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venerdì 22 giugno 2012

I destini incrociati: il teatro in carcere
I Detenuti di Eboli,
Angeli della voce

Destini incrociati

I destini incrociati

La Toscana é l'unica Regione che finora ha compreso la bontà dell'attività teatrale negli istituti penitenziari,sostenendone diffusione e progetti sin dal 1999, con uno stanziamento annuale di circa trecentomila euro.

Con oggi si chiude la prima rassegna nazionale di teatro in carcere, chiamata Destini incrociati, che si é svolta per tre giorni tra Firenze, Prato e Lastra a Signa: trenta eventi, sedici spettacoli teatrali tra cui due prime assolute, organizzati dal Coordinamento nazionale teatro in carcere, dal Teatro popolare d'Arte con il sostegno della Regione, il patrocinio del Ministero della Giustizia e di quello dei Beni culturali e il sostegno organizzativo del Comune di Lastra.


I Detenuti di Eboli Angeli della voce

Detenuti e non vedenti potrebbero non avere nulla in comune se non una certa limitazione della loro libertà, che se per i primi é cercata, in una sfida alla vita che per ora hanno perso, per l’errore d’un momento, per i mille fragili motivi che possono portare una persona a sbagliare; per i secondi, purtroppo, é subita.


L’iniziativa Gli angeli della voce, progetto che la Casa di reclusione ICATT (Istituto a custodia attenuata per il Trattamento dei Tossicodipendenti) sta realizzando con l’UIC – Unione Italiana Ciechi, nasce dalla convinzione che ai detenuti vada offerta la possibilità di un reale ed effettivo reinserimento sociale attraverso processi di rieducazione civile. Ai detenuti infatti, non nuovi alla realizzazione di progetti - anche di respiro internazionale - che attuino il mandato dell’articolo 27 della Costituzione ("[...] Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato."), è stata offerta la possibilità di scegliere, in una rosa di testi, libri su cui dibattere e discutere, talvolta anche alla presenza dell’autore. Ma la caratteristica di questo progetto sta nel fatto che i libri scelti e dibattuti, dopo un’accurata preparazione, diventano testi registrati, audiolibri, con l’aiuto di software e personale specializzato messo a disposizione del Centro del libro parlato dell'UIC, che ha sede a Napoli. Il primo libro a trasformarsi in audiolibro é stato Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio di Amara Lakhous.

I libri registrati dai detenuti di Eboli, oltre ad essere immediatamente acquisiti dal Centro del libro parlato, e andare quindi ad incrementare la vasta biblioteca già esistente (utile per non vedenti e ipovedenti), possono essere d'aiuto anche ad una schiera non vastissima ma ancora purtroppo esistente di analfabeti; possono circolare negli altri istituti di detenzione ed essere utili anche ai ristretti stranieri.

[FEA]