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lunedì 27 maggio 2013

UISP a Rebibbia: correre può rendere liberi
Il Trovatore: Legnamèe, dal carcere di Monza le scenografie

Locandina Vivicittà Rebibbia 2013

UISP a Rebibbia:  correre può rendere liberi

Roma. Rebibbia Nuovo Complesso, 29 maggio 2013 ore 16. L'appuntamento é di fronte al portone del carcere romano di Rebibbia per una corsa un po' particolare. Infatti, come accade da qualche anno, l'Unione Italiana Sport per tutti - UISP - ha organizzato, nell'ambito della manifestazione Vivicittà, una corsa all'interno del carcere, Free to run people, aperta ad atleti e semplici appassionati di questo sport. Ovviamente i padroni di casa saranno i detenuti, molti dei quali tesserati UISP attraverso le associazioni Albatros e La Rondine, che assieme a tutti coloro che avranno sentito il bisogno di conoscere più da vicino la realtà della detenzione anche attraverso questo genere di manifestazione, potranno partecipare alla corsa non competitiva di 4 km oppure a quella competitiva di 12 km. Il percorso si srotolerà lungo le mura del carcere e, accanto gli uni agli altri, nell'eguale fatica e con lo stesso obiettivo, arrivare primi al traguardo, si troveranno liberi e ristretti, veri atleti e chi fa dell'impegno fisico una filosofia di vita o solo un modo diverso per stare con gli altri.

La UISP spera di raggiungere il simbolico numero di cento atleti iscritti alla corsa, per confermare da un lato la propria vocazione a portare lo sport ovunque, con consapevolezza, impegno e passione, dall'altro a tenere sempre aperto il canale della solidarietà nei confronti di coloro che più hanno bisogno di aiuto.
 

 

Il Trovatore: Legnamèe, dal carcere di Monza le scenografie

Milano. Sabato 25 e domenica 26 maggio è andato in scena Il Trovatore di Giuseppe Verdi. Ultimo atto della trilogia verdiana, è stato rappresentato sul palco di RosetumCentro culturale francescano, che grazie alla nuova direzione di padre Marco Finco, ha accolto nuovamente l’opera lirica.

Ma non è questa l’unica novità. L’assoluta “prima volta” è stata la collaborazione nata tra Rosetum e Legnamèe, la falegnameria del Carcere di Monza che ha realizzato le splendide scenografie. La falegnameria Legnamèe, gestita dalla Cooperativa Sociale 2000 da circa sei anni, trae il suo nome dal legno amaro e attraverso la lavorazione del legno e la produzione di articoli artigianali, offre ai detenuti la possibilità di acquisire una formazione professionale che li conduca verso una reale riabilitazione sociale.

La collaborazione nata è destinata a proseguire, perché, come ha detto il direttore del Centro francescano: “Il lavoro è stato svolto bene e con notevole professionalità” e ha dimostrato che il lavoro dei detenuti “è una realtà che non può più essere sottovalutata, per capacità, serietà e umanità”.

[FEA]