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venerdì 30 settembre 2011

Roma: con i detenuti di Rebibbia va in scena la magia di Fitzcarraldo
Carcere: consegnati gli attestati di partecipazione a Liberamente
Firenze: i ragazzi del carcere diventano giardinieri

Fitzcarraldo

Roma: con i detenuti di Rebibbia va in scena la magia di Fitzcarraldo

 

Costruire un grande teatro dell’Opera in Amazzonia è il folle sogno di Fitzcarraldo, eclettico personaggio uscito dalla penna e dal genio di Werner Herzog, sceneggiatore ed esponente del “nuovo cinema tedesco”. La leggenda di Brian Sweeny Fitzgerald, per i nativi del Sud America noto come Fitzcarraldo, va in scena a Roma questa sera al teatro Quirino con i detenuti di Rebibbia.

I reclusi del carcere romano hanno già avuto modo di provare le loro doti di attori il 26 maggio del 2010, portando in scena lo spettacolo: “Viaggio all’isola di Sakhalin”, per la regia di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito riscuotendo un notevole successo. L’ appuntamento, con la medesima regia, ci porterà in un mondo ostile per rivivere le emozionanti avventure a cavallo tra la letteratura di viaggio, l’epica e il teatro popolare, in cui reale e surreale si alternano sulle note della voce di Caruso. Il grande tenore accompagna le gesta di Fitzcarraldo, quasi come una colonna sonora, attraverso un vecchio grammofono.

Che il teatro sia un’esperienza di vita formativa per i detenuti – e non solo - è questione accolta da tutti. Già dal 2002 la Direzione del penitenziario e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, hanno raggiunto importanti accordi con il Centro Studi Enrico Maria Salerno riuscendo a coinvolgere ben cento detenuti attori e producendo sette spettacoli tra cui opere di Shakespeare, Dante, Cechov e altri grandi della letteratura straniera e italiana. Gli spettacoli sono andati in scena con oltre cinquanta repliche raggiungendo grande consenso di pubblico.

[FU]

 

 

Carcere: consegnati gli attestati di partecipazione a Liberamente

 

Permettere ai detenuti di imparare l’arte è, senza alcun dubbio, un modo per migliorare il loro percorso rieducativo e facilitarne il reinserimento sociale. Ed è proprio questo l’obiettivo di Liberamente, il progetto nato lo scorso aprile dalla collaborazione tra il Difensore dei diritti dei detenuti, l’ufficio scolastico regionale delle Marche, il liceo artistico Mannucci di Ancona e la casa circondariale di Montacuto. Molti i nomi noti che hanno preso parte al progetto, tra i quali figurano il maestro Bruno D’Arcevia e il poeta Gianni D’Elia.

L’iniziativa, che si è proposta di arricchire la qualità della vita dietro le sbarre organizzando laboratori di scrittura creativa, poesia, pittura ed arti figurative,  ha visto consegnare, nei giorni scorsi, gli attestati di partecipazione ai corsi a tutti i detenuti che vi hanno preso parte.

Le opere di pittura e poesia realizzate durante i laboratori verranno pubblicate ed esposte a novembre dalla Regione Marche, nel corso dei lavori del convegno sulle carceri marchigiane organizzato dall’ assessorato ai Servizi Sociali.

Dato il successo dell’iniziativa, Liberamente verrà inserito anche tra le attività del 2012 previste per altri istituti penitenziari della regione, così come affermato da Italo Tanoni, garante dei detenuti.

 

[MVC]

 

Firenze: i ragazzi del carcere diventano giardinieri

 

Un team di sei ragazzi del Centro di Giustizia Minorile di Firenze ha progettato e realizzato un’aiuola biodinamica in piazza Beccaria, arricchendo con piante e fiori lo spicchio di verde sul lato di Borgo La Croce. Lo spazio verde del capoluogo toscano, dove già sono ospitati gli alberi piantati a memoria di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, è stato inaugurato alla presenza  di Stefania Saccardi, assessore politiche sociosanitarie, Giuseppe Centomanni, direttore del Centro Giustizia Minorile, Lorenzo Cerruti, direttore del carcere minorile, Alessandro Margara, garante per i detenuti della regione Toscana.

L’assessore Saccardi ha sottolineato che “Questo intervento ha un valore particolare perché ha interessato una aiuola particolare, quella in cui si trovano i sei alberi dedicati a Borsellino e alla sua scorta e che sorge accanto a quella dedicata a Teresa Sarti moglie di Gino Strada. E soprattutto perché è testimonianza della collaborazione tra i servizi sociali e gli istituti penitenziari, sia quello minorile che Sollicciano, che vogliamo ulteriormente rafforzare per lavorare insieme al recupero delle persone e al loro reinserimento nella società. Per questo andremo avanti con progetti che diano la possibilità alle persone ospiti nelle strutture carcerarie ma anche in quelle più strettamente sociali, di restituire alla città qualcosa in cambio dell’accoglienza offerta sotto forma, in questo caso specifico, di interventi di manutenzione e cura delle aree verdi”.

Anche Centomanni ha sottolineato il valore di questa iniziativa: “Si tratta di un’occasione per i nostri ragazzi di lasciare una traccia positiva nella comunità e di un tassello di un progetto più complessivo che stiamo portando avanti con APAB nell’area Pellegrino Verde dove è attivo un centro di formazione e di educazione ambientale per i giovani. L’obiettivo è dare loro l’opportunità di costruire una professionalità nel settore della cura dei giardini e delle aree verdi”.

[VC]