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venerdì 12 ottobre 2012


Sartoria San Vittore: un progetto su misura

Toga Sartoria San Vittore

Progetto Legalità: incontri su mafie e legalità

Il 10 ottobre nella boutique di Via Terraggio a Milano la Sartoria San Vittore ha presentato la nuova collezione, ispirata ai costumi Miao dell’antica Cina. La designer della collezione è Rosita Onofri, nota nell’ambiente, che si è ispirata ad una donna raffinata “La nostra è una moda con capi evergreen, che una donna può indossare sempre”.

Gli ingredienti conosciuti quindi ci sono tutti: Milano, la moda, la donna. Il quid che fa di questa notizia, qualcosa di particolare, è che la Sartoria San Vittore è esattamente quel che dice: una sartoria nata nelle carceri di Milano e di Bollate dalla “Cooperativa Alice che dal 1992 si occupa del reinserimento delle detenute nel mondo del lavoro attraverso l’attività sartoriale”. Così recita il “chi siamo” del sito web della Sartoria. Dal 1992 ad oggi il progetto ha preso piede, dà lavoro a 120 detenute ed ha aperto tre sedi: due negli istituti di San Vittore e Bollate ed la terza, all’esterno, in Via Senofonte. La produzione è differenziata: collezioni, t-shirt, tessuti d’arredo, abiti da sposa e gadget.

Da ultimo, una novità interessante: ora si confezionano anche toghe per avvocati e magistrati. Sono già state  confezionate 200 ed una, manco a dirlo, è quella di Paola Severino, la nostra ministro, che tanto a cuore ha l’attività lavorativa dei detenuti. 
 

[FEA]