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venerdì 5 ottobre 2012


Progetto Legalità: incontri su mafie e legalità
Sassari: il tribunale di sorveglianza faedda in limba

Locandina Progetto Legalità

Progetto Legalità: incontri su mafie e legalità

Si chiama Progetto Legalità, e consiste in una serie di quattro conferenze a ingresso libero in comuni diversi della Brianza e una partita di solidarietà fra Nazionale italiana Magistrati e Nazionale italiana Calcio TV.

I cinque eventi, che si svolgono tra il 5 e il 20 ottobre, intendono portare all’attenzione del pubblico la tematica dell’impegno civico ed etico, necessario per contribuire da cittadini consapevoli alla lotta contro ogni tipo mafia.

Il programma delle conferenze del Progetto Legalità avranno come relatori alcuni magistrati e studiosi impegnati da decenni nella lotta quotidiana al crimine organizzato, mentre la partita vedrà la partecipazione di alcuni personaggi dello spettacolo che prestano il loro gradito supporto.

I primi tre incontri ripercorrono gli aspetti più oscuri della storia italiana per cercare di interpretare al meglio i fatti del presente e contrastare attivamente ogni forma di illegalità. Si parte questo venerdi con la testimonianze del Procuratore di Torino Giancarlo Caselli, giovedi 11 ottobre è il turno del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso e infine Nando Dalla Chiesa interviene il 16 ottobre.

La quarta conferenza si concentrerà invece sulla realtà locale: l'attenzione verso il proprio territorio è il primo passo per costruire un impegno civico condiviso. Ciò è ancora più importante in Brianza, zona a forte rischio di infiltrazione mafiosa, ma dove l’opinione pubblica fino agli anni più recenti ha faticato ad accettare questa triste verità. Ne parleranno i sostitui procuratori di Monza Salvatore Bellomo Walter Mapelli, il procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili.

Più che diffondere la cultura della legalità, il Progetto vuole contribuire alla formazione di una vera e propria coscienza della legalità. Informarsi è importante, ma soprattutto bisogna sentire il rispetto delle regole come necessità etica imprescindibile.


 

Sassari: il tribunale di sorveglianza faedda in limba

La legge regionale n. 26 del 15 ottobre 1997 sancì che la lingua sarda, Sa Limba, dovesse considerarsi come bene fondamentale dell’isola, “riconoscendole pari dignità rispetto alla lingua italiana”. Sono passati quindici anni, non senza che sa limba abbia visto altre porte aprirsi, come quella dell’Università di Cagliari che ha istituito, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge, S’ufitziu de sa limba sarda, che accoglie, assiste e media all’uso della lingua sarda anche in occasioni ufficiali di vita accademica.

Da pochi giorni, in ossequio al dettato normativo ma soprattutto al respiro dell’isola, il Tribunale di sorveglianza di Sassari ha istituito uno sportello linguistico in sardo, al fine di tutelare l’uso della lingua madre e chi voglia esprimersi solamente in questo modo. Il progetto ha raccolto anche il plauso del Governo che ha deciso di stanziare un fondo di novemila euro. Il testimone è stato raccolto dalla presidente del tribunale Maria Antonia Velardi che ha affidato ad un esperto di limba il compito di affiancare il personale amministrativo del tribunale di sorveglianza, dove opera quella che viene definita “magistratura di prossimità”, quella cioè che si occupa della utenza meno fortunata della giustizia (persone private della libertà, con problemi legati alla detenzione e ai colloqui con i familiari che devono essere autorizzati, ma anche persone che scontano pene diverse dal carcere). L’esperto sarà a disposizione in concomitanza delle udienze ogni martedì e giovedì dalle 9 alle 12,30. Il passaggio successivo, prevede la pubblicazione nel sito web del tribunale di una sezione in lingua che spiegherà le competenze degli uffici e indicherà i funzionari competenti; renderà scaricabili i moduli il cui testo sarà rigorosamente in italiano e sardo.

Quando il progetto è stato presentato, la premessa ha fatto riferimento fra l’altro “al diritto all’uso pubblico della propria lingua madre”, tutelato anche nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. E se l’Europa ha cura per la lingua di ciascun popolo che ha contribuito a formarla, allora veramente possiamo essere una sola Nazione, senza confini ma ognuno con la propria storia e la propria cultura.
 

[FEA]