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sabato 5 ottobre 2013

Firenze. Istituto penale di Sollicciano - Piedelibero, ovvero: sognando su due ruote
Casa circondariale Santo Spirito di Siena: detenuti in scena con “Il gioco dei musei”
San Gimignano - Carcere della Ranza: tra murales e giochi i detenuti incontrano i familiari

Piedelibero ri-cicli

Firenze. Istituto penale di Sollicciano - Piedelibero, ovvero: sognando su due ruote

Firenze. La storia che vi vogliamo raccontare ne ha fatta tanta di strada e tutta su due ruote. Il primo progetto nasce nel 2000 quando l'Istituto Penale di Sollicciano, il Comune di Firenze e la Cooperativa Ulisse danno vita al progetto Milleunabici: le biciclette abbandonate nei depositi comunali ed avviate alla rottamazione vengono recuperate e restaurate dai detenuti nelle officine che si trovano all'interno della struttura detentiva fiorentina. Le bici si guadagnano una nuova vita, vengono rimesse in cicolazione e a loro volta aiutano i detenuti, tirando la volata (giusto per usare il gergo adeguato) per il loro reinserimento sociale. L'iniziativa prende piede e nel 2006 viene coinvolto anche l'istituto minorile che organizza un laboratorio-officina per la formazione di giovani meccanici.

Oggi, 2013,ben tredici anni dopo, nasce Piedelibero ri-cicli (www.piedelibero.it). L'idea si deve all'agenzia pubblicitaria fiorentina Catoni associati, attenta alle tematiche sociali, che pensa bene di unire l'etica all'estetica. Quindi, bici riciclate sì, ma con occhio attento al design, anzi al re-design, con un proprio nome ed un marchio che le renda riconoscibili. E poi, ancora, tutto un mondo di accessori e gadget, sempre legati al mondo delle due ruote. La Cooperativa Ulisse, partner del progetto fin dalla prima ora, è il perfetto laboratorio per creatività, capacità ideativa e competenza meccanica. Dalle officine non escono quindi solo biciclette ri-generate, belle e di gran qualità, ma anche uomini ri-generati, formati al lavoro e restituiti alla società.

In occasione dei recenti Mondiali di ciclismo, tenutisi proprio a Firenze nel settembre di quest'anno, il sindaco Matteo Renzi, assieme a Carmelo Cantone, provveditore dell'Amministrazione penitenziaria della Toscana, a Oreste Cacurri, direttore del carcere di Sollicciano, Fiorenzo Cerruto, direttore dell'Istituto penale minorile Meucci, Giovanni Autorino, presidente della Cooperativa Ulisse, Mario Catoni della Catoni associati e Giampiero Gallo, consigliere speciale per la bicicletta del Comune di Firenze, ha presentato il progetto Piedelibero quale prosecuzione di Mileunabici 2.0. I numeri legati all'iniziativa iniziano ad assumere contorni interessanti: 3 le officine in funzione, Solliccianino, Meucci e quella della Cooperativa Ulisse; 10 le persone che vi lavorano, tra cui 3 minori; 600 le biciclette vendute ogni anno sulle 900 circa recuperate dalla depositeria comunale, grazie ad una convenzione con l'amministrazione comunale; 70 le biciclette consegnate al Comune per i diversi servizi. E ancora, 700 sono i detenuti ospitati nelle varie strutture detentive fiorentine che sono stati avviati ad attività lavorative, Parco degli animali, fornitura del latte e a breve anche dalla Mercafir ai laboratori che producono il gelato presso l'Istituto Meucci, per un investimento complessivo di 340mila euro.

E allora, Piedelibero dunque, un marchio ed un augurio.


