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venerdì 6 aprile 2012

Carcere Rieti: in arrivo un modello sperimentale
Settimana Santa: Scola in Via Crucis a Opera

Carcere di Rieti

Carcere Rieti: in arrivo un modello sperimentale
Novità in arrivo per il carcere di Rieti che si appresta ad affrontare una diversa forma di detenzione 'più leggera'.

Considerato quasi una struttura esemplare per le diverse attività che, al suo interno, sono destinate al recupero sociale dei detenuti (palestra, teatro sociale, biblioteca, campo sportivo, cineforum e corsi di varia natura), l’istituto rappresenterà, a breve, un modello innovativo per quanto concerne il trattamento intramurario e le modalità di custodia. In virtù di un patto di responsabilità a cui dovranno aderire alcuni detenuti debitamente selezionati,  verrà utilizzato un regime detentivo fino ad ora sconosciuto nel nostro paese che prevede l’applicazione di un sistema di sicurezza a basso impatto sulla vita dei reclusi all’interno delle mura penitenziarie, a cui dovranno corrispondere atteggiamenti adeguati.

La novità, annunciata nei giorni scorsi dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino, prevede, inoltre, una  diversa modalità di custodia cui saranno chiamati i poliziotti penitenziari: non più un posto fisso legato alle sezioni detentive, bensì una presenza mobile all’interno dei reparti ad intervalli ed orari indefiniti.
 

I cambiamenti all’interno del carcere reatino, inaugurato nel 2009, prevedono anche l’imminente apertura delle cinque sezioni di cui si compone, rimaste chiuse sino ad oggi, che ne completeranno l’attivazione e ospiteranno 120 detenuti che andranno ad aggiungersi ai già 186 presenti.

[MVC]

 

Settimana Santa: Scola in Via Crucis a Opera

Milano, Carcere di Opera. Il Cardinale Angelo Scola, dopo le funzioni in Duomo, si è recato questa mattina al Carcere di Opera per partecipare alla Via Crucis con i detenuti. 


 “Sono venuto a dirvi il bene che vi vogliamo come Chiesa e la dignità che vi riconosciamo.” E’ il suo primo triduo da Arcivescovo di Milano, il periodo compreso fra la Quaresima e la Pasqua, e la scelta di vivere uno dei riti fondamentali con gli ultimi ha un suo senso profondo.  Nel carcere più grande fra i 225 Istituti sparsi sul territorio italiano, classificato di massima sicurezza e con molti reclusi al 41 bis, il Cardinale Scola  ha incontrato dapprima il direttore Giacinto Siciliano e tutti gli agenti di Polizia Penitenziaria e si è poi dedicato alla visita dei vari reparti.


In quello dei cd. “protetti” ha incontrato gli ergastolani, “discendenti dei condannati a morte” come si sono definiti, che ringraziandolo hanno solo detto “noi che chiediamo perdono alle nostre vittime a Lei chiediamo solo di essere ricordati”. Hanno quindi offerto in dono al Cardinal Scola un fondo di violino in cui è stato inserito un crocifisso. La visita si è conclusa con il reparto medico e l’infermeria, dove alla sofferenza della detenzione si unisce quella della malattia.


Questa antica e moderna via crucis, dove l’andare quotidiano può ricordare la strada percorsa da Gesù, deve però vedere al fondo la luce del riscatto e l’Arcivescovo di Milano ha voluto così congedarsi  “…occorre fare ancora tanto perché una pena fine a sé stessa non è degna di una società civile ed evoluta. Non si tratta – né i detenuti lo chiedono – di annullare le pene, ma dobbiamo dare qui e ora la possibilità di reinserimento attraverso lo studio, il lavoro, la solidarietà”.

[FEA]