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venerdì 7 febbraio 2014

VOLTERRA: una Cena galeotta per ricostruire le mura
NISIDA: Finchè c'é pizza c'é speranza, ovvero La pizzeria dell'impossibile
RADIO2:
Sulle ali della libertà, rock in jail

Finchè c'é pizza c'è speranza

VOLTERRA: una Cena galeotta per ricostruire le mura

Il 21 febbraio la Casa circondariale di Volterra, meglio nota come La Fortezza, ospita la prima delle Cene galeotte del 2014. Buona tavola e solidarietà sono i due punti forti di questi incontri: a provvedere alla cucina penserà, per la prima volta, un cuoco non toscano ma romagnolo, Riccardo Agostini,  chef e patron del ristorante Il Piastrino di Pennabilli; la solidarietà verrà garantita dal ricavato della cena che andrà ad aggiungersi ai fondi con i quali verrà ristrutturata la parte di mura  medievali crollata lo scorso 31 gennaio.

Ovviamente lo chef Agostini, il cui ristorante   Il Piastrino di Pennabilli è stato aperto in una bella casa in sasso, tipica dell'Appennino marchigiano, è coadiuvato dai detenuti che proprio grazie all'intervento della Unicoop di Firenze hanno regolari contratti di assunzione ed una altrettanto regolare retribuzione. La Unicoop inoltre fornisce anche tutte le materie prime, utili per la preparazione delle pietanze che verranno servite.

In 10 anni questa iniziativa ha visto la partecipazione di 10 mila ospiti che, accompagneranno i piatti preparati da Riccardo Agostini, con una selezione di etichette offerte dalla cantina Marchesi de' Frescobaldi, storica protagonista del panorama vinicolo italiano. Il progetto, oramai rodato, è realizzato con la collaborazione del Ministero della giustizia, della direzione della Casa di reclusione di Volterra e la supervisione di Leonardo Romanelli, giornalista enogastronomico, che provvede ad individuare gli chef coinvolti.

[CP]

NISIDA: Finchè c'é pizza c'é speranza, ovvero La pizzeria dell'impossibile

Sono d'accordo con voi, l'impossibile mal si concilia con la speranza, ma possiamo anche affermare che tentare l'impossibile vuol dire non abbandonare mai la speranza. E così, oggi che ci troviamo a festeggiare un anno di attività della Pizzeria dell'Impossibile, ci rendiamo conto che l'ossimoro "sperare l'impossibile" dovrebbe diventare uno slogan. Di più, un marchio registrato da mettere a disposizione di tutti i progetti  che almeno all'inizio possano apparire un po' visionari.

L'Associazione Scugnizzi nel 2010 avvia il progetto Finchè c'è pizza, c'è speranza, volto ad aiutare ragazzi a rischio, dando loro la possibilità di inserirsi in un contesto lavorativo, dopo aver appreso il mestiere del pizzaiolo. Sin dall’inizio, Gianluca Guida, Direttore dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida, apre le porte all'iniziativa; si uniscono successivamente Antonio di Lauro, Direttore dell’Istituto penale per i Minorenni di Airola e Vincenza Abbondante, Direttrice dell’U.S.S.M di Napoli. Con gli anni gli ideatori del progetto sono riusciti a coinvolgere anche le Istituzioni.

La Pizzeria dell’Impossibile”,  nata grazie alla collaborazione tra i Fratelli La Bufala e l’Associazione Scugnizzi, allestita in pieno centro storico, in alcuni locali comunali in disuso adiacenti al dormitorio pubblico, viene inaugurata nel gennaio del 2013 e, con il patrocinio del Comune di Napoli, avvia a corsi formativi 15 ragazzi d'età compresa tra i 17 e i 19 anni, di cui dieci segnalati dal tribunale dei Minori e 5 provenienti da quartieri e contesti disagiati. Ma l'altro aspetto bello, come sono belle certe visioni, é rappresentato dall'altra vocazione che ha in sè: essere una mensa per aiutare i meno fortunati, coloro che non sempre riescono a mettere assieme un pasto decente.
Ad oggi, sono stati svolti tre corsi per pizzaioli e si sta svolgendo il quarto corso, iniziato a gennaio. Molti dei ragazzi degli anni precedenti sono stati assunti da pizzerie, italiane o estere, tra cui I Fratelli la Bufala e Brandi.

[PC]
 

RADIO2: Sulle ali della libertà, rock in jail

John Vignola per Rai Radio2 conduce oggi alle 13,35, per il programma Ritratti,  Sulle ali della libertà, rock in jail. Si parte con Johnny Cash che il 13 gennaio del 1968 entra nel carcere di Folsom in California, per cantare ai detenuti la "loro" canzone, "Folsom prison blues". Tanti sono stati gli artisti che negli anni hanno dedicato canzoni a detenzioni ingiuste, come Bob Dylan fece per Rubin "Hurricane" Carter, o Nick Cave con The mercy seat che parla dell'atmosfera del braccio della morte. Un consiglio da chi appena può ascolta John Vignola ed i suoi Ritratti? Scaricate il podcast, sono convinta che anche questa volta ne valga la pena.
 

[FEA]