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venerdì 11 gennaio 2013

“Finchè c’è pizza…c’è speranza”

pizza napoletana

Sembrerebbe lo slogan di un gruppo di irriducibili sostenitori di uno dei nostri cibi preferiti e, invece, é il nome del progetto dell’Associazione Scugnizzi, che ha un doppio binario: da un lato, infatti, avvia a corsi di formazione, per diventare pizzaioli, minori che provengono da aree a rischio della città partenopea, dall’altra intende sfornare pasti da offrire alle fasce più deboli  e sfortunate, clochard ma anche famiglie a basso reddito dall’area metropolitana.

Lo spazio all’interno del quale si opererà, messo a disposizione del Comune di Napoli e ristrutturato  dai Fratelli La Bufala, ha il nome ben augurale de  La pizzeria dell’impossibile. Viene inaugurato oggi  ed ha nelle sue prospettive, come s’è detto, la distribuzione di circa 100 pizze che potranno anche essere consumate nel locale.I ragazzi, apprendisti pizzaioli,  tutti ricompresi in una fascia d’età che va dai 14 ai 21 anni, saranno selezionati nei prossimi giorni ed avviati ai corsi tenuti da Gennaro Gattimolo, maestro  dell’antica arte di mescolare acqua, farina e pochi altri ingredienti.

I Fratelli La Bufala, assieme a Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli, hanno fortemente creduto in questa iniziativa, che consiste non solo nel restituire una speranza a quei ragazzi che già hanno conosciuto la restrizione della libertà, ma anche a coloro che vivono in situazione di rischio e che, quindi, potranno apprezzare quest’àncora preventiva.

E' un'autentica catena di solidarietà sociale: aiutare gli ultimi, i sofferenti, gli abbandonati, fa bene a tutti. La società intera in questa forma di auto-aiuto ne esce migliorata, offrendo chance e ricevendo indietro sicurezza sociale.

[PC]