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venerdì 11 maggio 2012

Detenuti Lazio: F@rete–Shop!
Beccàti a scrivere: la rivista dei detenuti

Locandina F@rete Shop

Detenuti Lazio: F@rete-Shop!

Il progetto pilota F@rete–Shop, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Lazio – Ufficio dell’esecuzione penale esterna - e la Regione, si è appena concluso  con l’evento organizzato presso la sala convegni di Via del Gonfalone, a Roma.

Alla presenza del capo del Dap, Giovanni Tamburino, e di molti altri esponenti del mondo penitenziario italiano, l’iniziativa è stata salutata come un vero e proprio successo.

Pensata per favorire lo sviluppo di competenze lavorative specifiche di  persone in esecuzione di pena, l’idea F@rete–Shop coglie la fondamentale importanza del reinserimento professionale dei detenuti per la prevenzione della recidiva, una diminuzione della quale garantirebbe, infatti,  ‘un risparmio per la collettività di circa 51 milioni di euro l’anno’, così come indicato dalla Relazione parlamentare sul lavoro in carcere del 2011.

I lavori hanno preso il via a maggio del 2011 e si sono svolti presso gli spazi della Città dell’Altra Economia, nel quartiere Testaccio, articolandosi su tre moduli formativi: di base, avanzato e di specializzazione. I corsi hanno coinvolto detenuti di età e nazionalità differenti che sono stati valutati dallo staff di progetto in base a motivazione, capacità relazionale, responsabilità nei confronti di sé stessi e degli altri e conoscenze tecniche di base.

Al termine del percorso formativo i partecipanti hanno acquisito un’esperienza professionale legata all’e-commerce oltre che la capacità di realizzare e gestire, sul sito regionale F@rete del Provveditorato, un servizio online destinato a  commercializzare i prodotti “sprigionati” del Lazio, valorizzandone la qualità.

[MVC]

 

Beccàti a scrivere: la rivista dei detenuti

Roma-Rebibbia. Questa mattina alle 10,30 presso la III Casa circondariale di Rebibbia é stata presentata la rivista Beccati a scrivere, semestrale di trentadue pagine che sarà distribuito in 1500 copie in tutte le carceri del Lazio, nel territorio limitrofo a Rebibbia, agli enti e ai singoli interessati.
Nata da una iniziativa di Express Onlus, patrocinata dal Garante dei diritti dei detenuti del Lazio e dal Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale de La Sapienza di Roma, accoglie in redazione i detenuti dell'Istituto, giovani tossicodipendenti in fase avanzata di trattamento e ai quali sia rimasto da scontare un periodo di pena non superiore ai sei anni.

Il primo numero ospita l'intervista ad Angiolo Marroni, Garante dei diritti dei detenuti per il Lazio e il commento di Mario Morcellini, Direttore del Dipartimento di comunicazione de La Sapienza; tutta una serie di cronache recluse di sport, ricette di cucina e consigli per l'alimentazione in carcere, ma anche riflessioni sul cambiamento, sulla tossicodipendenza e come evitarla, sul ruolo degli animali in carcere e su uno in particolare, il gatto di Rebibbia, Nerone El gordo.

Ma dietro questa rivista c'è però un lungo lavoro che Claudia Farallo da oltre un anno porta avanti con i giovani detenuti che hanno aderito al laboratorio di scrittura che coordina. "Sono stati gli stessi giovani a chiedere di poter fare un giornale". E l'Istituto che ha compreso l'esigenza ha appoggiato la nascita della testata e la registrazione al Tribunale. Come ha dichiarato la Farallo durante l'intervista rilasciata  a Marta Fallani per il Sir: "La scrittura é un modo per imparare a esprimere le emozioni" e questo ha portato i detenuti coinvolti a scrutarsi dentro, a tirar fuori la propria personalità. "Posso testimoniare" sostiene Claudia Farallo "che ci sono stati grandi cambiamenti".

[FEA]