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giovedì 29 marzo 2012

Teatro: i diritti delle donne fra canto e racconto
L’Ispettore Tubo entra a Rebibbia
Dozza: una biblioteca per i detenuti-universitari
 

8 marzo 1908 una scena dello spettacolo

Teatro: i diritti delle donne fra canto e racconto


Carcere di Civitavecchia. Il 29 marzo alle 10:30, presso il teatro dell’Istituto, si rappresenta lo spettacolo del Laboratorio di teatro e canto popolare dal titolo 8 marzo 1908.
Il lavoro, conclusivo della terza edizione del Progetto di ripresa e continuazione di percorsi artistico formativi,  finanziato dall’Assessorato alle politiche della scuola della Provincia di Roma  e realizzato dall’Associazione Sangue Giusto, è stato scelto dalle detenute che hanno voluto aprire una riflessione sui diritti e le condizioni di lavoro delle donne, arricchendo la loro rappresentazione di racconti personali e canti dei Paesi d’origine. Come da tradizione, il carcere apre le porte alla cittadinanza tutta e agli studenti degli Istituti superiori Calamatta e Marconi di Civitavecchia.


Il 30 marzo alle ore 13 saranno i detenuti maschi a cimentarsi invece nella rappresentazione Miracolo a Civitavecchia, ispirata al celebre film di Vittorio De Sica Miracolo a Milano.

[FEA]
 

L’Ispettore Tubo entra a Rebibbia

Si è svolta, presso il Teatro della casa circondariale di Rebibbia, una replica speciale dello spettacolo natalizio Operazione Maga d’Egitto per l’ispettore Tubo, nato dall'iniziativa  dell’Associazione Culturale Rinnovamento degli ufficiali giudiziari della Corte d’Appello di Roma e del Fondo Claudio Bimbo.

La compagnia La Favola di Ernesto – Parent Project Team, che si è esibita per i detenuti del carcere romano ed è composta da talentuosi  volontari non professionisti, è da anni impegnata nella lotta contro la distrofia muscolare di Duchenne e Becker al fianco di Parent Project Onlus per contribuire al finanziamento di importanti progetti di ricerca.

Avvicinare le persone a questa patologia, che solo in Italia ha colpito più di cinquemila individui, è uno degli obiettivi dello spettacolo che, in occasione dell’ultima edizione del dicembre scorso, ha raccolto i fondi necessari per sostenere lo studio di nuove forma di accessibilità agli spazi per soggetti diversamente abili, in accordo con la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara. 


[MVC]

 

Dozza: una biblioteca per i detenuti-universitari


Bologna. Un’altra biblioteca si è aggiunta, al carcere della Dozza, alle otto già esistenti. L’ultima nata ha come target gli universitari presenti all’interno dell’Istituto penitenziario ai quali l’Ordine dei Commercialisti ha messo a disposizione, per ora, 41 volumi utili per la preparazione degli esami di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Lettere e Agraria.


Certo, considerando i corsi ai quali i detenuti possono accedere – quelli, cioè, senza esame d’ammissione - ce ne vorrebbero almeno 100 per poterla completare. E dall’Ordine intanto studiano anche la possibilità di organizzare lezioni in carcere tenute da docenti universitari.


Gianfranco Tomassoli, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Bologna, racconta come è nata l’idea di una biblioteca universitaria “frutto di un accordo siglato tra la direzione della casa circondariale e l’Ordine, lo scorso novembre. Mi rendo conto che i problemi dei detenuti sono tanti e tutti molto seri ma anche l’aspetto culturale ha una sua importanza. L’impegno allo studio e alla lettura, durante il periodo di detenzione, costituiscono un momento importante per il recupero dei detenuti oltre che attività che aiutano gli individui a trascorrere meglio le giornate. Mi auguro che con questo piccolo contributo si riesca a migliorare la qualità della loro vita”.


Il link fra l’Ordine dei commercialisti e la direzione del carcere è stato creato dai volontari di Ausilio per la cultura, quelli di Avoc e dell’Istituto Poggeschi, che sono già impegnati nell’aiutare i detenuti a preparare gli esami universitari e nella fornitura di volumi alle biblioteche già esistenti. “Ogni mese  -spiega Laura Lucchetta, coordinatrice del gruppo- facciamo entrare circa 200 libri”. 

[FEA]