegno di legge delega, grazie alla massima attenzione posta dal Governo nel portare aventi in maniera coordinata ed efficace le attività a livello interno ed internazionale in materia di contrasto ai reati contro il patrimonio culturale.