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venerdì 16 marzo 2012

Rebibbia on the wall: l’arte colora il carcere
Napoli: lavori di pubblica utilità per 50 detenuti
 

Murales nel carcere di Rebibbia

 Rebibbia on the wall: l’arte colora il carcere

 

Presso Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, è stato presentato il 14 marzo il progetto Rebibbia on the wall, nato da una iniziativa della Associazione culturale Walls, che ha aderito al bando Iniziative Creative, pubblicato dal Dipartimento Innovazione e Impresa della Provincia nel 2010, e volto al sostegno e alla promozione di idee progettuali, iniziative ed eventi riguardanti la creatività da tenersi nel corso del 2011.

Rebibbia on the wall, ideato per la diffusione dell’arte contemporanea e la riqualificazione del tessuto urbano, si è realizzato in due fasi: dal giugno 2010 i detenuti, guidati da Matteo Milaneschi, hanno realizzato murales sulle mura dei campi di pallavolo e di calcio del carcere romano.; negli ultimi mesi del 2011 sono stati prodotti un documentario, curato dalla Lada film, e un libro fotografico di Achille Filipponi.

I protagonisti di questo progetto sono 15 detenuti che hanno interpretato anche il film dei fratelli Taviani Cesare deve morire, recentemente premiato a Berlino con l’Orso d’oro.

Il tema della creatività, caro sia a Carmelo Cantone, direttore del carcere di Rebibbia N.C., sia a Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, è stato trattato come uno degli elementi che, assieme all’istruzione, al lavoro e alla formazione professionale, può portare in carcere la società civile e a questa riguadagnare vite, mai perdute ma solo momentaneamente smarrite.
 

[FEA]

 

Napoli: lavori di pubblica utilità per 50 detenuti


L’importanza che il lavoro assume come strumento di re-inserimento sociale, è una realtà condivisa dalla giunta comunale di Napoli che ha appena approvato un schema di convenzione con il Tribunale di Napoli per l’impiego di 50 detenuti in lavori di pubblica utilità: 20 presso i servizi del Comune di Napoli e 30 presso le organizzazioni del terzo settore.

L’obiettivo della convenzione, sollecitata dal Ministero della Giustizia, è quello di consentire al condannato che ne faccia richiesta di espiare la pena al di fuori delle strutture penitenziarie per favorire il suo recupero e reinserimento nella società, permettendogli, in questo modo, di chiudere definitivamente con il proprio passato delittuoso, una volta saldato il conto con la giustizia.

Il 28 febbraio 2012, sempre nell’ottica del recupero dei detenuti e del loro reintegro nella società civile, è stata stipulata un’altra convenzione che  avrà la durata di due anni: la Provincia di Napoli e il Tribunale di Torre Annunziata si sono impegnati ad impiegare cinque detenuti, che non saranno retribuiti,  in attività in favore della collettività. Luigi Cesaro, presidente della Provincia, e  Umberto Lauro, presidente ff del Tribunale, con tale convenzione garantiscono il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale del condannato, fornendo anche l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali dei condannati oltre che la responsabilità civile verso i terzi.


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