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venerdì 3 febbraio 2012

Carcere: a Vasto si coltiva il reinserimento
Minori: percorso socio-sanitario a Catanzaro

Peperoni

Carcere: a Vasto si coltiva il reinserimento

Riabilitazione e reinserimento a Vasto sposano l’agricoltura. Il 27 gennaio la Direzione della Casa Circondariale di Vasto e la Cooperativa Sociale PAN hanno inaugurato la nuova gestione del Tenimento agricolo della Casa Circondariale.

Nato nell’agosto del 2003 dall’iniziativa del Dirigente dell’Istituto di Vasto ed affidato all’esperienza dei tecnici agronomi della Casa circondariale di Velletri, che grandi progetti nel settore avevano già avviato, ha incrociato il proprio destino con la Cooperativa PAN, preziosa realtà nel panorama abruzzese,  che ha come scopo quello di reintegrare nelle attività lavorative persone socialmente svantaggiate (portatori di handicap, ex tossicodipendenti, carcerati).  

La gestione è stata affidata a tre detenuti assunti dalla Cooperativa che si occuperanno di seguire la coltivazione nelle serre di una qualità di  pomodori  tipici della zona di Vasto detta mezzo tempo, di peperoni, melanzane e fagiolini. In più è stata realizzata una fungaia per la coltivazione di funghi prataioli e pleutorus. La produzione agricola troverà il suo sbocco anche attraverso uno spaccio recentemente avviato all’interno del carcere.

[FEA]


Minori: percorso socio-sanitario
a Catanzaro

Ha ricevuto il plauso ufficiale del Ministero della Giustizia il progetto Percorso socio-sanitario per la tutela dei minori e giovani adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria in area penale interna ed esterna che ha appena preso il via a Catanzaro con il patrocinio della Regione Calabria Dipartimento Tutela della Salute Area LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) nell’ambito del Piano Sanitario Nazionale 2009 Sanità penitenziaria, in collaborazione con il Centro Giustizia Minorile per la Calabria e la Basilicata.

L’iniziativa, che si propone di rafforzare il sistema sanitario penitenziario anche in ordine alla cura dei minori affetti da disturbi neuro-psichiatrici, punta alla salute come cura del sé e prevede tutta una serie di attività finalizzate a sostenere il percorso educativo dei giovani in trattamento: lavoro in rete, formazione del personale minorile, preparazione dei minori dell’area penale al reinserimento in società e loro formazione-animazione tramite laboratori e peer education con realizzazione di spot di educazione sanitaria.

Molte le personalità presenti in platea alla cerimonia inaugurale del progetto: Antonio Montuoro referente ASP di Catanzaro per la Sanità Penitenziaria, Bernardo Grande direttore SerT di Catanzaro, Francesca Cappuccio responsabile Servizio tecnico del Centro Giustizia Minorile e Luciano Trovato presidente Tribunale Minorenni di Catanzaro.


  [MVC]