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venerdì 19 aprile 2013

Fossano-Bari: corto o ristretto ma sempre cinema.

Proiezione in sala nel carcere di Fossano

Filo conduttore il carcere: set, soggetto narrato e voce narrante.

A Fossano, il 13 aprile, si è tenuta la proiezione dei tredici film finalisti della sezione  Donne e Libertà del Valsusa Filmfest. Il progetto Corti dentro ha dapprima coinvolto in un laboratorio cinematografico un gruppo di detenuti, e poi ha portato alla Casa di reclusione Santa Caterina alcuni esperti di cinema, organizzatori della rassegna, e alcuni soci di Sapori Reclusi: l’obiettivo era quello di costituire la giuria mista che avrebbe selezionato il cortometraggio finalista.

In sala, alla proiezione, hanno assistito sia i  giurati che i detenuti dell’istituto che hanno avuto modo non solo di passare un pomeriggio diverso e interessante ma anche, grazie al collegamento skype autorizzato dal Ministero della giustizia, di potersi collegare con la sala cinematografica di Condove, dove venivano proiettati gli stessi cortometraggi.

La rassegna è finita, la giuria mista ha giudicato e ha scelto Ammore. Brindano tutti assieme e dopo il rinfresco preparato dai tre ragazzi che lavorano in cucina, si salutano. Non andranno, come diceva De André, “tutti insieme verso l’uscita”: alcuni usciranno, i più rimarranno dentro, anche se con la sensazione di aver vissuto per un momento un'altra vita: da giudicati a giudici.

Bari, 1000 Km da Fossano, quasi tutta l’Italia. Siamo nell’ex Palazzo delle Poste dove in questi giorni è stata ospitata la mostra “e-Visioni – Il carcere in pellicola, collage e graffiti”, nata dall’impegno dell’associazione Antigone Piemonte onlus, finanziata dall’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, in collaborazione con il Dipartimento di giurisprudenza dell’Università barese e di quella di Torino, la Mediateca Regionale Pugliese, il Centro studi dell’Apulia Film Commission, il Museo della memoria carceraria e la Casa circondariale di Bari.

La mostra, che ha ospitato raccolte di manifesti cinematografici relativi a prison movie e collage eseguiti da Agnese Purgatorio con le detenute del carcere di Bari, spazia, come precisano i curatori Claudio Sarzotti e Guglielmo Siniscalchi, dagli anni Trenta fino ai giorni nostri. Sono anche esposte le fotografie dei graffiti realizzate da Davide Dutto (già conosciuto dai nostri lettori per l’Associazione “Sapori reclusi”), all’interno della ex struttura carceraria della Castiglia di Saluzzo, che a breve diventerà la sede del primo museo interamente dedicato alla storia del carcere.

La mostra si è conclusa con la proiezione del documentario Inside carceri: un reportage realizzato da Next new media e dagli attivisti di Antigone che, in tre mesi, hanno visitato venticinque istituti penitenziari per certificarne lo stato.

[FEA]