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venerdì 17 gennaio 2014

CARTOLINE DAL CARCERE
Bergamo: pensieri e riflessioni di carta
Ethicatering: etica, un'idea fissa

Ethicatering, prodotti etici

Bergamo : pensieri e riflessioni di carta

Stavolta la nostra rubrica ospita un libro dal titolo a noi (evidentemente) caro “Cartoline dal carcere”. E’ pieno di pensieri e riflessioni messe assieme dai detenuti della Casa circondariale di Bergamo, i quali infatti da diversi anni hanno la possibilità di seguire corsi di scrittura curati da Adriana Lorenzi e Catia Ortolani, insegnanti con una grande esperienza di lavoro all’interno del carcere.

Queste riflessioni scorrono il tempo fra passato e presente, sono ricordi grigi o colorati a seconda della scheggia di vita che percorrono: sono parenti che arrivano ai colloqui, è posta consegnata o solo attesa, sono incontri o giorni di solitudine, è sole o pioggia quella che si vede dalle sbarre. E i loro pensieri, come dice la Lorenzi “ti arrivano come un pugno nello stomaco”. Ma i detenuti che hanno scelto di scrivere, talvolta amaramente, hanno iniziato a percorrere la strada sulla quale incontreranno la propria dignità: forse guarderanno in faccia il reato commesso e la loro vita, di sicuro ragioneranno sulle emozioni che vivranno e magari impareranno ad essere donne ed uomini migliori.

A parlare, cioè, a scrivere, sono in cinquanta fra uomini e donne, alcuni dei quali lavorano anche nella redazione del giornale del carcere. Alterego, così si chiama il giornale, esiste dal 2008 ed esce da allora con cadenza trimestrale, ha una redazione mista, come dicevamo, di quindici uomini e otto donne, è a colori e può essere scaricato in .pdf dal sito della CISL di Bergamo, sindacato che si è preso l’impegno di finanziare il progetto.

“Cartoline dal carcere”, edito dal Gruppo Aeper, può essere ordinato on line o acquistato in libreria al prezzo di 10 €; il ricavato andrà a sostenere altri progetti della casa circondariale di Bergamo.

Due pillole delle cento contenute voglio anticiparvele, senza alcun commento.

Tutte le mattine andavo a lavorare in banca in giacca e cravatta…che lavoro noioso! Una volta ci sono andato col passamontagna e mi sono divertito molto di più!!!

Nella mia vita tutto è stato troppo. Troppa rabbia da bambino, troppi soldi da ragazzo, troppe donne e troppa roba da adulto. Adesso troppe sbarre”.

 


Ethicatering: etica, un'idea fissa

Se dico Ludovica Guerrieri e poi aggiungo Francia, cosa vi viene in mente? Ethicando, il negozio che la Guerrieri assieme a Caterina Avanza ha aperto due anni fa a Parigi. L’intenzione era quella di far conoscere ai francesi i nostri prodotti etici, quelli cioè frutto del lavoro delle terre confiscate alla mafia, dall'olio  extravergine al vino, ma anche quelli che escono dalle carceri e dal lavoro dei detenuti, che in molti casi oramai hanno raggiunto punte di eccellenza, magliette, biciclette, mobili. Il risultato di questa iniziativa è stato straordinario, come dice Ludovica Guerrieri: "In Francia, per ovvie ragioni, non ci sono realtà come le coltivazioni sui terreni confiscati alle mafie ma neanche progetti di lavoro in carcere" ma, ciò nonostante e proprio perché "abbiamo cercato di raccontare soprattutto le storie che erano dietro ai manufatti", "eravamo diventate un punto di riferimento della comunità italiana a Parigi".

La vita poi, si sa, ti prende e ti porta via, e Ludovica Guerrieri ha dovuto tornare in Italia per dare seguito ad un suo progetto personale a lungo inseguito, senza però abbandonare quell’idea e quel progetto. 

Appena ha potuto, quindi, assieme a Beatrice Busi Deriu, che si è sempre occupata di eventi e anche lei molto sensibile alle tematiche sociali, ha avviato un nuovo progetto. Con Ethicatering, impresa nel campo della ristorazione,  le due imprenditrici hanno voluto dare un’impronta etica e sociale agli eventi istituzionali ed hanno individuato i prodotti di 17 cooperative sociali, dalla cioccolata di Dolci libertà del Carcere di Busto Arsizio, al panettone della cooperativa Giotto, operativa nel Carcere di Padova, fino al vino che esce dal Carcere di Alba. Ethicatering si avvale anche dei servizi della cooperativa Capodarco che impegna i ragazzi di Don Bosco, che seguono percorsi di recupero sociale.

Ludovica Guerrieri, svela che l’obiettivo perseguito dalla sua nuova impresa, “sono le istituzioni, perché è da lì che deve arrivare il cambiamento e la promozione di queste importanti esperienze”.

[FEA]