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venerdì 2 dicembre 2011

Mi si è ristretto l'affetto: i sentimenti a concorso
Università e carcere: sempre più numerosi i detenuti studenti
Forlì: Manolibera in carcere
 

carta e penna

Mi si è ristretto l'affetto: i sentimenti a concorso

Si è conclusa la seconda edizione del concorso letterario/artistico Mi si è ristretto l’affetto … storie di sentimenti tra le sbarre … organizzata dalla Casa Circondariale di Varese, il consorzio Sol.CO. Varese e AUSER – Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà – della provincia varesina.

La prima edizione, che nel 2010 aveva esordito con Verso l’Italia esperienze… Emozioni … Episodi … , aveva posto l’attenzione su temi come l’emigrazione e l’immigrazione rivolgendosi esclusivamente ai detenuti stranieri.

Quest’anno, invece, il concorso, indetto nel mese di Maggio, prevedeva l’elaborazione di un racconto breve e di un elaborato artistico (pittura/disegno) sui temi degli affetti e dei sentimenti ed ha coinvolto i  detenuti di tutte le nazionalità presenti  negli  istituti penitenziari della Lombardia. Attraverso le opere e i racconti ognuno di loro  ha potuto esprimere le difficoltà, le storie, gli amori e l’affettività durante il periodo di detenzione.

La cerimonia di premiazione è stata occasione di  incontro con la cittadinanza e momento di sensibilizzazione sul tema carcerario. Durante la serata, svoltasi a Villa Recalcati, a Varese, il carcere si è spostato al di fuori delle sue mura: i detenuti, infatti, hanno potuto usufruire di permessi premio per partecipare all’iniziativa.

Di fronte ad un pubblico numeroso sono stati premiati i vincitori, selezionati tra gli autori degli oltre 40 elaborati pervenuti alla commissione giudicatrice. Per la sezione narrativa il primo premio è andato al detenuto Daniel Stepanov  per il racconto Un pensiero. Il secondo premio a Lira Cebalho Alejandro con Mi si è ristretto l’affetto, mentre il terzo premio a Fabio Messero, detenuto a San Vittore.
Menzione speciale al racconto del detenuto presente in sala Loris Zanoni.

Per la sezione artistica, invece, il primo premio è stato vinto dal detenuto Giovanni Marelli con l’opera Anima malinconia d’amore – Parole d’amore; al secondo posto Elisabetta Alkic per l’opera Solitudine. Terzo premio per Adrian Simion con l’opera Lontano. Menzione speciale anche per il detenuto Adriano Baratella che ha presentato il disegno titolato Rimane la speranza.

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Università e carcere: sempre più numerosi i detenuti studenti


In occasione dell’apertura del nuovo anno accademico 2011-2012 si rivelano confortanti gli studi relativi all’affluenza dei detenuti alla formazione universitaria che, stando ai dati diffusi, ne coinvolge un numero sempre maggiore.

Sono arrivati a 100, infatti, quelli laureati all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno che, dal 1998, hanno abbracciato l’iniziativa del Polo carcerario dell’Università di Torino giunta, quest’anno, al suo 13° anno di vita.

La lectio magistralis di Mario Chiavario, professore emerito di Procedura penale, ha aperto la cerimonia di inaugurazione a cui sono intervenuti il rettore Ezio Pellizzetti, il Procuratore Generale Gian Carlo Caselli, la professoressa Maria Teresa Picchetto, ordinario di storia del pensiero politico ed una delle fondatrici del Polo e  Pietro Buffa, direttore dell’istituto penitenziario delle Vallette.

Per tutti gli studenti, di cui 8 matricole (su 28 domande) per le due facoltà attivate, Giurisprudenza e Scienze Politiche, condizioni di detenzione meno restrittive rispetto ad altre realtà carcerarie: ambienti più confortevoli, celle aperte di giorno e libero accesso ai locali di studio. L’unico impegno richiesto: quello di sostenere almeno quattro esami all’anno.

L’Università e la Compagnia di San Paolo di Torino provvedono al pagamento delle tasse universitarie e al mantenimento del percorso educativo degli studenti detenuti.

Anche nel Lazio, dove la situazione è in continuo miglioramento, gli iscritti sono passati dai 17 dell’anno accademico 2005/2006, ai 91 attuali.

Le strade percorse per implementare questo indicatore hanno portato alla firma di un protocollo d’intesa con gli atenei interessati per offrire ai detenuti l’opportunità di accedere ai diversi corsi  di laurea oltrepassando le restrizioni della realtà penitenziaria. Inoltre l’ideazione del progetto Teledidattica – Università in carcere, nato nel 2006, ha consentito di organizzare un centro di servizi  e-learning per la formazione a distanza, garantita da una piattaforma telematica. Le videolezioni, infatti, possono essere visionate nelle aule multimediali dell’istituto penitenziario ed una biblioteca multimediale ne mette a disposizione un ampio numero relative alle varie materie d’esame.

Nucleo centrale del progetto è il tutoraggio che i docenti possono svolgere sia in teleconferenza, sia in presenza. L’esame stesso è sostenuto a distanza.

Di recente il progetto Teledidattica è stato indicato come best practice da replicare in altre realtà ed ha assunto rilievo nazionale.

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Forlì: Manolibera in carcere


Al via i lavori di Manolibera, il laboratorio cartiera nato all’interno della casa circondariale di Forlì.

Grazie all’impegno quotidiano dei detenuti guidati dall’artista e maestro cartaio Giuseppe Bertolino, il piccolo atelier, primo in Italia all’interno di un istituto penitenziario, produrrà carta artigianale utilizzando antiche tecniche di lavorazione di origine arabo-cinese, del tutto naturali.

Con il materiale ottenuto dalle materie prime cartacee riutilizzabili, i detenuti realizzeranno manufatti artistici, carta da lettere e oggetti vari che nei prossimi giorni verranno messi in commercio presso librerie, negozi specializzati e rivenditori di belle arti.

Il progetto, nato nel gennaio scorso, si propone l’obiettivo di favorire le relazioni sociali tra reclusi e di predisporli ad una crescita personale e professionale capace di reintrodurli nel mondo del lavoro al termine del periodo detentivo. Tutto ciò nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale.

L’iniziativa è stata realizzata con il coordinamento  dell’ente di formazione Techne e la collaborazione di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica), Hera Spa e la Cooperativa CILS di Cesena.

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