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venerdì 30 marzo 2012

Verona: il detenuto fa la guardia ai monumenti
The clink: si mangia in gattabuia

Casa di Giulietta (Fonte: www.corieredelveneto.corriere.it)

Verona: il detenuto fa la guardia ai monumenti
Contratto di sei mesi per 8 detenuti del carcere di Montorio che, dal 1° aprile, svolgeranno un ruolo davvero particolare: guardiani di alcuni tra i monumenti più importanti di Verona.


E’ grazie al progetto Exodus, infatti, e all’interessamento di Margherita Forestan, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, figura istituita due anni fa dal Comune scaligero, che gli otto sorveglianti speciali muniti di divisa, dovranno proteggere l’Arena e La casa di Giulietta (in verità, anche alcuni dei bagni pubblici presenti nel centro storico), controllando turisti irrispettosi, ed evitando imbrattamenti e danneggiamenti.  Tutti i nuovi assunti, seppur temporaneamente, hanno seguito un corso di addestramento  con il personale comunale che già svolge questo compito e tutti stanno scontando la pena in forma alternativa.


Patrocinato da Cariverona, il progetto Exodus, lanciato nelle province di Verona, Vicenza e Belluno da circa un anno, ha coinvolto la Caritas e le associazioni di volontariato. Con il consenso del Tribunale di Sorveglianza di Venezia, inoltre, Exodus è già riuscito a reinserire nel mondo del lavoro, come muratori e pasticcieri, alcuni ex carcerati, attuando così alcuni dei punti su cui si fonda: formare i detenuti ad un lavoro; assecondarli nella ricerca di un’occupazione; assisterli psicologicamente nel post-detenzione; aiutarli nella ricerca di un alloggio.


La vera novità dell’iniziativa sta nel diretto coinvolgimento dell’amministrazione comunale che, per la prima volta, ha assunto queste persone dando loro una reale prospettiva per il futuro.

[MVC]

 
The clink: si mangia in gattabuia
Siete pronti? E allora, mettetevi in fila e aspettate il vostro turno, nel frattempo svuotate le tasche dagli oggetti taglienti, spegnete il cellulare e preparatevi a consegnarlo, ma soprattutto sappiate che sarete perquisiti. No, non siete in fila per salire in aereo: state per entrare in un ristorante di tutto rispetto. The clink, in italiano La gattabuia: potevate pure pensarci che qualcosa di strano si nascondesse dietro quel nome…


Alberto Crisci
, cuoco d’origine italiana, ha recentemente inaugurato il ristorante in questione, davvero originale e non solo nel nome. Si tratta di una vera e propria prigione quella che ospita questa insolita iniziativa: ci troviamo infatti nel carcere di High Down a Banstead, nel Surrey, regione sudorientale dell’Inghilterra. Grazie a Peter Dawson, vicedirettore dell’istituto penitenziario, che Crisci è riuscito a convincere della bontà del suo progetto, sono partiti i lavori per trasformare la vecchia lavanderia dell’Istituto di reclusione in un elegante ristorante, che poco ha da invidiare ai locali più “formali”.


I detenuti vengono selezionati tra coloro che hanno oramai da scontare solo l’ultima parte della pena, sei o otto mesi, e si occupano della cucina, del servizio in sala ma anche dell’arredamento (hanno dipinto e abbigliato i tavoli) e dell’intrattenimento musicale.


Ovviamente l’idea è nata dal desiderio di mettere a disposizione dei detenuti una formazione professionale che consenta loro il reinserimento nella società  una volta tornati liberi.  Molti non hanno famiglie ad attenderli e talvolta neanche possibilità di vivere dignitosamente; più spesso, invece, sono destinati -prima o poi- a tornare dentro. L’opportunità quindi di apprendere le arti della cucina o dell’accoglienza in sala possono offrire, una volta liberi, la possibilità di trovare lavoro e cambiare vita.


Voi, intanto, godetevi una cucina di alto livello fatta con con prodotti biologici provenienti anche dall'orto del carcere. Altro che gattabuia.

[FEA]