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venerdì 15 giugno 2012

Le isole del cinema: l'Asinara, un omaggio a Falcone e Borsellino
Progetto C.O.L.O.N.I.A.: in Sardegna, la solidarietà è GALEGHIOTTO

Logo de Le isole del cinema

L’Asinara è una delle tappe della rassegna Le isole del cinema, assieme a La Maddalena, Tavolara e San Pietro. L’edizione di quest’anno, oramai al suo settimo compleanno, è partita dall’isola San Pietro (14-17 giugno), costa sud-occidentale della Sardegna. Per noi di Giustizia e dintorni, l’Asinara non evoca solo un carcere di massima sicurezza; è un ricordo che ha il sapore aspro e pungente del salmastro che si respira sull’isola, ma dolce e inebriante come quello del mirto che si scalda al sole, assieme all’olivastro e al lentisco.

E’ qui infatti che nel 1985 Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si rifugiarono per lavorare all’istruttoria del primo maxi-processo, quando per loro l’aria di un’altra isola, la Sicilia, si fece troppo pesante e fu necessario trasferirli per la loro sicurezza. E qui che, nelle poche pause dal lavoro, passeggiavano, immaginando un’altra storia e un altro mondo. Qui, con le loro famiglie, assaporarono anche momenti di serenità, cercando ancora nei loro cari, che li avevano seguiti, un sorriso che troppo spesso si velava di ansia e paura.

A vent’anni dalla scomparsa, l’Asinara li vuole celebrare. Il festival Pensieri e parole-Libri e film all’Asinara, assieme all’Assessorato alla cultura della Regione Sardegna, al Comune di Porto Torres, al Parco Nazionale dell’Asinara, alla Conservatoria delle Coste e alla Provincia di Sassari, deporrà una targa davanti alla casa che li ospitò, in Cala Oliva, alla presenza di Giuseppe Ayala, pubblico ministero del maxi-processo, e Beppe Pisanu, presidente della Commissione parlamentare Antimafia: un gesto simbolico che darà l’avvio ad una giornata in cui si alterneranno ricordi e testimonianze di coloro che li hanno conosciuti bene o solamente sfiorati, durante i giorni trascorsi sull’isola.

E’ la stessa organizzazione del Festival che dice: “Un evento  forse fuori dai canoni di una manifestazione che si è sempre occupata di cinema e letteratura, ma doveroso per il rapporto che il festival ha sempre avuto con l’isola: portare tra le mura dell’ex supercarcere storie di liberta e reclusione – in tutte le forme che questi due concetti possono assumere nella vita degli uomini – che significa soprattutto non dimenticare mai il valore inestimabile della libertà e la forza di chi ha scelto di rinunciarvi per tentare di assicurarla ai propri simili.”


Progetto C.O.L.O.N.I.A.: in Sardegna, la solidarietà è GALEGHIOTTO

Se mai ci  fosse bisogno di ribadirlo, il sentimento della solidarietà è cosa che gli uomini coltivano, magari non proprio tutti, ma alberga là dove a volte, anche per condizionamenti culturali, meno te lo aspetti. Quando il 22 maggio un violento terremoto ha colpito molti paesi dell’Emilia, immediatamente è partita la macchina degli aiuti statali, quelli professionali ed organizzati della Protezione civile. Ma è partita anche la macchina del volontariato, di piccole e grandi realtà che si coordinano nel prestare ogni aiuto possibile, compatibilmente con la loro vocazione. Allo stesso modo ciascuno di noi, non coordinato, senza sigle, solo umanità, ha provato l’urgenza d’essere utile.

I detenuti hanno sicuramente provato la stessa emozione e quelli delle colonie penali sarde di Is Arenas, Isili e Mamone, appena hanno avuto notizia del terremoto, hanno cercato di rendere realizzabile la necessità di fare qualcosa che, anche se minima nel panorama delle richieste vitali, potesse portare un po’ di conforto. Hanno pensato ai bambini, che fra i colpiti sono probabilmente i più confusi e disorientati. I bambini non sanno tirare fuori l’ansia, i bambini non possono diventare operativi, i bambini hanno paura perché il loro mondo va in frantumi, ma più di tutto vivono la paura dei loro genitori, lo smarrimento che scoprono negli occhi degli adulti cui si affidano. Gli crolla il mondo, la scuola, il giardino, e tutto cambia. 

La proposta dei detenuti è stata quindi quella di mettere immediatamente a disposizione alcuni prodotti del progetto C.O.L.O.N.I.A. – Convertire. Organizzare. Lavoro. Ottimale. Negli Istituti Aperti. L’Ufficio Detenuti e Trattamento del Provveditorato regionale della Sardegna ha, quindi, predisposto con le direzioni interessate, la spedizione di 300 barattoli di miele e mezzo quintale di formaggio della marca GALEGHIOTTO ad un piccolo paese di circa 3700 abitanti in provincia di Modena, San Possidonio, per regalare un momento di serenità alle famiglie danneggiate dal terremoto e soprattutto ai bambini, simbolo, per molti ristretti di origine straniera, di forte legame con l’esterno e con i congiunti lontani.

Il progetto COLONIA accomuna tre realtà sarde di detenzione: Isili, Is Arenas e Mamone, e prevede la conversione al biologico delle colonie agricole in un’ottica di sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale ambientale ed economico. Il progetto di durata triennale, curato dal Provveditorato Regionale e finanziato dalla Cassa delle Ammende, ha come obiettivo quello di favorire l’integrazione sociale e lavorativa delle colonie agricole attraverso la loro qualificazione produttiva con metodologie innovative mai utilizzate in nessun penitenziario italiano. Secondo la convenzione stipulata con l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica – Sardegna, le colonie agricole entreranno nel sistema di certificazione del biologico, grazie anche ad un processo continuato di assistenza e formazione. I prodotti delle colonie sarde, mirto, miele, formaggio e tanto altro, verranno successivamente immessi sul mercato.
 

[FEA]