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venerdì 26 ottobre 2012


Bollate: Nina, la ex-trottatrice cieca coccolata dai detenuti

Cavalli all'interno del carcere di Bollate

Da anni il maneggio è una realtà consolidata  nel carcere milanese di Bollate, dove  il progetto Cavalli in carcere opera, infatti, già dal febbraio del 2007.

Che l’interazione tra essere umano e animale produca numerosi ed importanti benefici sullo stato psico-fisico di entrambi è, oramai, ampiamente dimostrato. Il contatto e lo scambio emozionale che si verificano nel rapporto uomo-animale, molto diversi dai comuni rapporti interumani, creano un coinvolgimento profondo e sincero che, in un contesto come quello carcerario, consente al detenuto di assimilare metafore importanti utili alla rielaborazione di comportamenti pregressi, come già sperimentato da esperienze analoghe di qualche tempo fa.

Nata come iniziativa unica in Europa, Cavalli in carcere permette nuovi spunti di inserimento lavorativo e valide occasioni di riscatto sociale a coloro che, particolarmente portati verso questo tipo di attività, seguano corsi formativi per Artieri (l’artiere ippico è colui che cura le attività di manutenzione delle strutture di ricovero e di addestramento, di cura psicofisica ed igiene del cavallo, di governo, dell'alimentazione e di allenamento con lavoro a terra e in sella).

In quest’ottica di recupero sociale dei detenuti, il percorso di riabilitazione nasce dall’idea che si instauri un rapporto di fiducia tra reclusi e cavalli, questi ultimi con trascorsi di maltrattamenti subiti, quindi bisognosi di ritrovare serenità, forza e tranquillità. Tra loro Nina, esemplare di 5 anni ed ex campionessa del trotto, che, da un anno, ha perso completamente la vista a causa di una malattia congenita. Benché già cieca all’occhio destro,  Nina non si è lasciata sopraffare dalla propria disabilità e ha continuato a correre veloce sulle piste di trotto, raggiungendo le prime posizioni per ben 7 volte e guadagnando premi per un totale di 75 mila euro. Nonostante i vari e vani tentativi di restituirle la vista Nina, lo scorso anno, ha perso anche l’uso dell’occhio sinistro. Spesso l’epilogo, per i cavalli affetti da invalidità così importanti come questa, è  molto triste. Nina, infatti, ha rischiato il macello,  ma grazie all’intervento della Scuderia dell’Unicorno di Perugia, da anni impegnata nel recupero di cavalli considerati non più utili, l’ex agonista è stata consegnata, circa un mese fa, alle cure del centro di Bollate.

Nina, così, ha avuto una seconda possibilità. Con l’aiuto dei detenuti e di Claudio Villa, fondatore e responsabile dell’AsomAssociazione Salto Oltre il Muro, Nina ha ricominciato ad uscire dal suo paddock, a socializzare con gli altri cavalli ospiti del maneggio, a brucare l’erba e a gioire del calore del sole, instaurando in poco tempo un bellissimo rapporto con coloro che si occupano di lei, quotidianamente, impartendo ad ognuno di loro  lezioni di pazienza, tenacia e fiducia quasi come ringraziamento per le attenzioni ricevute.

[MVC]