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venerdì 14 giugno 2013

Sport in carcere: rugby, una meta per i detenuti
Detenuti in cammino verso Papa Francesco
Le Voci da dentro si possono ascoltare su L'Espresso napoletano  

Campo di rugby

Sport in carcere: rugby, una meta per i detenuti

Piemonte e Valle d'Aosta unite da un accordo siglato ieri, 13 giugno presso la sede della Regione Piemonte, dai rappresentanti dell'Associazione Ovale oltre le sbarre, della Federazione Italiana Rugby e del Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria. I detenuti potranno partecipare a laboratori didattici  finalizzati all'insegnamento del gioco del rugby, tenuti da tecnici e allenatori della Federazione, che avranno cadenza bisettimanale, ogni lezione durerà due ore e potranno parteciparvi trenta detenuti per ogni seduta. Il modello verrà sperimentato nelle carceri del Piemonte e della Valle d'Aosta per poi valutarne l'esportazione in tutti gli istituti penitenziari italiani.

Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, in un messaggio inviato alla presentazione del progetto, ha sottolineato l'importanza dello sport nel percorso di recupero del detenuto, al quale offre la possibilità di "tracciare la strada per un percorso di maturazione e riabilitazione", indirizzata al reinserimento nella società.
 

Detenuti in pellegrinaggio da Papa Francesco

Sono arrivati a Roma oggi, dopo aver camminato complessivamente tra i 140 ed i 170 chilometri, i detenuti che hanno partecipato al pellegrinaggio organizzato dalla Confraternita di San Jacopo di Compostella. Ad attenderli hanno trovato una tra le più belle piazze del mondo, Piazza San Pietro, e Papa Francesco impegnato nella rituale udienza del mercoledì.

La confraternita che ha organizzato il viaggio, fondata a Perugia nel 1981, é stata costituita per mantenere vivo il ricordo del pellegrinaggio compiuto a Santiago de Compostela da un gruppo di perugini. Successivamente, al nucleo iniziale si sono aggiunti altri gruppi che avevano fatto lo stesso percorso geografico e di fede, ed ora a Perugia si é attestata la storica formazione, ma articolazioni sono presenti su tutto il territorio nazionale.

Trenta i detenuti che hanno compiuto il pellegrinaggio assieme ad esperti confratelli pellegrini, tre i percorsi compiuti: un gruppo é partito da Radicofani e, passando per Bolsena e Viterbo é approdato a Roma, percorrendo circa 170 chilometri; un altro é partito dall'Abbazia di Monte Cassino ed ha percorso poco più di 170 chilometri, il terzo si é avviato da Assisi ed é  giunto alla presenza del Papa dopo aver percorso 140 chilometri. Il viaggio, realizzato grazie anche alla collaborazione tra la Confraternita, il Tribunale di sorveglianza di Roma e il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria del Lazio, é stato compiuto in perfetto spirito pellegrino, facendo entrare in uno zaino tutto ciò di cui si poteva aver bisogno, condividendo spazi e difficoltà, ma soprattutto, il cammino a piedi ha messo tutti i detenuti in condizione di misurarsi con la fatica, la solidarietà, l'accoglienza. E' un percorso questo che può essere inteso come rieducativo e contribuire al loro reinserimento nella società.

I tre gruppi sono stati guidati da Monica D'Atti, Maurizio Ciocchetti e Giancarlo Guerrini ed il coordinatore dell'intera iniziativa é stato Paolo Caucci von Saucken, rettore della Confraternità.


Le Voci da dentro si possono ascoltare su L'Espresso napoletano

Napoli. Oggi alle 11 presso Palazzo Zapalà (Piazza Trento e Trieste) è stata presentata la nuova rubrica della rivista L'Espresso napoletano, Le voci da dentro, che dà la possibilità ai detenuti degli istituti penitenziari campani di far sentire la propria voce: sul numero di giugno della rivista, che tende a valorizzare ed esaltare la cultura napoletana, proponendo una lettura in chiave storica e contemporanea dell'arte, della tradizione e dei personaggi pertenopei, sarà pubblicato lo scritto di un detenuto campano, selezionato fra i tanti inviati alla redazione.

Sponsor della nuova rubrica, oltre chiaramente all'editore della rivista Rosario Bianco, il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria e l'associazione Il carcere possibile della Camera Penale di Napoli. Obiettivo della nuova rubrica, probabile omaggio alla commedia in tre atti del grandissimo Eduardo De Filippo e coda di un altro programma dal titolo evocativo "La sorgente educativa", in cui gli scritti dei detenuti vengono sottoposti alla valutazione degli studenti degli istituti scolastici di istruzione secondaria, é la creazione di "una sorta di rete tra l'amministrazione penitenziaria e la società civile, attraverso varie istituzioni e associazioni" perchè, secondo il provveditore Tommaso Contestabile, é necessario in un momento di  scarsità di risorse, attingere alle attività del volontariato.

[FEA]