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venerdì 23 settembre 2011


Carcere di Bologna: la Sartoria Dozza entra nei mercati della città
‘Ndrangheta: gli azzurri si alleneranno su un terreno confiscato 

Sartoria Dozza

Carcere di Bologna: la Sartoria Dozza entra nei mercati della città

Al carcere di Bologna, nel dicembre 2010, è nata la Sartoria Dozza. Il progetto, partito con borse di lavoro di sei mesi attivate dall’Asp Poveri Vergognosi  e gestito dalla cooperativa sociale Siamo qua, ha assunto 4 detenute che, dal luglio scorso, si dedicano, con grande impegno e dedizione, alla confezione di capi di abbigliamento per bambini, vestiti etnici e biancheria per la casa.

Purtroppo, però, la crisi e le dure leggi del mercato sono entrate nel carcere di Bologna e, nonostante le molte commesse ordinate da negozi della città, i conti non tornano: la sartoria è in rosso e sarà costretta a chiudere se le cose non cambieranno nei prossimi 3 mesi. I ricavi, infatti, non sono sufficienti  per rinnovare i contratti di lavoro alle detenute. Da qui l’idea di saltare gli intermediari e rilanciare l’iniziativa sui mercati della città, dove si potranno acquistare i prodotti della sartoria direttamente dalle bancarelle allestite, il sabato e la domenica, tra i quartieri di Porto, S. Stefano, Saragozza, San Vitale e Montagnola.

“Non siamo in cerca di guadagno fine a se stesso – spiega frà Martino Colombo della comunità della parrocchia della Dozza che segue il progetto – ma ci è chiaro che una realtà così deve stare in piedi da sola: se deve andare avanti solo grazie  all’assistenzialismo forse non è il caso”.

Ancora in cantiere l’ulteriore proposta di aprire un punto vendita anche all’interno del centro Xm24 che si occupa della vendita di prodotti biologici e che potrebbe esaltare ancor di più la valenza sociale ed il gusto di questo tipo di produzioni.

[MVC]


‘Ndrangheta: gli azzurri si alleneranno su un terreno confiscato


La Nazionale di calcio si allenerà su un campo speciale: a 48 ore dall’amichevole Italia – Uruguay, Cesare Prandelli allenerà i suoi ragazzi a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, su un campo sorto su un terreno confiscato al boss Teodoro Crea e in gestione dell’Associazione sportiva dilettantistica Rizziconese dal 2007.

La Figc aveva, infatti, assunto l'impegno di portare su quel campo gli Azzurri accogliendo la proposta dell'Associazione Libera, dopo l'incontro di don Luigi Ciotti con il presidente Abete e il ct Prandelli.

L’iniziativa è dedicata alla memoria del piccolo Domenico Gabriele, detto Dodò, rimasto coinvolto nella cosiddetta strage Margherita a Crotone. Inoltre, la presenza della Nazionale a Rizziconi vuole essere una testimonianza di solidarietà nei confronti della popolazione calabrese e di impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata. 

[VC]