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venerdì 27 aprile 2012

Pagliarelli, dove L'Errore é un buon progetto.
A Parigi per mangiare "impegnato"
 

Carcere di Pagliarelli

Pagliarelli, dove L'Errore é un buon progetto
Palermo.  Riscatto, normalità, prodotti agricoli biologici, e poi ancora integrazione, vendita simbolica, reinvestimento. E così si ricomincia. Il ciclo della terra si compie: dalla Casa circondariale Pagliarelli di Palermo i detenuti,  dieci donne e trenta uomini che hanno imparato a coltivare la terra e hanno scelto cosa e come coltivare, domani, seguendo l'intera filiera della produzione, porteranno  al Mercato del contadino allestito presso l'Istituto zootecnico per la Sicilia,  i prodotti agricoli del riscatto. Saranno loro direttamente a presentare i frutti del lavoro degli orti che sono nati all'interno della struttura di detenzione che li ospita, ma non saranno loro a stabilirne il prezzo. Si tratta infatti di una vendita simbolica: chi sceglierà di acquistare le zucchine, le melanzane, le fave e tutto quello  i nostri contadini proporranno, darà importanza al prodotto biologico ma soprattutto contribuirà a finanziare le attività che vengono realizzate al Pagliarelli.


Il progetto L'Errore, realizzato da Confesercenti Palermo, Euro, Rem e Movimento del cittadino, non ha scopo di lucro e, come spiega Pietro Sollazzo, commissario di Confesercenti "oggi raccogliano i frutti nel vero senso della parola. Grazie all'impegno del direttore Francesca Vazzana e del personale penitenziario del carcere Pagliarelli, offriamo una vera occasione di riscatto per i detenuti".


A Parigi per mangiare "impegnato"
Parigi. Due italiane, Ludovica Guerreri e Caterina Avanza, hanno inaugurato a metà marzo Ethicando. Bella notizia, complimenti e molti auguri, starete pensando, ma cosa c'entra con questa rubrica? E invece ci riguarda, perchè la loro missione é quella di dare spazio, di far conoscere, di offrire i prodotti delle cooperative sociali italiane. E quindi, se andrete a Pasqua, potrete assaporare la colomba più premiata d'Italia, cioè quella prodotta dai detenuti di Padova; se preferite la cioccolata, gusterete quella firmata Dolci Libertà, definita da chi se ne intende tra le migliori, che esce dal carcere di Busto Arsizio, da quello di Verbania arriva la Banda Biscotti con la pasticceria secca, le Dolci evasioni invece sono prodotte dalla Casa circondariale di Siracusa. La Cantina Centopassi, in memoria di Peppino Impastato, produce vino da vitigni coltivati su terreni confiscati alla mafia ed é presente con le sue bottiglie tra gli scaffali di questo concept store che troverete al 6 di Rue de la Grange aux Belles a Parigi. Anche l'arredamento é in parte made in jail, i tavolini sono infatti quelli creati da Ferro&Fuoco jail design.


Ludovica Guerreri, romana, e Caterina Avanza, bresciana, guidate in questa loro impresa anche da una frase letta su un muro di Roma "Chi non vede un altro mondo é cieco", si sono impegnate nel contattare più imprese sociali possibili e nell'importare in terra di Francia i loro prodotti alimentari, ma anche abbigliamento, accessori e oggetti di vario genere. Ma quello che le fondatrici di Ethicando intendono far conoscere ai francesi non è solo la produzione di queste cooperative ma il messagio di speranza che precede e pervade tutte queste attività, la tensione culturale, la speranza e in molti casi la certezza del riscatto; insomma l'orgoglio di un cammino impegnativo che inizia a dare i suoi frutti.  "Per una volta siamo più avanti dei francesi: loro ancora non hanno una legge che confischi i beni alla criminalità organizzata". Ethicando ha portato in Francia un'Italia, forse figlia di un dio minore, ma della quale essere fieri. 

[FEA]