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venerdì 26 aprile 2013

Carcere di Sulmona: esperienze e speranze a fumetti

Immagine da La nostra Odissea

I detenuti del carcere di Sulmona, grazie anche alla presenza di insegnanti come Fiorella Ranalli e Bice Del Signore, coadiuvate da Maria Luisa Esposito e Lino Gorlero, hanno dato vita ad un fumetto dal nome impegnativo “La nostra Odissea”: ricordi, sogni, speranze in 24 pagine.

Un esiguo drappello di detenuti, 22 in tutto, quasi a incarnare quella “compagna picciola” che nel XXVI canto dell’Inferno della Divina Commedia, Dante affianca ad Ulisse quando, sordo alla dolcezza del figlio, alla pietà per il vecchio padre o al debito d’amore “qual dovea Penelopé far lieta”, mette sé stesso e i suoi compagni per “lo mare aperto” del mondo, in cerca d’avventura e d’esperienze. Ed é proprio sul tema dell’avventura, della scoperta, della risoluzione di pericoli e problematiche, che si giocano, in chiave umoristica, le pagine di questo fumetto: alle avventure di Ulisse si sovrappongono quelle di questi uomini che in giorni tutti uguali, devono comunque scoprire che il vero viaggio è quello che li porterà, ciascuno individualmente, a scoprire sé stessi, a migliorarsi, riconoscendosi fino in fondo. Anche se, dolorosamente, per alcuni di loro questo viaggio umano non avrà apparentemente alcun senso: più della metà infatti hanno una pena che non finirà mai. In linguaggio giudiziario-forense si chiama “ergastolo ostativo”: il curriculum penale che ciascuno di loro ha messo assieme li ha condannati ad una vita in cui nulla più spetta, né futuro né speranza, solo l’attesa di un tempo che inutilmente arriverà, tra mura sempre uguali.

Sono 800 i detenuti in Italia condannati ad un ergastolo senza scampo e 60 sono proprio detenuti nella casa di reclusione abruzzese. Il direttore del carcere, Massimo Di Rienzo, durante la conferenza stampa ha ovviamente lodato iniziative come questa che “servono, in un paese civile, a dare a questi detenuti un barlume di speranza che non sia dentro una cella”. Si augura, inoltre, che anche i legislatori considerino la realtà di queste persone condannate con l’ergastolo ostativo a non avere futuro.

Da Sulmona non si vede il mare, ma nelle pagine di questo fumetto i detenuti hanno messo la speranza di quell’orizzonte lontano. 

[FEA]