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venerdì 30 ottobre 2009

Carceri: Premio Cento al Novate di Piacenza
Minori: dal Pratello l’elogio della stupidità

Compagnia teatrale del Pratello

Carceri: dal Pratello l’elogio della stupidità

Il 28 novembre tornerà in scena la Compagnia teatrale del Pratello, il carcere minorile di Bologna. Nove attori-detenuti saliranno sul palco come protagonisti dello spettacolo Il fascino indiscreto della stupidità, diretto da Paolo Billi. Il copione è ispirato all’ultimo romanzo dello scrittore francese Gustave Flaubert, Bouvard e Pecuchet, e comprende sopratutto testi scritti dai detenuti sulla stupidità umana. I nove ragazzi, attualmente nell’IPM, sono tutti volontari e soltanto uno di loro è italiano.

Ma le attività del Pratello non si esauriscono qui. Giuseppe Centomani, dirigente del Centro giustizia minorile per l’Emilia-Romagna, ha lanciato un appello ad istituzioni e associazioni della città per contribuire al restauro del vecchio teatro ottocentesco del Pratello, all’interno dell’istituto: il teatro, una volta risistemato, potrebbe essere messo a disposizione del quartiere e della città, e non riservato soltanto ai lavori del carcere.


[GP]



Carceri: Premio Cento, secondo posto al Novate di Piacenza

Il secondo posto del Premio Cento alla stampa locale per le pubblicazioni senza scopo di lucro viene assegnato a Sosta Forzata, l’unico periodico in gara a occuparsi esclusivamente di temi sociali. Il giornale rappresenta un valido esperimento giornalistico per i detenuti della casa circondariale di Piacenza; sebbene infatti sia realizzato con la collaborazione dell’associazione di volontariato Oltre il muro, le notizie vengono redatte dai detenuti e poi pubblicate grazie al supporto dei grafici.

A seguito della premiazione, avvenuta il 24 ottobre scorso, tanto la direttrice del carcere Caterina Zurlo che il sindaco di Piacenza Roberto Reggi si sono congratulati con la redazione e con la direttrice responsabile Carla Chiappini. A proposito del riconoscimento, quest’ultima ricorda che “il senso di questa operazione di comunicazione è vincere la diffidenza degli esterni verso i detenuti”, poichè, come spiega la direttrice Zurlo, “gli altri, attraverso questo tipo di comunicazione appaiono molto più vicini”.


[RS]