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venerdì 10 agosto 2012

Il premio Filippo Basile all’ICATT di Eboli

Rita Romano e Giovanni Suriano, Direttore e Sociologo - ICATT Eboli

Alla Casa di Reclusione-Istituto a Custodia Attenuata per il Trattamento delle Tossicodipendenze di Eboli il prestigioso premio “Filippo Basile” con cui l’Associazione Italiana Formatori (AIF) premia l’eccellenza nella Pubblica Amministrazione. Dopo le affermazioni dei due anni precedenti: 2010, premio speciale “Eccellenza Reti”, e 2011, Eccellenza per la sezione “Progetti Formativi” e secondo premio assoluto  per la sezione “Reti Formative”, questo è l’anno del primo premio assoluto ottenuto nella sezione “Progetti Formativi”, la più ambita nella Pubblica Amministrazione, con il progetto “Formazione ed innovazione nel sistema penitenziario europeo”.

Anche la  Commissione Europea ha avuto modo di esprimersi sulla grande validità del progetto, come già per il passato ebbe modo di fare sostenendo le iniziative del gruppo di studio e ricerca nazionale ed internazionale del Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Campania, la cui sede operativa si trova presso la  CR-ICATT di Eboli.

Il comitato scientifico dell’Associazione Italiana Formatori (Aif) presieduto dal Prof. Enzo Spaltro ha ancora una volta premiato l’impegno, la professionalità e, soprattutto, la passione non disgiunta dalla ferma volontà di procedere nell’azione amministrativa di  Rita Romano, Direttore dell’istituto, e Giovanni Suriano, sociologo, nonché  promotore e referente del progetto, che da anni sono impegnati nell’attività di studio e ricerca condotta anche all’estero con le Istituzioni  penitenziarie ed accademiche di paesi quali la Francia, la Spagna, la Grecia, la Lituania, l’Inghilterra, la Turchia, la Romania, l’Ungheria. A tal proposito, particolarmente interessante dal punto di vista della condivisione delle esperienze è stato il meeting internazionale che si è svolto il 28 e 29 maggio presso la Casa di Reclusione di Eboli e l’Istituto Penale per Minori di Nisida, sulle specifiche realtà dei singoli Paesi, al fine di realizzare tra esse una sintesi da proporre come modello a livello europeo.

In sintesi il progetto premiato mira ad introdurre nel nostro sistema penitenziario, sulla scia di quanto accade da anni nella realtà di alcuni paesi del Nord–Europa, tra tutte la Norvegia, processi formativi (fruibili sia dagli operatori penitenziari sia dai detenuti con i dovuti accorgimenti ed i vari e diversificati livelli di sicurezza) decisamente innovativi e basati sulla formazione a distanza mediante un processo di pianificazione che, attraverso la progressiva e graduale sperimentazione di pratiche innovative nel settore della formazione permanente degli adulti, mira a realizzare la loro diffusione nell’intero sistema. In questo modo si è in grado di garantire  a tutti gli utenti l’effettivo diritto allo studio, alla formazione ed all’aggiornamento, superando i gap derivanti dalle specifiche contingenti condizioni dei diversi utenti (detenuti-lavoratori), in linea con quanto oramai sancito della Raccomandazioni Europee in materia, secondo un sistema che, a medio termine, risponderà oltre che a criteri di efficienza ed efficacia, anche a quelli di economicità. Aspetto questo da non sottovalutare in periodi di crisi come quello attuale.

L’attività che ha ottenuto l’importante riconoscimento da parte dell’A.I.F. va ad inserirsi nelle numerosissime altre che si realizzano nell’istituto ebolitano, non solo nella direzione del recupero e dell’inclusione sociale dei detenuti come da mandato costituzionale, ma anche in quella della piena partecipazione e del totale coinvolgimento del personale: in tale senso è stato di recente presentato alla Commissione Europea il progetto sul “Benessere del personale”.

“Ringrazio per questo –dice Rita Romano – i miei collaboratori del gruppo di studio e ricerca nazionale ed internazionale, ed in particolare Giovanni Suriano, tenace e instancabile artefice delle numerose iniziative che hanno fatto conoscere la Casa di Reclusione – Icatt di Eboli anche  all’estero.”