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venerdì 3 maggio 2013

 Ricuciamo: le donne di Rebibbia a scuola di Alta moda

Macchina per cucire

Il lavoro é un diritto di tutti: la Costituzione all'articolo 1 recita "L'Italia é una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Il lavoro é uno degli elementi fondanti della dignità dell'essere umano, della consapevolezza di sé. Quando si lavora, si può pensare a un mondo e cercare di costruirlo, avere un avvenire, comprare un ago, un motorino o la luna. E forse proprio questo deve aver convinto il Dipartimento promozione delle politiche sociali e della salute del Comune di Roma asponsorizzare presso la casa circondariale di Rebibbia il progetto Ricuciamo.

Inaugurato il 29 aprile, l'iniziativa ha lo scopo di attrezzare un laboratorio stabile di sartoria all'interno della sezione femminile, in cui dodici detenute -metà italiane e metà straniere- verranno avviate ad un corso di nove mesi, per un totale di 228 ore che si articoleranno in due incontri a settimana, ciascuno di tre ore. Le apprendiste, durante i sei moduli in cui é suddiviso il corso, acquisiranno competenza e professionalità in diversi settori della moda: impareranno a prendere le misure, a creare un cartamodello, a tagliare il tessuto. Ed ancora, a maneggiare i macchinari necessari alla confezione degli abiti sartoriali, a ricamare, a pitturare stoffe e tessuti e tanto altro ancora.
Gli insegnanti provengono direttamente da una delle scuole più prestigiose, l'Accademia Altieri, che da 39 anni é punto di riferimento per chi voglia specializzarsi nei vari settori dell'abbigliamento creativo. Una volta concluso il corso, verrà realizzata una linea di abiti e accessori che si chiamerà Neroluce che saranno esposti in mostre-mercato e presentati anche al pubblico di AltaRomaAltaModa. Le vendite, inoltre, verranno gestite attraverso un sito internet, la cui creazione e gestione coinvolgerà direttamente le partecipanti al progetto.

L'evento é stato presentato dal vicesindaco di Roma, Sveva Belviso, con Filippo Pegorari, Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Lucia Funari, assessore al patrimonio di Roma Capitale, Maria Claudia Di Paolo, provveditore regionale del Dap per il Lazio, e Antonella Di Spena, direttore dell'Ufficio di esecuzione penale esterna.

Ricuciamo é un progetto che vuole restituire dignità a chi l'ha smarrita, capacità di immaginare un futuro, indicare un orizzonte a donne che stanno pagando per gli errori commessi e ancora non sanno cosa troveranno fuori. Il mestiere al quale si stanno avvicinando è quindi un passaporto per il mondo esterno ma soprattutto é una forma di terapia per imparare nuovamente a stimarsi. Questo genere di progetti incide sostanzialmente sulla recidiva: i detenuti che non hanno mai partecipato a programmi di reinserimento, una volta usciti dal carcere, hanno il 70% di possibilità di tornare a delinquere; coloro che invece hanno preso parte a corsi di formazione e sono usciti con una capacità lavorativa da offrire, hanno solo due possibilità su dieci di sbagliare ancora.

Lavorare conviene se si vuole uscire a comprare la luna.

[FEA]