Casa circondariale Santo Spirito di Siena: detenuti in scena con “Il gioco dei musei”

Il progetto come dice la presentazione è innovativo ma soprattutto complesso e articolato. Tre sono infatti gli step che hanno portato alla oramai prossima prima assoluta che si terrà sabato 5 ottobre alle 17 presso la Casa circondariale Santo Spirito di Siena. Lo spettacolo che i detenuti porteranno in scena si chiama “Il gioco dei musei” ed è stato realizzato dalla Fondazione musei senesi in collaborazione con l’Associazione Sobborghi onlus, il patrocinio della Prefettura di Siena e il sostegno della Regione Toscana, nell’ambito del Piano Integrato della cultura per l’anno 2012, e della Provincia di Siena. 

 Come si diceva, tre le fasi. La prima ha previsto l’organizzazione, all’interno della Casa circondariale, di sei conferenze tematiche dedicate a grandi personaggi storici durante le quali sono state individuate sei figure emblematiche: Porsenna, re etrusco di Chiusi;  Ambrogio Lorenzetti, uno dei maestri della scuola pittorica senese del ‘300; Domenico Beccafumi, anch’egli pittore e scultore, tra i fondatori del manierismo italiano; Pirro Maria Gabbrielli (o Gabrielli), professore di medicina teorica e di botanica all’Università di Siena, che diede vita proprio a Siena nel 1691 all’Accademia dei fisiocritici; la famiglia Cassioli, che ha dato i natali ad Amos e Giuseppe, pittori del XIX secolo,  e che con evidente amore per l’arte e per la condivisione del bello, ha contribuito coni suoi importanti lasciti alla creazione del Museo Cassioli, aperto nel 1991. Ultima figura emblematica individuata, quella del Mezzadro.  In questo modo si è voluto compiere un viaggio nel tempo, toccando idealmente tutte le aree tematiche che i musei della Fondazione Musei senesi rappresentano, cioè archeologia, arte, scienza, medicina, antropologia. Alle conferenze sono seguite una serie di visite guidate, indirizzate a quei detenuti il cui regime carcerario permettesse questo genere di attività, che hanno toccato a Siena il Museo Civco, il Museo Diocesano e quello dell’Accademia dei Fisiocritici; a Colle Val d’Elsa, il Museo Civico Archeologico e la Necropoli di Dometaia; ad Asciano, il Museo Cassioli ed il Museo di Palazzo Corboli, ed infine a Buonconvento, il Museo della Mezzadria Senese.

Si è quindi passati alla seconda fase, condotta dall’associazione culturale Sobborghi onlus, da anni impegnata in attività teatrali finalizzate al reinserimento sociale dei detenuti, ed é’ stata formata la compagnia di attori.  Il testo, scritto e messo in scena da Altero Borghi, ed è prevista la partecipazione di Serena Cesarini Sforza.

La terza fase é il completamento del percorso:  il 5 ottobre si debutta con  “Il gioco dei musei”. La replica per il pubblico é prevista per venerdì 11 ottobre alle 16.

 

San Gimignano - Carcere della Ranza: tra murales e giochi i detenuti incontrano i familiari

Abbracci colorati è il nome dato ai nuovi spazi destinati ad ospitare gli incontri fra detenuti e familiari nella Casa circondariale La Ranza di San Gimignano. I tre detenuti di origine cinese che, grazie al progetto finanziato dal Comune di San Gimignano e dalla Arciconfraternita Misericordia di Siena, hanno realizzato gli ambienti, hanno avuto a mente prevalentemente i bimbi che frequentano quei luoghi quando vengono a visitare i propri genitori. Questo pensiero dunque li ha orientati nella realizzazione delle stanze: le hanno colorate e dipinto murales sulle pareti, hanno curato gli arredi e infine le hanno riempite di giochi.
Ospitare dunque in ambienti così gradevoli gli incontri dei detenuti con i propri familiari, in particolare con i figli minori, vuole contribuire al raggiungimento di uno degli obiettivi fondamentali, rinsaldare cioè i rapporti genitori detenuti-figli, ritenendo questo passaggio uno dei cardini su cui si costruisce un favorevole e positivo reinserimento sociale e nella famiglia. 

[FEA]