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venerdì 1 giugno 2012

Carcere: sport contro patologie da detenzione
Treviso: minori addestratori,
Altro che Bastardi

Campo di calcio

Carcere: sport contro patologie da detenzione

La Carta costituzionale all'art. 27, 3° co. recita: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". Tra i vari percorsi rieducativi, già da tempo é stato introdotto lo sport negli istituti penitenziari, immaginandone almeno inizialmente i benefici che potevano derivarne, constatandone - nel corso del tempo - gli effettivi miglioramenti sul detenuto e i risultati ottenuti. Sport quindi come possibilità di socializzare, aumentare l'autostima, praticare la lealtà e il rispetto delle regole; sport come veicolo di valori condivisi; sport come contrasto delle cosiddette patologie da detenzione, che riguardano non solo il fisico, per la mancanza di movimento adeguato, ma anche la psiche.

Il Coni della Regione Lombardia ed il suo Presidente, la grande stella del basket italiano ed internazionale Pierluigi Marzorati, con il progetto Oltre le sbarre! intendono quindi introdurre nelle carceri di tre province lombarde la possibilità di praticare varie attività sportive. Il presidente Marzorati, in rappresentanza del gruppo di lavoro, si é già recato diverse volte nel carcere di Opera per incontrare i detenuti e iniziare a raccoglierne le necessitàattraverso la compilazione di un questionario.

Ma l'obiettivo non é soltanto quello di entrare in carcere con lo sport, ma anche quello di portare fuori i detenuti ammessi a godere della semilibertà e aiutare coloro che detenuti non sono più, con l'inserimento nel quotidiano anche lavorativo, attraverso corsi di specializzazione.

[FEA]


Treviso: minori addestratori,
Altro che Bastardi

I ragazzi detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Treviso diventano addestratori di cani grazie ad un corso professionale che si svolge all’interno delle mura del carcere. Il progetto Altro che Bastardi, organizzato dal ministero della Giustizia, dall’UISP di Treviso, dall’USL 9 del capoluogo trevigiano e dall’Associazione cinofila All the dreams, ha come obiettivo educare i cani abbandonati, ospiti dell’USL 9, alle regole minime di convivenza che dovranno osservare nelle famiglie che li adotteranno.

Tutto ciò significa, per i ragazzi, sviluppare  qualità come la pazienza, la tolleranza, l’accettazione delle frustrazioni e l’autocontrollo, ma anche lavorare in gruppo, acquisire capacità organizzative e sperimentare valori quali il rispetto, la lealtà, la solidarietà e l’accettazione dei propri limiti. Le lezioni di Altro che Bastardi sono condotte da un istruttore qualificato e prevedono la partecipazione, a turno, di 4/5 ragazzi, a ciascuno dei quali viene affidato uno dei cani gestiti per il periodo del progetto. Al termine del corso, il 21 luglio, è prevista una grande esibizione.

[GL]